00 6/29/2009 10:02 PM
Da "La Stampa"...

29/6/2009

Il giallo dell'enciclica "rubata"

Marco Tosatti


L'anticipazione su alcuni quotidiani della "Caritas in veritate", la terza enciclica di Benedetto XVI, suscita interrogativi e curiosità.


Venerdì pomeriggio messaggeri fidati hanno consegnato alle redazioni di alcuni quotidiani romani – non tutti – misteriose anonime buste dal contenuto “esplosivo”. Dentro, cinque cartelle, redatte con cura, che costituivano una sintesi e un’anticipazione, completa di brani virgolettati, della terza enciclica di Benedetto XVI, la “Caritas in veritate”.

E’ capitato, in passato, che documenti pontifici, encicliche comprese, siano stati anticipati; ma un’operazione come quella compiuta venerdì corso rappresenta un inedito nella storia dell’informazione vaticana. In precedenza le anticipazioni erano exploit personali del singolo giornalista, grazie alla complicità amichevole di qualche “gola profonda”. Qui invece l’impressione è di trovarsi davanti a un’operazione accuratamente preparata e organizzata.
Infatti non è stato passato sottobanco il testo, ma qualcuno ha lavorato per preparare una sintesi, piuttosto lunga e calibrata; e poi l’ha fatta pervenire agli interessati; che forse erano e sono ignari del motore remoto della catena di distribuzione.

E adesso le ipotesi. La più cattiva: qualcuno ha voluto abbassare l’interesse, che è molto alto, intorno al documento papale, ormai di imminente pubblicazione. E in questo caso, dal momento che è evidente che l’autore della sintesi deve essere in possesso del testo, la freccia sarebbe partita dall’interno del mondo vaticano. Non crediamo molto a questa eventualità. Anche perché difficilmente gli autori dell’operazione, che si è svolta a quanto pare grazie a messaggeri discreti, possono sperare di restare anonimi a lungo, in un mondo come quello dei giornalisti, non esattamente impermeabile alle fughe di notizie. Passiamo ora alla seconda ipotesi. Un’ipotesi “istituzionale”; e cioè qualcuno nei Sacri Palazzi ha pensato bene di cominciare a far montare l’interesse intorno alla “Caritas in veritate”, organizzando una piccola distribuzione ben guidata verso alcune testate giudicate degne di ricevere questa emarginazione, non si sa in base a quale criterio. Ma a quanto ci risulta non tutti dietro il Portone di Bronzo, anche a livelli molto alti, erano al corrente dell’iniziativa. Un dettaglio per specialisti.

Se, come è probabile, nei prossimi giorni verrà annunciata la presentazione ufficiale dell’enciclica in Sala Stampa, da quale momento il testo verrà considerato sotto embargo. Cioè chi ne rivelerà delle parti potrà essere punito. L’anticipazione quindi è avvenuta proprio nell’ultimo periodo utile a evitare violazioni formali. E anche questa accortezza non è un elemento da trascurare, nel valutare il caso. Infine una terza ipotesi. Si è molto parlato nei mesi e negli anni scorsi di un’eccessiva passività della gestione dell’informazione vaticana, spesso obbligata ad agire in risposta a critiche e problemi, più che in attacco. Può essere che qualcuno, avendo il testo a disposizione, abbia voluto mettere in pratica un’informazione “dinamica” e anticipare il senso dell’enciclica, per dare una “linea” di interpretazione e prevenire letture parziali o frammentarie. Senza, necessariamente, informare dell’iniziativa i grossi papaveri. Un’operazione “corsara” dalle buone intenzioni. Resta il fatto che il modo in cui l’operazione è stata condotta costituisce un fatto inedito nella storia dell’informazione vaticana.


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