00 6/29/2009 9:48 PM
Da "Messainlatino.it"...

LUNEDÌ 29 GIUGNO 2009

Il vescovo di Basilea ai "difensori del Concilio": abbiate un po’ d’onestà

Father Z. nel suo blog riporta la lettera del vescovo di Basilea, Svizzera, ai suoi preti per il luglio 2009 (questo il link al sito della diocesi). Da leggere con attenzione, sapendo come l’ambiente ecclesiale della Svizzera tedesca sia, al pari della Germania, su posizioni di estrema critica verso il Papa e la sua posizione circa il Concilio e la Tradizione.

Che cosa mi spinge?

Più onestà, per favore!


Nelle ultime settimane molti giornalisti, e anche qualcuno nel clero, hanno espresso la loro opinione su Papa Benedetto. In queste opinioni erano anche contenute molte mezze verità, bugie, e calunnie. La peggiore accusa afferma che il Papa vuole tornare indietro a prima del Concilio Vaticano II. Questa accusa è la peggiore perché implica che proprio la persona che possiede l’autorità di insegnare della Chiesa universale starebbe lavorando per minare l’autorità del Concilio. Questa sentenza, comunque, sarebbe completamente erroneo. Da giovane teologo, Benedetto XVI contribuì molto al Concilio. Chiunque voglia comprendere il Papa ora – non solo dai media – ma anche leggendo ciò che scrive, arriverebbe alla conclusione che egli ha orientato il suo intero magistero sul Concilio [mah: questa affermazione, che si giustifica nello sforzo del vescovo di difendere il Papa dall’accusa fin troppo frequente di "leso Concilio", è in realtà eccessiva: Benedetto XVI fonda il suo Magistero più sui Padri della Chiesa, che sul Concilio, che certo non intende ripudiare bensì reinserire – come si sarebbe dovuto fare fin dall’inizio – nel solco di duemila anni di tradizione della Fede, criticando espressamente l’abusiva esaltazione del Concilio a "superdogma". La riprova di quanto affermato è nella sua ultima – ad oggi – enciclica Spe salvi: unico caso da quarant’anni, essa non cita documenti conciliari, nemmeno una volta!]. Come dovremmo allora capire questa accusa?

[E ora viene il bello...] Molte persone hanno firmato una petizione per l’accettazione senza restrizioni del Concilio. Tanto per cominciare, l’espressione "accettazione senza restrizioni " mi irrita perché io non conosco nessuno, me compreso, a cui si possa applicare. Alcuni esempi scelti a caso basteranno:

Il Concilio non ha abolito il latino nella liturgia. Al contrario, enfatizza che nel rito romano, salvi casi eccezionali, l’uso della lingua latina deve essere mantenuto. Chi tra i vocianti difensori del concilio desidera "accettare senza restrizioni" ciò?

Il Concilio ha dichiarato che la Chiesa considera il canto gregoriano come la "musica propria del rito romano" e che perciò deve avere "posto principale". In quante parrocchie questo è applicato "senza restrizioni "

Il Concilio ha richiesto espressamente che le autorità di governo volontariamente rinunzino a quei diritti di partecipare alla scelta dei vescovi, come insorti nel corso del tempo. Quale difensore del concilio si batte "senza restrizioni " per quello? [per comprendere tale punto, dobbiamo ricordare che in parecchie diocesi del mondo germanico, compresa quella di Basilea, vigono antichi privilegi per cui i vescovi sono scelti con elezioni tra il clero locale, o simili rappresentanze. L’esito è che la scelta diventa appannaggio di cricche semi-politiche o correnti ecclesiali di gruppi e movimenti. Da notare che la rivendicazione dell’elezione dei vescovi su base locale e senza interferenze da Roma è uno dei cavalli di battaglia dei progressisti, appunto di quelli che abusivamente si sciacquano sempre la bocca con un Concilio che, su quasi tutti i punti, ha detto il contrario di quanto essi oggi sostengono]

Il Concilio descrive la natura fondamentale della liturgia come celebrazione del mistero pasquale e il sacrificio eucaristico come "il completamento dell’opera della nostra salvezza". Come può accordarsi tutto questo con la mia esperienza, fatta in molte differenti parrocchie, che la comprensione sacrificale della Messa è stata completamente eliminata dal linguaggio liturgico e la Messa è ora intesa solo come una cena o "lo spezzare del pane"? In quale modo si può giustificare questo cambiamento profondo richiamandosi al Concilio?

Nessun incarico della Chiesa ha ricevuto più importanza dal Concilio di quello del vescovo [vero: anche troppo, a discapito del ruolo sacerdotale!]. Come possiamo allora comprendere la vasta diminuzione in Svizzera di questa carica ecclesiale, che viene giustificata in riferimento al Concilio? Quando, ad esempio, Hans Kung nega completamente l’autorità docente dei vescovi, concedendo loro solo l’incarico di guida pastorale?
Non sarebbe difficile allungare questa litania. Anche così, dovrebbe essere ovvio perché io chiedo più onestà nel corrente dibattito sul Concilio. Invece di accusare gli altri, e perfino il Papa, di voler tornare a prima del Concilio, ciascuno farebbe bene a tornare a leggere i propri libri e verificare la propria personale posizione sul Concilio. Perché non tutto quello che fu detto e fatto dopo il Concilio, è avvenuto in accordo con il Concilio – e questo riguarda anche la diocesi di Basilea. In ogni caso, le ultime settimane mi hanno mostrato che un problema primario nella situazione attuale, è stata una comprensione e accettazione del Concilio molto povera, e in parte molto partigiana, perfino da cattolici che difendono il Concilio "senza restrizioni". A questo riguardo noi tutti, e ancora una volta anche io, abbiamo molta strada da fare. Perciò ripeto nuovamente la mia urgente richiesta: più onestà, per favore.

+ Kurt Koch


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Papa Ratzi Superstar









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