00 6/8/2009 9:36 PM
Da "Messainlatino.it"...

LUNEDÌ 8 GIUGNO 2009

Motu proprio ambrosiano? Il vescovo di Lugano non ci sta.

Come volevasi dimostrare. Vescovi ambrosiani al contrattacco contro l'Ecclesia Dei. Riportiamo un articolo di Ticinonews

L'idea è partita dal vicerettore del Collegio di Ascona, che ha ricevuto il nullaosta dal Vaticano. Ma l'iniziativa non è piaciuta al vescovo Piergiacomo Grampa [nella foto; bella mitra!].


Celebrare la messa in latino al Collegio Papio di Ascona? Per il vescovo Piergiacomo Grampa non se ne parla proprio, per il Vaticano invece è fattibile. L’idea è partita da padre Jeffry Moore, vicerettore del Papio di Ascona, che ha chiesto consiglio al Vaticano, ricevendo una risposta positiva. La lettera di conferma, scrive il Caffè, è arrivata pochi giorni fa. “Si tratta di infiltrazioni lefevriane?”, chiede il giornalista del Caffè a don Patrizio Foletti, rettore del Collegio. Pronta la risposta di don Foletti: “Macché scherziamo! Padre Moore ha posto questa domanda a titolo del tutto personale e puramente accademico. Domanda che, peraltro, il nostro vescovo non ha per niente gradito”.


“Io non ce l’ho affatto con la messa in latino [nooo! e figuriamoci...] - afferma il vescovo Grampa, che per anni è stato direttore dell’Istituto di Ascona -. Il papa ha riconosciuto un rito straordinario, secondo l’antica liturgia, accanto al rito ordinario. Ma non bisogna confondere tra i due riti. Il problema vero è che padre Moore chiedeva di celebrare in ambrosiano in un territorio romano, quale Ascona. Ciò non è confacente alle regole, perche il rito è territoriale”.“Noi siamo rigorosamente di rito romano - sottolinea ancora don Foletti -. E poi, con questa storia del rito ambrosiano… è vero che quando è stato fondato il collegio, con gli Oblati, il rito sull’altare maggiore era quello, ma è dal XVII secolo che gli Oblati non ci sono più. Le nostre urgenze pastorali sono ben altre, che non queste storie [solito benaltrismo]. Le assicuro, comunque, che il nostro vescovo non l’ha presa affatto sul ridere”. Ma qualche attrito con il vescovo, ci deve essere stato. La conferma arriva da padre Moore: “La situazione è molto delicata. Ci sono tanti elementi...”. Il vicerettore ribadisce inoltre che l’idea è stata sua e non del Collegio. “Posso solo aggiungere - termina - che con don Foletti abbiamo chiarito tutto”.


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