Viaggi pastorali in Italia

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Paparatzifan
00Monday, October 4, 2010 11:19 PM
Dal blog di Lella...

La Sicilia che respira

Dieci ore sono bastate a Benedetto XVI per parlare al cuore più vero di Palermo, della Sicilia e dei siciliani. E tramite loro a tutta l'Italia, come ha detto nell'incontro con i giovani, l'ultimo ma che il Papa stesso ha definito "quello centrale" di una giornata davvero memorabile. In una visita che ha permesso a centinaia di migliaia di persone - forse quasi mezzo milione, comunque tantissimi, sommando i fedeli presenti alle celebrazioni e i palermitani riversatisi nelle strade di una bellissima capitale europea - di accogliere il vescovo di Roma. Che è venuto per confermare i cristiani ed è tornato a casa a sua volta confermato dalla fede e dalla speranza dei siciliani.
Come ha voluto lui stesso sottolineare ancora ai giovani, lasciandosi poi abbracciare con tenerezza da tutti quelli che lo circondavano sul palco.
È stato un avvenimento importante, e certo non solo per la Sicilia. Ma la maggioranza dei media italiani sembra non averlo valutato per quello che veramente si è dimostrato, tra agenzie di stampa poco attente al suo insieme e quotidiani nazionali che magari vi hanno dedicato spazio ma non hanno ritenuto che meritasse la prima pagina (con l'eccezione di molte aperture televisive e dei richiami su "la Repubblica" e "l'Unità").
Sino al londinese "The Independent", arrivato a negare la forte condanna della mafia da parte di Benedetto XVI facendo rimpiangere l'esemplare comportamento dei media britannici durante la visita papale nel Regno Unito.
Invece a Palermo il Papa ha condannato la criminalità mafiosa più volte, sin dall'omelia durante la grande messa sul mare, e con una nettezza inequivocabile: ricordando per ben tre volte don Pino Puglisi, "ucciso dalla mafia" in un "barbaro assassinio", e ricollegandosi significativamente alla predicazione, anche attuale, dell'episcopato siciliano. Aggiungendo poi, a conclusione della visita, un gesto simbolico che resterà: nelle luci struggenti del crepuscolo sull'autostrada, l'omaggio e la preghiera silenziosa davanti alla stele di Capaci che ricorda Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani, vittime dell'attentato mortale divenuto emblema della lotta contro il fenomeno mafioso.
Benedetto XVI nella capitale siciliana ha lasciato parole che non saranno dimenticate, portando "un forte incoraggiamento a non aver paura di testimoniare con chiarezza i valori umani e cristiani" e alzando la voce per scandire che "ci si deve vergognare del male, di ciò che offende Dio, di ciò che offende l'uomo; ci si deve vergognare del male che si arreca alla Comunità civile e religiosa con azioni che non amano venire alla luce!". Esortando poi i giovani, certo non solo in Sicilia, a non avere paura di contrastare il male. "Non cedete - ha detto loro il Pontefice - alle suggestioni della mafia, che è una strada di morte, incompatibile con il Vangelo".
Ma come si possono superare le tante difficoltà, i problemi di ogni giorno, preoccupazioni sempre più assillanti? Il Papa lo ha ripetuto nei tre grandi incontri palermitani e lo ha riassunto ai giovani: andando alla radice, tenendo accesa nelle famiglie - che sono il luogo primo dell'educazione - "la fiaccola della fede che si trasmette di generazione in generazione", in una terra cristiana per antichissima tradizione e vitalità, come è la Sicilia. Che ha un futuro se si imiteranno le donne e gli uomini che l'hanno fatta crescere, magari silenziosamente. Per creare una nuova speranza, nella certezza che nessuno potrà togliere la gioia e la forza di Dio alla Chiesa. Che, al servizio di tutti, può e vuole aiutare la Sicilia a respirare.

g. m. v.

(©L'Osservatore Romano - 4-5 ottobre 2010)


Paparatzifan
00Monday, October 4, 2010 11:20 PM
Dal blog di Lella...

«La mafia è solo una strada di morte»

A FINE giornata, ferma il corteo di auto blu che lo riporta all’aeroporto. Capaci, 1992.
Una bomba sventrò l’autostrada nel momento in cui passava il giudice Falcone. Morirono sul colpo lui, la moglie, gli uomini della scorta. In quel punto esatto, dalla berlina blindata scende il Papa.
Nelle ombre della sera, la figura bianca, anziana e compassata di Ratzinger, si ferma a pregare in silenzio. Depone una corona di fiori. Benedetto XVI ha voluto concludere così la sua giornata a Palermo.
Il Papa tedesco lascia da parte i toni meditativi che gli sono più consoni ed entusiasma migliaia di giovani che, all’epoca delle bombe contro Falcone e Borsellino, erano bambini o non erano neppure nati. Nella centrale piazza Politeama, nel tardo pomeriggio, cantano cori da stadio, esultano, e quando lui chiama il problema per nome («Non cedete alle suggestioni della mafia, che è una strada di morte, incompatibile con il Vangelo») lo interrompono con scrosci di applausi. Il Papa arriva la mattina in Sicilia. Ad accoglierlo allo scalo che porta il nome della guerra di mafia — l’aeroporto Falcone-Borsellino — ci sono l’arcivescovo Paolo Romeo, il governatore Lombardo e il sindaco Cammarata. Da Roma sono arrivati anche due pesi massimi della politica nazionale, il presidente del Senato Schifani e il ministro della Giustizia Alfano, entrambi siciliani. La giornata è soleggiata, il Papa sorride.

A PRANZO, con i vescovi siciliani, mangia «panelle», involtini di melanzane, frutti di mare e cassata. Ma, per il Papa, non è una giornata di festa. «So che a Palermo, come anche in tutta la Sicilia, non mancano difficoltà, problemi e preoccupazioni», dice nella messa mattutina al Foro italico, di fronte a oltre 200mila fedeli da tutta l’isola. Parla di disoccupazione, precarietà, «sofferenza fisica e morale e a causa della criminalità organizzata». Dice: «Sono qui per darvi un forte incoraggiamento a non aver paura di testimoniare con chiarezza i valori umani e cristiani». E’ un crescendo. Il Papa decide di battere e ribattere sullo stesso tasto. «Ci si deve vergognare del male, di ciò che offende Dio, di ciò che offende l’uomo. La tentazione dello scoraggiamento, della rassegnazione — ammonisce — viene a chi è debole nella fede, a chi confonde il male con il bene, a chi pensa che davanti al male, spesso profondo, non ci sia nulla da fare».

MENTRE la politica nazionale si ingolfa e i vescovi italiani, da alcuni mesi, hanno iniziato ad alzare la voce a favore di un «federalismo solidale», al Papa preme di indicare degli esempi positivi. Cita Rosario Livatino, il «giudice ragazzino» ucciso nel 1990 a 38 anni, e parla ripetutamente di don Pino Puglisi. Parroco del quartiere Brancaccio, al killer che lo freddò disse solo: «Me l’aspettavo». Per entrambi è in corso il processo di beatificazione. Ratzinger sembra non dubitare dell’esito: «La Sicilia — scandisce — è terra di santi». E non solo di mafia.

© Copyright Quotidiano.net


Paparatzifan
00Tuesday, October 5, 2010 11:53 AM
Dal blog di Lella...

Sottovalutato dai grandi media il messaggio di Papa Ratzinger

Ribaditi i toni forti usati contro la mafia e i numeri sull'affluenza. Qualche curiosità

PALERMO
La visita del Papa a Palermo «è stato un avvenimento importante, e certo non solo per la Sicilia. Ma la maggioranza dei media italiani sembra non averlo valutato per quello che veramente si è dimostrato, tra agenzie di stampa poco attente al suo insieme e quotidiani nazionali che magari vi hanno dedicato spazio ma non hanno ritenuto che meritasse la prima pagina.
Sino al londinese "The Independent", arrivato a negare la forte condanna della mafia da parte di Benedetto XVI facendo rimpiangere l'esemplare comportamento dei media britannici durante la visita papale nel Regno Unito».
Lo scrive l'Osservatore Romano in un editoriale a firma del direttore, Giovanni Maria Vian.
«Invece – rileva la nota – a Palermo il Papa ha condannato la criminalità mafiosa più volte, sin dall'omelia durante la grande messa sul mare, e con una nettezza inequivocabile: ricordando per ben tre volte don Pino Puglisi, "ucciso dalla mafia in un barbaro assassinio", e ricollegandosi significativamente alla predicazione, anche attuale, dell'episcopato siciliano. Aggiungendo poi, a conclusione della visita, un gesto simbolico che resterà: nelle luci struggenti del crepuscolo sull'autostrada, l'omaggio e la preghiera silenziosa davanti alla stele di Capaci che ricorda Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani, vittime dell'attentato mortale divenuto emblema della lotta contro il fenomeno mafioso».
Al di là dell'insufficiente eco mediatica, per il prof. Vian, «Benedetto XVI nella capitale siciliana ha lasciato parole che non saranno dimenticate, portando «un forte incoraggiamento a non aver paura di testimoniare con chiarezza i valori umani e cristiani» e alzando la voce per scandire che "ci si deve vergognare del male, di ciò che offende Dio, di ciò che offende l'uomo; ci si deve vergognare del male che si arreca alla Comunità civile e religiosa con azioni che non amano venire alla luce!" Esortando poi i giovani, certo non solo in Sicilia, a non avere paura di contrastare il male» non cedendo «alle suggestioni della mafia, che è una strada di morte, incompatibile con il Vangelo».
«Ma - si chiede il direttore dell'Osservatore - come si possono superare le tante difficoltà, i problemi di ogni giorno, preoccupazioni sempre più assillanti? Il Papa lo ha ripetuto nei tre grandi incontri palermitani e lo ha riassunto ai giovani: andando alla radice, tenendo accesa nelle famiglie che sono il luogo primo dell'educazione, "la fiaccola della fede che si trasmette di generazione in generazione", in una terra cristiana per antichissima tradizione e vitalità, come è la Sicilia. Che ha un futuro se si imiteranno le donne e gli uomini che l'hanno fatta crescere, magari silenziosamente. Per creare una nuova speranza, nella certezza che nessuno potrà togliere la gioia e la forza di Dio alla Chiesa. Che, al servizio di tutti, può e vuole aiutare la Sicilia a respirare».
Il giorno dopo la città è alle prese con il ritorno alla normalità, fra cassonetti dei rifiuti rimossi e da rimettere a posto, la pulizia delle strade invase dalla folla, il ripristino dei luoghi di aggregazione.
E ci sono anche curiosità da registrare, come il numero dei fedeli che hanno partecipato.
Il portavoce del Vaticano aveva diramato una precisazione relativa alle presenze al Foro italico che alcuni media avevano vistosamente sottostimato. «A proposito delle persone presenti alla messa del Papa - aveva lamentato padre Lombardi - diverse agenzie continuano a riportare la cifra evidentemente errata di 30 mila presenze. Si fa presente che sia la Questura sia i carabinieri di Palermo verso la fine della messa hanno dato la cifra di oltre 200 mila persone».
Poi un episodio singolare: in piazza Politeama un cane nero senza padrone è riuscito ad arrivare fino al retropalco, creando un certo imbarazzo negli uomini che proteggevano Papa Ratzinger.
È accaduto alla fine dell'incontro con i giovani e non c'era verso di allontanare l'animale. Il segretario del Pontefice, mons. Georg Gaenswein, ha risolto la situazione con un gesto coraggioso: ha accompagnato lui il cane nero fino dal Papa, che lo ha accarezzato familiarizzando subito con un esemplare che in alcuni presenti incuteva un certo timore.
Anche a Birmingham, due settimane fa, all'Oratorio San Filippo Neri, il Papa aveva accarezzato lungamente un grande gatto soriano.

© Copyright Gazzetta del sud, 5 ottobre 2010


Paparatzifan
00Tuesday, October 5, 2010 12:15 PM
Dal blog di Lella...

Editoriale

Ratzinger spiazza tutti

Giuseppe Di Fazio

Papa Ratzinger ha toccato il cuore dei siciliani. E, in particolare, dei giovani. Non s'è fatto tirare per la tonaca dalle richieste che gli erano arrivate alla vigilia. Ognuno pretendeva una parola del Papa. Su tutto.
Benedetto XVI non ha dato ricette per l'uso, né ha lanciato messaggi a effetto. Ha preso, invece, sul serio i bisogni e i problemi che gli venivano manifestati, accettando di accompagnare i siciliani nella scoperta di una risposta non convenzionale. Ratzinger ha così offerto una testimonianza sui generis di una intelligenza di fede che diviene al tempo stesso capacità di leggere più in profondità il reale.
Ai giovani non ha offerto teorie, ma la proposta di alcuni modelli di loro coetanei santi. Giovani anch'essi, dei nostri tempi e, per lo più, della nostra regione. Come Rosario Livatino. O come Pina Suriano, o Mario Restivo o Maria Carmelina Leone. Esempi di un cristianesimo vissuto nelle strade dell'Isola a livello alto. Ma non per questo meno praticabile. «Così - ha detto il Papa ai giovani - potrete rinnovare in modo profondo la vostra terra».
E' questa la vera alternativa a quella «strada di morte, incompatibile con il Vangelo» che è la mafia. Una alternativa che ogni uomo aperto alla verità e alla giustizia può percorrere. Per questo, sulla via del ritorno, Papa Ratzinger s'è fermato in preghiera sul luogo dell'eccidio di Capaci.

© Copyright La Sicilia, 4 ottobre 2010


Paparatzifan
00Tuesday, October 5, 2010 12:55 PM
Dal blog di Lella...

Un viaggio che lascia il segno (e disattenzioni che colpiscono)

Messaggero di certezze che parla al cuore

Paola Ricci Sindoni

Qual è il segreto che attraversa l’azione pastorale di questo Papa?
Che cosa e come riesce a comunicare alla gente che, subito intervistata a Palermo, ha espresso con commozione la gioia intima suscitata da questi incontri? Basta rileggere il contenuto dei suoi messaggi per scoprire con sorpresa ciò che si nasconde e si rende subito evidente dal tono caldo, profondo e coinvolgente del suo dire.
Benedetto XVI infatti si è rivolto alle tante, tantissime, persone raccolte domenica mattina al Foro Italico Umberto I di Palermo, non con l’incedere solenne dell’autorità che dall’alto esprime le proprie convinzioni e proposte per il futuro personale e sociale dei siciliani.
Il Papa ha scelto invece la strada più rischiosa, ma di sicuro la più efficace per entrare nel cuore del suo popolo: guardare negli occhi di ciascuno e di tutti e parlare in prima persona con l’umiltà del testimone e la forza del suo credere, rivolgendo i suoi pensieri ai tanti "tu" che l’ascoltavano.
Io e tu: i pronomi personali che dicono fraternità, amicizia, sentire comune cioè, in nome di una singolare esperienza di fede, che ci vede tutti uguali, servi di Dio – come ha commentato nell’omelia – capaci di condividere «gioie e speranze, fatiche e impegni, ideali e aspirazioni», segnati dalla comune appartenenza all’unico Maestro e Signore. Dall’alto del suo magistero, il Papa non è andato a Palermo ad analizzare criticamente, a giudicare e a condannare i mali endemici dell’isola – la mafia, il malgoverno, l’indifferenza dei poteri istituzionali – ma si è rivolto, pari a pari, ai suoi uditori per confortarli e incoraggiarli, convinto che solo andando alla radice dell’anima, dove si custodiscono e crescono le convinzioni religiose, le ansie e le preoccupazioni per il futuro, è possibile ricostruire le ragioni di una fede generatrice di ethos condiviso.
Nel discorso ai sacerdoti, come in quello rivolto ai giovani e alle famiglie, pressante è stato il suo appello a non lasciarsi sopraffare dallo scoraggiamento e dalla rassegnazione – vere passioni tristi dei siciliani – radicandosi dentro il percorso affascinante e difficile della fede vissuta e amata, che diventa energia operativa, origine fontale della speranza, fortificazione nel bene e nella virtù pubblica della responsabilità e della giustizia.
Nel pomeriggio, in una piazza Politeama stracolma di giovani e di famiglie, il Papa continua il suo dialogo intimo e fecondo esprimendo una straordinaria convinzione: io, vescovo di Roma, vengo a confermare i cristiani nella fede, ma torno a casa confermato a mia volta dalla vostra fede e dalla vostra speranza!

Ecco svelato il segreto: Benedetto XVI sa parlare alle persone, riesce a stabilire un contatto nel profondo con il suo popolo anche perché, forte del messaggio da comunicare, diventa lui stesso messaggero, testimone di una fede vissuta che, tramite il circuito virtuoso della Grazia, si alimenta ogni volta che entra in comunione con l’altro. Non è questa l’autentica azione pastorale, quella cioè che non parla della fede, ma esprime la fede, la comunica in una pratica dialogica che coinvolge in modo personale tutti e ciascuno?

Nessuna meraviglia perciò che i giornalisti di altre testate, che curiosamente andavano a spulciare notizie a effetto, del tipo: "niente accenno alla pedofilia?" oppure "il Papa ha detto poco contro la mafia!", siano rimasti a bocca asciutta.

Molta più meraviglia che a fronte di un fatto vero, rotondo, "di massa" (anche se di una massa fatta di persone straordinariamente in dialogo tra loro) i giornali – con poche eccezioni – abbiano relegato la notizia della visita palermitana alle settime e dodicesime e diciannovesime pagine... Ma la verità – si sa – non si alimenta di chiacchiere, si nutre di fatti, di fiducia e di fermezza.

© Copyright Avvenire, 5 ottobre 2010


Paparatzifan
00Tuesday, October 5, 2010 1:22 PM
Dal blog di Lella...

PAPA: A PALERMO CANE ELUDE SBARRAMENTI E LUI LO ACCAREZZA

Salvatore Izzo

(AGI) - Palermo, 4 ott.

Hanno tentato di fermarlo, ma in piazza Politeama un cane nero senza padrone e' riuscito ieri a arrivare fino al retropalco, creando un certo imbarazzo negli uomini che proteggevano Papa Ratzinger.
E' accaduto alla fine dell'incontro con i giovani e - a quanto riferiscono testimoni - non c'era verso di allontanare l'animale.
Il segretario del Pontefice, mons. Georg Gaenswein, ha risolto la situazione con un gesto coraggioso: ha accompagnato lui il cane nero fino dal Papa, che lo ha accarezzato familiarizzando subito con un esemplare che in alcuni presenti incuteva in certo timore.
Anche a Birmingham, due settimane fa, all'Oratorio San Filippo Neri di Birmingham il Papa aveva accarezzato lungamente un grande gatto sorianoche si chiama Puskin, in onore del grande scrittore russo.
E all'Oscott College, congedandosi dalle forze dell'ordine che avevano vegliato su di lui, Benedetto XVI si era chinato a familiarizzare con un cane poliziotto tenuto a guinzaglio da un agente.

© Copyright (AGI)


-danich-
00Wednesday, October 6, 2010 12:00 AM
Papa a Palermo, Romeo: mettiamo a frutto questa straordinaria esperienza

L’arcivescovo: “Sta a noi camminare alla luce di quello che il Pontefice ci ha detto. Bisogna proporre un modello diverso”


PALERMO. La visita del papa a Palermo è stata un successo, secondo l’arcivescovo Paolo Romeo, presidente della Conferenza episcopale siciliana. “La gente si aspetta questo da noi, il Papa è venuto per offrire una risposta agli aneliti della gente. Sta a noi ora mettere a frutto questa straordinaria esperienza”, commenta in un’intervista pubblicata sul Giornale di Sicilia di oggi e firmata da Alessandra Turrisi.

“Se noi lasciamo crescere una gioventù oziosa, la abituiamo alla crescita dei vizi – aggiunge Romeo -. Questo stato di cose non si combatte condannando i vizi, ma proponendo un modello diverso. Osserviamo la formazione di una famiglia: non si può essere educatori a ore, ma dedicati all’educazione”.
Sulle parole del Papa commenta: “Sta a noi camminare alla luce di quello che il Papa ci ha detto, in ricordo di questa giornata. Dipende da noi”.

Paparatzifan
00Wednesday, October 6, 2010 8:37 AM
Dal blog di Lella...

«E' solo con la fede che potete rendere più bella la Sicilia»

Ratzinger spiazza tutti parlando al cuore dei siciliani. E a seguirlo sono in 400mila

Giuseppe Di Fazio

nostro inviato

Palermo.

Papa Ratzinger spiazza tutti. Sindacati e politici, ecclesiastici e laici «impegnati», esperti di statistica e giornalisti.
Partiamo dai numeri. Si aspettavano a Palermo 100 mila fedeli, ma attorno al Papa, con grande sorpresa degli stessi organizzatori, se ne sono radunati circa 400 mila, di cui almeno 50 mila giovani.
E' un fatto. Che contraddice l'immagine di un Pontefice arcigno, lontano dai fedeli.
Il Papa non s'è smentito, invece, nella novità del messaggio che ha offerto ai siciliani.
Nella vigilia della visita a Palermo molti avevano cercato di attirare l'attenzione di Benedetto XVI su questioni particolari: la disoccupazione, il precariato, la mafia, la questione meridionale, la lentezza nell'iter della beatificazione di don Puglisi.
Ciascuno chiedeva (e pretendeva) una risposta, possibilmente in linea con la propria posizione, come se il Papa fosse il responsabile di un'agenzia di risoluzione dei problemi a buon mercato.
Benedetto XVI, apparentemente, non ha risposto ad alcuna di queste domande. E lo ha fatto coscientemente. Non per glissare i problemi, che ci sono e sono gravi (ha citato quanti vivono in una «condizione di precarietà, a causa della mancanza di lavoro, dell'incertezza del futuro, della sofferenza fisica e morale e a causa della criminalità organizzata»). Ma per «condividerli» con la gente di Sicilia e per indicare una via non convenzionale alla loro soluzione. Questa via per il Papa ha un nome semplicissimo, ma spesso dimenticato o accantonato come una cosa risaputa.
E' la fede, vissuta in maniera alta, senza sconti, nella prospettiva della santità. Proprio ai ragazzi Benedetto XVI ha indicato alcuni esempi concreti di giovani del nostro tempo, in gran parte siciliani, che hanno vissuto la fede in maniera convinta e profonda: Rosario Livatino, il giudice ragazzino ucciso dalla mafia; Pina Suriano, la giovane di Partinico militante di Azione cattolica; Maria Carmelina Leone, palermitana, morta diciassettenne comunicando amore pur dentro l'esperienza di una gravissima malattia; Mario Giuseppe Restivo, uno scout di Castelbuono di cui è in corso la causa di beatificazione. Per tutti loro la fede fu «come una leva che muove molto più del proprio peso», e perciò fu in grado di compiere cose impensabili, straordinarie, come, per usare un'immagine evangelica, «sradicare un grande albero e trapiantarlo nel mare».
Nella mentalità corrente (anche in ambito cristiano) si individua normalmente il limite dei cattolici (in politica, nell'imprenditoria, nel mondo accademico, nella scuola) nella loro incoerenza. Come se il problema fosse la difficoltà a «tradurre» in pratica il messaggio evangelico.
Il Papa ieri è andato più alla radice: la questione - ha detto - è la fede, non solo la sua traduzione in pratica. E, rivolto in particolare ai siciliani, ha così proseguito: «La fede vi dona la forza di Dio, per essere sempre fiduciosi e coraggiosi, per andare avanti con nuova decisione, per prendere le iniziative necessarie a dare un volto sempre più bello alla vostra terra».
Chi è radicato nella fede, infatti, è capace di portare nel mondo - secondo Ratzinger - la «forza dirompente del Vangelo». Il Papa ha indicato, a questo proposito, l'esempio dei santi: quelli antichi come Rosalia, Agata e Lucia, e quelli recenti come don Pino Puglisi, ucciso barbaramente dalla mafia nel 1993.
L'insistenza sui modelli positivi, tratti dalla storia recente della nostra Isola, ha permesso a Benedetto XVI di comunicare un'idea elementare: il cristianesimo non è un discorso, o un insieme di regole, ma un'esperienza di vita piena e desiderabile, che è alla portata di tutti.
Questa radicalità di Papa Ratzinger, che va al cuore dei problemi senza teatralità, ha parlato soprattutto al cuore dei giovani che ieri in quarantamila sono venuti tutta la Sicilia per ascoltarlo.
In Benedetto XVI i giovani hanno trovato un padre che prende sul serio le domande del loro cuore, si lascia interrogare da esse e offre alla libertà e alla ragione di ciascuno una ipotesi di risposta.
A Palermo Benedetto XVI ha scritto una pagina nuova per la Chiesa e per la società siciliane.

© Copyright La Sicilia, 4 ottobre 2010


Paparatzifan
00Wednesday, October 6, 2010 8:39 AM
Dal blog di Lella...

«Sacerdoti, spalancate le porte ai giovani» «Imitate don Pino Puglisi»

Invito a prendere esempio dal parroco di Brancaccio che ha «strappato» i ragazzi alla strada

Palermo.

L'appello ai sacerdoti ad essere "uomini di preghiera, per essere anche maestri di preghiera", l'invito a riservare particolare attenzione ai giovani. E soprattutto il ricordo di don Pino Puglisi, parroco di Brancaccio ucciso dalla mafia nel '93, definito "eroico esempio da imitare". Sono i principali temi trattati da Benedetto XVI nel messaggio rivolto al Clero, radunato ieri in Cattedrale. Quasi 3 mila sacerdoti, religiosi e seminaristi hanno accolto il Santo Padre. Benedetto XVI, che si è fatto "avvolgere" da questo calore, poco prima aveva lasciato il Palazzo Arcivescovile e percorso a piedi la breve distanza che separa l'edificio dalla cattedrale: non è entrato però dal sagrato della chiesa, bensì da un cancello adiacente. Il Papa non si è affacciato dalla finestra della Curia.
L'arcivescovo di Palermo, mons. Paolo Romeo, ha introdotto il discorso del Santo Padre con queste parole: "Ad accogliere la Santità Vostra sono queste pietre così antiche e preziose […]. In questo edificio materiale, Santità, lei incontra quelle preziose "pietre vive" che edificano il corpo mistico di Cristo che è la chiesa". Mons. Romeo ha poi ricordato l'esempio di don Puglisi, definito "una preziosa eredità che edifica la chiesa".
Il Santo Padre, dal canto suo, ha rivolto al clero vari appelli. "Siate sempre uomini di preghiera, per essere anche maestri di preghiera", ha detto il Pontefice, che ha esortato i preti a trovare l'identità in Cristo: "Il sacerdote non può restare lontano dalle preoccupazioni quotidiane del Popolo di Dio; anzi, deve essere vicinissimo, ma da sacerdote, sempre nella prospettiva della salvezza e del Regno di Dio". Vicinanza soprattutto ai giovani: "Spalancate le porte delle parrocchie, perché possano aprire le porte del loro cuore a Cristo! Mai le trovino chiuse!".
Giovani come quelli che padre Puglisi ha "strappato" alla strada alle tentazioni della mafia, prima di essere ucciso. "Egli - ha detto il Papa - aveva un cuore che ardeva di autentica carità pastorale; ha dato largo spazio all'educazione dei ragazzi e dei giovani, e insieme si è adoperato perché ogni famiglia cristiana vivesse la fondamentale vocazione di prima educatrice della fede dei figli. Lo stesso popolo affidato alle sue cure pastorali ha potuto abbeverarsi alla ricchezza spirituale di questo buon pastore, del quale è in corso la causa di Beatificazione. Vi esorto a conservare viva memoria della sua feconda testimonianza sacerdotale imitandone l'eroico esempio".
Tra i sacerdoti presenti in Cattedrale, don Maurizio Francoforte, parroco di San Gaetano, la chiesa di Brancaccio in cui padre Puglisi esercitò il suo ministero. "Chi vive nel Signore, vive in eterno", ha dichiarato Francoforte che ha auspicato "al più presto la beatificazione" del prete antimafia. Don Carmelo Vicari, parroco di S. Ernesto, si è soffermato sul monito del Papa ai preti riguardo i giovani: "Non bisogna avere paura dei loro problemi, occorre essere disponibili, aprire gli spazi delle parrocchie".
Da padre Antonino Raspanti, già preside della facoltà teologica di Sicilia, infine un appello ai fedeli siciliani a non scoraggiarsi davanti ai problemi: "Una fede matura cresce dinanzi alle difficoltà. Ci vogliono uomini e donne che abbiano bontà, umiltà e forza di rispondere con integrità al Vangelo".

© Copyright La Sicilia, 4 ottobre 2010


+PetaloNero+
00Wednesday, October 6, 2010 3:33 PM
La parola del Papa, piccolo seme gettato in terra di Sicilia
di Giuseppe Adernò*



CATANIA, mercoledì, 6 ottobre 2010 (ZENIT.org).- La visita del Santo Padre a Palermo non può essere considerata una data del calendario di ottobre già trascorsa e dimenticata, ma deve lasciare un segno e sul solco della sua parola costruire azioni di apostolato e di presenza cristiana.

Il Pap ha incontrato la Chiesa di Sicilia e i siciliani e tra i tanti commenti ed interviste è stata significativa la considerazione che se tutti i giovani e i siciliani presenti al Foro Italico e in Piazza Politeama dessero concretezza alla parola del Papa mediante una significativa azione di volontariato e di servizio nella Chiesa, il volto della Sicilia sarebbe totalmente rinnovato.

Quello di Benedetto XVI è stato un invito pressante a non avere paura di “vivere e testimoniare la fede nei vari ambiti della società, nelle molteplici situazioni dell’esistenza umana, soprattutto in quelle difficili! La fede vi dona la forza di Dio per essere sempre fiduciosi e coraggiosi, per andare avanti con nuova decisione, per prendere le iniziative necessarie a dare un volto sempre più bello alla vostra terra”.

La nostra bella Isola è stata tra le prime regioni d’Italia ad accogliere la fede degli Apostoli, a ricevere l’annunzio della Parola di Dio, ad aderire alla fede in modo così generoso che, anche in mezzo a difficoltà e persecuzioni, è sempre germogliato in essa il fiore della santità”, rendendola appunto “ terra di santi, che hanno vissuto il Vangelo con semplicità ed integralità”.

Con queste motivazioni il Papa ha spronato tutti laici e clero : “Ci si deve vergognare del male, di ciò che offende Dio, di ciò che offende l’uomo; ci si deve vergognare del male che si arreca alla Comunità civile e religiosa con azioni che non amano venire alla luce!”, ha dichiarato il Papa e mai vergognarsi di dare testimonianza al Signore nostro.


“La tentazione dello scoraggiamento, della rassegnazione, viene a chi è debole nella fede, a chi confonde il male con il bene, a chi pensa che davanti al male, spesso profondo, non ci sia nulla da fare”. Chi invece è “saldamente fondato sulla fede”, chi “ha piena fiducia in Dio e vive nella Chiesa”, “è capace di portare la forza dirompente del Vangelo”.


Risuona ancora nei nostri cuori e ci dà forza la voce solenne del Santo Padre: “Popolo di Sicilia, guarda con speranza al tuo futuro! Fa’ emergere in tutta la sua luce il bene che vuoi, che cerchi e che hai! Vivi con coraggio i valori del Vangelo per far risplendere la luce del bene! Con la forza di Dio tutto è possibile!”.

Da Maestro e Pastore ha inoltre tracciato una via da seguire, quella dell’umiltà: se ci si accosta a Dio con umiltà, sarà Egli stesso a servirci. Gesù, ha spiegato, ci fa prendere coscienza che “siamo servi di Dio”, che “non siamo creditori nei suoi confronti, ma siamo sempre debitori, perché dobbiamo a Lui tutto, perché tutto è suo dono”. “Accettare e fare la sua volontà è l’atteggiamento da avere ogni giorno, in ogni momento della nostra vita”.

Nella catechesi domenicale ci ha insegnato che “davanti a Dio non dobbiamo mai presentarci come chi crede di aver reso un servizio e di meritare una grande ricompensa. Questa è un’illusione che può nascere in tutti, anche nelle persone che lavorano molto al servizio del Signore, nella Chiesa. Dobbiamo, invece, essere consapevoli che, in realtà, non facciamo mai abbastanza per Dio”. “Se faremo ogni giorno la volontà di Dio, con umiltà, senza pretendere nulla da Lui, sarà Gesù stesso a servirci, ad aiutarci, ad incoraggiarci, a donarci forza e serenità”.


L’umiltà, ha proseguito il Papa, consiste anche nell’essere consapevoli della necessità di approfondire sempre il rapporto con il Signore. “Gesù ha educato i suoi discepoli a crescere nella fede, a credere e ad affidarsi sempre di più a Lui, per costruire sulla roccia la propria vita. Per questo essi gli chiedono: ‘Accresci in noi la fede’”, ha sottolineato citando il Vangelo del giorno (Lc 17, 5-10)
“E’ la domanda fondamentale: i discepoli non chiedono doni materiali, non chiedono privilegi, ma chiedono la grazia della fede, che orienti e illumini tutta la vita; chiedono la grazia di riconoscere Dio e di poter stare in relazione intima con Lui, ricevendo da Lui tutti i suoi doni, anche quelli del coraggio, dell’amore e della speranza”.

La fede, ha proseguito il Pontefice, ha un’“incredibile vitalità”, è “come una leva che muove molto più del proprio peso. Basta un pizzico di fede, per poter compiere cose impensabili, straordinarie, come sradicare un grande albero e trapiantarlo nel mare”.


Rileggere e quasi riascoltare a distanza di giorni queste sagge parole, lezioni di vita che penetrano e lasciano il segno significa concretamente “fidarci di Cristo, accoglierlo, lasciare che ci trasformi, seguirlo fino in fondo”, “rende possibili le cose umanamente impossibili, in ogni realtà” ed ecco la “conversione” la “metanoia” che apre a cieli nuovi e terra nuova.

La parola del Papa, piccolo seme gettato in terra di Sicilia attende il suo germoglio in primavera, ma occorre che venga adeguatamente coltivato e custodito.

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*Il prof. Giuseppe Adernò è preside dell’Istituto “G. Parini” di Catania.

Paparatzifan
00Thursday, October 7, 2010 12:19 PM
Dal blog di Lella...

PAPA: IN VISITA PASTORALE AD AQUILEIA E VENEZIA

Con grande gioia e commozione il card. Angelo Scola, Patriarca di Venezia, stamane durante il tradizionale incontro che si svolge all'inizio di ogni nuovo anno pastorale con i sacerdoti del Patriarcato nella Basilica Cattedrale di San Marco, ha annunciato che il Santo Padre Benedetto XVI ha accolto l'invito a compiere una Visita Pastorale ad Aquileia e a Venezia il 7 e 8 maggio 2011.
''Questo dono che il Santo Padre fa al Patriarcato di Venezia coincide con la conclusione della Visita Pastorale in atto nel Patriarcato dal 2004 - ha detto Scola -. Preparandoci accuratamente e vivendo coralmente questo straordinario evento potremo meglio comprendere i segni preziosi che lo Spirito ha disseminato tra noi lungo questo periodo di grazia e aprirci in tal modo pieni di speranza al futuro. Come il Santo Padre ci ha documentato nei recenti viaggi in Inghilterra e a Palermo, la fede, nutrita dalla preghiera liturgica e personale ed alimentata dalla carita' e dal pensiero di Cristo, rivela la sua straordinaria ''convenienza'' per gli uomini e le donne di oggi''. La venuta del Santo Padre tra noi - continua Scola - risponde anche ad un'altra istanza emersa durante la Visita Pastorale nel Patriarcato di Venezia: l'utilita' che i cristiani propongano alla liberta' di tutti gli abitanti e gli ospiti di Venezia ''citta' dell'umanita''' pratiche di vita buona per la societa' civile. Essi desiderano un confronto sincero e leale con tutti i soggetti in campo. ''E' inoltre di grande valore il fatto che il Santo Padre abbia accettato di inaugurare l'anno di preparazione interdiocesana all'evento del Secondo Convegno di Aquileia. Tutti i rappresentanti delle diocesi del Nord-Est, della Slovenia, Croazia ed Austria nate da quella celebre Chiesa madre sono convocati in Aquileia per l'incontro col Papa''. ''A nome di tutti i Vescovi delle diocesi interessate - conclude il patriarca - mi permetto di invitare le realta' ecclesiali, le parrocchie, i movimenti e le associazioni, ma anche, con le debite distinzioni, tutta la societa' civile e le varie Istituzioni a mobilitarsi per accogliere Benedetto XVI che verra' a Venezia, dopo 26 anni dalla visita di Giovanni Paolo II e quasi 40 da quella di Paolo VI, nel vincolo di grata memoria con Pio X, Giovanni XXIII e Giovanni Paolo I, i tre Patriarchi Papi del secolo scorso''.

© Copyright sca



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Paparatzifan
00Thursday, October 7, 2010 9:04 PM
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PAPA: SINDACO VENEZIA, SONO PROFONDAMENTO COMMOSSO PER LA SUA VISITA

''Sono profondamente commosso per la conferma alla notizia che il Patriarca di Venezia Angelo Scola ha voluto dare oggi''. Cosi' il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, sulla prossima visita del Papa a Venezia ed Aquileia.
''La Citta' di Venezia si sente onorata dalla scelta del Santo Padre di compiere, dopo 26 anni, il suo viaggio apostolico a Venezia e, nell'esprimergli la sua gratitudine, si attivera' fin da subito per arrivare all'appuntamento con la preparazione che merita. La citta' si appresta a vivere uno dei momenti piu' importanti ed intensi della sua storia, un avvenimento che condivideremo con il mondo intero''.

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PAPA: ZAIA, ORGOGLIOSI DELLA SUA VISITA A VENEZIA

''La visita di Papa Benedetto XVI, annunciata dal Patriarca Angelo Scola, ci riempie di gratitudine. Senza dubbio e' un evento storico al quale offriamo tutta la nostra disponibilita' e capacita' operativa''. Lo dichiara il presidente del Veneto Luca Zaia. ''Ricordo con grande affetto - dice Zaia - la prima volta che Papa Benedetto XVI arrivo' in Veneto, a Lorenzago, per un periodo di riposo: visita che lascio' un segno importante per tutto il territorio e per tutti coloro che con me si prodigarono nell'accoglienza''. ''La millenaria bandiera di San Marco che accoglie sia il Patriarcato di Venezia che quello di Aquileia - aggiunge Zaia - e' un grande simbolo che si colloca all'interno della cultura e della fede cristiane. Ne e' ulteriore conferma il saluto all'Evangelista, diventato motto della repubblica e della sua civilta'''. ''Rivolgo il mio piu' vivo e personale ringraziamento al Cardinale Scola, artefice di questo nostro nuovo incontro con un Papa che - conclude il presidente del Veneto - sono certo dara' un nuovo impulso con la sua presenza ai caratteri essenziali del nostro popolo''.

© Copyright Asca


+PetaloNero+
00Friday, October 8, 2010 12:40 AM
Il Pontefice ad Aquileia e Venezia il 7 e l'8 maggio 2011


ROMA, giovedì, 7 ottobre 2010 (ZENIT.org).- Benedetto XVI si recherà ad Aquileia e a Venezia il 7 e l'8 maggio 2011. Ad annunciarlo uqesto giovedì è stato il Cardinale Angelo Scola, Patriarca di Venezia, durante il tradizionale incontro con i sacerdoti, che si svolge all’inizio dell'anno pastorale nella cattedrale di San Marco.

Il viaggio di Benedetto XVI arriva 26 anni dopo la visita di Giovanni Paolo II e a quasi 40 da quella di Paolo VI.

Ad Aquileia il Papa giungerà nel pomeriggio di sabato 7, per una visita pastorale in occasione della preparazione del secondo Convegno ecclesiale delle Chiese del nordest. In serata il Pontefice raggiungerà la città lagunare per la visita pastorale al Patriarcato.

In una intervista alla Radio Vaticana, il Cardinale Scola ha affermato che “questa venuta del Santo Padre, per quanto riguarda Venezia, viene a coincidere con il termine della visita pastorale che è in atto dal 2004 e quindi è per tutti noi una grande occasione, guardando alla testimonianza del Santo Padre, di ricentrare sulla vita di fede un annuncio integrale dell’avvenimento di Cristo, che mobiliti non soltanto i cristiani, ma li spalanchi e li apra in questa città delicata e fragile a proporre tutti i misteri della vita della fede e anche tutte le dimensioni e gli aspetti di rilevanza sociale, antropologica, di rapporto con il Creato, che il santo Evangelo, nella persona di Cristo, rappresenta”.

“Poi c’è anche l’altro aspetto – ha aggiunto il porporato –, che il Papa viene per tutto il Nord-Est e quindi verrà anche ad Aquileia, che è la Chiesa madre di moltissime Chiese, non soltanto del Nord-Est italiano, ma della Slovenia, della Croazia, dell’Austria, che saranno invitate, in vista anche della preparazione al secondo Convegno ecclesiale di Aquileia, che si terrà nel 2012, che coinvolge tutte queste Chiese e ripete un’esperienza che è stata molto importante, che si è effettuata nel ’90”.
Paparatzifan
00Friday, October 8, 2010 11:33 AM
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Il Papa in Friuli

Benedetto XVI sarà ad Aquileia tra il 7 e l’8 maggio. I primi commenti del sindaco di Udine e del presidente della provincia e del governatore della Regione

Benedetto XVI ha accolto l'invito a compiere una visita pastorale ad Aquileia e Venezia il 7 e l'8 maggio del 2011.
Lo ha annunciato questa mattina il patriarca di Venezia, cardinale Angelo Scola, durante il tradizionale incontro che si svolge all'inizio di ogni nuovo anno pastorale con i sacerdoti del Patriarcato nella Basilica Cattedrale di San Marco. "Il Santo Padre - ha affermato l'arcivescovo di Udine, Andrea Bruno Mazzocato - ha accolto con gioia l'invito e ha detto di tenere molto alla visita di Aquileia per l'importanza che questo luogo, che nei secoli ha saputo guardare a Nord e a Est, ha avuto per la storia della Chiesa".
Benedetto XVI, inoltre, inaugurerà l'anno di preparazione al secondo convegno, previsto per il 2012, a 20 anni di distanza dal primo, delle 15 diocesi del Nordest. Un momento di riflessione e di ascolto reciproco delle esperienze maturate in questi anni e che servirà a dare una nuova prospettiva di cammino della Chiesa nel nostro territorio.

Il commento di Honsell
“Sono molto lieto che il Santo Padre abbia deciso di recarsi in visita pastorale ad Aquileia. Spero che il Papa, compatibilmente con gli impegni della sua agenda, possa recarsi anche qui a Udine, città che raccoglie l’eredità del Patriarcato di Aquileia”.
Così il sindaco del capoluogo friulano, Furio Honsell, ha voluto esprimere la sua soddisfazione non appena appresa la notizia della viaggio in terra friulana di Papa Benedetto XVI.

Il commento di Fontanini
“Accolgo con molto piacere la notizia della visita pastorale che il Santo Padre farà nella nostra terra nel mese di maggio del prossimo anno – commenta il presidente della Provincia di Udine, Pietro Fontanini – . La presenza di Papa Benedetto XVI ad Aquileia, per l’inaugurazione dell’anno di preparazione al Secondo Convegno di Aquileia, sarà un momento solenne, di grande festa e partecipazione, per tutta la comunità friulana. E’ un segnale importante di riconoscimento nei confronti della nostra Chiesa, culla del Cristianesimo mittel-europeo e della nostra identità”.

Il commento di Tondo
"Con grande piacere ho appreso che il Papa Benedetto XVI sarà ad Aquileia nel maggio 2011. Ritengo molto importante che il Santo Padre abbia accolto l'invito a visitare la Basilica che fu sede del Patriarcato fino al 1751". Lo dichiara il presidente della Regione Renzo Tondo.
"Sarà una grande occasione per la nostra terra e non solo. Dall'ultima visita di Papa Giovanni Paolo II, gli assetti politici internazionali sono cambiati notevolmente e coglieremo l'occasione per esporre al Santo Padre quanto sia importante il ruolo della nostra regione in questo nuovo contesto europeo".
"Sono convinto - conclude Tondo - che Benedetto XVI apprezzerà il valore delle radici identitarie, storiche, culturali e religiose sulle quali è cresciuta nei secoli la nostra comunità".

www.ilfriuli.it/if/top-news/48118/


Paparatzifan
00Friday, October 8, 2010 11:45 AM
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ll Papa a Venezia il 7 e l'8 maggio, ecco le tappe

ll patriarca Angelo Scola conferma: Benedetto XVI sarà a Venezia il 7 e 8 maggio 2011. Il pontefice parteciperà al "Secondo convegno di Aquileia", un incontro che coinvolgerà i rappresentanti delle diocesi del Nordest, della Slovenia, della Croazia e dell'Austria. Il Papa arriverà in laguna 26 anni dopo la visita di Giovanni Paolo II. Prevista la grande messa nel parco San Giuliano, a Mestre

di Marta Artico

Papa Benedetto XVI VENEZIA. La notizia era nell'aria ma il Patriarcato non l'aveva confermata fino a che, ieri, non è arrivato il via libera da Roma: come anticipato dalla Nuova di Venezia e Mestre del 19 settembre scorso, papa Benedetto XVI giungerà in città nel fine settimana del 7 e 8 maggio 2011. L'annuncio è stato dato ieri mattina dal patriarca di Venezia Angelo Scola.

Generalmente le visite in Italia del Santo Padre non durano mai più di un giorno. In questo caso, invece, papa Ratzinger si fermerà in Veneto un weekend e dormirà con tutta probabilità nel palazzo patriarcale. Una visita che toccherà anche Aquileia, dove il Santo Padre inaugurerà l'anno di preparazione interdiocesana all'evento del Secondo Convegno di Aquileia e che vedrà raccolti i rappresentanti delle diocesi del Nord-Est, della Slovenia, Croazia ed Austria nate dalla celebre Chiesa madre.

Il Patriarcato si è messo in moto, così come le comunità cristiane. «Prima la visita era nell'aria ma non era certa - spiega il direttore della Caritas diocesana monsignor Dino Pistolato - ora dobbiamo prepararci. Un Comitato di sacerdoti formulerà proposte che saranno vagliate dal Vaticano».

Il programma non è stato ancora deciso se non a grandi linee. Sabato l'arrivo ad Aquileia per il Convegno ecclesiale, domenica mattina una grande messa al parco di San Giuliano per tutte le chiese del Nordest: «Faremo vedere il cuore pulsante della cristianità - aggiunge i direttore della Caritas - l'immagina simbolica è quella di San Pietro che incontra San Marco e che, come nella tradizione, lo manda ad evangelizzare le genti venete». «San Giuliano è il luogo pubblico - precisa l'arciprete del Duomo di Mestre monsignor Fausto Bonini - dove il papa potrà incontrare il maggior numero di persone, in un parco che congiunge la terraferma alla città lagunare».

Le altre due tappe sono quasi sicuramente l'inaugurazione della Biblioteca del Marcianum e una visita alla Basilica di San Marco. In primo piano, come hanno sottolineato tutti i sacerdoti e i delegati patriarcali, c'è la conclusione della Visita pastorale a cinque anni dall'avvio al Lido. Il presidente dell'Istituzione Bosco e Grandi Parchi, Giovanni Caprioglio, conferma il massimo della disponibilità: «Se il Papa vuole incontrare i giovani, non c'è luogo più accogliente». Una volta decisa la scaletta, verrà interessata la Prefettura, che in sinergia con la sicurezza Vaticana dovrà stabilire i percorsi più sicuri per il Santo Padre. Questo pomeriggio alle 17 tutte le campane delle chiese del Patriarcato di Venezia suoneranno in segno di festa.

© Copyright La Nuova Venezia, 8 ottobre 2010


Paparatzifan
00Friday, October 8, 2010 5:22 PM
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Al Pontefice in dono la Sicilia di Newman

Durante la visita a Palermo a Benedetto XVI sono stati regalati due volumi: uno narra il viaggio del nuovo beato sull’isola, l’altro raccoglie le storie dei pensatori locali

DA PALERMO

ALESSANDRA TURRISI

Ciò che doveva esser un viaggio attraverso la Sicilia, alla maniera dei viaggiatori dell’800, per il cardinale John Henry Newman diverrà quella che egli chiama la sua seconda conversione, «un ritorno al luogo della coscienza e a una visione più chiara della sua 'luce'». È ciò che viene raccontato in Malattia di Sicilia: il viaggio di Newman in Sicilia 1833, a cura di don Cosimo Scordato e don Rino La Delfa (edizione Città aperta), riedizione dell’opera di vent’anni fa che raccoglie gli scritti sulla sua esperienza sull’isola. Un omaggio che la Facoltà teologica di Sicilia ha voluto fare alla memoria del nuovo beato, a cui si è ispirata «fin dalla sua nascita e nel corso dell’evoluzione della sua missione accademica, ai fondamenti da lui espressi nel suo saggio sull’idea di università », sottolinea il preside La Delfa, e che ha voluto consegnare a Benedetto XVI in occasione della visita a Palermo di domenica scorsa.
Anche il Papa, recita la dedica, è «pellegrino come Newman sul sentiero della verità, amico e strumento della dolce luce, nel suo viaggio in Sicilia».
Newman, spiega La Delfa nella prefazione, «non dà una definizione della coscienza, ne fa piuttosto una descrizione in cui presenta i suoi molteplici aspetti. Essa nasce dalla sua esperienza di vita, che in Sicilia raggiunge un vertice assoluto ed è riassunta nella figura della 'luce'. Qui si ammalò e si trovò sospeso tra la vita e la morte, senza medici e senza cure». «Soprattutto quando rimasi solo – scrive Newman –, mi venne il pensiero che la salvezza è opera non di molti, ma di pochi [...] fu allora inoltre [...] che cominciai a pensare che avevo una missione da compiere». Questa malattia, insieme all’esperienza del movimento di Oxford, segnò l’inizio di una nuova fase nel suo sviluppo religioso.
La Facoltà teologica di Sicilia ha offerto al Papa anche la prima copia del Dizionario enciclopedico dei pensatori e dei teologici di Sicilia. Secoli XIX e XX (Sciascia editore), curato da Francesco Armetta, che sarà presentato il 25 ottobre alla presenza della Conferenza episcopale siciliana. I sei volumi sono il risultato del lavoro di 240 collaboratori degli istituti teologici e delle università della Sicilia, di studiosi e di studenti. Vi sono trattati un migliaio di personaggi che si sono occupati di filosofia, teologia, religione, spiritua-lità, letteratura e scienza. Così si trovano, oltre ai pensatori siciliani, come Giovanni Gentile e Michele Federico Sciacca, e ai letterati, come Giovanni Verga e Luigi Pirandello, anche don Pino Puglisi, ucciso dalla mafia, l’arcivescovo di Monreale Cataldo Naro, già preside della Facoltà teologica, il cardinale di Palermo Salvatore Pappalardo, fondatore della Facoltà teologica e animatore del risveglio religioso e della promozione umana del popolo palermitano.

© Copyright Avvenire, 8 ottobre 2010


Paparatzifan
00Friday, October 8, 2010 10:05 PM
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Vian: Ratzinger a Nord Est lezione contro il materialismo

Il direttore dell'Osservatore Romano commenta la visita del Pontefice

Giovanni Viafora

VENEZIA – Ventisei anni dopo Giovanni Paolo II e quaranta dopo Paolo VI, il Papa torna a Venezia.
Ad annunciare ufficialmente la visita di Benedetto XVI – che avverrà il prossimo 7-8 maggio dopo la tappa di Aquileia - è stato ieri il patriarca di San Marco Angelo Scola. «Sarà un viaggio importante, ricco di significati e di spunti», commenta da Roma Giovanni Maria Vian, dal 2007 direttore dell'Osservatore Romano, quotidiano della Santa Sede.

Perché è rilevante questa visita pastorale?

«Rappresenta un segno di grande attenzione del pontefice per l’intera regione. Ma non solo. Bisogna tenere presente che Venezia è una finestra sull'Oriente e quindi potranno emergere anche altri temi».

Per esempio quello sul dialogo tra religioni?

«Sì, perché Venezia storicamente è sempre stata aperta ai contatti con le chiese cristiane d'Oriente e a intensi rapporti culturali e commerciali con tutto il mondo orientale, in particolare quello islamico».

Venezia, però, è la porta sull'Est anche per quanto riguarda le migrazioni. E il Papa troverà un Veneto che mostra sempre più insofferenze per lo straniero. Secondo lei il pontefice cosa dirà?

«Anche su questo Benedetto XVI è sempre stato chiaro. Di fronte agli immigrati si deve avere coscienza della necessità di una integrazione reciproca, che sia davvero rispettosa delle rispettive culture. Da una parte i veneti nei confronti degli immigrati, dall'altra gli immigrati nei confronti dei veneti. E la questione, ovviamente, non è semplice: in Occidente la crescita demografica è vicina allo zero e ci sono crescenti vuoti nel mondo del lavoro, mentre in altre parti del mondo l’ingiustizia e la povertà sono intollerabili».

Il Veneto è cambiato molto in questi ultimi 26 anni. C'è ricchezza, ma anche una progressiva secolarizzazione.

«La realtà veneta è vivace e ha prodotto moltissimo benessere, positivamente. Ma è importante che questo non allontani dalle radici culturali e religiose più autentiche, perché si rischia altrimenti il materialismo pratico il cui pericolo era stato avvertito con lucidità già da Giovanni Paolo II».

Ad accogliere Ratzinger ci sarà il cardinale Scola. Sarà possibile rivedere la scena del 1972, quando in piazza San Marco Paolo VI posò sulle spalle dell'allora patriarca Albino Luciani, futuro pontefice, la stola papale?

«Quello certo fu un gesto reso famoso dalla memoria che venne rievocata proprio da Luciani appena eletto suo successore. Papa Montini amava quei gesti simbolici, un po' come Benedetto XVI, che conosce da tempo il patriarca Scola, è molto attento ai segni della tradizione cristiana e sa spiegarli benissimo. Per insegnarci a guardare avanti con fiducia».

© Copyright Corriere del Veneto, 8 ottobre 2010


Paparatzifan
00Saturday, October 9, 2010 8:30 PM
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Papa/ In visita tra un anno a Lamezia Terme e Serra San Bruno

Trasferta di un giorno il 9 ottobre del 2011

Tra un anno esatto Benedetto XVI visiterà la diocesi di Lamezia Terme e la certosa di Serra San Bruno. Nella mattina di domenica 9 ottobre 2011, il Papa si recherà nella città calabrese per la messa, seguita dalla recita dell'Angelus. Nel pomeriggio si trasferirà a Serra San Bruno per la celebrazione dei vespri con la comunità dei certosini. In serata il rientro in Vaticano. La notizia del viaggio, confermata dalla Prefettura della Casa Pontificia, è stata data stamane dal vescovo di Lamezia Terme, monsignor Luigi Antonio Cantafora, e dal padre Jacques Dupont, priore della Certosa.

© Copyright Apcom


+PetaloNero+
00Sunday, October 10, 2010 3:16 PM
Il 9 ottobre 2011 il Papa a Lamezia Terme e Serra San Bruno



ROMA, domenica, 10 ottobre 2010 (ZENIT.org).- Tra un anno Benedetto XVI visiterà la diocesi di Lamezia Terme e la certosa di Serra San Bruno. La notizia del viaggio, resa nota da “L'Osservatore Romano”, è stata annunciata questo sabato dal Vescovo di Lamezia Terme, monsignor Luigi Antonio Cantafora, e dal padre Jacques Dupont, priore della Certosa.

Nella mattina di domenica 9 ottobre 2011, il Papa si recherà nella città calabrese per la messa, seguita dalla recita dell'Angelus. Nel pomeriggio si trasferirà a Serra San Bruno per la celebrazione dei vespri con la comunità dei certosini. In serata è previsto il rientro in Vaticano.
Paparatzifan
00Tuesday, October 12, 2010 1:14 PM
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Pronti a riabbracciare il Papa

Il priore: con Ratzinger ci raduneremo nella dimensione della preghiera

Maurizio Onda

SERRA SAN BRUNO

Il 9 ottobre dell'anno prossimo il Papa, Benedetto XVI, verrà in visita pastorale a Serra San Bruno. La notizia è arrivata inaspettata e ha colto di sorpresa l'intera cittadina nel cui territorio è ospitata la certosa di San Bruno. L'annuncio ufficiale è stato dato dall'Osservatore Romano che ha precisato che il viaggio del Pontefice in Calabria durerà solo una giornata con tappa in due soli centri calabresi: Lamezia Terme, nel corso della mattinata, e Serra San Bruno, nel pomeriggio, con visita alla certosa. È questo il programma ufficiale ancora molto striminzito i cui dettagli saranno definiti nei prossimi mesi e sicuramente saranno densi di incontri e di lavoro pastorale.
L'ultima volta che un Papa è stato a Serra San Bruno risale all'ottobre del 1984, quando a visitare la certosa è stato, per sua espressa volontà, Giovanni Paolo II. Dopo la visita alla cittadina di San Bruno, il Papa aveva manifestato l'intenzione di tornare a Serra San Bruno, ma la morte lo ha colto prima che potesse realizzare questo suo desiderio. Ora, il suo successore, all'insegna della continuità pastorale, torna a Serra, mantenendo l'impegno assunto da papa Giovanni Paolo II e portando ai serresi e alla loro certosa un segno di riconoscenza per la perseveranza nella fede e nella fedeltà alla Chiesa di Roma. Così, infatti, si era espresso papa Wojtyla nel 1984 nel discorso rivolto ai Serresi, rammentando la missione cristiana di San Bruno e quella perpetrata nei secoli da tutto l'ordine dei certosini.
A Serra, dunque, Benedetto XVI, di nazionalità tedesca, renderà omaggio a un suo connazionale, San Bruno, un santo venuto da Colonia e radicatosi in Calabria dove per volontà di un altro grande papa, Urbano II, ha fondato la sua certosa.
Il significato della visita di Benedetto XVI a Serra San Bruno è stato commentato dal priore della Certosa, il francese dom Jacques Dupont, il quale, avuta notizia della venuta del papa, così si è espresso: «Con Ratzinger, i monaci si raduneranno nella dimensione della preghiera nello sguardo umile sull'essenziale, sulle cose semplici della vita».
Come Giovanni Paolo II, anche papa Ratzinger vorrà trascorrere un pomeriggio tra i certosini, da certosino. Con loro vorrà condividere, sebbene solo per poche ore, il fascino della vita solitaria e il trasporto mistico del silenzio e dell'unione intima con Dio. Sarà un monaco tra i monaci e si troverà sicuramente a suo agio in quanto chi quotidianamente gli sta vicino riferisce che il papa trascorre in Vaticano una vita da monaco, chiudendosi per molte ore al giorno in solitudine e pregando nel silenzio. Inoltre a papa Benedetto XVI vengono riconosciute alcune doti che erano proprie di San Bruno: dolcezza di carattere, semplicità e mitezza d'animo.
Resta da definire se nel corso della sua breve visita il Papa, oltre la certosa, visiterà anche il centro cittadino. Nel 1984, per motivi di sicurezza, Giovanni Paolo II non visitò il centro abitato, ma si diresse direttamente all'eremo di San Bruno e, poi, alla certosa.
Oggi i timori per l'incolumità del Pontefice sembrano non esserci più, per cui si può prevedere una maggiore elasticità nei movimenti. Nella cittadina, Benedetto XVI potrà visitare le famose chiese barocche, ricche di elementi pregiati e di opere d'arte, molte delle quali figurano elencate negli inventari degli archivi vaticani. Inoltre, il Papa non potrà non ammirare le facciate degli edifici ottocenteschi che fanno ala al centralissimo corso Umberto I e i luoghi sacri dove San Bruno si ritirò in solitudine e dove trascorse gli ultimi anni della sua vita.

© Copyright Gazzetta del sud, 12 ottobre 2010


Paparatzifan
00Friday, November 19, 2010 9:25 PM
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PAPA: PATRIARCA SCOLA, SUA VISITA A VENEZIA DA CONDIVIDERE CON TUTTI

(ASCA) - Venezia, 19 nov

Si intitola ''Tu conferma la nostra fede'' la Lettera pastorale - la prima dei suoi anni di episcopato veneziano - scritta dal Patriarca card. Angelo Scola e rivolta ai fedeli e agli abitanti della diocesi veneziana in preparazione della prossima visita di Papa Benedetto XVI ad Aquileia e a Venezia (7 e 8 maggio 2011).
In occasione delle celebrazioni per la festa della Madonna della Salute di sabato e domenica prossima, la lettera sara' offerta a tutti i fedeli che si recheranno, come di consueto, a migliaia in pellegrinaggio presso la basilica veneziana, la chiesa di Mestre (Via Torre Belfredo) e di Catene intitolate, appunto, alla Madonna della Salute.
''Il desiderio che arde nel nostro cuore - scrive il Patriarca nella Lettera - e' di essere confermati nella certezza che Gesu' Cristo e' vivo ed e' a noi contemporaneo.
AmarLo e seguirLo ci rende pienamente uomini. La fede e' ''conveniente'' per gli uomini e le donne di oggi, perche' investe in ogni istante affetti, lavoro e riposo. Nulla resta fuori. Benedetto XVI lo sta documentando con la sua preghiera, con la sua testimonianza, con il suo insegnamento e coi suoi viaggi. Qui sta la sostanza del dono che il Papa intende fare, visitandole, alle Chiese e alle popolazioni del Nordest''.
Il card. Scola sottolinea che la visita del Santo Padre e' ''destinata a tutti gli abitanti di queste nostre terre'' ed osserva: ''Seguire Cristo consente di vivere in pienezza.
Questo non coincide automaticamente con il superamento delle nostre contraddizioni o incoerenze ne' tantomeno significa che i cristiani siano migliori di coloro che pensano o dicono di non credere. Vuol dire unicamente che per grazia di Dio abbiamo ricevuto questa possibilita' che vogliamo condividere con tutti.
Infatti, per ogni uomo ed ogni donna e' naturale comunicare ogni giorno spontaneamente, in tutti gli ambienti che frequenta, cio' a cui uno tiene piu' di ogni altra cosa.
Appartenere al Signore nella sua Chiesa genera un'inarrestabile passione per l'umano che si traduce nella ricerca di un'apertura al confronto con tutti''.

© Copyright Asca


Paparatzifan
00Sunday, November 28, 2010 8:58 PM
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PAPA: SARA' AD ANCONA L'11 SETTEMBRE 2011

Salvatore Izzo

(AGI) - Ancona, 28 nov.

Benedetto XVI celebrera' ad Ancona la messa conclusiva del Congresso Eucaristico Nazionale, il prossimo 11 settembre 2011. Lo ha annunciato oggi l'arcivescovo di Ancona, mons. Edoardo Menichelli, nel corso della messa trasmessa in diretta da Rai Uno.

© Copyright (AGI)


+PetaloNero+
00Monday, November 29, 2010 12:37 AM
Il Papa sarà al 25° Congresso Eucaristico di Ancona nel settembre 2011
Si attendono almeno 250 mila fedeli da tutta Italia




ROMA, domenica, 28 novembre 2010 (ZENIT.org).- Benedetto XVI parteciperà alla giornata conclusiva del 25° Congresso Eucaristico che si svolgerà ad Ancona a settembre 2011 sul tema “Signore, da chi andremo? L’Eucaristia per la vita quotidiana”. Ad annunciarlo è stato mons. Edoardo Menichelli, Arcivescovo metropolita di Ancona–Osimo, durante la celebrazione eucaristica per la prima domenica d’Avvento.

“Fratelli e sorelle – ha detto il presule –, l’inizio del nuovo Anno liturgico si arricchisce, in questa prima Domenica di Avvento, dell’annuncio del Congresso Eucaristico, la cui Celebrazione conclusiva sarà presieduta dal Santo Padre, Benedetto XVI: evento che vede coinvolta l’intera Chiesa italiana”.

“Il tempo che ci separa dal Congresso Eucaristico – ha aggiunto – deve farsi tempo salutare per i cristiani, cioè: verificare se si crede veramente nel Cristo Signore; coltivare una speranza efficace liberandosi dai nodi pericolosi del peccato; amare questa umanità facendole riscoprire lo stupore del bene”.

E ancora, l'Avvento deve essere un tempo per “interpretare i grandi interrogativi dell’esistenza, inserendoli nella dimensione del mistero dove la vita, la morte, la croce, la fatica, la gioia, l’amore trovano beatificante spiegazione; sostenere, come nuovi uomini di Cirene, i passi lenti e fragili dei poveri, dei deboli, degli ultimi”.

Come cristiani, ha ribadito, siamo anche chiamati a “sciogliere i legacci di un egoismo gaudente, che ammette al banchetto i pochi epuloni senza curarsi dei molti Lazzaro; redimere le ingiustizie e i procaci scandali che deturpano la dignità dell’uomo, figlio di Dio”.

A questo proposito, ha detto mons. Menichelli, “il Congresso vuole accogliere il grido e lo smarrimento della società contemporanea, l'inquietudine, la solitudine della nostra affaticata generazione e offrire - testimoniandolo - Cristo come via verità e vita”.

“Vorremmo anche – ha continuato – che il Congresso Eucaristico Nazionale fosse porta aperta per ogni uomo e donna di buona volontà, che, seppur lontani dal mistero di Dio, debbono sapere che Dio li ama e li convoca al Suo banchetto d'amore: Dio, svelatosi in Cristo non è il Dio della paura, ma della misericordia”.

Il Congresso Eucaristico di Ancona si svolgerà da sabato 3 settembre a domenica 11 settembre 2011 e riunirà le delegazioni di 225 diocesi, prelature e abazie d'Italia. Oltre al capoluogo, il Congresso coinvolgerà le altre diocesi della metropolia di Ancona (Fabriano, Jesi, Loreto e Senigallia).

L'evento richiamerà almeno 250 mila fedeli provenienti da tutta Italia e rappresentanze dei Paesi che si affacciano sull'Adriatico. Per l'occasione saranno presenti anche 500 giovani, provenienti dalle diocesi, che saranno ospitati dalle famiglie del territorio.


Paparatzifan
00Monday, January 10, 2011 9:32 PM
Dal blog di Lella...

Visita pastorale nel Triveneto a maggio

Benedetto XVI saluterà i fedeli in tre lingue

Preparativi del viaggio pastorale nel Triveneto il 7 e 8 maggio. Nuovi particolari sul programma. Ad Aquileia il Pontefice parlerà in tre lingue: dopo essersi rivolto in italiano, parlerà a migliaia di persone anche in sloveno e tedesco

di Giovanni Tomasin

GORIZIA. Il 7 maggio Papa Benedetto XVI arriverà ad Aquileia e saluterà i suoi fedeli in italiano, sloveno e tedesco. L’incontro vedrà infatti riuniti davanti al Santo padre i rappresentanti delle diocesi del Nordest italiano, della Slovenia, e dell’Austria, nate dalla celebre Chiesa madre aquileiese.
Fonti ecclesiastiche confermano che, tra le questioni al vaglio degli uffici vaticani e dell’arcidiocesi di Gorizia, c’è anche la possibilità sempre più concreta che papa Ratzinger si rivolga alla folla nelle tre lingue. Considerata la prossimità della cattolicissima Croazia, non è da escludere che il saluto venga scandito anche nella lingua di quel paese.

IL PROGRAMMA. Questa è una delle novità emerse dai preparativi per il viaggio pastorale di Benedetto XVI nel Triveneto. La due giorni, lo ricordiamo, inizierà a Venezia la mattina del 7 maggio.
Da lì il Papa si sposterà nel Friuli Venezia Giulia: al momento il programma della visita prevede l’atterraggio del pontefice all’a eroporto di Ronchi dei Legionari nel pomeriggio. Il papa raggiungerà quindi Aquileia, dove inaugurerà l'anno di preparazione interdiocesana all'evento del Secondo Convegno di Aquileia e incontrerà migliaia di fedeli nel parco della Basilica.

LA BASILICA. Le modalità dell’incontro sono ancora in fase di definizione: il pavimento della Basilica è coperto da un preziosissimo tappeto musivo tardoantico, e perciò può accogliere soltanto un numero limitato di persone.
Anche se la Soprintendenza ai beni culturali dovesse dare la sua approvazione alla collocazione di sedie per il pubblico, a stento si arriverebbe a mille posti.
Molto dipenderà anche dal carattere che il Pontefice vorrà dare al momento: se il Papa celebrerà un rito religioso, lo spazio risulterà ulteriormente ridotto. L’ipotesi più accreditata è che l’i ncontro si strutturi come l’udienza del mercoledì che il Pontefice tiene ogni settimana a Roma, quindi senza liturgia.

L’INCONTRO. Il 7 maggio Aquileia sarà invasa da migliaia di fedeli provenienti da tutte le regioni vicine, che sarà ben difficile stipare negli spazi ristretti della Basilica.
Le autorità ecclesiastiche sono infatti propense a organizzare un momento di incontro all’aperto, prima dell’udienza (o della liturgia) vera e propria all’interno dell’antica cattedrale aquileiese.
Una sezione dei mosaici della Basilica, al momento ancora all’a perto, sarà collocata all’interno di una nuova struttura realizzata per l’occasione.

LA STORIA. La visita di Benedetto XVI riveste una particolare importanza per il mondo cattolico adriatico e mitteleuropeo: agli albori del cristianesimo Aquileia fu uno dei centri da cui la nuova fede si irradiò alle province nord-orientali dell’Impero romano.
«La presenza di Benedetto XVI ad Aquileia - ha scritto l’arcivescovo di Gorizia, Dino De Antoni - rappresenterà un’occasione preziosa per un richiamo alle radici comuni delle Chiese del Centro, Nord ed Est Europa».

© Copyright Il Piccolo, 9 gennaio 2011


Paparatzifan
00Saturday, February 5, 2011 9:24 PM
Dal blog di Lella...

Colletta per finanziare la visita del Papa

Il Comitato organizzatore è al lavoro per predisporre l’arrivo di Ratzinger il 7 maggio ad Aquileia. Nei prossimi giorni saranno illustrati il programma e le modalità per la raccolta dei contributi

di Paolo Mosanghini

UDINE.

Una colletta tra i fedeli delle Diocesi del Triveneto per finanziare la visita del Papa i prossimi 7 e 8 maggio ad Aquileia e a Venezia. In tempo di crisi, la Chiesa ha scelto di non chiedere contributi agli enti pubblici, ma di far leva sulla sensibilità dei fedeli. Ciascuno secondo le proprie possibilità, potrà offrire un contributo alla preparazione della visita di Benedetto XVI. Come sarà fatta la colletta sarà deciso nei prossimi giorni. Intanto, la scelta è trapelata da Venezia, dove è stato predisposto un ufficio che segue l’organizzazione della visita del Papa.
«Il criterio decisivo – ha spiegato la Conferenza episcopale Triveneta in una nota - che sta guidando l’azione del Comitato organizzatore e i preparativi della visita è quello di offrire una calorosa, curata e semplice accoglienza al Santo Padre, ma senza chiedere speciali finanziamenti alle istituzioni pubbliche. Le spese non mancheranno – s legge ancora - ma le diocesi del Nordest, liete del dono della visita e in attesa del Papa come una persona cara di famiglia, hanno scelto di sostenerle con il supporto di tutti i fedeli, che saranno invitati a partecipare liberamente e secondo la propria disponibilità a una colletta straordinaria o a offerte libere», si legge ancora nella nota.
Giovedì il patriarca di Venezia, cardinale Angelo Scola, illustrerà i particolari della visita di Papa Ratzinger. Il Santo Padre arriverà nel pomeriggio di sabato 7 maggio all’aeroporto di Ronchi dei Legionari e da lì si sposterà in auto fino ad Aquileia. Nella piazza della cittadina incontrerà i fedeli e i rappresentanti delle istituzioni, poi si sposterà nella basilica per partecipare a una cerimonia più ristretta. La visita del Papa ad Aquileia dovrebbe durare circa due ore, poi Papa Ratzinger, in elicottero, partirà per Venezia dove domenica 8 maggio proseguirà la visita. Ma queste sono settimane frenetiche per l’organizzazione. E i vescovi, lo annunceranno giovedì prossimo, hanno scelto di finanziare la storica visita evitando di bussare alla porta delle istituzioni pubbliche per i necessari finanziamenti. L’evento sarà sostenuto dalle Diocesi, da sponsor privati e dai fedeli, appunto attraverso una colletta. In Veneto i vescovi hanno già scelto le modalità, e cioè quella della raccolta dei contributi durante la celebrazioni delle messe nelle domeniche di febbraio. In Friuli Venezia Giulia i quattro vescovi si incontreranno nei prossimi giorni per vagliare questa o altre strade.
Il comitato organizzatore ha voluto così prendere le distanze da due sarti che in Veneto hanno chiesto alle istituzioni un rimborso per le spese sostenute per realizzare gli abiti di Papa Ratzinger e dei celebranti. «La richiesta di fondi – si legge nel comunicato della Conferenza episcopale - è un’iniziativa personale dei due sarti, non promossa né autorizzata dal Comitato organizzatore ufficiale della visita. Ogni iniziativa che si riferisca in qualche modo a questo evento e che non porti la firma del responsabile del Comitato organizzatore, monsignor Beniamino Pizziol, è priva di autorizzazione, fuorviante e non va presa in considerazione».
Più informazioni si avranno soltanto dopo la conferenza stampa del 10 febbraio, che si terrà a Zelarino, in provincia di Venezia. «Partecipare alla colletta – conclude la nota - sarà un modo per esprimere la propria personale vicinanza al Santo Padre».

(ha collaborato Ilaria Gianfagna)

© Copyright Il Messaggero Veneto, 5 febbraio 2011


Paparatzifan
00Thursday, February 10, 2011 8:16 PM
Dal blog di Lella...

PAPA: A MAGGIO AD AQUILEIA E VENEZIA ANCHE PER RIFONDARE IL NORDEST

(ASCA) - Venezia, 10 feb

''Il nostro desiderio e' che il Papa, che e' parte interna e integra di ogni Chiesa, venga ad Aquileia e a Venezia, il 7 ed 8 maggio, a sostenere lo stile di vita del cristiano e a indicare che questo stile di vita e' conveniente per il cristiano e per l'uomo di oggi e per l'uomo post-moderno''. Non solo, Benedetto XV e' atteso anche per rifondare dalle radici il Nordest. Lo ha detto il cardinale Angelo Scola, patriarca di Venezia, presentando la visita di Benedetto XVI, con l'arcivescovo di Gorizia, mons.
Dino De Antoni, il vescovo di Adria Rovigo, mons. Lucio Soravito, e l'ausiliare di Venezia mons. Beniamino Pizziol.
''Il cristianesimo e' si' un'apertura alla vita definitiva, e' si' un'apertura all'essere definitivamente amati oltre la morte per poter definitivamente amare, ma proprio per questo - sottolinea Scola - ha un anticipo e una conferma nella vita di quaggiu', e quindi e' una gioia questo grande dono che il santo padre ci fa perche' viene a provocare la nostra liberta' e a sostenerla nella vita di tutti i giorni, a ridirci questa grande speranza affidabile di cui noi tutti, soprattutto in questo tempo di transizione molto rapida che non e' piu' ormai solo crisi economica, ma che e' diventata anche crisi mentale, e' nella mente di ciascuno di noi''.
Scola ha specificato di pensare ''soprattutto alla tragedia della disoccupazione giovanile per fare un esempio clamoroso, quindi questo e' il suo significato fondamentale a cui si legano poi altre implicazioni molto molto importanti per tutto il popolo del Nordest, credenti, non credenti, diversamente credenti, soprattutto in vista della prospettiva geopolitica che si va profilando di fronte a noi, a partire dagli eventi del Maghreb, dagli eventi del medioriente e che chiamano il Nordest a ripensare che qui noi abbiamo una grande carta''. E la carta - ha spiegato Scola -, si chiama Aquileia. ''Cinquantasette chiese della Croazia, Slovenia, Ungheria, Austria, Baviera sono nate ad Aquileia. Si e' creata questa fusione di popoli slavi, germanici e italiani che ha accompagnato per secoli il nostro cammino. Ora - ha concluso Scola - e' necessario che il Nordest giochi ancora un altro ruolo sull'asse nord-sud e sia realmente per la fusione di queste culture un punto di cerniera per svegliare l'Europa ai fini di creare un effettivo giusto ordine mondiale''.

© Copyright (Asca)


Paparatzifan
00Thursday, February 10, 2011 11:22 PM
Visita pastorale ad Aquileia e Venezia...

Sito ufficiale:

http://www.ilpapaanordest.it/ita/home.asp


Paparatzifan
00Friday, February 11, 2011 4:09 PM
Da "Il Gazzettino.it"...

Benedetto XVI a Venezia: arriverà fino a San Marco in barca per salutare i fedeli

Il Pontefice in Friuli il 7 maggio, si fermerà ad Aquileia fino a
sera e partirà per la Laguna. Una colletta per coprire le spese


VENEZIA - Benedetto XVI a Venezia e Aquileia: oggi a Zelarino i vescovi del Nordest hanno illustrato il programma della visita che avverrà 26 anni dopo quella di Giovanni Paolo II e quasi 40 anni dopo quella di Paolo VI.

Sabato 7 maggio. Alle 16 l'arrivo dell'aereo a Ronchi dei Legionari. Il 7 è previsto l'arrivo del Santo Padre alle ore 16 all'aeroporto di Ronchi dei Legionari e il trasferimento in Papamobile ad Aquileia. Il Papa incontrerà i fedeli nella Piazza del Capitolo e quindi farà ingresso nella Basilica per un incontro introduttivo al convegno sul futuro del Nordest in programma per il 2012.

Il volo in elicottero fino a Venezia e poi in barca verso San Marco. Intorno alle 19 il Pontefice raggiungerà Venezia in elicottero; poi, in barca, arriverà a Piazza San Marco e l'attraverserà a piedi fino alla Basilica, collegata alla sede del Patriarcato, dove alloggerà, salutando fedeli e turisti nel suo passaggio.

Domenica 8 maggio. Messa al parco San Giuliano. La giornata si aprirà con la Santa Messa al Parco di San Giuliano dove è prevista la presenza di 150 mila fedeli. Il rito si chiuderà con il "Regina Coeli" in mondovisione. Il Papa tornerà a San Marco in motoscafo lungo il Canal Grande con un corteo di barche al seguito. Nel pomeriggio il Pontefice presiederà, a San Marco, l'assemblea ecclesiale per la chiusura della visita Pastorale (ore 16.45), quindi si recherà alla Salute dove incontrerà esponenti del mondo della cultura, dell'arte e dell'economia allo Studium Generale Marcianum. Il Papa ripartirà da Venezia alle 19 dall'aeroporto "Marco Polo".

Il cardinale Scola: «Venezia è aperta a tutta l'umanità ed è patrimonio di tutta l'umanità». Papa Benedetto XVI verrà a Venezia per «proporsi a tutti» in un invito «ad incontrare Gesù a tutte le confessioni presenti a Nordest, perché Venezia è aperta a tutta l'umanità ed è patrimonio di tutta l'umanità». Queste le parole del Patriarca di Venezia, Angelo Scola. Scola ha ricordato come sono in corso cambiamenti epocali e che ad Aquileia, le 57 diocesi lì fondate, ne discuteranno nel 2012. La presenza del Papa, sempre secondo Scola, significa «proporre la contemporaneità di Gesù in ogni tempo, secondo la catena di generazioni in cui Pietro rappresenta la garanzia di continuità e solidità». Il card. Scola ha sottolineato come l'apertura a tutti indica il cambiamento del Nordest da semplice asse tra ovest ed est a quella di cerniera tra nord e sud e di apertura dell'Europa al bacino del Mediterraneo.

Costi contenuti e raccolta fondi. La visita di Papa Benedetto XVI ad Aquileia e Venezia il 7 e 8 maggio prossimi «sarà improntata alla bellezza, alla sobrietà e al contenimento dei costi, che non graveranno sugli enti pubblici». Lo hanno assicurato i vescovi del Nordest che oggi hanno presentato, a Zelarino (Venezia), il programma di massima della visita del Papa. Per organizzare la presenza del Santo Padre è già stata avviata la colletta tra i fedeli nelle 15 diocesi del Nordest, un territorio con 3.500 parrocchie, che verrà protratta per tutto il mese di febbraio.

Conto corrente e sito internet. Per raccogliere fondi è stato istituito anche un apposito conto corrente mentre sono stati inviati, con una lettera di accompagnamento dei vescovi, i bollettini postali per eventuali versamenti. Tutti i dati sono pubblicati in internet nell'apposito sito realizzato per illustrare la visita del Papa: www.ilpapaanordest.it. I vescovi non hanno escluso la possibilità di ricorrere a sponsor. Sugli enti pubblici, come per qualsiasi avvenimento sportivo o culturale, ricadrà l'onere dei servizi minimi come i trasporti e la sicurezza. Le cifre che verranno raccolte - è stato detto - saranno rese pubbliche.

Giovedì 10 Febbraio 2011


Paparatzifan
00Friday, February 11, 2011 5:49 PM
Dal blog di Lella...

Papa/ A maggio nel Nord-est, attesi in 150mila a messa Mestre

Scola: Occasione per ripensare area come cerniera tra Nord e Sud

La visita di Papa Benedetto XVI nel Nord Est, il 7 maggio ad Aquileia in cui nacquero 57 Chiese europee e l'8 maggio a Venezia, avrà il momento culminante di incontro con la popolazione del Triveneto domenica 8 maggio al Parco San Giuliano a Mestre.
Alla Santa Messa che sarà presieduta dal Santo Padre sono attese tra le 100 mila e le 150 mila persone, ma gli organizzatori si aspettano un'affluenza straordinaria. Il programma della visita pastorale del Pontefice, ancora provvisorio, è stato illustrato nel corso di una conferenza stampa dal Patriarca di Venezia, cardinale Angelo Scola presso la sede della Conferenza Episcopale del Triveneto a Zelarino (Venezia).
Oltre al Patriarca, che è anche presidente della Conferenza Episcopale del Triveneto, erano presenti monsignor Dino De Antoni, arcivescovo di Gorizia e vicepresidente della Conferenza Episcopale Triveneto, monsignor Lucio Soravito De Franceschi, vescovo di Adria-Rovigo e vice presidente Comitato Aquileia 2, e monsignor Beniamino Pizziol, vescovo ausiliare di Venezia. Il Patriarca di Venezia, cardinale Angelo Scola ha sottolineato il significato della visita di Benedetto XVI a Venezia, dopo quelle di Paolo VI e Giovanni Paolo II. "Venezia è citta dell'umanità che parla a tutta l'umanità ed è visitata da tutta l'umanità. E' la prima volta - ha proseguito il porporato - che in Italia il Papa effettua una visita di due giorni interi. Un'occasione formidabile per ripensare il Nordest in chiave geopolitica e moderna - ha concluso Scola - un Nordest che non si sviluppi solo sull'asse Est-Ovest ma che diviene cerniera tra Nord e Sud".
La visita di Benedetto XVI inizierà con l'arrivo alle 16 all'aeroporto di Ronchi dei Legionari e il trasferimento ad Aquileia. Intorno alle 17 il Papa arriverà in Piazza Capitolo davanti alla Basilica e dopo un breve saluto prenderà parte ai lavori dell'Assemblea in preparazione del secondo convegno ecclesiale di Aquileia. Verso le 18 lascerà Aquileia per raggiungere in elicottero Venezia. Il Santo Padre giungerà, poi, in Piazza San Marco per un saluto alla cittadinanza e ai turisti, dopo farà il suo ingresso in Basilica. La giornata clou sarà domenica 8 maggio quando il Papa presiderà la celebrazione eucaristica per tutte le Chiese del Nordest nella distesa verde del Parco San Giuliano, da cui si domina gran parte della laguna veneziana. Alle 12 il Regina Coeli sarà trasmesso in mondovisione. Terminata la celebrazione il Santo Padre farà ritorno in motovedetta al Patriarco di Venezia, accompagnato da un corteo acqueo lungo il Canal Grande. Nel pomeriggio intorno alle 16.45 in Basilica di San Marco Benedetto XVI presiede l'Assemblea ecclesiale per la chiusura della visita pastorale nella diocesi di Venezia.Intorno alla 17.45 il Papa incontrerà nella Basilica della Salute il mondo della cultura, dell'arte e dell'economia, dopodiché raggiungerà la Cappella della S.s. Trinità per la benedizione dei lavori di restauro e inaugurazione della rinnovata Biblioteca dello Studium Generale Marcianum. Alle 19.00 Sua Santità lascerà Venezia in direzione dell'aeroporto per rientrare a Roma. In un'ottica di "bellezza e sobrietà" a fronte di una crisi economica reale, alle 15 diocesi del Triveneto, ben 3.415 parrocchie, è stato chiesto, a chi lo vorrà, di partecipare alla colletta per sostenere le spese connesse all'accoglienza del Papa. La colletta durerà per tutto il mese di febbraio, una lettera è già stata inviata a tutte le parrocchie. Tutte le informazioni sulla visita del Papa a Nordest sono reperibili nel sito web creato ad hoc www.ilpapaanordest.it

© Copyright TMNews


Paparatzifan
00Friday, February 11, 2011 7:15 PM
Da "Il Messaggero Veneto"...



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