Discorsi, omelie, udienze, angelus e altri documenti

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+PetaloNero+
00Friday, July 3, 2009 4:22 PM
PROMULGAZIONE DI DECRETI DELLA CONGREGAZIONE DELLE CAUSE DEI SANTI

Oggi, 3 luglio 2009, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza privata S:E. Mons. Angelo Amato, S.D.B., Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Nel corso dell’Udienza il Santo Padre ha autorizzato la Congregazione a promulgare i Decreti riguardanti:

- un miracolo, attribuito all'intercessione della Beata Candida Maria di Gesù Cipitria y Barriola (al secolo: Giovanna Giuseppa), Fondatrice della Congregazione delle Figlie di Gesù; nata ad Andoain (Spagna) il 31 maggio 1845 e morta a Salamanca (Spagna) il 9 agosto 1912;

- un miracolo, attribuito all'intercessione del Venerabile Servo di Dio Giovanni Enrico Newman, Cardinale e Fondatore degli Oratori di San Filippo Neri in Inghilterra; nato a Londra (Inghilterra) il 21 aprile 1801 e morto a Edgbaston (Inghilterra) l'11 agosto 1890;

- un miracolo, attribuito all'intercessione del Venerabile Servo di Dio Angelo Paoli (al secolo: Francesco), Sacerdote professo dell'Ordine dei Carmelitani dell'Antica Osservanza; nato ad Artigliano (Italia) il 1° settembre 1642 e morto a Roma il 20 gennaio 1720;

- un miracolo, attribuito all'intercessione della Venerabile Serva di Dio Maria Alfonsina Danil Ghattas (al secolo: Soultaneh Maria), Confondatrice della Congregazione delle Suore Domenicane del Santissimo Rosario di Gerusalemme; nata a Gerusalemme il 4 ottobre 1843 e morta ad Ain Karem il 25 marzo 1927;

- il martirio del Servo di Dio Giuseppe Samsó i Elías, Sacerdote diocesano, Parroco ed Arciprete di Santa Maria de Mataró; nato a Castellbisbal (Spagna) il 17 gennaio 1887 e ucciso, in odio alla Fede, il 1° settembre 1936 durante la persecuzione religiosa in Spagna;

- il martirio dei Servi di Dio Teofilo Fernández de Legaria Goñi (al secolo: Beniamino), e IV Compagni, Sacerdoti professi della Congregazione dei Sacri Cuori (PICPUS), uccisi, in odio alla Fede, durante la persecuzione religiosa in Spagna nel 1936;

- il martirio del Servo di Dio Giorgio Häfner, Sacerdote diocesano; nato a Würzburg (Germania) il 19 ottobre 1900 e ucciso, in odio alla Fede, nel campo di concentramento di Dachau (Germania) il 20 agosto 1942;

- il martirio del Servo di Dio Zoltán Ludovico Meszlényi, Vescovo titolare di Sinope e Vescovo Ausiliare di Esztergom in Ungheria; nato ad Hatvan (Ungheria) il 2 gennaio 1892 e ucciso, in odio alla Fede, a Kistárcsa (Ungheria) il 4 marzo 1951;

- le virtù eroiche del Servo di Dio Engelmar Unzeitig (al secolo: Uberto), Sacerdote professo della Congregazione dei Missionari di Mariannhill; nato a Greifendorf (Moravia dell'Est) il 1 marzo 1911 e morto a Dachau (Germania) il 2 marzo 1945;

- le virtù eroiche della Serva di Dio Anna Maria Janer Anglarill, Fondatrice dell'Istituto delle Suore della Sacra Famiglia di Urgell; nata a Cervera (Spagna) il 18 dicembre 1800 e morta a Talarn (Spagna) l'11 gennaio 1885;

- le virtù eroiche della Serva di Dio Maria Serafina del Sacro Cuore di Gesù Micheli (al secolo: Clotilde), Fondatrice dell'Istituto delle Suore degli Angeli; nata a Imèr (Trento, allora Impero Austro-Ungarico) l'11 settembre 1849 e morta a Faicchio (Italia) il 24 marzo 1911;

- le virtù eroiche della Serva di Dio Teresa Manganiello, giovane laica, del Terz'Ordine di San Francesco; nata a Montefusco (Italia) il 1° gennaio 1849 ed ivi morta il 4 novembre 1876.
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00Saturday, July 4, 2009 3:54 PM
LE UDIENZE

Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina in Udienza:
Em.mo Card. Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
Em.mo Card. Franc Rodé, C.M., Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica.
S.E. la Signora Monique Patricia Antoinette Frank, Ambasciatore dei Paesi Bassi, in visita di congedo.
S.E. il Signor Lawrence Edward Chewning Fábrega, Ambasciatore di Panamá, in visita di congedo.

Il Papa riceve oggi in Udienza:
Partecipanti al Convegno europeo sulla pastorale vocazionale.









RINUNCE E NOMINE



RINUNCIA DEL VESCOVO DI TRIESTE (ITALIA) E NOMINA DEL SUCCESSORE

Il Santo Padre Benedetto XVI ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Trieste (Italia), presentata da S.E. Mons. Eugenio Ravignani, in conformità al can. 401 §1 del Codice di Diritto Canonico.

Il Papa ha nominato Vescovo di Trieste (Italia), con il titolo di Arcivescovo "ad personam", S.E. Mons. Giampaolo Crepaldi, finora Vescovo tit. di Bisarcio e Segretario del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace.

S.E. Mons. Giampaolo Crepaldi
S.E. Mons. Giampaolo Crepaldi, della diocesi di Adria-Rovigo, è nato a Pettorazza Grimani, provincia di Rovigo, il 29 settembre 1947.
Ordinato sacerdote il 17 luglio 1971 nella parrocchia di Villadose, ha svolto il suo ministero pastorale come Vicario Cooperatore nella parrocchia di Villanova del Ghebbo e Castelmassa.
Nel 1975 ha conseguito la Laurea in Filosofia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università Statale di Bologna e, nel 1977, il Diploma di Perfezionamento in Filosofia presso l'Università Statale di Padova. Nel 1981 ha ottenuto il Dottorato in Teologia presso la Pontificia Università Urbaniana e, nel 1989, la Licenza in Diritto Canonico presso la Pontificia Università Lateranense.
Nel 1977 ha ricevuto l'incarico di Delegato Vescovile per la pastorale sociale e di Direttore del Centro Diocesano di Formazione Professionale e, nel 1985, è stato nominato Parroco di Cambio.
Nel 1986 è stato chiamato a svolgere il suo ministero presso la Conferenza Episcopale Italiana in qualità di Direttore dell'Ufficio Episcopale per i Problemi Sociali e il Lavoro.
Nel 1994 è entrato a servizio della Santa Sede ricoprendo l’incarico di Sotto-Segretario del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace e, il 3 marzo 2001, è stato nominato Segretario del medesimo Dicastero.
Eletto alla Chiesa titolare di Bisarcio il 3 marzo 2001, è stato ordinato Vescovo dal Servo di Dio Giovanni Paolo II, il 19 marzo dello stesso anno.
Nel 2003 ha fondato l’Osservatorio Internazionale "Cardinale Van Thuan" sulla Dottrina sociale della Chiesa, di cui è Presidente.
Ha pubblicato molti libri prevalentemente su tematiche di dottrina sociale della Chiesa.
È Docente di Pastorale Sociale presso la Pontificia Università Lateranense.
Attualmente è Membro del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti.



NOMINA DI UN SECONDO SOTTO-SEGRETARIO DELLA CONGREGAZIONE PER IL CULTO DIVINO E LA DISCIPLINA DEI SACRAMENTI

Il Santo Padre ha nominato un secondo Sotto-Segretario della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti: il Rev.do Mons. Juan Miguel Ferrer Grenesche, finora Vicario Generale dell'Arcidiocesi di Toledo (Spagna).



NOMINA DI CONSULTORI DELLA CONGREGAZIONE PER L’EVANGELIZZAZIONE DEI POPOLI

Il Papa ha nominato Consultori della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli gli Eccellentissimi Monsignori: Henryk HOSER, Arcivescovo-Vescovo di Warszawa-Praga (Polonia); Paul HINDER, Vescovo tit. di Macon, Vicario Apostolico di Arabia (Emirati Arabi Uniti); e i Reverendi: Sac. Cataldo ZUCCARO, Rettore Magnifico della Pontificia Università Urbaniana, Roma; P. Heinz Wilhelm STECKLING, O.M.I., Superiore Generale dei Missionari Oblati di Maria Immacolata.



NOMINA DI INVIATO SPECIALE ALLE CELEBRAZIONI DEL XII CENTENARIO DELLA MORTE DI SAN LUDGERUS (WERDEN AN DER RUHR, GERMANIA - 6 SETTEMBRE 2009)

Il Santo Padre ha nominato l'Em.mo Cardinale Joachim Meisner, Arcivescovo di Köln, Suo Inviato Speciale alle celebrazioni del XII centenario della morte di San Ludgerus, primo Vescovo di Münster e "Apostolo dei Sassoni e dei Frisoni", che avranno luogo a Werden an der Ruhr (Diocesi di Essen, Germania) il 6 settembre 2009.


+PetaloNero+
00Saturday, July 4, 2009 3:54 PM
UDIENZA AI PARTECIPANTI AL CONVEGNO EUROPEO SULLA PASTORALE VOCAZIONALE

Alle ore 12.15 di questa mattina, nella Sala Clementina, il Santo Padre Benedetto XVI riceve in Udienza i partecipanti al Convegno europeo sulla pastorale vocazionale, dal tema: "Seminatori del Vangelo della vocazione: una Parola che chiama e invia" - (Roma, 2-5 luglio 2009). Prendono parte al Convengo i responsabili per le vocazioni delle 34 conferenze episcopali d’Europa.
Riportiamo di seguito il discorso che il Papa rivolge ai presenti nel corso dell’Udienza:


DISCORSO DEL SANTO PADRE

Cari fratelli e sorelle!

È con vero piacere che vi incontro, pensando al prezioso servizio pastorale che svolgete nell’ambito della promozione, dell’animazione e del discernimento delle vocazioni. Siete venuti a Roma per prendere parte a un convegno di riflessione, di confronto e di condivisione tra le Chiese d’Europa, che ha come tema "Seminatori del Vangelo della vocazione: una Parola che chiama e invia", finalizzato a infondere nuovo slancio al vostro impegno a favore delle vocazioni. La cura delle vocazioni costituisce per ogni diocesi una delle priorità pastorali, che assume ancor più valore nel contesto dell’Anno Sacerdotale appena iniziato. Saluto pertanto di cuore i Vescovi Delegati per la Pastorale Vocazionale delle varie Conferenze Episcopali, come pure i Direttori dei Centri Vocazionali nazionali, i loro collaboratori e tutti voi qui presenti.

Al centro dei vostri lavori avete posto la parabola evangelica del seminatore. Con abbondanza e gratuità, il Signore getta il seme della Parola di Dio, pur sapendo che esso potrà incontrare un terreno inadeguato, che non gli permetterà di maturare a motivo dell’aridità, o che ne spegnerà la forza vitale soffocandolo tra cespugli spinosi. Tuttavia, il seminatore non si scoraggia, perché sa che una parte di questo seme è destinata a trovare il "terreno buono", cioè cuori ardenti e capaci di accogliere la Parola con disponibilità, per farla maturare nella perseveranza e ridonarne con generosità il frutto a beneficio di molti.

L’immagine del terreno può evocare la realtà più o meno buona della famiglia; l’ambiente talvolta arido e duro del lavoro; i giorni della sofferenza e delle lacrime. La terra è soprattutto il cuore di ogni uomo, in particolare dei giovani, a cui voi vi rivolgete nel vostro servizio di ascolto e di accompagnamento: un cuore spesso confuso e disorientato, eppure capace di contenere in sé impensate energie di donazione; pronto ad aprirsi nelle gemme di una vita spesa per amore di Gesù, capace di seguirlo con la totalità e la certezza che viene dall’avere trovato il più grande tesoro dell’esistenza. A seminare nel cuore dell’uomo è sempre e solo il Signore. Solo dopo la semina abbondante e generosa della Parola di Dio ci si può inoltrare lungo i sentieri dell’accompagnare e dell’educare, del formare e del discernere. Tutto ciò è legato a quel piccolo seme, dono misterioso della Provvidenza celeste, che sprigiona da sé una forza straordinaria. E’ infatti la Parola di Dio che di per se stessa opera efficacemente quanto dice e desidera.

C’è un’altra parola di Gesù, che utilizza l’immagine del seme, e che si può accostare alla parabola del seminatore: "Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore produce molto frutto" (Gv 12,24). Qui il Signore insiste sulla correlazione tra la morte del seme e il "molto frutto" che esso porterà. Il chicco di grano è Lui, Gesù. Il frutto è la "vita in abbondanza" (Gv 10,10), che Egli ci ha acquistato mediante la sua Croce. E’ questa anche la logica e la vera fecondità di ogni pastorale vocazionale nella Chiesa: come Cristo, il sacerdote e l’animatore devono essere un "chicco di grano", che rinuncia a se stesso per fare la volontà del Padre; che sa vivere nascosto dal clamore e dal rumore; che rinuncia alla ricerca di quella visibilità e grandezza d’immagine che oggi spesso diventano criteri e addirittura scopi di vita in tanta parte della nostra cultura, ed affascinano molti giovani.

Cari amici, siate seminatori di fiducia e di speranza. E’ infatti profondo il senso di smarrimento che spesso vive la gioventù di oggi. Non di rado le parole umane sono prive di futuro e di prospettiva, prive anche di senso e di sapienza. Si diffonde un atteggiamento di impazienza frenetica e una incapacità a vivere il tempo dell’attesa. Eppure, questa può essere l’ora di Dio: la sua chiamata, mediata dalla forza e dall’efficacia della Parola, genera un cammino di speranza verso la pienezza della vita. La Parola di Dio può diventare veramente luce e forza, sorgente di speranza, può tracciare un cammino che passa attraverso Gesù, "via" e "porta"; attraverso la sua Croce, che è pienezza d’amore. E’ questo il messaggio che ci viene dall’Anno Paolino appena concluso. San Paolo, conquistato da Cristo, è stato un suscitatore e formatore di vocazioni, come si vede bene dai saluti delle sue lettere, dove compaiono decine di nomi propri, cioè volti di uomini e donne che hanno collaborato con lui nel servizio del Vangelo. Questo è anche il messaggio dell’Anno Sacerdotale appena iniziato: il Santo Curato d’Ars, Giovanni Maria Vianney – che costituisce il "faro" di questo nuovo itinerario spirituale – è stato un sacerdote che ha dedicato la sua vita alla guida spirituale delle persone, con umiltà e semplicità, "gustando e vedendo" la bontà di Dio nelle situazioni ordinarie. Egli si è così dimostrato un vero maestro nel ministero della consolazione e dell’accompagnamento vocazionale. L’Anno Sacerdotale offre pertanto una bella opportunità per ritrovare il senso profondo della pastorale vocazionale, come pure le sue scelte fondamentali di metodo: la testimonianza, semplice e credibile; la comunione, con itinerari concertati e condivisi nella Chiesa particolare; la quotidianità, che educa a seguire il Signore nella vita di tutti i giorni; l’ascolto, guidato dallo Spirito Santo, per orientare i giovani nella ricerca di Dio e della vera felicità; e infine la verità, che sola può generare libertà interiore.

Possa, cari fratelli e sorelle, la Parola di Dio diventare in ciascuno di voi sorgente di benedizione, di consolazione e di fiducia rinnovata, perché siate in grado di aiutare molti a "vedere" e "toccare" quel Gesù che hanno accolto come Maestro. La Parola del Signore dimori sempre in voi, rinnovi nei vostri cuori la luce, l’amore, la pace che solo Dio può donare, e vi renda capaci di testimoniare e annunciare il Vangelo, sorgente di comunione e di amore. Con questo augurio, che affido all’intercessione di Maria Santissima, imparto di cuore a tutti voi la Benedizione Apostolica.
+PetaloNero+
00Saturday, July 4, 2009 3:55 PM
LETTERA DEL SANTO PADRE ALL’ON. SILVIO BERLUSCONI, PRESIDENTE DEL CONSIGLIO ITALIANO, IN OCCASIONE DEL G8 (L’AQUILA, 8-10 LUGLIO 2009)

Pubblichiamo di seguito la Lettera che il Santo Padre Benedetto XVI ha inviato all’Onorevole Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio Italiano, in occasione del G8, che si riunisce a L’Aquila, dall’8 al 10 luglio 2009, sotto la Presidenza Italiana:


LETTERA DEL SANTO PADRE

Onorevole Signor Presidente,

in vista del prossimo G8 dei Capi di Stato e di Governo del Gruppo dei Paesi più Industrializzati, che si svolgerà a L’Aquila nei giorni 8-10 luglio p.v. sotto la Presidenza italiana, mi è gradito inviare un cordiale saluto a Lei e a tutti i partecipanti. Colgo poi volentieri l’occasione per offrire un contributo alla riflessione sulle tematiche dell’incontro, come in passato ho già avuto modo di fare. Sono stato informato dai miei collaboratori circa l’impegno con cui il Governo, che Ella ha l’onore di presiedere, si sta preparando a quest’importante appuntamento, e so quale attenzione abbia riservato alle riflessioni, che, sulle tematiche dell’imminente Vertice, hanno formulato la Santa Sede, la Chiesa Cattolica in Italia e il mondo cattolico in generale, nonché Rappresentanti di altre religioni.

La partecipazione di Capi di Stato o di Governo, non solo del G8 ma di molte altre Nazioni, farà sì che le decisioni da adottare, per trovare vie di soluzione condivise sui principali problemi che incidono su economia, pace e sicurezza internazionale, possano rispecchiare più fedelmente i punti di vista e le attese delle popolazioni di tutti i Continenti. Questa partecipazione allargata alle discussioni del prossimo Vertice appare pertanto quanto mai opportuna, tenendo conto delle molteplici problematiche dell’attuale mondo altamente interconnesso e interdipendente. Mi riferisco, in particolare, alle sfide della crisi economico-finanziaria in corso, così come ai dati preoccupanti del fenomeno dei cambiamenti climatici, che non possono non spingere a un saggio discernimento e a nuove progettualità per «"convertire" il modello di sviluppo globale» (cfr. Benedetto XVI, Angelus 12 novembre 2006), rendendolo capace di promuovere, in maniera efficace, uno sviluppo umano integrale, ispirato ai valori della solidarietà umana e della carità nella verità. Alcune di queste tematiche vengono affrontate anche nella mia terza Enciclica Caritas in veritate, che proprio nei prossimi giorni verrà presentata alla stampa.

In preparazione al Grande Giubileo del 2000, su impulso di Giovanni Paolo II, la Santa Sede ebbe a prestare grande attenzione ai lavori del G8. Il mio venerato Predecessore era infatti persuaso che la liberazione dei Paesi più poveri dal fardello del debito e, più in generale, lo sradicamento delle cause della povertà estrema nel mondo dipendevano dalla piena assunzione delle responsabilità solidali nei confronti di tutta l’umanità, che hanno i Governi e gli Stati economicamente più avanzati. Responsabilità che non sono venute meno, anzi sono diventate oggi ancora più pressanti. Nel passato recente, in parte grazie alla spinta che il Grande Giubileo del 2000 ha dato alla ricerca di soluzioni adeguate alle problematiche relative al debito e alla vulnerabilità economica dell’Africa e di altri Paesi poveri, in parte grazie ai notevoli cambiamenti nello scenario economico e politico mondiale, la maggioranza dei Paesi meno sviluppati ha potuto godere di un periodo di straordinaria crescita, che ha consentito a molti di essi di sperare nel conseguimento dell’obiettivo fissato dalla Comunità internazionale alla soglia del terzo millennio, quello cioè di sconfiggere la povertà estrema entro il 2015. Purtroppo, la crisi finanziaria ed economica, che investe l’intero Pianeta dall’inizio del 2008, ha mutato il panorama, cosicché è reale il rischio non solo che si spengano le speranze di uscire dalla povertà estrema, ma che anzi cadano nella miseria pure popolazioni finora beneficiarie di un minimo benessere materiale.

Inoltre, l’attuale crisi economica mondiale comporta la minaccia della cancellazione o della drastica riduzione dei piani di aiuto internazionale, specialmente in favore dell’Africa e degli altri Paesi economicamente meno sviluppati. E pertanto, con la stessa forza con cui Giovanni Paolo II chiese il condono del debito estero, vorrei anch’io fare appello ai Paesi membri del G8, agli altri Stati rappresentati e ai Governi del mondo intero, affinché l’aiuto allo sviluppo, soprattutto quello rivolto a "valorizzare" la "risorsa umana", sia mantenuto e potenziato, non solo nonostante la crisi, ma proprio perché di essa è una delle principali vie di soluzione. Non è infatti investendo sull’uomo – su tutti gli uomini e le donne della Terra – che si potrà riuscire ad allontanare in modo efficace le preoccupanti prospettive di recessione mondiale? Non è in verità questa la strada per ottenere, per quanto possibile, un andamento dell’economia mondiale a beneficio degli abitanti di ogni Paese, ricco e povero, grande e piccolo?

Il tema dell’accesso all’educazione è intimamente connesso all’efficacia della cooperazione internazionale. Se allora è vero che occorre "investire" sugli uomini, l’obiettivo dell’educazione basica per tutti, senza esclusioni, entro il 2015, non solo va mantenuto, bensì rafforzato generosamente. L’educazione è condizione indispensabile per il funzionamento della democrazia, per la lotta contro la corruzione, per l’esercizio dei diritti politici, economici e sociali e per la ripresa effettiva di tutti gli Stati, poveri e ricchi. Ed applicando rettamente il principio della sussidiarietà, il sostegno allo sviluppo non può non tener conto della capillare azione educatrice che svolgono la Chiesa cattolica e altre Confessioni religiose nelle regioni più povere e abbandonate del Globo.

Agli illustri partecipanti all’incontro del G8, mi preme altresì ricordare che la misura dell’efficacia tecnica dei provvedimenti da adottare per uscire dalla crisi coincide con la misura della sua valenza etica. Occorre cioè tener presenti le concrete esigenze umane e familiari: mi riferisco, ad esempio, all’effettiva creazione di posti di lavoro per tutti, che consentano ai lavoratori e alle lavoratrici di provvedere in maniera degna ai bisogni della famiglia, e di assolvere alla primaria responsabilità che hanno nell’educare i figli e nell’essere protagonisti nelle comunità di cui sono parte. «Una società in cui questo diritto sia sistematicamente negato, - ebbe a scrivere Giovanni Paolo II - in cui le misure di politica economica non consentano ai lavoratori di raggiungere livelli soddisfacenti di occupazione, non può conseguire né la sua legittimazione etica né la pace sociale» (Centesimus annus, 43; cfr. Id., Laborem excercens, 18). E proprio a tale scopo, si impone l’urgenza di un equo sistema commerciale internazionale, dando attuazione – e se necessario persino andando oltre – alle decisioni prese a Doha nel 2001, in favore dello sviluppo. Auspico che ogni energia creativa venga impiegata per assolvere agli impegni assunti al Vertice ONU del Millennio circa l’eliminazione della povertà estrema entro il 2015. E’ doveroso riformare l’architettura finanziaria internazionale per assicurare il coordinamento efficace delle politiche nazionali, evitando la speculazione creditizia e garantendo un’ampia disponibilità internazionale di credito pubblico e privato al servizio della produzione e del lavoro, specialmente nei Paesi e nelle regioni più disagiati.

La legittimazione etica degli impegni politici del G8 esigerà naturalmente che essi siano confrontati con il pensiero e le necessità di tutta la Comunità Internazionale. A tal fine, appare importante rafforzare il multilateralismo, non solo per le questioni economiche, ma per l’intero spettro delle tematiche riguardanti la pace, la sicurezza mondiale, il disarmo, la salute, la salvaguardia dell’ambiente e delle risorse naturali per le generazioni presenti e future. L’allargamento del G8 ad altre regioni costituisce senz’altro un importante e significativo progresso; tuttavia nel momento dei negoziati e delle decisioni concrete ed operative, bisogna tenere in attenta considerazione tutte le istanze, non solo quelle dei Paesi più importanti o con un più marcato successo economico. Solo questo può infatti rendere tali decisioni realmente applicabili e sostenibili nel tempo. Si ascolti pertanto la voce dell’Africa e dei Paesi meno sviluppati economicamente! Si ricerchino modi efficaci per collegare le decisioni dei vari raggruppamenti dei Paesi, compreso il G8, all’Assemblea delle Nazioni Unite, dove ogni Nazione, quale che sia il suo peso politico ed economico, può legittimamente esprimersi in una situazione di uguaglianza con le altre.

Vorrei infine aggiungere che è quanto mai significativa la scelta del Governo Italiano di ospitare il G8 nella città de L’Aquila, scelta approvata e condivisa dagli altri Stati membri ed invitati. Siamo stati tutti testimoni della generosa solidarietà del Popolo italiano e di altre Nazioni, di Organismi nazionali ed internazionali verso le popolazioni abruzzesi colpite dal sisma. Questa mobilitazione solidale potrebbe costituire un invito per i membri del G8 e per i Governi e i Popoli del mondo ad affrontare uniti le attuali sfide che pongono improrogabilmente l’umanità di fronte a scelte decisive per il destino stesso dell’uomo, intimamente connesso con quello del creato.

Onorevole Signor Presidente, mentre imploro l’assistenza di Dio su tutti i presenti al prossimo G8 de L’Aquila e sulle iniziative multilaterali intese a risolvere la crisi economico-finanziaria e a garantire un futuro di pace e di prosperità per tutti gli uomini e le donne senza nessuna esclusione, colgo volentieri l’occasione per esprimerLe nuovamente la mia stima e, assicurando la mia preghiera, Le porgo un deferente e cordiale saluto.

Dal Vaticano, 1° luglio 2009

BENEDICTUS PP. XVI
+PetaloNero+
00Saturday, July 4, 2009 3:55 PM
TELEGRAMMA DI CORDOGLIO DEL SANTO PADRE PER LA MORTE DI P. PASQUALE BORGOMEO, S.I.

Pubblichiamo di seguito il telegramma di cordoglio del Santo Padre per la morte del gesuita P. Pasquale Borgomeo, già Direttore Generale della Radio Vaticana, avvenuta giovedì 2 luglio scorso. Il telegramma, a firma del Segretario di Stato Cardinale Tarcisio Bertone, è stato letto questa mattina nel corso dei funerali che si sono svolti a Roma, nella Chiesa di Santo Spirito in Sassia:


TELEGRAMMA DEL SANTO PADRE

REVERENDO PADRE ADOLFO NICOLAS PACHON
PREPOSITO GENERALE COMPAGNIA DI GESÙ - GESUITI
BORGO S. SPIRITO 4 00193 ROMA

INFORMATO DECESSO PADRE PASQUALE BORGOMEO PER TANTI ANNI FEDELE COLLABORATORE DELLA SANTA SEDE SPECIALMENTE COME APPREZZATO DIRETTORE GENERALE DELLA RADIO VATICANA SOMMO PONTEFICE DESIDERA ESPRIMERE SENTITE CONDOGLIANZE AT FAMILIARI ET COMPAGNIA DI GESÙ COLPITI DA SUA SCOMPARSA ET MENTRE NE RICORDA CON ANIMO GRATO GENEROSA ET COMPETENTE OPERA AT SERVIZIO COMUNICAZIONI SOCIALI AFFIDA SUA ANIMA AT MATERNA INTERCESSIONE VERGINE SANTA ET DI CUORE INVIA AT CONGIUNTI AT CONFRATELLI ET FEDELI RIUNITI IN CELEBRAZIONE SUO SUFFRAGIO CONFORTATRICE BENEDIZIONE APOSTOLICA

CARD. TARCISIO BERTONE
SEGRETARIO DI STATO DI SUA SANTITÀ
+PetaloNero+
00Sunday, July 5, 2009 4:24 PM
LE PAROLE DEL PAPA ALLA RECITA DELL’ANGELUS


Alle ore 12 di oggi il Santo Padre Benedetto XVI si affaccia alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l’Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.
Queste le parole del Papa nell’introdurre la preghiera mariana:


PRIMA DELL’ANGELUS

Cari fratelli e sorelle!

In passato la prima domenica di luglio si caratterizzava per la devozione al Preziosissimo Sangue di Cristo. Alcuni miei venerati Predecessori nel secolo scorso la confermarono, e il beato Giovanni XXIII, con la Lettera Apostolica Inde a primis (30 giugno 1960), ne spiegò il significato e ne approvò le Litanie. Il tema del sangue, legato a quello dell’Agnello pasquale, è di primaria importanza nella Sacra Scrittura. L’aspersione col sangue degli animali sacrificati rappresentava e stabiliva, nell’Antico Testamento, l’alleanza tra Dio e il popolo, come si legge nel libro dell’Esodo: "Allora Mosè prese il sangue e ne asperse il popolo dicendo: Ecco il sangue dell’alleanza che il Signore ha concluso con voi sulla base di tutte queste parole!" (Es 24,8).

A questa formula si rifà esplicitamente Gesù nell’Ultima Cena, quando, offrendo il calice ai discepoli, dice: "Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti per il perdono dei peccati" (Mt 26,28). Ed effettivamente, a partire dalla flagellazione, fino alla trafittura del costato dopo la morte di croce, Cristo ha versato tutto il suo sangue, quale vero Agnello immolato per la redenzione universale. Il valore salvifico del suo sangue è affermato espressamente in molti passi del Nuovo Testamento. Basti citare, in questo Anno Sacerdotale, la bella espressione della Lettera agli Ebrei: "Cristo… entrò una volta per sempre nel santuario, non mediante il sangue di capri e di vitelli, ma in virtù del proprio sangue, ottenendo così una redenzione eterna. Infatti, se il sangue dei capri e dei vitelli e la cenere di una giovenca, sparsa su quelli che sono contaminati, li santificano purificandoli nella carne, quanto più il sangue di Cristo – il quale, mosso dallo Spirito eterno, offrì se stesso senza macchia a Dio – purificherà la nostra coscienza dalla opere di morte, perché serviamo al Dio vivente?" (9,11-14).

Cari fratelli, sta scritto nella Genesi che il sangue di Abele, ucciso dal fratello Caino, grida a Dio dalla terra (cfr 4,10). E purtroppo, oggi come ieri, questo grido non cessa, perché continua a scorrere sangue umano a causa della violenza, dell’ingiustizia e dell’odio. Quando impareranno gli uomini che la vita è sacra e appartiene a Dio solo? Quando comprenderanno che siamo tutti fratelli? Al grido per il sangue versato, che si eleva da tante parti della terra, Dio risponde con il sangue del suo Figlio, che ha donato la vita per noi. Cristo non ha risposto al male con il male, ma con il bene, con il suo amore infinito. Il sangue di Cristo è il pegno dell’amore fedele di Dio per l’umanità. Fissando le piaghe del Crocifisso, ogni uomo, anche in condizioni di estrema miseria morale, può dire: Dio non mi ha abbandonato, mi ama, ha dato la vita per me; e così ritrovare speranza. La Vergine Maria, che sotto la croce, insieme con l’apostolo Giovanni, raccolse il testamento del sangue di Gesù, ci aiuti a riscoprire l’inestimabile ricchezza di questa grazia, e a sentirne intima e perenne gratitudine.



DOPO L’ANGELUS

In questi giorni siamo stati toccati dalla tragedia di Viareggio. Mi unisco al dolore di quanti hanno perduto persone care, sono rimasti feriti o hanno subìto danni materiali anche gravi. Mentre elevo la mia accorata preghiera a Dio per tutte le persone coinvolte nella tragedia, auspico che simili incidenti non abbiano a ripetersi e sia garantita a tutti la sicurezza sul lavoro e nello svolgimento della vita quotidiana. Voglia Dio accogliere nella sua pace i defunti, concedere pronta guarigione ai feriti e infondere interiore conforto in quanti sono stati toccati nei loro affetti più cari.

Esprimo inoltre la mia profonda deplorazione per l’attentato compiuto stamani a Cotabato nelle Filippine, dove l’esplosione di una bomba davanti alla Cattedrale, durante la celebrazione della Messa domenicale, ha causato alcuni morti e numerosi feriti, tra cui vi sono donne e bambini. Mentre prego Dio per le vittime dell’ ignobile gesto, elevo la mia voce per condannare ancora una volta il ricorso alla violenza, che non costituisce mai una via degna alla soluzione dei problemi esistenti.

Il Vescovo di Bolzano-Bressanone mi ha informato che dall’8 al 12 luglio si svolgerà a Bressanone il Campionato Mondiale under 18 di Atletica Leggera. Sono lieto di rivolgere il mio saluto agli organizzatori e a tutti i giovani atleti e di augurare una serena e sana competizione, all’insegna del genuino spirito sportivo.

J’accueille avec joie tous les pèlerins de langue française et je suis particulièrement heureux de saluer les jeunes du diocèse de Brugge, en Belgique, et du diocèse de Lausanne, Genève et Fribourg, en Suisse. A l’exemple de la Vierge Marie, je vous encourage à être des témoins de la vérité de Dieu en suivant son chemin qui conduit à la vraie vie. Acceptez pour cela de vous laisser guider par la force de l’Esprit Saint ! En ce début de la période estivale, sachez prendre du temps pour Dieu afin d’être des porteurs de la Bonne Nouvelle ! Que Dieu vous bénisse, ainsi que vos familles et vos amis !

I greet all the English-speaking pilgrims and visitors present at this Angelus. Today’s readings remind us of the call to turn away from empty promises and to heed the voice of the prophets and the wisdom of our Lord. May your time here in Rome strengthen your resolve to bear witness courageously to the Lord in your homes, schools and places of work. Upon you and your families, I invoke God’s abundant blessings of peace and joy!

Einen frohen Gruß richte ich an die Gläubigen deutscher Sprache. Gott ist unsere Kraft, sagt uns Paulus in der zweiten Lesung des heutigen Sonntags. Im Glauben und im Vertrauen auf seine Gnade können wir unsere persönlichen Schwächen ertragen und selbst unter widrigen Umständen im Dienst des Herrn ausharren. Gott läßt uns in unserer Schwachheit nicht allein. Vielmehr will er, daß seine heilbringende Macht unter uns wirksam wird. Öffnen wir Christus unser Herz. Dann werden wir mit ihm Werkzeuge des Guten in der Welt sein. Der Herr schenke euch allezeit seine Gnade und seinen Frieden.

Saludo con afecto a los peregrinos de lengua española. En el evangelio de este domingo, hemos contemplado la escena en la que Jesús estando "en su tierra" comienza a predicar en la sinagoga. Los que le escuchan desconfiaban de Él porque sabían que era "el hijo del carpintero". El Señor, nos dice el evangelista, quedo extrañado por "su falta de fe" y "no pudo hacer allí ningún milagro". Que la Santísima Virgen María nos alcance la gracia de gozar de una experiencia viva de Cristo, que alimente y nutra nuestra fe en sus palabras y obras. Muchas gracias y feliz domingo.

Pozdrawiam wszystkich Polaków, a szczególnie rowerzystów z Polski i Litwy, którzy przybyli z Łomży do Rzymu w dziękczynnej pielgrzymce z okazji tysiąclecia ewangelizacji ziem północnych przez świętego Brunona z Kwerfurtu. Proszę Boga, aby to dziedzictwo wiary trwało i rozwijało się w waszych narodach. Kościołowi w Polsce dziękuję za obchody „Dnia Papieskiego", za modlitwy w mojej intencji i za materialne wsparcie papieskich dzieł miłosierdzia. Niech dobry Bóg wam wynagradza i błogosławi!

[Saluto tutti i Polacchi e, in particolare, i ciclisti provenienti dalla Polonia e dalla Lituania, venuti da Lomza a Roma nel pellegrinaggio di ringraziamento in occasione del millennio dell’evangelizzazione delle terre del nord da parte di San Bruno di Querfurt. Chiedo a Dio che quest’eredità di fede si mantenga e si sviluppi nelle vostre nazioni. Ringrazio la Chiesa in Polonia per le celebrazioni della "Festa del Papa", per le preghiere secondo le mie intenzioni e per il sostegno materiale alle opere di carità papali. Il buon Dio vi ricompensi e vi benedica.]

Saluto infine con affetto i pellegrini di lingua italiana, in particolare l’associazione "Insieme per la vita – Devoti di San Padre Pio", di Mineo. A tutti auguro una buona domenica.


+PetaloNero+
00Sunday, July 5, 2009 4:24 PM
Omelia del Papa per la riapertura della Cappella Paolina del Palazzo Apostolico


CITTA' DEL VATICANO, domenica, 5 luglio 2009 (ZENIT.org).- Pubblichiamo di seguito il testo dell'omelia pronunciata da Benedetto XVI nel presiedere questo sabato la celebrazione dei Vespri in occasione della riapertura della Cappella Paolina del Palazzo Apostolico Vaticano, dedicata ai Santi Pietro e Paolo.

* * *

Signori Cardinali,

venerati Fratelli nell’Episcopato e nel Sacerdozio,

cari fratelli e sorelle!

Si realizza quest’oggi, a pochi giorni dalla solennità dei Santi Pietro e Paolo e dalla chiusura dell’Anno Paolino, il mio desiderio di poter riaprire al culto la Cappella Paolina. Nelle Basiliche Papali di San Paolo e di San Pietro abbiamo vissuto le celebrazioni solenni in onore dei due Apostoli; questa sera, quasi a completamento, ci raccogliamo nel cuore del Palazzo Apostolico, nella Cappella che è stata voluta dal Papa Paolo III e realizzata da Antonio da Sangallo il Giovane, proprio quale luogo riservato di preghiera per il Papa e per la Famiglia pontificia. Aiutano a meditare e a pregare in maniera quanto mai efficace i dipinti e le decorazioni che la abbelliscono, in particolare i due grandi affreschi di Michelangelo Buonarroti, che sono gli ultimi della sua lunga esistenza. Rappresentano la conversione di Paolo e la crocifissione di Pietro.

Lo sguardo è attratto innanzitutto dal volto dei due Apostoli. E’ evidente, già dalla loro posizione, che questi due volti giocano un ruolo centrale nel messaggio iconografico della Cappella. Ma, al di là della collocazione, essi ci attirano subito "oltre" l’immagine: ci interrogano e ci inducono a riflettere. Anzitutto, soffermiamoci su Paolo: perché è rappresentato con un volto così anziano? E’ il volto di un uomo vecchio, mentre sappiamo – e lo sapeva bene anche Michelangelo – che la chiamata di Saulo sulla via di Damasco avvenne quando egli era circa trentenne. La scelta dell’artista ci porta già fuori dal puro realismo, ci fa andare oltre la semplice narrazione degli eventi per introdurci ad un livello più profondo. Il volto di Saulo-Paolo - che è poi quello dello stesso artista ormai vecchio, inquieto e in cerca della luce della verità - rappresenta l’essere umano bisognoso di una luce superiore. E’ la luce della grazia divina, indispensabile per acquistare una vista nuova, con cui percepire la realtà orientata alla "speranza che vi attende nei cieli" – come scrive l’Apostolo nel saluto iniziale della Lettera ai Colossesi, che abbiamo appena ascoltato (1,5).

Il volto di Saulo caduto a terra è illuminato dall’alto, dalla luce del Risorto e, pur nella sua drammaticità, la raffigurazione ispira pace e infonde sicurezza. Esprime la maturità dell’uomo interiormente illuminato da Cristo Signore, mentre attorno ruota un turbinìo di eventi in cui tutte le figure si ritrovano come in un vortice. La grazia e la pace di Dio hanno avvolto Saulo, lo hanno conquistato e trasformato interiormente. Quella stessa "grazia" e quella stessa "pace" egli annuncerà a tutte le sue comunità nei suoi viaggi apostolici, con una maturità di anziano non anagrafica, ma spirituale, donatagli dal Signore stesso. Qui dunque, nel volto di Paolo, possiamo già percepire il cuore del messaggio spirituale di questa Cappella: il prodigio cioè della grazia di Cristo, che trasforma e rinnova l’uomo mediante la luce della sua verità e del suo amore. In questo consiste la novità della conversione, della chiamata alla fede, che trova il suo compimento nel mistero della Croce.

Dal volto di Paolo passiamo così a quello di Pietro, raffigurato nel momento in cui la sua croce rovesciata viene issata ed egli si volta a fissare chi lo sta osservando. Anche questo volto ci sorprende. L’età rappresentata qui è quella giusta, ma è l’espressione a meravigliarci e interrogarci. Perché questa espressione? Non è un’immagine di dolore, e la figura di Pietro comunica un sorprendente vigore fisico. Il viso, specialmente la fronte e gli occhi, sembrano esprimere lo stato d’animo dell’uomo di fronte alla morte e al male: c’è come uno smarrimento, uno sguardo acuto, proteso, quasi a cercare qualcosa o qualcuno, nell’ora finale. E anche nei volti delle persone che gli stanno intorno risaltano gli occhi: serpeggiano sguardi inquieti, alcuni addirittura spaventati o smarriti. Che significa tutto questo? E’ ciò che Gesù aveva predetto a questo suo Apostolo: "Quando sarai vecchio un altro ti porterà dove tu non vuoi"; e il Signore aveva aggiunto: "Seguimi" (Gv 21,18.19). Ecco, si realizza proprio ora il culmine della sequela: il discepolo non è da più del Maestro, e adesso sperimenta tutta l’amarezza della croce, delle conseguenze del peccato che separa da Dio, tutta l’assurdità della violenza e della menzogna. Se in questa Cappella si viene a meditare, non si può sfuggire alla radicalità della domanda posta dalla croce: la croce di Cristo, Capo della Chiesa, e la croce di Pietro, suo Vicario sulla terra.

I due volti, su cui si è soffermato il nostro sguardo, stanno l’uno di fronte all’altro. Si potrebbe anzi pensare che quello di Pietro sia rivolto proprio al volto di Paolo, il quale, a sua volta, non vede, ma porta in sé la luce di Cristo risorto. E’ come se Pietro, nell’ora della prova suprema, cercasse quella luce che ha donato la vera fede a Paolo. Ecco allora che in questo senso le due icone possono diventare i due atti di un unico dramma: il dramma del Mistero pasquale: Croce e Risurrezione, morte e vita, peccato e grazia. L’ordine cronologico tra gli avvenimenti rappresentati è forse rovesciato, ma emerge il disegno della salvezza, quel disegno che lo stesso Cristo ha realizzato in se stesso portandolo a compimento, come abbiamo poc’anzi cantato nell’inno della Lettera ai Filippesi. Per chi viene a pregare in questa Cappella, e prima di tutto per il Papa, Pietro e Paolo diventano maestri di fede. Con la loro testimonianza invitano ad andare in profondità, a meditare in silenzio il mistero della Croce, che accompagna la Chiesa fino alla fine dei tempi, e ad accogliere la luce della fede, grazie alla quale la Comunità apostolica può estendere fino ai confini della terra l’azione missionaria ed evangelizzatrice che le ha affidato Cristo risorto. Qui non si fanno solenni celebrazioni con il popolo. Qui il Successore di Pietro e i suoi collaboratori meditano in silenzio e adorano il Cristo vivente, presente specialmente nel santissimo Sacramento dell’Eucaristia.

L’Eucaristia è il sacramento in cui si concentra tutta l’opera della Redenzione: in Gesù Eucaristia possiamo contemplare la trasformazione della morte in vita, della violenza in amore. Nascosta sotto i veli del pane e del vino, riconosciamo con gli occhi della fede la stessa gloria che si manifestò agli Apostoli dopo la Risurrezione, e che Pietro, Giacomo e Giovanni contemplarono in anticipo sul monte, quando Gesù si trasfigurò davanti a loro: evento misterioso, la Trasfigurazione, che il grande quadro di Simone Cantarini ripropone anche in questa Cappella con forza singolare. In realtà però tutta la Cappella – gli affreschi di Lorenzo Sabatini e Federico Zuccari, le decorazioni dei numerosi altri artisti convocati qui in un secondo momento dal Papa Gregorio XIII –, tutto, potremmo dire, qui confluisce in un medesimo unico inno alla vittoria della vita e della grazia sulla morte e sul peccato, in una sinfonia di lode e di amore a Cristo redentore che risulta altamente suggestiva.

Cari amici, al termine di questa breve meditazione, vorrei ringraziare quanti hanno cooperato affinché noi potessimo nuovamente godere di questo luogo sacro completamente restaurato: il Prof. Antonio Paolucci e il suo predecessore il Dott. Francesco Buranelli, che, quali Direttori dei Musei Vaticani, hanno sempre avuto a cuore questo importantissimo restauro; i vari operatori specialisti che, sotto la direzione artistica del Prof. Arnold Nesselrath, hanno lavorato sugli affreschi e sui decori della Cappella e, in particolare, il Maestro Ispettore Maurizio De Luca e la sua assistente Maria Pustka, che hanno diretto i lavori e sono intervenuti sui due murali di Michelangelo, avvalendosi della consulenza di una commissione internazionale formata da studiosi di chiara fama. La mia riconoscenza va altresì al Cardinale Giovanni Lajolo ed ai suoi collaboratori del Governatorato, che hanno prestato all’opera speciale attenzione. E naturalmente un caloroso e doveroso grazie rivolgo ai benemeriti mecenati cattolici, americani e non, ossia ai Patrons of the Arts, impegnati generosamente nella salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale in Vaticano, i quali hanno reso possibile il risultato che oggi ammiriamo. A tutti e a ciascuno giunga l’espressione della mia riconoscenza più cordiale.

Canteremo tra poco il Magnificat. Maria Santissima, Maestra di preghiera e di adorazione, insieme con i santi Pietro e Paolo, ottenga abbondanti grazie a quanti si raccoglieranno con fede in questa Cappella. E noi questa sera, grati a Dio per le sue meraviglie, e specialmente per la morte e risurrezione del suo Figlio, eleviamo a Lui la nostra lode anche per quest’opera giunta oggi al suo compimento. "A Colui, che in tutto ha potere di fare molto più di quanto possiamo domandare o pensare, secondo la potenza che opera in noi, a lui la gloria nella Chiesa e in Cristo Gesù, per tutte le generazioni, nei secoli dei secoli! Amen" (Ef 3,20-21).





[© Copyright 2009 - Libreria Editrice Vaticana]

+PetaloNero+
00Monday, July 6, 2009 4:34 PM
LE UDIENZE

Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina in Udienza:

S.E. il Sig. Carl-Henry Guiteau, Inviato Straordinario e Plenipotenziario di Haiti, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali;

Em.mo Card. Antonio Cañizares Llovera, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.

Il Papa riceve questa mattina in Udienza:

Em.mo Card. Crescenzio Sepe, Arcivescovo di Napoli (Italia);

S.E. il Sig. Luis Miguel Leitão Ritto, Capo Delegazione della Commissione delle Comunità Europee presso la Santa Sede, in visita di congedo;

S.E. il Sig. Acisclo Valladares Molina, Ambasciatore di Guatemala, in visita di congedo.
+PetaloNero+
00Monday, July 6, 2009 4:34 PM
LE LETTERE CREDENZIALI DELL’INVIATO STRAORDINARIO E PLENIPOTENZIARIO DI HAITI PRESSO LA SANTA SEDE

Alle ore 11.10 di questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza S.E. il Signor Carl-Henry Guiteau, Inviato Straordinario e Plenipotenziario di Haiti presso la Santa Sede, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

Pubblichiamo di seguito il discorso che il Papa gli ha rivolto nonché i cenni biografici essenziali di S.E. il Signor Carl-Henry Guiteau:


DISCORSO DEL SANTO PADRE

Monsieur l’Ambassadeur,

C’est avec joie que j’accueille Votre Excellence à l’occasion de la présentation des Lettres qui L’accréditent comme Envoyé Extraordinaire et Plénipotentiaire d’Haïti près le Saint-Siège, mission qui n’est d’ailleurs pas inconnue à Votre Excellence, puisqu’Elle a déjà exercé la même charge près du Siège Apostolique de 2002 à 2004.

Je vous suis reconnaissant de m’avoir transmis le message cordial que m’adresse Son Excellence Monsieur René Garcia Préval, Président de la République. En retour, je vous saurais gré de bien vouloir Lui exprimer mes vœux les meilleurs pour sa personne et pour tous les Haïtiens, leur souhaitant de pouvoir vivre dans la dignité et dans la sécurité et de constituer une société toujours plus juste et plus fraternelle. Monsieur l’Ambassadeur, en vous remerciant de vos paroles courtoises, je voudrais aussi faire mention de la prochaine célébration du cent-cinquantième anniversaire du Concordat entre le Saint-Siège et Haïti, le plus ancien en Amérique. À cette occasion, je me réjouis des fruits nombreux que ces Accords ont produit pour l’Église et pour la Nation, soulignant encore à ce propos qu’en Haïti la communauté catholique a toujours joui de l’estime des Autorités et de la population.

Au cours des derniers mois, Excellence, votre pays a connu des catastrophes naturelles qui ont provoqué de graves dommages sur toute l’étendue du territoire national. Les nombreuses destructions causées par les ouragans dans le domaine de l’agriculture ont aggravé la situation déjà difficile de nombreuses familles. Je souhaite que la solidarité internationale à laquelle j’avais fait appel à plusieurs reprises l’an dernier continue à se manifester. En effet, il est nécessaire qu’en cette période particulièrement délicate de la vie nationale, la communauté internationale pose des signes concrets de soutien aux personnes qui sont dans le besoin. Par ailleurs, comme on le sait, au cours des dernières années, de nombreux Haïtiens ont quitté leur pays afin de chercher ailleurs des ressources pour faire vivre leurs familles. Aussi est-il souhaitable que, malgré les situations administratives parfois problématiques, des solutions rapides soient trouvées pour permettre à ces familles de vivre réunies.

Cette vulnérabilité de votre pays aux intempéries, parfois violentes, qui le frappent régulièrement, a aussi conduit à une meilleure prise de conscience de la nécessité de prendre soin de la création. Il y a en effet une sorte de parenté de l’homme avec la création qui doit le conduire à en respecter chaque réalité. La protection de l’environnement est un défi pour tous, car il s’agit de défendre et de valoriser un bien collectif, destiné à tous, responsabilité qui doit donc inciter les générations présentes à avoir le souci des générations à venir. L’exploitation inconsidérée des ressources de la création et ses conséquences, qui le plus souvent affectent gravement la vie des plus pauvres, ne pourront être affrontées efficacement que grâce à des choix politiques et économiques conformes à la dignité humaine ainsi qu’à une coopération internationale effective.

Cependant, dans votre pays les signes d’espérance ne manquent pas. Ils sont fondés notamment sur les valeurs humaines et chrétiennes qui existent dans la société haïtienne, comme le respect de la vie, l’attachement à la famille, le sens des responsabilités et surtout la foi en Dieu qui n’abandonne pas ceux qui se confient en Lui. L’attachement à ces valeurs permet d’éviter tant de maux qui menacent la vie sociale et familiale. Aussi, j’encourage vivement les efforts de tous ceux qui dans votre pays contribuent à développer la protection de la vie et à redonner à l’institution familiale toute son importance, en retrouvant notamment la valeur du mariage dans la vie sociale. En effet, « tout modèle de société qui entend servir le bien de l’homme ne peut pas faire abstraction du caractère central et de la responsabilité sociale de la famille » (Compendium de la Doctrine sociale de l’Église, n. 214). Dans cette perspective, il est indispensable de fournir un véritable soutien aux familles qui sont dans le besoin, et d’assurer une protection efficace aux femmes et aux enfants qui sont parfois victimes de violences, d’abandon ou d’injustice.

L’éducation des jeunes est aussi une priorité pour l’avenir de la Nation. Cette tâche est importante et urgente pour développer la qualité de la vie humaine, tant au niveau individuel que social. En effet, à la racine de la pauvreté se trouvent souvent diverses formes de privation culturelle. Dans ce domaine, l’Église catholique apporte une contribution notable, aussi bien par ses nombreuses institutions éducatives que par sa présence dans les régions rurales et éloignées, ou encore par la qualité de l’éducation et de la formation qu’apportent les écoles catholiques. Je me réjouis de savoir que ces institutions sont appréciées des Autorités comme de la population. En cette heureuse occasion, Monsieur l’Ambassadeur, je voudrais aussi saluer chaleureusement la communauté catholique de votre pays qui, guidée par ses Évêques, témoigne généreusement de l’Évangile. Je l’encourage à poursuivre son service de la société haïtienne en étant toujours attentive aux nécessités des plus pauvres et en recherchant avec tous l’unité de la nation, dans la fraternité et la solidarité. Ainsi, est-elle un authentique signe d’espérance pour tous les Haïtiens.

Monsieur l’Ambassadeur, alors que commence votre noble mission de représenter votre pays auprès du Saint-Siège, je vous adresse mes vœux les plus cordiaux pour son heureuse réussite et je vous assure que vous trouverez toujours auprès de mes collaborateurs la compréhension et le soutien qui vous seront nécessaires!

Sur votre personne, sur votre famille, sur vos collaborateurs ainsi que sur le peuple haïtien tout entier et sur ses dirigeants, j’invoque de grand cœur l’abondance des Bénédictions divines.

S.E. il Sig. Carl-Henry Guiteau

Inviato Straordinario e Plenipotenziario di Haiti presso la Santa Sede

È nato a Port-au-Prince il 17 gennaio 1952.

È sposato ed ha due figli.

Laureato in Ingegneria (Haiti, 1979), ha ricoperto i seguenti incarichi: Docente di matematica (1976-1984), Coordinatore Pedagogico (1979-1997) e Direttore Generale Aggiunto nelle Scuole Superiori di Haiti (1997-2001); Incaricato del Programma e della Ricerca presso l’Istituto Superiore di Formazione Politica e Sociale (ISPOS) (1999-2002); Ambasciatore d’Haiti presso la Santa Sede (2002-2004); Consulente presso l’ISPOS (2005-2007); Gestore del Progetto educativo del Centro internazionale di documentazione Haitiano, Caraibico e Afro-Canadese (CIDIHCA) (febbraio-agosto 2007).

Ha partecipato a numerose Conferenze internazionali sul ruolo e la formazione degli insegnanti.

Parla il creolo, il francese e lo spagnolo.
+PetaloNero+
00Tuesday, July 7, 2009 1:48 AM
Benedetto XVI all'inviato straordinario e plenipotenziario di Haiti
Scelte politiche ed economiche per evitare lo sfruttamento sconsiderato delle risorse



CITTA' DEL VATICANO, lunedì, 6 luglio 2009 (ZENIT.org).- Pubblichiamo di seguito il discorso pronunciato da Benedetto XVI nel ricevere lunedì mattina il signor Ambasciatore Carl-Henri Guiteau, inviato straordinario e plenipotenziario di Haiti presso la Santa Sede, il quale ha presentato le Lettere con le quali viene accreditato nell'alto ufficio.

* * *

Signor Ambasciatore,

È con gioia che l'accolgo in occasione della presentazione delle Lettere che l'accreditano come Inviato Straordinario e Plenipotenziario di Haiti presso la Santa Sede, missione che d'altronde non le è sconosciuta, Eccellenza, poiché ha già svolto lo stesso incarico presso la Sede Apostolica dal 2002 al 2004.

Le sono riconoscente per avermi trasmesso il messaggio cordiale rivoltomi da Sua Eccellenza il signor René Garcia Préval, Presidente della Repubblica. In cambio, le sarei grato se potesse formulargli i miei voti migliori per la sua persona e per tutti gli haitiani, auspicando loro di poter vivere nella dignità e nella sicurezza e di costituire una società sempre più giusta e più fraterna. Signor Ambasciatore, nel ringraziarla per le sue cortesi parole, desidero anche ricordare la prossima celebrazione del centocinquantesimo anniversario del Concordato fra la Santa Sede e Haiti, il più antico in America. In questa occasione, mi rallegro dei frutti numerosi che tali accordi hanno prodotto per la Chiesa e per la nazione, sottolineando ancora a tale proposito che ad Haiti la comunità cattolica ha sempre goduto della stima delle Autorità e della popolazione.

Nel corso degli ultimi mesi, Eccellenza, il suo Paese ha conosciuto catastrofi naturali che hanno provocato gravi danni in tutto il territorio nazionale. Le numerose distruzioni causate dagli uragani nel campo dell'agricoltura hanno aggravato la situazione già difficile di molte famiglie. Auspico che la solidarietà internazionale, a cui ho fatto appello in diverse occasioni lo scorso anno, continui a manifestarsi. In effetti, è necessario che, in questo periodo particolarmente delicato della vita nazionale, la comunità internazionale dia segni concreti di sostegno alle persone che sono nel bisogno. Inoltre, come si sa, nel corso degli ultimi anni, molti haitiani hanno lasciato il Paese per cercare altrove risorse per far vivere le loro famiglie. È pertanto auspicabile che, nonostante le situazioni amministrative a volte problematiche, siano trovate soluzioni rapide per permettere a tali famiglie di vivere riunite.

Questa vulnerabilità del suo Paese alle intemperie, a volte violente, che lo colpiscono regolarmente, ha anche portato a una migliore presa di coscienza della necessità di prendersi cura del creato. Vi è in effetti una sorta di parentela dell'uomo con il creato che deve portarlo a rispettarne ogni realtà. La tutela dell'ambiente è una sfida per tutti, poiché si tratta di difendere e di valorizzare un bene collettivo, destinato a tutti, responsabilità che deve spingere le generazioni presenti a preoccuparsi per le generazioni future. Lo sfruttamento sconsiderato delle risorse del creato e le sue conseguenze, che più spesso ledono gravemente la vita dei più poveri, potranno essere affrontati solo grazie a scelte politiche ed economiche conformi alla dignità umana, e anche a una cooperazione internazionale effettiva.

Tuttavia, nel suo Paese non mancano i segni di speranza. Essi sono fondati in particolare sui valori umani e cristiani che esistono nella società haitiana, come il rispetto della vita, l'attaccamento alla famiglia, il senso delle responsabilità e soprattutto la fede in Dio che non abbandona quanti confidano in Lui. L'attaccamento a questi valori permette di evitare i tanti mali che minacciano la vita sociale e familiare. Incoraggio anche vivamente gli sforzi di tutti coloro che nel suo paese contribuiscono a sviluppare la protezione della vita e a ridare all'istituzione familiare tutta la sua importanza, ristabilendo in particolare il valore del matrimonio nella vita sociale. In effetti, «ogni modello sociale che intenda servire il bene dell'uomo non può prescindere dalla centralità e dalla responsabilità sociale della famiglia» (Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, n. 214). In questa prospettiva, è indispensabile fornire un reale sostegno alle famiglie che sono nel bisogno, e assicurare una protezione efficace alle donne e ai bambini che sono a volte vittime di violenze, di abbandono o d'ingiustizia.

L'educazione dei giovani è anch'essa una priorità per il futuro della Nazione. Questo compito è importante e urgente per sviluppare la qualità della vita umana, a livello sia individuale sia sociale. In effetti, alla base della povertà si trovano spesso diverse forme di privazione culturale. In questo campo, la Chiesa cattolica apporta un contributo notevole, sia attraverso le sue numerose istituzioni educative sia attraverso la sua presenza nelle regioni rurali e isolate, o anche mediante la qualità dell'educazione e della formazione che le scuole cattoliche offrono. Mi rallegro di sapere che queste istituzioni sono apprezzate sia dalle autorità sia dalla popolazione.

In questa lieta occasione, Signor Ambasciatore, desidero anche salutare calorosamente la comunità cattolica del suo Paese che, guidata dai suoi Vescovi, rende generosamente testimonianza del Vangelo. La incoraggio a proseguire il suo servizio alla società haitiana, restando sempre attenta ai bisogni dei più poveri e ricercando con tutti l'unità della nazione, nella fraternità e nella solidarietà. Così essa è un autentico segno di speranza per tutti gli haitiani.

Signor Ambasciatore, mentre comincia la sua nobile missione di rappresentare il suo Paese presso la Santa Sede, le formulo i miei voti più cordiali per il suo felice esito e l'assicuro che troverà sempre presso i miei collaboratori la comprensione e il sostegno che le saranno necessari!

Sulla sua persona, sulla sua famiglia, sui suoi collaboratori, così come sull'intero popolo haitiano e sui suoi dirigenti, invoco di tutto cuore l'abbondanza delle Benedizioni divine.

[Traduzione del testo originale in francese a cura de “L'Osservatore Romano”]
+PetaloNero+
00Tuesday, July 7, 2009 4:14 PM
LE UDIENZE

Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in Udienza:

S.E. il Signor Taro Aso, Primo Ministro del Giappone, con la Consorte, e Seguito.
+PetaloNero+
00Tuesday, July 7, 2009 4:15 PM
COMUNICATO DELLA SALA STAMPA DELLA SANTA SEDE


Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Primo Ministro del Giappone, Sua Eccellenza il Sig. Taro Aso. Successivamente, il Primo Ministro si è incontrato con il Segretario di Stato, Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone, accompagnato da Sua Eccellenza Mons. Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

I cordiali colloqui hanno permesso di toccare alcuni temi dell’attualità internazionale, con particolare riferimento alla crisi economica e all’impegno del Giappone e della Santa Sede per l’Africa.

Sul piano bilaterale si sono evocate le buone relazioni esistenti tra il Giappone e la Santa Sede, nonché l’intesa e la cooperazione tra la Chiesa e lo Stato.



TESTO IN LINGUA INGLESE

This morning the Holy Father received His Excellency Mr Taro Aso, Prime Minister of Japan. Afterwards the Prime Minister met the Secretary of State, His Eminence Cardinal Tarcisio Bertone, accompanied by his Excellency Mgr Dominique Mamberti, Secretary of the Section for Relations with States.

The cordial conversation allowed to deal with several relevant international issues particularly the economic crisis and the commitment of Japan and of the Holy See for Africa.

At a bilateral level, the fine relationship between Japan and the Holy See was mentioned, as well as the existing harmony and cooperation between the Church and the State.
+PetaloNero+
00Wednesday, July 8, 2009 4:08 PM
RINUNCE E NOMINE



RINUNCIA DEL VESCOVO DI APUCARANA (BRASILE) E NOMINA DEL SUCCESSORE

Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Apucarana (Brasile), presentata da S.E. Mons. Luiz Vicente Bernetti, O.A.D., in conformità al can. 401 § 1 del Codice di Diritto Canonico.

Il Papa ha nominato Vescovo di Apucarana (Brasile) il Rev.do Sacerdote Celso Antônio Marchiori, finora Parroco della Parrocchia "Santissimo Sacramento" nell’arcidiocesi di Curitiba.

Rev.do Celso Antônio Marchiori
Il Rev.do Celso Antônio Marchiori è nato il 14 agosto 1958 nella città di Campo Largo, arcidiocesi di Curitiba. Ha frequentato gli studi di secondo grado e scuola media come seminarista del Seminario Minore "São José" (1976-1980), poi come alunno del Seminario Maggiore Provinciale "Rainha dos Apóstolos" (1981-1987), ha compiuto gli studi filosofici presso la Pontificia Università Cattolica del Paraná e quelli teologici presso lo Studium Theologicum Claretianum di Curitiba. Ha partecipato poi al Corso promosso dalla Scuola di Formatori Transcender, a São Paulo (1991-1994).
Ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale il 6 marzo 1988, con incardinazione nell’arcidiocesi di Curitiba, nella quale ha svolto gli incarichi di Direttore Spirituale (1988) e poi Rettore del Seminario Minore "São José" (1989-2007), Direttore Spirituale della Filosofia del Seminario Maggiore "Bom Pastor" (1989-2007), Membro del Collegio dei Consultori, del Consiglio Pastorale e del Consiglio Presbiterale, Presidente della ARSEM (Assembléia dos Reitores e Formadores dos Seminários de Curitiba), Coordinatore della Formazione permanente del clero giovane, Assistente Ecclesiastico del "Movimento das Capelinhas", Consigliere Spirituale delle "Equipes de Nossa Senhora", Responsabile per i Movimenti Ecclesiali presso la Commissione diocesana per la Pastorale.
Dal 2007 è Rettore del Seminario "Santíssimo Sacramento" per i seminaristi dell’ultimo anno di formazione, Responsabile per l’accompagnamento dei Sacerdoti di recente ordinazione, Parroco della Parrocchia "Santíssimo Sacramento", Coordinatore settoriale della Pastorale e Vicario Episcopale.



RINUNCIA DEL VESCOVO DI NANTES (FRANCIA) E NOMINA DEL SUCCESSORE

Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Nantes (Francia), presentata da S.E. Mons. Georges Soubrier, in conformità al can. 401 § 1 del Codice di Diritto Canonico.

Il Papa ha nominato Vescovo di Nantes (Francia) S.E. Mons. Jean-Paul James, finora Vescovo di Beauvais (Francia).

S.E. Mons. Jean-Paul James
S.E. Mons. Jean-Paul James è nato il 14 luglio 1952 a Rennes. Ha compiuto gli studi primari e secondari presso le Scuole cattoliche dell’Assomption e di Saint-Vincent di Rennes. Ha conseguito, poi, la Licenza in Scienze Economiche presso l’Institut National de Sciences Economiques (INSEE) a Parigi. E’ entrato, quindi, nel Seminario Maggiore Saint-Yves a Rennes, dove nel 1984 ha ottenuto il Baccalaureato. Ha perfezionato i suoi studi di Teologia a Roma, nel Seminario Francese, licenziandosi in Diritto Canonico e laureandosi in Teologia Morale, presso la Pontificia Università Gregoriana.
E’ stato ordinato sacerdote il 22 settembre 1985 per l’arcidiocesi di Rennes.
Subito dopo l’ordinazione sacerdotale ha svolto il ministero in qualità di vicario parrocchiale presso la parrocchia di Saint-Augustin a Rennes (1985-1987). Dal 1988 al 1990 è stato collaboratore parrocchiale di "Saint-Louis des Français" mentre era a Roma come studente. Nel 1990 è divenuto Professore di teologia Morale presso il Seminario Maggiore di Rennes e Responsabile del Servizio Vocazionale Diocesano, incarichi che ha mantenuto fino al 1999, quando divenne Rettore del medesimo Seminario. Contemporaneamente dal 1990, è stato Assistente della Antenne de l’Arche (Casa per persone handicappate, di Jean Vanier) a Bruz.
Eletto Vescovo di Beauvais il 9 gennaio 2003, è stato consacrato il 6 aprile successivo. Nella Conferenza Episcopale Francese è membro della Commissione Dottrinale.



NOMINA DEL NUOVO PRESIDENTE DELLA PONTIFICIA COMMISSIONE "ECCLESIA DEI"

Il Santo Padre ha ringraziato l’Em.mo Cardinale Darío Castrillón Hoyos, giunto al termine del suo servizio come Presidente della Pontificia Commissione "Ecclesia Dei", ed ha nominato Presidente della medesima Commissione l’Em.mo Card. William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.



NOMINA DEL SEGRETARIO DELLA PONTIFICIA COMMISSIONE "ECCLESIA DEI"

Il Papa ha nominato Segretario della Pontificia Commissione "Ecclesia Dei" il Rev.do Mons. Guido Pozzo, finora Segretario Aggiunto della Commissione Teologica Internazionale e Aiutante di Studio della Congregazione per la Dottrina della Fede.
+PetaloNero+
00Wednesday, July 8, 2009 4:09 PM
LETTERA APOSTOLICA DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI "MOTU PROPRIO DATA" ECCLESIAE UNITATEM A PROPOSITO DELLA COMMISSIONE ECCLESIA DEI



TESTO IN LINGUA LATINA

LITTERAE APOSTOLICAE

MOTU PROPRIO DATAE

BENEDICTUS PP. XVI

1. ECCLESIAE UNITATEM tueri, ut sollicite omnibus suppeditentur subsidia ad huic vocationi divinaeque gratiae consentaneis rationibus respondendum, peculiarem in modum Petri Apostoli Successoris est munus, qui perpetuum est et visibile principium fundamentumque unitatis tum Episcoporum tum fidelium1. Primum praecipuumque Ecclesiae officium omni tempore, id est homines ad Deum conveniendum perducere, iuvandum est per communem omnium christianorum fidei testificationem.

2. Erga hoc mandatum fidem servans, postquam Archiepiscopus Marcellus Lefebvre, die XXX mensis Iunii anno MCMLXXXVIII episcopalem ordinationem illicite quattuor presbyteris impertivit, Veneratus Decessor Noster Ioannes Paulus II, die II mensis Iulii anno MCMLXXXVIII Pontificiam Commissionem Ecclesia Dei instituit, "cuius erit Episcopis cooperari, Dicasteriis Curiae Romanae et circulis quorum interest, ut plenam expediat communionem ecclesialem sacerdotum, seminariorum alumnorum, communitatum aut singulorum religiosorum coniunctorum Fraternitati conditae ab Archiepiscopo Lefebvre, qui cupiant Petri Successori in Ecclesia Catholica cohaerere, suas servantes traditiones spiritales et liturgicas, iuxta Protocollum superiore die 5 mensis Maii obsignatum a Cardinali Ratzinger et ab Archiepiscopo Lefebvre"2.

3. Hoc quidem proposito idem officium fideliter sustinentes universali Ecclesiae communioni in visibili eius quoque manifestatione inserviendi, atque totis viribus contendentes ut ii omnes qui unitatem vere exoptant in ea permanere eamve reperire possint, amplificare voluimus et per Motum Proprium Summorum Pontificum aptare, ea quae in universum in Motu Proprio Ecclesia Dei continentur, de ea scilicet facultate Missale Romanum anni MCMLXII per certius distinctiusque dispositas normas adhibendi3.

4. Eodem sane animo eodemque studio permoti, ut omnis scissura divisioque in Ecclesia superarentur et vulnus sanaretur quod in ecclesiali corpore magis magisque acerbum animadvertitur, excommunicationem quattuor Episcopis ab Archiepiscopo Lefebvre illicite consecratis remittere voluimus. Hac quidem deliberatione impedimentum amovere cupivimus quod detrimentum inferre posset aperiendae dialogo ianuae atque ita Episcopos «Fraternitatemque S. Pii X» invitare, ut ad plenam cum Ecclesia communionem iter denuo invenirent. Quemadmodum in Litteris die X superioris mensis Martii Episcopis catholicis destinatis planum fecimus, excommunicationis remissio deliberatio fuit ad ecclesiasticam disciplinam pertinens, qua conscientiae pondere levarentur, quod gravissima ecclesiastica censura secum fert. Sed doctrinae quaestiones, ut liquet, manent atque, usque dum non enodentur, Fraternitas canonicum in Ecclesia statutum non habet et eius ministri nullum ministerium legitime agere possunt.

5. Quandoquidem quaestiones, quae in praesenti cum Fraternitate tractari debent, essentialiter ad doctrinam spectant, decrevimus – XXI a Motu Proprio Ecclesiae Dei transactis annis atque iuxta id quod agere constituimus4 - ut Commissionis Ecclesiae Dei structura denuo componatur, dum cum Congregatione pro Doctrina Fidei arte nectitur.

6. Itaque Pontificia Commisio Ecclesia Dei ita constituitur:

a) Commissionis Praeses Praefectus est Congregationis pro Doctrina Fidei.

b) Commissio proprium habet ordinem, Secretarium et Officiales complectentem.

c) Praesidis est, Secretario iuvante, praecipuos eventus quaestionesque docrinalis indolis studio discretionique committere postulationum ordinariarum Congregationis pro Doctrina Fidei, itemque superiori Summi Pontificis iudicio conclusiones concredere.

7. Deliberatione hac paternam sollicitudinem «Fraternitati S. Pii X» peculiarem in modum ostendere voluimus ut denuo ad plenam cum Ecclesia communionem perveniat.

Omnes alacriter invitamus ad Dominum incessanter orandum, per Beatae Mariae Virginis intercessionem, «ut unum sint».

Datum Romae, apud S. Petrum, die II mensis Iulii, anno MMIX, Pontificatus Nostri quinto.

BENEDICTUS PP. XVI

________________________

1 Cfr Conc. Oecum. Vat. II, Const. dogm. de Ecclesia, Lumen gentium, 23; Conc. Oecum. Vat. I, Const. dogm. de Ecclesia Christi Pastor aeternus, c. 3: DS 3060.

2 Ioannes Paulus II, Litt. ap. motu proprio datae Ecclesia Dei (2 Iulii 1988), n. 6: AAS 80 (1988), 1498.

3 Cfr Benedictus XVI, Litt. ap. motu proprio datae Summorum Pontificum (7 Iulii 2007): AAS 99 (2007), 777-781.

4 Cfr ibid. art. 11, 781.



TESTO IN LINGUA ITALIANA

LITTERAE APOSTOLICAE

MOTU PROPRIO DATAE

BENEDICTUS PP. XVI

1. Il compito di custodire l'unità della Chiesa, con la sollecitudine di offrire a tutti gli aiuti per rispondere nei modi opportuni a questa vocazione e grazia divina, spetta in modo particolare al Successore dell'Apostolo Pietro, il quale è il perpetuo e visibile principio e fondamento dell'unità sia dei Vescovi che dei fedeli1. La priorità suprema e fondamentale della Chiesa, in ogni tempo, di condurre gli uomini verso l’incontro con Dio deve essere favorita mediante l'impegno di giungere alla comune testimonianza di fede di tutti i cristiani.

2. Nella fedeltà a tale mandato, all'indomani dell'atto con cui l'Arcivescovo Marcel Lefebvre, il 30 giugno 1988, conferì illecitamente l'ordinazione episcopale a quattro sacerdoti, il Papa Giovanni Paolo II, di venerata memoria, istituì, il 2 luglio 1988, la Pontificia Commissione Ecclesia Dei "con il compito di collaborare con i Vescovi, con i Dicasteri della Curia Romana e con gli ambienti interessati, allo scopo di facilitare la piena comunione ecclesiale dei sacerdoti, seminaristi, comunità o singoli religiosi e religiose finora in vario modo legati alla Fraternità fondata da Mons. Lefebvre, che desiderino rimanere uniti al Successore di Pietro nella Chiesa Cattolica, conservando le loro tradizioni spirituali e liturgiche, alla luce del Protocollo firmato lo scorso 5 maggio dal Cardinale Ratzinger e da Mons. Lefebvre"2.

3. In questa linea, aderendo fedelmente al medesimo compito di servire la comunione universale della Chiesa nella sua manifestazione anche visibile e compiendo ogni sforzo perché a tutti quelli che hanno veramente il desiderio dell'unità sia reso possibile di rimanervi o di ritrovarla, ho voluto ampliare e aggiornare, con il Motu Proprio Summorum Pontificum, l'indicazione generale già contenuta nel Motu Proprio Ecclesia Dei circa la possibilità di usare il Missale Romanum del 1962, attraverso norme più precise e dettagliate3.

4. Nello stesso spirito e con il medesimo impegno di favorire il superamento di ogni frattura e divisione nella Chiesa e di guarire una ferita sentita in modo sempre più doloroso nel tessuto ecclesiale, ho voluto rimettere la scomunica ai quattro Vescovi ordinati illecitamente da Mons. Lefebvre. Con tale decisione, ho inteso togliere un impedimento che poteva pregiudicare l’apertura di una porta al dialogo e invitare così i Vescovi e la "Fraternità San Pio X" a ritrovare il cammino verso la piena comunione con la Chiesa. Come ho spiegato nella Lettera ai Vescovi cattolici del 10 marzo scorso, la remissione della scomunica è stata un provvedimento nell'ambito della disciplina ecclesiastica per liberare le persone dal peso di coscienza rappresentato dalla censura ecclesiastica più grave. Ma le questioni dottrinali, ovviamente, rimangono e, finché non saranno chiarite, la Fraternità non ha uno statuto canonico nella Chiesa e i suoi ministri non possono esercitare in modo legittimo alcun ministero.

5. Proprio perché i problemi che devono ora essere trattati con la Fraternità sono di natura essenzialmente dottrinale, ho deciso - a ventuno anni dal Motu Proprio Ecclesia Dei, e conformemente a quanto mi ero riservato di fare4 - di ripensare la struttura della Commissione Ecclesia Dei, collegandola in modo stretto con la Congregazione per la Dottrina della Fede.

6. La Pontificia Commissione Ecclesia Dei avrà, pertanto, la seguente configurazione:

a) Il Presidente della Commissione è il Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

b) La Commissione ha una propria tabella organica composta dal Segretario e da Officiali.

c) Sarà compito del Presidente, coadiuvato dal Segretario, sottoporre i principali casi e le questioni di carattere dottrinale allo studio e al discernimento delle istanze ordinarie della Congregazione per la Dottrina della Fede, nonché sottometterne le risultanze alle superiori disposizioni del Sommo Pontefice.

7. Con questa decisione ho voluto, in particolare, mostrare paterna sollecitudine verso la "Fraternità San Pio X" al fine di ritrovare la piena comunione con la Chiesa. Rivolgo a tutti un pressante invito a pregare senza sosta il Signore, per l'intercessione della Beata Vergine Maria, "ut unum sint".

Dato a Roma, presso San Pietro, il 2 luglio 2009, anno quinto del Nostro Pontificato.

BENEDICTUS PP. XVI

_____________________________

1 Cfr CONC. ECUM. VAT. II, Cost. dogm. sulla Chiesa Lumen Gentium, 23; CONC. ECUM. VAT. I, Cost. dogm. sulla Chiesa di Cristo Pastor aeternus, cap. 3: DS 3060.

2 GIOVANNI PAOLO II, Litt. Ap. Motu proprio datae Ecclesia Dei (2 luglio 1988), n. 6: AAS 80 (1988), 1498.

3 Cfr BENEDETTO XVI, Litt. Ap. Motu proprio datae Summorum Pontificum (7 luglio 2007): AAS 99 (2007), 777-781.

4 Cfr. ibid. art. 11, 781.








COMUNICATO DELL’EM.MO CARD. WILLIAM JOSEPH LEVADA IN OCCASIONE DELLA PUBBLICAZIONE DELLA LETTERA MOTU PROPRIO "ECCLESIAE UNITATEM" DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI

Secondo quanto anticipato nella Lettera del Santo Padre ai Vescovi della Chiesa Cattolica riguardo alla remissione della scomunica dei quattro vescovi consacrati dall’arcivescovo Lefebvre (10 marzo 2009), viene pubblicata in data odierna la Lettera Motu proprio "Ecclesiae unitatem", con la quale viene ripensata e aggiornata la struttura della Pontificia Commissione Ecclesia Dei, istituita da Papa Giovanni Paolo II nel 1988.

Con il Motu proprio "Ecclesiae unitatem" viene innanzitutto spiegato il motivo principale di tale ristrutturazione. La remissione della scomunica ai quattro vescovi lefebvriani è stato un provvedimento nell’ambito della disciplina canonica per liberare le persone dal peso della più grave censura ecclesiastica, pur nella consapevolezza che le questioni dottrinali rimangono e finché non siano chiarite, la "Fraternità sacerdotale S. Pio X" non può godere di uno statuto canonico nella Chiesa e i suoi ministri non esercitano in modo legittimo alcun ministero nella Chiesa. Dato quindi che i problemi sono di natura essenzialmente dottrinale, il Santo Padre ha deciso di ripensare la struttura della Pontificia Commissione Ecclesia Dei, collegandola in modo stretto con la Congregazione per la Dottrina della Fede.

La Pontificia Commissione Ecclesia Dei, mantiene l’attuale configurazione, con alcune modifiche nella sua struttura, che qui si riassumono:

1) Il Presidente della Commissione è il Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

2) La Commissione, con una propria tabella organica, è composta dal Segretario e da Officiali.

3) Compito del Cardinale Presidente, coadiuvato dal Segretario, è di riferire i principali casi e le questioni di carattere dottrinale all’esame e al giudizio delle istanze ordinarie della Congregazione per la Dottrina della Fede (Consulta e Membri della Sessione Ordinaria / Plenaria), e sottometterne le risultanze alle supreme disposizioni del Sommo Pontefice.

Il Cardinale William Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede e ora nominato Presidente della Commissione Ecclesia Dei, ha espresso la sua gratitudine al Santo Padre per la fiducia mostrata con questa decisione, assicurando il Santo Padre, anche a nome degli Officiali della Congregazione per la Dottrina della Fede, dell’impegno per il dialogo dottrinale con la Fraternità Sacerdotale di San Pio X.

Il Santo Padre, con Lettera autografa, ha vivamente ringraziato il Cardinale Darío Castrillón Hoyos, finora Presidente, per la sua grande dedizione al lavoro della Commissione Ecclesia Dei. Ugualmente, il Santo Padre, tramite il Cardinale Segretario di Stato, ha ringraziato Mons. Camille Perl per tanti anni di servizio alla medesima Commissione. A tali ringraziamenti si è unito anche il Cardinale Levada, estendendoli ai Membri ed Esperti della Commissione il cui lavoro sarà ora ripreso dai Membri della Congregazione per la Dottrina della Fede nonché da esperti scelti secondo le necessità per studiare questioni particolari.

Dando il benvenuto alla nomina di Mons. Guido Pozzo a Segretario della Commissione, il Cardinale Levada ha rilevato la preparazione di Mons. Pozzo e il suo particolare interesse per le questioni di competenza della Commissione Ecclesia Dei. Finora, Mons. Pozzo è stato Aiutante di studio dell’Ufficio Dottrinale della Congregazione per la Dottrina della Fede e Segretario Aggiunto della Commissione Teologica Internazionale.

Con il Motu proprio oggi pubblicato, il Santo Padre ha voluto mostrare particolare e paterna sollecitudine verso la "Fraternità San Pio X", al fine di superare le difficoltà che ancora permangono per il raggiungimento della piena comunione con la Chiesa.
+PetaloNero+
00Wednesday, July 8, 2009 4:10 PM
L’UDIENZA GENERALE


L’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 10.30 nell’Aula Paolo VI dove il Santo Padre ha incontrato gruppi di pellegrini e fedeli giunti dall’Italia e da ogni parte del mondo.

Nel discorso in lingua italiana, il Papa ha incentrato la sua meditazione sull’Enciclica "Caritas in Veritate" presentata ieri.

Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, il Santo Padre Benedetto XVI ha rivolto particolari espressioni di saluto ai gruppi di fedeli presenti.

L’Udienza Generale si è conclusa con il canto del Pater Noster e la Benedizione Apostolica impartita insieme ai Vescovi presenti.


CATECHESI DEL SANTO PADRE IN LINGUA ITALIANA

Cari fratelli e sorelle!

La mia nuova Enciclica Caritas in veritate, che ieri è stata ufficialmente presentata, si ispira per la sua visione fondamentale ad un passo della lettera di san Paolo agli Efesini, dove l’Apostolo parla dell’agire secondo verità nella carità: "Agendo – lo abbiamo sentito ora -secondo verità nella carità, cerchiamo di crescere in ogni cosa tendendo a Lui, che è il capo, Cristo" (4,15). La carità nella verità è quindi la principale forza propulsiva per il vero sviluppo di ogni persona e dell’umanità intera. Per questo, attorno al principio "caritas in veritate", ruota l’intera dottrina sociale della Chiesa. Solo con la carità, illuminata dalla ragione e dalla fede, è possibile conseguire obiettivi di sviluppo dotati di valenza umana e umanizzante. La carità nella verità "è principio intorno a cui ruota la dottrina sociale della Chiesa, un principio che prende forma operativa in criteri orientativi" (n. 6). L’Enciclica richiama subito nell’introduzione due criteri fondamentali: la giustizia e il bene comune. La giustizia è parte integrante di quell’amore "coi fatti e nella verità" (1 Gv 3,18), a cui esorta l’apostolo Giovanni (cfr n. 6). E "amare qualcuno è volere il suo bene e adoperarsi efficacemente per esso. Accanto al bene individuale, c’è un bene legato al vivere sociale delle persone… Si ama tanto più efficacemente il prossimo, quanto più ci si adopera" per il bene comune. Due sono quindi i criteri operativi, la giustizia e il bene comune; grazie a quest’ultimo, la carità acquista una dimensione sociale. Ogni cristiano – dice l’Enciclica – è chiamato a questa carità, ed aggiunge: "E’ questa la via istituzionale … della carità" (cfr n. 7).

Come altri documenti del Magistero, anche questa Enciclica riprende, continua ed approfondisce l’analisi e la riflessione della Chiesa su tematiche sociali di vitale interesse per l’umanità del nostro secolo. In modo speciale, si riallaccia a quanto scrisse Paolo VI, oltre 40 anni or sono, nella Populorum progressio, pietra miliare dell’insegnamento sociale della Chiesa, nella quale il grande Pontefice traccia alcune linee decisive, e sempre attuali, per lo sviluppo integrale dell’uomo e del mondo moderno. La situazione mondiale, come ampiamente dimostra la cronaca degli ultimi mesi, continua a presentare non piccoli problemi e lo "scandalo" di disuguaglianze clamorose, che permangono nonostante gli impegni presi nel passato. Da una parte, si registrano segni di gravi squilibri sociali ed economici; dall’altra, si invocano da più parti riforme non più procrastinabili per colmare il divario nello sviluppo dei popoli. Il fenomeno della globalizzazione può, a tal fine, costituire una reale opportunità, ma per questo è importante che si ponga mano ad un profondo rinnovamento morale e culturale e ad un responsabile discernimento circa le scelte da compiere per il bene comune. Un futuro migliore per tutti è possibile, se lo si fonderà sulla riscoperta dei fondamentali valori etici. Occorre cioè una nuova progettualità economica che ridisegni lo sviluppo in maniera globale, basandosi sul fondamento etico della responsabilità davanti a Dio e all’essere umano come creatura di Dio.

L’Enciclica certo non mira ad offrire soluzioni tecniche alle vaste problematiche sociali del mondo odierno – non è questa la competenza del Magistero della Chiesa (cfr n. 9). Essa ricorda però i grandi principi che si rivelano indispensabili per costruire lo sviluppo umano dei prossimi anni. Tra questi, in primo luogo, l’attenzione alla vita dell’uomo, considerata come centro di ogni vero progresso; il rispetto del diritto alla libertà religiosa, sempre collegato strettamente con lo sviluppo dell’uomo; il rigetto di una visione prometeica dell’essere umano, che lo ritenga assoluto artefice del proprio destino. Un’illimitata fiducia nelle potenzialità della tecnologia si rivelerebbe alla fine illusoria. Occorrono uomini retti tanto nella politica quanto nell’economia, che siano sinceramente attenti al bene comune. In particolare, guardando alle emergenze mondiali, è urgente richiamare l’attenzione della pubblica opinione sul dramma della fame e della sicurezza alimentare, che investe una parte considerevole dell’umanità. Un dramma di tali dimensioni interpella la nostra coscienza: è necessario affrontarlo con decisione, eliminando le cause strutturali che lo provocano e promuovendo lo sviluppo agricolo dei Paesi più poveri. Sono certo che questa via solidaristica allo sviluppo dei Paesi più poveri aiuterà certamente ad elaborare un progetto di soluzione della crisi globale in atto. Indubbiamente va attentamente rivalutato il ruolo e il potere politico degli Stati, in un’epoca in cui esistono di fatto limitazioni alla loro sovranità a causa del nuovo contesto economico-commerciale e finanziario internazionale. E d’altro canto, non deve mancare la responsabile partecipazione dei cittadini alla politica nazionale e internazionale, grazie pure a un rinnovato impegno delle associazioni dei lavoratori chiamati a instaurare nuove sinergie a livello locale e internazionale. Un ruolo di primo piano giocano, anche in questo campo, i mezzi di comunicazione sociale per il potenziamento del dialogo tra culture e tradizioni diverse.

Volendo dunque programmare uno sviluppo non viziato dalle disfunzioni e distorsioni oggi ampiamente presenti, si impone da parte di tutti una seria riflessione sul senso stesso dell’economia e sulle sue finalità. Lo esige lo stato di salute ecologica del pianeta; lo domanda la crisi culturale e morale dell’uomo che emerge con evidenza in ogni parte del globo. L’economia ha bisogno dell’etica per il suo corretto funzionamento; ha bisogno di recuperare l’importante contributo del principio di gratuità e della "logica del dono" nell’economia di mercato, dove la regola non può essere il solo profitto. Ma questo è possibile unicamente grazie all’impegno di tutti, economisti e politici, produttori e consumatori e presuppone una formazione delle coscienze che dia forza ai criteri morali nell’elaborazione dei progetti politici ed economici. Giustamente, da più parti si fa appello al fatto che i diritti presuppongono corrispondenti doveri, senza i quali i diritti rischiano di trasformarsi in arbitrio. Occorre, si va sempre più ripetendo, un diverso stile di vita da parte dell’umanità intera, in cui i doveri di ciascuno verso l’ambiente si colleghino a quelli verso la persona considerata in se stessa e in relazione agli altri. L’umanità è una sola famiglia e il dialogo fecondo tra fede e ragione non può che arricchirla, rendendo più efficace l’opera della carità nel sociale, e costituendo la cornice appropriata per incentivare la collaborazione tra credenti e non credenti, nella condivisa prospettiva di lavorare per la giustizia e la pace nel mondo. Come criteri-guida per questa fraterna interazione, nell’Enciclica indico i principi di sussidiarietà e di solidarietà, in stretta connessione tra loro. Ho infine segnalato, dinanzi alle problematiche tanto vaste e profonde del mondo di oggi, la necessità di un’Autorità politica mondiale regolata dal diritto, che si attenga ai menzionati principi di sussidiarietà e solidarietà e sia fermamente orientata alla realizzazione del bene comune, nel rispetto delle grandi tradizioni morali e religiose dell’umanità.

Il Vangelo ci ricorda che non di solo pane vive l’uomo: non con beni materiali soltanto si può soddisfare la sete profonda del suo cuore. L’orizzonte dell’uomo è indubbiamente più alto e più vasto; per questo ogni programma di sviluppo deve tener presente, accanto a quella materiale, la crescita spirituale della persona umana, che è dotata appunto di anima e di corpo. E’ questo lo sviluppo integrale, a cui costantemente la dottrina sociale della Chiesa fa riferimento, sviluppo che ha il suo criterio orientatore nella forza propulsiva della "carità nella verità". Cari fratelli e sorelle, preghiamo perché anche questa Enciclica possa aiutare l’umanità a sentirsi un’unica famiglia impegnata nel realizzare un mondo di giustizia e di pace. Preghiamo perché i credenti, che operano nei settori dell’economia e della politica, avvertano quanto sia importante la loro coerente testimonianza evangelica nel servizio che rendono alla società. In particolare, vi invito a pregare per i Capi di Stato e di Governo del G8 che si incontrano in questi giorni a L’Aquila. Da questo importante summit mondiale possano scaturire decisioni ed orientamenti utili al vero progresso di tutti i Popoli, specialmente di quelli più poveri. Affidiamo queste intenzioni alla materna intercessione di Maria, Madre della Chiesa e dell’umanità.



SINTESI DELLA CATECHESI NELLE DIVERSE LINGUE


○ Sintesi della catechesi in lingua francese

Chers Frères et Sœurs,

L’Encyclique Caritas in veritate – L’amour dans la vérité -, souligne fortement que le renouveau authentique de l’homme et de la société repose uniquement sur le Christ, qui nous transforme et nous rend capables d’agir dans la vérité et l’amour. C’est la base de tout développement humain intégral et authentique ; force dynamique qui suppose, certes, la justice et, en même temps, la complète par la gratuité du don et du pardon. S’inscrivant dans la ligne de Populorum progressio de Paul VI, l’encyclique offre des orientations pour affronter les crises que nous connaissons. S’il est vrai que la mondialisation peut être une opportunité pour corriger des dysfonctionnements de l’économie et certains déséquilibres sociaux, cela ne peut advenir qu’en réalisant un profond renouveau culturel et un discernement responsable des choix en vue du bien commun. Il faut repenser le développement de manière globale. L’encyclique ne propose pas des solutions, mais demande que soient respectés certains principes essentiels pour construire un véritable développement humain, et d’abord s’employer de toute urgence à lutter contre la faim et l’insécurité alimentaire. Elle invite aussi à entreprendre une réflexion approfondie sur le sens de l’économie et sur ses finalités, qui doit retrouver et faire sienne « la logique du don ». Cela demande la collaboration de tous, à tous les niveaux de responsabilité individuelle, sociale et politique. Prions pour tous les Responsables du G8 réunis en ces jours à l’Aquila, confions à la Vierge Marie ces grandes intentions.

Je suis heureux de saluer les francophones présents, en particulier les pèlerins des diocèses de Djougou au Bénin, d’Obala au Cameroun, et les étudiants belges et français. Que Dieu vous bénisse !


○ Sintesi della catechesi in lingua inglese

Dear Brothers and Sisters,

Today I wish to reflect on my Encyclical, Caritas in Veritate. Some forty years after Pope Paul VI’s Encyclical Populorum Progressio, it too addresses social themes vital to the well-being of humanity and reminds us that authentic renewal of both individuals and society requires living by Christ’s truth in love (cf. Eph 4:15) which stands at the heart of the Church’s social teaching. The Encyclical does not aim to provide technical solutions to today’s social problems but instead focuses on the principles indispensable for human development. Most important among these is human life itself, the centre of all true progress. Additionally, it speaks of the right to religious freedom as a part of human development, it warns against unbounded hope in technology alone, and it underlines the need for upright men and women – attentive to the common good – in both politics and the business world. In regard to matters of particular urgency affecting the word today, the Encyclical addresses a wide range of issues and calls for decisive action to promote food security and agricultural development, as well as respect for the environment and for the rule of law. Stressed is the need for politicians, economists, producers and consumers alike ensure that ethics shape economics so that profit alone does not regulate the world of business. Dear friends: humanity is a single family where every development programme – if it is to be integral – must consider the spiritual growth of human persons and the driving force of charity in truth. Let us pray for all those who serve in politics and the management of economies, and in particular let us pray for the Heads of State gathering in Italy for the G8 summit. May their decisions promote true development especially for the world’s poor. Thank you.

I welcome all the English-speaking visitors present today, including the university and school groups from America, Canada, and England. May your visit to Rome be a time of deep spiritual renewal. Upon you all I invoke God’s blessings of joy and peace.


○ Sintesi della catechesi in lingua tedesca

Liebe Brüder und Schwestern!

Gestern wurde meine neue Enzyklika Caritas in veritate – die Liebe in der Wahrheit – veröffentlicht. In dieser Enzyklika über die ganzheitliche Entwicklung des Menschen geht es nicht darum, technisch-praktische Lösungen für die großen wirtschaftlichen Probleme unserer Zeit anzubieten. Die wichtigen Fragen unserer Gesellschaft reichen weit über die rein operative Ebene hinaus und müssen im größeren Gesamtzusammenhang gesehen werden. Daher wollte ich in Erinnerung rufen, daß die umfassende Entwicklung eines jeden Menschen und der ganzen Menschheit nur in Christus und auf Christus hin erfolgen kann. Der hauptsächliche Antrieb dazu ist die Liebe in der Wahrheit, nämlich die Bereitschaft, sich auf die Logik des unentgeltlichen Schenkens einzulassen und das wirtschaftliche und soziale Leben nach den bleibenden großen Prinzipien auszurichten: die Achtung vor dem menschlichen Leben, die wahren Menschenrechte und -pflichten, die notwendige Tugendhaftigkeit der Wirtschaftstreibenden und der Verantwortlichen in der Politik, das Streben nach dem Gemeinwohl auch auf weltweiter Ebene, der ethische Umgang mit der Technologie und den Medien. Die Erneuerung unserer Gesellschaft, die vielerorts krankt, bedarf eines ernsthaften Nachdenkens über den tiefen Sinn der Wirtschaft, der Finanzen und der Politik. Dieses Nachdenken muß auf der Wahrheit über den Menschen als solchen und seiner Beziehung zu den Mitmenschen beruhen. Dazu gehört, daß der Mensch nicht nur Leib, sondern auch Seele ist und seine ganzheitliche Entwicklung daher das geistige Wachstum einschließt.

Von Herzen grüße ich alle Pilger und Besucher aus Deutschland, Österreich und der Schweiz. Die sozialen Probleme unserer Zeit erfordern, daß wir alle in der Liebe wachsen und uns aus dem Glauben heraus für unsere Mitmenschen einsetzen. Beten wir besonders auch für die Hauptverantwortlichen in der Wirtschaft und in der Politik, damit ihr Wirken der wahren Entwicklung der Völker dient. Euch allen wünsche ich einen gesegneten Aufenthalt in Rom.


○ Sintesi della catechesi in lingua spagnola

Queridos hermanos y hermanas:

La Encíclica Caritas in veritate, que ayer se publicó oficialmente, pone de relieve que la caridad en la verdad es la principal fuerza impulsora del auténtico desarrollo de la persona y la humanidad, así como el eje de toda la doctrina social de la Iglesia. Este documento profundiza la reflexión eclesial sobre importantes cuestiones sociales, teniendo en cuenta, sobre todo, cuanto Pablo Sexto dijo en su Encíclica Populorum progressio. A este respecto, la Iglesia no desea ofrecer soluciones técnicas a los problemas de nuestros días, sino recordar los grandes principios sobre los que puede construirse el desarrollo humano en los próximos años, entre los que destaca la atención a la vida del hombre, núcleo de cualquier progreso auténtico. Os exhorto a orar para que esta Encíclica ayude a la humanidad a sentirse una única familia, comprometida en la realización de un futuro mejor para todos. Asimismo, recemos para que en el encuentro de Jefes de Estado y de Gobierno que se celebra en estos días en L’Aquila se tomen decisiones que beneficien a todos los pueblos, especialmente a los más pobres.

Saludo con afecto a los peregrinos de lengua española, en particular a los Seminaristas de Lugo, acompañados por su Obispo, Monseñor Alfonso Carrasco Rouco, a los jóvenes de la Parroquia de Illescas, de Toledo, a los miembros de la Corporación Musical "Santa Cecilia", de Ibagué, a los participantes en el curso internacional de formadores del Regnum Christi, así como a los demás grupos procedentes de España, México, Argentina, Colombia y otros países latinoamericanos. Os invito a intensificar vuestro conocimiento de la doctrina social de la Iglesia, para que seáis, con vuestra palabra y ejemplo personal, sal de la tierra y luz del mundo. Muchas gracias.



SALUTI PARTICOLARI NELLE DIVERSE LINGUE


○ Saluto in lingua portoghese

Acolho cordialmente todos os peregrinos de língua portuguesa nomeadamente os grupos vindos do Brasil e de Portugal para encontrar o Sucessor de Pedro. Que todos vós possais, em Cristo, viver a caridade na verdade, contribuindo assim para uma real promoção do bem comum. Jesus é o Homem novo que abre as portas para a verdadeira renovação da humanidade. Desça a Sua Bênção sobre cada um de vós e vossas famílias.


○ Saluto in lingua polacca

Pozdrawiam pielgrzymów z Polski, a szczególnie siostry zmartwychwstanki i elżbietanki, które w swoich wspólnotach przeżywają odnowę ducha. Niech te rzymskie rekolekcje zaowocują światłem rozeznania i mocą do realizacji zakonnych charyzmatów. Wszystkim tu obecnym życzę wielu łask Bożych i serdecznie błogosławię.

[Saluto i pellegrini provenienti dalla Polonia, e in particolare le Suore della Risurrezione e le Suore di S. Elisabetta, che nelle loro comunità vivono "il rinnovamento dello spirito". Questi Esercizi romani fruttifichino luce di discernimento e forza per la realizzazione dei carismi religiosi. A tutti i presenti auguro tante grazie divine e vi benedico di cuore.]


○ Saluto in lingua slovena

Lepo pozdravljam mlade iz župnije svetega Petra v Črnomlju v Sloveniji! Naj vam bo vaš farni zavetnik, ki je na tem kraju prestal mučeništvo za Kristusa, zgled in priprošnjik, da boste tudi vi ohranili zvestobo Gospodu v Njegovi Cerkvi. Naj vas povsod spremlja moj blagoslov!

[Rivolgo un cordiale saluto ai giovani della Parrocchia di S. Pietro a Črnomelj in Slovenia! Il vostro santo patrono, in questo luogo patì il martirio per il Cristo, vi sia l’esempio e l’intercessore affinché anche voi conservate la fedeltà al Signore nella Sua Chiesa. Vi accompagni ovunque la mia benedizione!]


○ Saluto in lingua slovacca

Zo srdca vítam slovenských pútnikov, osobitne z farnosti Dvorníky. Bratia a sestry, je čas prázdnin a dovoleniek. Využite ich na oddych a na obnovu síl tela aj ducha. Ochotne udeľujem Apoštolské požehnanie vám i vašim drahým vo vlasti. Pochválený buď Ježiš Kristus!

[Di cuore do il benvenuto ai pellegrini slovacchi, particolarmente a quelli provenienti dalla parrocchia di Dvorníky. Fratelli e sorelle, è il tempo delle ferie e delle vacanze. Sfruttate questo periodo per il riposo e per ritemprare le forze del corpo e dello spirito. Volentieri imparto la Benedizione Apostolica a voi ed ai vostri cari in Patria. Sia lodato Gesù Cristo!]


○ Saluto in lingua italiana

Mentre rivolgo un cordiale benvenuto ai gruppi venuti dalla Romania e dalla Bulgaria, saluto con affetto i pellegrini di lingua italiana. In particolare sono lieto di accogliere le Suore Missionarie del Catechismo, che celebrano il centenario della nascita dei Fondatori, Padre Vincenzo Idà e Madre Pasqua Condò, e le Suore Francescane Angeline, nel 125° di fondazione dell’Istituto. Per entrambe le Famiglie religiose invoco una rinnovata effusione dello Spirito Santo. Saluto inoltre i fedeli di Vibonati, accompagnati dal Vescovo di Teggiano-Policastro, Mons. Angelo Spinillo; come pure quelli della parrocchia di San Marone in Civitanova Marche.

Come di consueto, il pensiero finale va ai giovani, ai malati e agli sposi novelli oggi presenti. Cari giovani, so che molti di voi approfittano del tempo estivo per vivere un’esperienza significativa di spiritualità e di servizio: vi incoraggio in questo e vi addito l’esempio di un vostro coetaneo, il beato Piergiorgio Frassati. A voi, cari malati, auguro di trovare conforto nelle parole dell’apostolo Paolo, che la liturgia ci ha riproposto domenica scorsa: "Mi vanterò ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo" (2 Cor 12,9). E voi, cari sposi novelli, sappiate sempre coltivare, con la preghiera e l’amore vicendevole, la relazione coniugale che avete sigillato con il Sacramento nuziale.
+PetaloNero+
00Thursday, July 9, 2009 4:29 PM
LE UDIENZE

Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina in Udienza:

S.E. il Signor Kevin Rudd, Primo Ministro di Australia, e Seguito;

Em.mo Card. Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli.

Il Papa riceve questa mattina in Udienza:

S.E. il Signor Lee Myung-Bak, Presidente della Repubblica di Corea, con la Consorte e Seguito.





RINUNCE E NOMINE


NOMINA DI AUSILIARE DI LILLE (FRANCIA)

Il Santo Padre ha nominato Vescovo Ausiliare dell’arcidiocesi di Lille (Francia) il Rev.do Gérard Coliche, del clero della medesima arcidiocesi, finora Vicario episcopale per l’apostolato dei laici e per le comunicazioni, assegnandogli la sede titolare vescovile di Alet.

Rev.do Gérard Coliche

Il Rev.do Gérard Coliche è nato il 17 novembre 1940 a Béziers, nell’arcidiocesi di Montpellier. Dopo gli studi superiori in Matematica generale e in Fisica, è entrato al Seminario Maggiore Saint- Sulpice a Issy-les-Moulineaux, dove ha seguito i corsi di filosofia e di teologia. Nel 1998 ha frequentato l’"Institut de Formation des Educateurs du Clergé" (IFEC) a Parigi.

È stato ordinato sacerdote il 9 gennaio 1970 per l’allora diocesi di Lille.

Ivi ha ricoperto i seguenti incarichi ministeriali: Vicario nella parrocchia Saint-Hilaire a Halluin e cappellano dell’Azione cattolica dell’infanzia per la regione di Halluin (1970-1974); Cappellano diocesano dell’Azione cattolica dell’infanzia con residenza nella parrocchia Saint-Calixte a Lambersart e Cappellano al liceo Jean Perrin di Lambersart (1974-1983); Cappellano federale dell’Azione cattolica degli ambienti indipendenti nella zona di Tourcoing (1983-1987); Assistente del Vicario episcopale per l’Apostolato dei Laici alla "Centrale des oeuvres", a Lille; Vicario episcopale per la zona pastorale di Dunkerque (1993-2001).

Dal 2001 è Vicario episcopale per l’apostolato dei laici e per le comunicazioni.
+PetaloNero+
00Friday, July 10, 2009 5:02 PM
LE UDIENZE

Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in Udienza:

S.E. il Signor Héctor Federico Ling Altamirano, Ambasciatore del Messico presso la Santa Sede, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali;

Em.mo Card. Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi;

Em.mo Card. Agostino Vallini, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma.

Il Papa riceve questa mattina in Udienza:

S.E. Mons. Albert Malcolm Ranjith Patabendige Don, Arcivescovo di Colombo (Sri Lanka).

Il Santo Padre riceve questo pomeriggio in Udienza:

S.E. il Signor Barack Obama, Presidente degli Stati Uniti d’America, con la Consorte, e Seguito.







RINUNCE E NOMINE



RINUNCIA DEL VESCOVO DI CUERNAVACA (MESSICO) E NOMINA DEL SUCCESSORE

Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Cuernavaca (Messico), presentata da S.E. Mons. Florencio Olvera Ochoa, in conformità al can. 401 § 1 del Codice di Diritto Canonico.

Il Papa ha nominato Vescovo di Cuernavaca (Messico) S.E. Mons. Alfonso Cortés Contreras, Vescovo titolare di Acque regie, finora Vescovo Ausiliare di Monterrey.

S.E. Mons. Alfonso Cortés Contreras

S.E. Mons. Alfonso Cortés Contreras è nato nella città di La Luz, diocesi di Zamora, il 16 luglio 1947. Ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale il 26 ottobre 1972.

Dopo aver svolto il ministero parrocchiale ed aver ricoperto l’incarico di formatore e professore nel Seminario vescovile di Zamora e di docente di antropologia teologica presso la Pontificia Università di México, è stato chiamato a Roma per assumere gli uffici di Padre Spirituale, prima, poi di Economo ed infine, dal 1999 al 2005, di Rettore del Pontificio Collegio Messicano.

Durante gli anni del ministero romano è stato eletto Presidente dell’Associazione dei Rettori dei Collegi Ecclesiastici di Roma.

Nominato Vescovo titolare di Acque regie e Vescovo Ausiliare di Monterrey il 24 giugno 2005, ha ricevuto l’ordinazione episcopale il 24 agosto successivo.



NOMINA DEL COADIUTORE DI KWANGJU (COREA)

Il Santo Padre ha nominato Arcivescovo Coadiutore dell’arcidiocesi di Kwangju (Corea) S.E. Mons. Hyginus Kim Hee-joong, finora Vescovo titolare di Corniculana e Ausiliare della medesima Sede Metropolitana.

+PetaloNero+
00Friday, July 10, 2009 5:02 PM
LE LETTERE CREDENZIALI DELL’AMBASCIATORE DEL MESSICO PRESSO LA SANTA SEDE

Alle ore 11 di questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza S.E. il Signor Héctor Federico Ling Altamirano, Ambasciatore del Messico presso la Santa Sede, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

Pubblichiamo di seguito il discorso che il Papa gli ha rivolto nonché i cenni biografici essenziali di S.E. il Signor Héctor Federico Ling Altamirano:


DISCORSO DEL SANTO PADRE

Señor Embajador:

1. Me complace recibir a Vuestra Excelencia en el solemne acto en el que me hace entrega de las Cartas que lo acreditan como Embajador Extraordinario y Plenipotenciario de los Estados Unidos Mexicanos ante la Santa Sede. Le agradezco cordialmente las deferentes palabras que me ha dirigido, rogándole al mismo tiempo que tenga la bondad de transmitir al Señor Presidente de la República, Licenciado Felipe de Jesús Calderón Hinojosa, a su Gobierno y a todas las nobles gentes de su País mis mejores deseos, que acompaño con mi oración ferviente, para que, afrontando con valentía, decisión y unidad las vicisitudes del momento presente, el querido pueblo mexicano pueda seguir avanzando por los caminos de la libertad, la solidaridad y el progreso social.

2. Vuestra Excelencia viene como Representante de una gran Nación, cuya identidad se ha ido forjando a lo largo de los siglos en fecunda relación con el mensaje de salvación que la Iglesia católica proclama, como se puede ver en muchas de sus costumbres y fiestas populares, en su arquitectura y otras diversas manifestaciones. La fe en Jesucristo ha engendrado en México una cultura que brinda un sentido específico y completo de la vida y una visión esperanzada de la existencia, ilustrando al mismo tiempo una serie de principios sustanciales para el desarrollo armónico de toda la sociedad, como son la promoción de la justicia, el trabajo por la paz y la reconciliación, el fomento de la honradez y la transparencia, la lucha contra la violencia, la corrupción y la criminalidad, la constante tutela de la vida humana y la salvaguarda de la dignidad de la persona.

3. La celebración hace unos meses del VI Encuentro Mundial de las Familias en la Ciudad de México ha puesto de relieve, además, la importancia de esta institución, tan estimada por el pueblo mexicano. En efecto, la familia, comunidad de vida y amor, fundada en el matrimonio indisoluble entre un hombre y una mujer, es la célula básica de todo el tejido social, por lo que es de suma transcendencia que se le ayude adecuadamente, de modo que los hogares no dejen de ser escuelas de respeto y entendimiento mutuo, semilleros de virtudes humanas y motivo de esperanza para el resto de la sociedad. En este contexto, deseo reiterar mi satisfacción por los frutos de ese importante Encuentro eclesial, a la vez que quiero agradecer nuevamente a las Autoridades de su País, y a todos los mexicanos, la diligencia mostrada en su organización.

4. Me es grato constatar las buenas relaciones entre la Santa Sede y México, tras los importantes avances que se han ido produciendo en estos años en un clima de recíproca autonomía y sana colaboración. Esto nos debe animar a esforzarnos por estrecharlas en el porvenir, teniendo en cuenta el puesto relevante que la religión ocupa en la idiosincrasia y la historia de vuestra Patria. Precisamente, con motivo del XV aniversario del restablecimiento de las relaciones diplomáticas entre su País y la Santa Sede, se organizaron en la Ciudad de México una serie de actos conmemorativos en los que se ahondó en diversos temas de interés común, como la manera correcta de entender un auténtico Estado democrático y su deber de amparar y favorecer la libertad religiosa en todos los aspectos de la vida pública y social de la Nación. En efecto, la libertad religiosa no es un derecho más, ni tampoco un privilegio que la Iglesia católica reclama. Es la roca firme donde los derechos humanos se asientan sólidamente, ya que dicha libertad manifiesta de modo particular la dimensión trascendente de la persona humana y la absoluta inviolabilidad de su dignidad. Por ello, la libertad religiosa pertenece a lo más esencial de cada persona, de cada pueblo y nación. El significado medular de la misma no consiente limitarla a una mera convivencia de ciudadanos que practican privadamente su religión, o restringirla al libre ejercicio del culto, sino que se ha de asegurar a los creyentes la plena garantía de manifestar públicamente su religión, ofreciendo también su aportación a la edificación del bien común y del recto orden social en cualquier ámbito de la vida, sin ningún tipo de restricción o coacción. A este respecto, la Iglesia católica, a la vez que sostiene e impulsa esta visión positiva del papel de la religión en la sociedad, no desea interferir en la debida autonomía de las instituciones civiles. Ella, fiel al mandato recibido de su divino Fundador, busca alentar las iniciativas que beneficien a la persona humana, promuevan integralmente su dignidad y reconozcan su dimensión espiritual, sabiendo que el mejor servicio que los cristianos pueden prestar a la sociedad es la proclamación del Evangelio, que ilumina una genuina cultura democrática y orienta en la búsqueda del bien común. Se pone así de manifiesto que la Iglesia y la comunidad política están y deben sentirse, aunque por diverso título, al servicio de la vocación personal y social de los mismos hombres (cf. Gaudium et spes, 76).

5. Muchos son los pasos que desde diversas instancias de vuestra Nación se están dando para fomentar un orden social más justo y solidario y superar las contrariedades que continúan atenazando al País. En este sentido, merece la pena destacar la atención y el empeño con que las Autoridades de vuestra Patria están encarando cuestiones tan graves como la violencia, el narcotráfico, las desigualdades y la pobreza, que son campo abonado para la delincuencia. Es bien sabido que para una solución eficaz y duradera de esos problemas no son suficientes medidas técnicas o de seguridad. Se requiere una anchura de miras y la eficiente conjunción de esfuerzos, además de propiciar una necesaria renovación moral, la educación de las conciencias y la construcción de una verdadera cultura de la vida. En esta tarea, las Autoridades y las distintas fuerzas de la sociedad mexicana encontrarán siempre la leal cooperación y solidaridad de la Iglesia católica.

6. Nunca se insistirá bastante en que el derecho a la vida debe ser reconocido en toda su amplitud. En efecto, toda persona merece respeto y solidaridad desde el momento de su concepción hasta su muerte natural. Esta noble causa, en la que valientemente se han comprometido muchos hombres y mujeres, debe estar sostenida también por el esfuerzo de las Autoridades civiles en la promoción de leyes justas y políticas públicas efectivas que tengan en cuenta el altísimo valor que posee todo ser humano en cada momento de su existencia. A este respecto, deseo saludar con gozo la iniciativa de México, que en el año 2005 eliminó de su legislación la pena capital, así como las recientes medidas que algunos de sus Estados han adoptando para proteger la vida humana desde su comienzo. Estas apuestas decididas en una cuestión tan fundamental han de ser un emblema de vuestra Patria, del que debe sentirse justamente orgullosa, pues en el reconocimiento del derecho a la vida "se fundamenta la convivencia humana y la misma comunidad política" (Juan Pablo II, Carta Encíclica Evangelium Vitae, 2).

7. Señor Embajador, antes de concluir este encuentro, quisiera felicitar a Vuestra Excelencia, a su familia y a los demás miembros de esa Misión Diplomática, así como reiterarle que en mis colaboradores hallará siempre la cooperación que precise en el alto cometido de representar a su querida Nación ante la Sede Apostólica.

Suplico a Dios, por intercesión de María Santísima, Nuestra Señora de Guadalupe, que bendiga, proteja y acompañe a todos los mexicanos, tan cercanos al corazón del Papa, para que en su País resplandezca incesantemente la concordia, la fraternidad y la justicia.

S.E. il Sig. Héctor Federico Ling Altamirano,

Ambasciatore del Messico presso la Santa Sede

È nato a Città del Messico l’8 febbraio 1939.

È sposato ed ha tre figli.

Laureato in Ingegneria Meccanica ed Elettronica (Università Nazionale Autonoma di Messico), si è specializzato in Analisi Politica (Università Iberoamericana) ed è stato docente presso l’Istituto Guadiana - La Salle di Durango.

Ha svolto inoltre attività: presso la Direzione generale degli Aeroporti del Ministero per le Comunicazioni ed i Trasporti: nell’Ufficio di Interscambio internazionale di materiale radiofonici del Ministero degli Interni; nell’Impresa Merck México; come traduttore presso l’Istituto messicano della Previdenza sociale.

Membro del Partito Azione Nazionale (PAN) dal 1958, e Membro del Comitato nazionale del PAN in diversi periodi (tra il 1976 ed il 2005), ha ricoperto i seguenti incarichi: Deputato federale per lo Stato di Durango (1979-1982); Presidente del Comitato statale del PAN a Durango (1982-1985); Deputato federale per lo Stato di Durango (1985-1988); Senatore, incaricato della Presidenza della Terza Commissione degli Affari Legislativi (2000-2006); Consigliere del Presidente della Repubblica (2007-2009).

Ha scritto numerosi articoli giornalistici e due volumi di poesie.

Parla l’inglese e conosce il francese ed il tedesco.

+PetaloNero+
00Saturday, July 11, 2009 1:33 AM
Discorso del Papa al nuovo ambasciatore del Messico presso la Santa Sede


CITTA' DEL VATICANO, venerdì, 10 luglio 2009 (ZENIT.org).- Pubblichiamo di seguito il testo del discorso pronunciato da Benedetto XVI questo venerdì ricevendo in udienza Héctor Federico Ling Altamirano, ambasciatore del Messico presso la Santa Sede, in occasione della presentazione delle sue lettere credenziali, secondo la traduzione de "L'Osservatore Romano".

* * *
Signor Ambasciatore,

1. Sono lieto di riceverla, Eccellenza, nel solenne atto nel quale mi presenta le Lettere che l'accreditano come Ambasciatore Straordinario e Plenipotenziario degli Stati Uniti Messicani presso la Santa Sede. La ringrazio cordialmente per le deferenti parole che mi ha rivolto, chiedendole allo stesso tempo di voler gentilmente trasmettere al Signor Presidente della Repubblica Felipe de Jesús Calderón Hinojosa, al suo Governo e a tutte le nobili popolazioni del suo Paese i miei voti migliori, che accompagno con la mia fervente preghiera, affinché, affrontando con coraggio, decisione e unità le vicissitudini del momento presente, l'amato popolo messicano possa continuare ad avanzare lungo i cammini della libertà, della solidarietà e del progresso sociale.

2. Lei, Eccellenza, viene come rappresentante di una grande nazione la cui identità si è forgiata nel corso dei secoli in feconda relazione con il messaggio di salvezza che la Chiesa cattolica proclama, come si può vedere in molte sue usanze e feste popolari, nella sua architettura e in altre manifestazioni. La fede in Gesù Cristo ha generato in Messico una cultura che offre un senso specifico e completo della vita e una visione dell'esistenza piena di speranza, illustrando allo stesso tempo una serie di principi sostanziali per lo sviluppo armonioso di tutta la società, quali la promozione della giustizia, il lavoro per la pace e la riconciliazione, la promozione dell'onestà e della trasparenza, la lotta contro la violenza, la corruzione e la criminalità, la tutela costante della vita umana e la salvaguardia della dignità della persona.

3. La celebrazione, alcuni mesi fa, del vi Incontro Mondiale delle Famiglie a Città del Messico ha inoltre messo in evidenza l'importanza di questa istituzione, tanto stimata dal popolo messicano. In effetti, la famiglia, comunità di vita e di amore, fondata sul matrimonio indissolubile fra un uomo e una donna, è la cellula primaria di tutto il tessuto sociale, ed è pertanto di somma importanza che venga adeguatamente aiutata, di modo che i focolari domestici non smettano di essere scuole di rispetto e di comprensione reciproca, semenzai di virtù umane e motivo di speranza per il resto della società. In tale contesto, desidero ribadire la mia soddisfazione per i frutti di questo importante incontro ecclesiale, e allo stesso tempo desidero ringraziare nuovamente le Autorità del suo Paese, e tutti i messicani, per la diligenza mostrata nella sua organizzazione.

4. Mi compiaccio di constatare le buone relazioni esistenti fra la Santa Sede e il Messico, dopo gli importanti progressi che sono stati compiuti in questi anni in un clima di reciproca autonomia e di sana collaborazione. Ciò ci deve incoraggiare a impegnarci per rafforzarle nel futuro, tenendo conto del posto importante che la religione occupa nell'indole e nella storia della sua patria. Proprio a motivo del xv anniversario del ristabilimento delle relazioni diplomatiche fra il suo Paese e la Santa Sede, è stata organizzata a Città del Messico una serie di atti commemorativi in cui sono stati approfonditi vari temi di interesse comune, come il modo corretto di intendere un autentico stato democratico e il suo dovere di salvaguardare e di favorire la libertà religiosa in tutti gli aspetti della vita pubblica e sociale della nazione. Di fatto, la libertà religiosa non è un diritto fra i tanti, e neppure un privilegio che la Chiesa cattolica esige. È la roccia ferma su cui i diritti umani si fondano saldamente, poiché tale libertà rivela in modo particolare la dimensione trascendente della persona umana e l'assoluta inviolabilità della sua dignità. Per questo la libertà religiosa appartiene all'essenza di ogni persona, di ogni popolo e nazione. Il suo significato centrale non consente di limitarla a una mera convivenza di cittadini che praticano privatamente la propria religione, o di restringerla al libero esercizio del culto, bensì occorre offrire ai credenti la piena garanzia di poter manifestare pubblicamente la propria religione, dando anche il loro contributo all'edificazione del bene comune e al corretto ordine sociale in qualsiasi ambito della vita, senza alcun tipo di restrizione o coercizione. A tale proposito, la Chiesa cattolica, nel sostenere e promuovere questa visione positiva del ruolo della religione nella società, non desidera interferire nella dovuta autonomia delle istituzioni civili. Essa, fedele al mandato ricevuto dal suo divino Fondatore, cerca di incoraggiare le iniziative che beneficiano la persona umana, promuovono integralmente la sua dignità e riconoscono la sua dimensione spirituale, sapendo che il migliore servizio che i cristiani possono prestare alla società è la proclamazione del Vangelo, che illumina un'autentica cultura democratica e orienta nella ricerca del bene comune. Diviene così evidente che la Chiesa e la comunità politica sono e devono sentirsi, anche se a diverso titolo, al servizio della vocazione personale e sociale degli stessi uomini (cfr. Gaudium et spes, n. 76).

5. Molti sono i passi che, a partire da diverse istanze della vostra nazione, si stanno compiendo per promuovere un ordine sociale più giusto e solidale e per superare le contrarietà che continuano ad attanagliare il Paese. In tal senso, vale la pena sottolineare l'attenzione e l'impegno con cui le Autorità del suo Paese stanno affrontando questioni tanto gravi come la violenza, il narcotraffico, le disuguaglianze e la povertà, che sono terreno fertile per la delinquenza. È risaputo che, per una soluzione efficace e duratura di questi problemi, non sono sufficienti misure tecniche o di sicurezza. Si richiedono una visione ampia e l'efficiente unione degli sforzi, oltre alla promozione di un necessario rinnovamento morale, dell'educazione delle coscienze e della costruzione di una vera cultura della vita. In questo compito, le Autorità e le diverse forze della società messicana troveranno sempre la leale collaborazione e la solidarietà della Chiesa cattolica.

6. Non s'insisterà mai abbastanza sul fatto che il diritto alla vita deve essere riconosciuto in tutta la sua ampiezza. In effetti, ogni persona merita rispetto e solidarietà dal momento del suo concepimento fino alla sua morte naturale. Questa nobile causa, nella quale si sono coraggiosamente impegnati molti uomini e donne, deve essere sostenuta anche dallo sforzo delle Autorità civili nella promozione di leggi giuste e di politiche pubbliche effettive che tengano conto dell'altissimo valore che ogni essere umano possiede in ogni momento della sua esistenza. A tale proposito desidero salutare con gioia l'iniziativa del Messico, nel 2005, di eliminare dalla sua legislazione la pena capitale, e anche le recenti misure che alcuni dei suoi Stati hanno adottato per tutelare la vita umana fin dal suo inizio. Queste scommesse decise in una questione così fondamentale devono essere un emblema della sua patria, di cui deve sentirsi giustamente orgogliosa, poiché sul riconoscimento del diritto alla vita «si fonda l'umana convivenza e la stessa comunità politica» (Giovanni Paolo ii, Lettera Enciclica Evangelium vitae, n. 2).

7. Signor Ambasciatore, prima di concludere questo incontro, desidero felicitarmi con lei, con la sua famiglia e con gli altri membri di questa Missione Diplomatica, e anche ribadirle che nei miei collaboratori troverà sempre la cooperazione di cui potrà aver bisogno nell'alto incarico di rappresentare la sua amata nazione presso la Sede Apostolica.

Supplico Dio, per intercessione di Maria Santissima, Nostra Signora di Guadalupe, di benedire, di proteggere e di accompagnare tutti i messicani, tanto vicini al cuore del Papa, affinché nel suo aese risplendano incessantemente la concordia, la fraternità e la giustizia.




+PetaloNero+
00Saturday, July 11, 2009 1:34 AM
Comunicato vaticano sulla visita del Presidente Obama al Papa


CITTA' DEL VATICANO, venerdì, 10 luglio 2009 (ZENIT.org).- Pubblichiamo il comunicato diffuso dalla Sala Stampa della Santa Sede dopo la visita del Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, a Benedetto XVI, questo venerdì pomeriggio.

* * *
Nel pomeriggio di oggi, venerdì 10 luglio 2009, Sua Santità Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza il Presidente degli Stati Uniti d'America, Sua Eccellenza il Sig. Barack H. Obama. In precedenza, il Presidente si è incontrato con Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato da Sua Eccellenza Mons. Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

Nel corso dei cordiali colloqui, ci si è soffermati innanzitutto su questioni che sono nell'interesse di tutti e costituiscono la grande sfida per il futuro di ogni Nazione e per il vero progresso dei popoli, quali la difesa e la promozione della vita ed il diritto all'obiezione di coscienza.

Si è anche accennato all'immigrazione, con particolare attenzione all'aspetto del ricongiungimento familiare.

Al centro dell'incontro sono stati pure temi di politica internazionale, alla luce anche dei risultati del Vertice dei G8. Ci si è soffermati sulle prospettive di pace in Medio Oriente, su cui si registrano convergenze, e su altre situazioni regionali. Sono stati poi passati in rassegna alcuni argomenti di maggiore attualità come il dialogo tra culture e religioni, la crisi economico-finanziaria a livello globale e le sue implicazioni etiche, la sicurezza alimentare, l'aiuto allo sviluppo soprattutto all'Africa e all'America Latina, ed il problema del narcotraffico. Infine, si è sottolineata l'importanza dell'educazione alla tolleranza in ogni Paese.
+PetaloNero+
00Saturday, July 11, 2009 3:54 PM
LE UDIENZE

Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina in Udienza:

S.E. il Signor Stephen Harper, Primo Ministro del Canada, con la Consorte, e Seguito;

Partecipanti all’Incontro Europeo degli Universitari.




RINUNCE E NOMINE



RINUNCIA DEL VESCOVO DI CHARLOTTETOWN (CANADA) E NOMINA DEL SUCCESSORE

Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Charlottetown (Canada), presentata da S.E. Mons. Joseph Vernon Fougère, in conformità al can. 401 § 2 del Codice di Diritto Canonico.

Il Papa ha nominato Vescovo di Charlottetown (Canada) S.E. Mons. Richard John Grecco, finora Vescovo titolare di Uccula e Ausiliare dell’arcidiocesi di Toronto.

S.E. Mons. Richard John Grecco

S.E. Mons. Richard John Grecco è nato il 4 marzo 1946 a St. Catharines, in Ontario. Ha compiuto gli studi di filosofia e di teologia al "St. Augustine Seminary" di Toronto ed è stato quindi inviato a Roma, dove ha ottenuto la Licenza in Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana. Ha conseguito poi il Dottorato in Teologia all’Università del "St. Michael’s College" di Toronto.

È stato ordinato sacerdote il 2 settembre 1972 per la diocesi di St. Catharines.

Dopo l’ordinazione sacerdotale, ha svolto i seguenti incarichi: vicario cooperatore della parrocchia "St. Denis" a St. Catharines e insegnante presso il "Brock College of Education" (1973-1977); Direttore Spirituale del Seminario "St. Augustine" di Toronto (1977-1981); professore di Teologia presso il medesimo Seminario (1981-1988); Direttore della Formazione religiosa per la diocesi di St. Catharines (1981-1989); professore di Etica cristiana presso la Facoltà di Teologia dell’Università del "St. Michael’s College" di Toronto (1988-1992); parroco della parrocchia "St. Thomas More" a Niagara Falls, Ontario (1989-1992); professore di Teologia al "St. Joseph College" dell’Università di Alberta a Edmonton (1992-1994); parroco della parrocchia "St. Alfred" a St. Catharines (1994-1998); Vicario Generale della diocesi di St. Catharines (1995-1998).

Il 5 dicembre 1997 è stato nominato Vescovo titolare di Uccula e Ausiliare della diocesi di London. Ha ricevuto l’Ordinazione Episcopale il 2 febbraio 1998. Il 27 aprile 2002 è stato trasferito come Ausiliare dell’arcidiocesi di Toronto.



NOMINA DEL COADIUTORE DI MONROVIA (LIBERIA)

Il Santo Padre ha nominato Arcivescovo Coadiutore dell’arcidiocesi di Monrovia (Liberia) S.E. Mons. Lewis Zeigler, finora Vescovo di Gbarnga.

+PetaloNero+
00Saturday, July 11, 2009 3:54 PM
COMUNICATO DELLA SALA STAMPA DELLA SANTA SEDE: UDIENZA DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI AL PRIMO MINISTRO DEL CANADA STEPHEN HARPER


Stamani Sua Santità Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza il Primo Ministro del Canada, Sua Eccellenza il Sig. Stephen Harper, il quale, successivamente si è incontrato con Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato da Sua Eccellenza Mons. Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

Nei cordiali colloqui sono state trattate alcune questioni di politica internazionale discusse al G8 ed i risultati del vertice, anche alla luce della nuova Enciclica Caritas in veritate, in particolare la crisi economico-finanziaria e le sue implicazioni etiche, l’aiuto ai Paesi in via di sviluppo, soprattutto all’Africa, i cambiamenti climatici, il disarmo e la non proliferazione nucleare.

Si è pure dedicata attenzione al Medio Oriente ed alle prospettive di pace in quella regione ed è stato affrontato il tema della libertà religiosa in alcuni Paesi.

In riferimento al Canada, ci si è soffermati sui valori etici, sulla difesa e la promozione della vita, sul matrimonio e la famiglia.
+PetaloNero+
00Saturday, July 11, 2009 3:55 PM
UDIENZA AI PARTECIPANTI AL PRIMO INCONTRO EUROPEO DEGLI STUDENTI UNIVERSITARI PROMOSSO DALLA COMMISSIONE CATECHESI-SCUOLA-UNIVERSITÀ DEL CONSIGLIO DELLE CONFERENZE EPISCOPALI EUROPEE (CCEE)

Alle ore 11.45 di questa mattina, nell’Aula della Benedizione del Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Benedetto XVI riceve in Udienza i partecipanti al primo Incontro Europeo degli Studenti Universitari, promosso dalla Commissione Catechesi-Scuola-Università del Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee (CCEE) e rivolge loro il discorso che riportiamo di seguito:


DISCORSO DEL SANTO PADRE

Signor Cardinale,

venerati Fratelli nell’Episcopato e nel Sacerdozio,

cari fratelli e sorelle!

Grazie di cuore per questa vostra visita, che avviene nel giorno della festa di san Benedetto, patrono d’Europa, in occasione del primo Incontro Europeo degli Studenti Universitari, promosso dalla Commissione Catechesi-Scuola-Università del Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee (CCEE). A ciascuno di voi qui presenti il mio più cordiale benvenuto. Saluto, in primo luogo, il Vescovo Marek Jędraszewski, Vice Presidente della Commissione, e lo ringrazio per le parole che mi ha rivolto a nome vostro. Saluto, in modo speciale, il Cardinale Vicario Agostino Vallini e gli manifesto tutta la mia gratitudine per il prezioso servizio che la pastorale universitaria di Roma rende alla Chiesa che è in Europa. E non posso non elogiare Mons. Lorenzo Leuzzi, infaticabile animatore dell’Ufficio diocesano. Saluto inoltre con viva riconoscenza il Prof. Renato Lauro, Magnifico Rettore dell’Università di Roma Tor Vergata. E soprattutto a voi, cari giovani, rivolgo il mio pensiero: benvenuti nella casa di Pietro! Voi appartenete a ben 31 Nazioni, e vi state preparando per assumere nell’Europa del terzo millennio importanti ruoli e mansioni. Siate sempre consapevoli delle vostre potenzialità e, al tempo stesso, delle vostre responsabilità.

Che cosa la Chiesa attende da voi? È il tema stesso sul quale state riflettendo a suggerire l’opportuna risposta: "Nuovi discepoli di Emmaus. Da cristiani in Università". Dopo l’incontro europeo dei docenti svoltosi due anni orsono, anche voi, studenti, vi ritrovate ora insieme per offrire alle Conferenze Episcopali d’Europa la vostra disponibilità a proseguire nel cammino di elaborazione culturale che San Benedetto intuì come necessario per la maturazione umana e cristiana dei popoli dell’Europa. Questo può avvenire se voi, come i discepoli di Emmaus, incontrate il Signore risorto nella concreta esperienza ecclesiale, ed in particolare nella celebrazione eucaristica. "In ogni Messa, infatti, - ebbi a ricordare ai vostri coetanei un anno fa durante la Giornata Mondiale della Gioventù a Sydney - lo Spirito Santo discende nuovamente, invocato nella solenne preghiera della Chiesa, non solo per trasformare i nostri doni del pane e del vino nel Corpo e nel Sangue del Signore, ma anche per trasformare le nostre vite, per fare di noi, con la sua forza, un solo corpo e un solo spirito in Cristo". Il vostro impegno missionario nell’ambito universitario consiste pertanto nel testimoniare l’incontro personale che avete avuto con Gesù Cristo, Verità che illumina il cammino di ogni uomo. E’ dall’incontro con Lui che scaturisce quella "novità del cuore", capace di dare un orientamento nuovo all’esistenza personale; e solo così si diventa fermento e lievito di una società vivificata dall’amore evangelico.

Come è facile comprendere, anche l’azione pastorale universitaria deve allora esprimersi in tutta la sua valenza teologica e spirituale, aiutando i giovani a far sì che la comunione con Cristo li conduca a percepire il mistero più profondo dell’uomo e della storia. E, proprio per questa loro specifica azione evangelizzatrice, le comunità ecclesiali impegnate in tale azione missionaria, come ad esempio le cappellanie universitarie, possono essere il luogo della formazione di credenti maturi, uomini e donne consapevoli di essere amati da Dio e chiamati, in Cristo, a diventare animatori della pastorale universitaria. Nell’Università la presenza cristiana si fa sempre più esigente e nello stesso tempo affascinante, perché la fede è chiamata, come nei secoli passati, ad offrire il suo insostituibile servizio alla conoscenza, che, nella società contemporanea, è il vero motore dello sviluppo. Dalla conoscenza, arricchita con l’apporto della fede, dipende la capacità di un popolo di saper guardare al futuro con speranza, superando le tentazioni di una visione puramente materialistica dell’essenza nostra e della storia.

Cari giovani, voi siete il futuro dell’Europa. Immersi in questi anni di studio nel mondo della conoscenza, siete chiamati ad investire le vostre migliori risorse, non solo intellettuali, per consolidare le vostre personalità e per contribuire al bene comune. Lavorare per lo sviluppo della conoscenza è la vocazione specifica dell’Università, e richiede qualità morali e spirituali sempre più elevate, di fronte alla vastità e alla complessità del sapere che l’umanità ha a sua disposizione. La nuova sintesi culturale, che in questo tempo si sta elaborando in Europa e nel mondo globalizzato, ha bisogno dell’apporto di intellettuali capaci di riproporre nelle aule accademiche il discorso su Dio, o meglio, di far rinascere quel desiderio dell’uomo di cercare Dio - "quaerere Deum",- a cui ho fatto riferimento in altre occasioni.

Mentre ringrazio tutti coloro che operano nel campo della pastorale universitaria, sotto la guida degli organismi del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa, auspico che prosegua il proficuo cammino iniziato da alcuni anni e per il quale esprimo il mio più vivo apprezzamento e incoraggiamento. Sono certo che il vostro incontro di questi giorni a Roma potrà indicare ulteriori tappe da percorrere per una più organica progettualità, che favorisca il coinvolgimento e la comunione tra le diverse esperienze già operanti in tanti Paesi. Voi, cari giovani, contribuite, insieme con i vostri docenti, a creare laboratori della fede e della cultura, condividendo la fatica dello studio e della ricerca con tutti gli amici che incontrate in Università. Amate le vostre Università, che sono palestre di virtù e di servizio. La Chiesa in Europa confida molto sul generoso impegno apostolico di tutti voi, consapevole delle sfide e delle difficoltà, ma anche delle tante potenzialità dell’azione pastorale in ambito universitario. Quanto a me, vi assicuro il sostegno della preghiera, e so che a mia volta posso contare sul vostro entusiasmo, sulla vostra testimonianza, soprattutto sulla vostra amicizia che oggi mi avete manifestato e di cui vi ringrazio di cuore. San Benedetto, Patrono d’Europa e mio patrono personale nel Pontificato, e soprattutto la Vergine Maria, da voi invocata come Sedes Sapientiae, vi accompagnino e guidino i vostri passi. A tutti la mia Benedizione.
+PetaloNero+
00Saturday, July 11, 2009 3:55 PM
LETTERA DEL SANTO PADRE ALL’INVIATO SPECIALE ALLE CELEBRAZIONI DEL IV CENTENARIO DELL’ARCIDIOCESI DI AYACUCHO (PERÚ)

In data 23 maggio 2009, il Santo Padre ha nominato l’Em.mo Card. Juan Luis Cipriani Thorne, Arcivescovo di Lima, Suo Inviato Speciale alle celebrazioni del IV centenario dell’Arcidiocesi di Ayacucho (Perú), che avranno luogo il 20 luglio 2009.

Il Cardinale Inviato Speciale sarà accompagnato da una Missione composta da:

- Rev.do Sacerdote Javier Obón Molinos, Vicario Generale dell’Arcidiocesi;

- Rev.do P. Jorge Villarán Mendoza, S.I., Presidente della Commissione Arcidiocesana per la Vita Consacrata (CONFER-Ayacucho).

Pubblichiamo di seguito la Lettera che il Papa ha inviato all’Em.mo Card. Juan Luis Cipriani Thorne:


LETTERA DEL SANTO PADRE

Venerabili Fratri Nostro

IOANNI ALOISIO S.R.E. Cardinali CIPRIANI THORNE

Archiepiscopo Limano

Quadringentesimus iam appetit annus ex quo tempore dioecesis Huamangensis Decessoris Nostri Pauli V de voluntate condita est, cui postea Ayacuquense nomen est inditum, quamque proinde Paulus VI, recolendae memoriae, ad archidioecesis dignitatem evexit. Haec ad loca Evangelii nuntius quondam allatus est Dominique salutaria beneficia gentibus illis subministrari coepta sunt, sollertibus operantibus missionariis. Spiritale illud sparsum semen mox grandescere valuit atque uberes ferre fructus.

Admodum ideo decet et convenit ut eventus hic congruenter commemoretur et optimo iure extollatur. Celebratio enim haec copiam dat et facultatem non huius rei dumtaxat memoriam repetendi, verum homines ad ferventiorem religionis sensum, firmiorem fidem certioraque proposita, pristinis probandisque illis instantibus exemplis, permovendi.

Ipsius igitur Domini benignitate, mensis Iulii XX die Ayacuquensi in archidioecesi sollemnis erit a condita illa ecclesiali communitate, quarto exacto saeculo, commemoratio, ut ager hic dominicus, inde fere sumens vim, copiosam segetem fundat et laetiores dies pacis prosperitatisque, communi de sententia, experiatur.

Quocirca ut ritus hic magnificentius efficaciusque evolvatur, Venerabili Fratri Aloisio Abilio Sebastiani Aguirre, S.M., Ayacuquensi Archiepiscopo, subvenire libenter cupientes, mittere aliquem eminentem Praesulem statuimus, qui partes Nostras sustineat et Personam agat. Ad te autem, Venerabilis Frater Noster, cogitationem convertimus, qui prorsus idoneus occurris ad ministerium hoc praestandum et luculenter explendum, quandoquidem loca illa prorsus tibi sunt cognita ac plane novisti illarum gentium mentem consiliaque. Itaque permagna moti affectione, te, Venerabilis Frater Noster, Missum Extraordinarium Nostrum renuntiamus et constituimus ad celebrationem quam supra diximus agendam.

Universis igitur participibus fidelibusque inibi cunctis voluntatem Nostram benignam ostendes, cum, quamvis longo spatio separemur, adsimus spiritu praesentes. Omnibus Nostro nomine Benedictionem Apostolicam impertias velimus, quae sit animorum renovationis signum et futuro de tempore supernarum gratiarum documentum.

Ex Aedibus Vaticanis, die XXV mensis Maii, anno MMIX, Pontificatus Nostri quinto.

BENEDICTUS PP. XVI
+PetaloNero+
00Sunday, July 12, 2009 4:09 PM
LE PAROLE DEL PAPA ALLA RECITA DELL’ANGELUS


Alle ore 12 di oggi il Santo Padre Benedetto XVI si affaccia alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l’Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

Queste le parole del Papa nell’introdurre la preghiera mariana:


PRIMA DELL’ANGELUS

Cari fratelli e sorelle,

nei giorni scorsi, l’attenzione di tutti si è rivolta al G8 che si è tenuto a L’Aquila, città tanto provata dal terremoto. Le problematiche in agenda erano talora drammaticamente urgenti. Ci sono nel mondo sperequazioni sociali ed ingiustizie strutturali non più tollerabili, che esigono, oltre a doverosi interventi immediati, una coordinata strategia per ricercare soluzioni globali durevoli. Durante il summit i Capi di Stato e di Governo del G8 hanno ribadito la necessità di giungere ad accordi comuni al fine di assicurare all’umanità un futuro migliore. La Chiesa non possiede soluzioni tecniche da presentare, ma, esperta in umanità, offre a tutti l’insegnamento della Sacra Scrittura sulla verità dell’uomo e annuncia il Vangelo dell’Amore e della giustizia. Mercoledì scorso, commentando nell’udienza generale l’Enciclica Caritas in veritate pubblicata proprio alla vigilia del G8, dicevo che "occorre una nuova progettualità economica che ridisegni lo sviluppo in maniera globale, basandosi sul fondamento etico della responsabilità davanti a Dio e all’essere umano come creatura di Dio". Questo perché – ho scritto nell’Enciclica – "in una società in via di globalizzazione, il bene comune e l’impegno per esso non possono non assumere le dimensioni dell’intera famiglia umana" (n. 7)

Già il grande Pontefice Paolo VI, nell’Enciclica Populorum progressio, aveva riconosciuto e indicato l’orizzonte mondiale della questione sociale. Proseguendo sulla medesima strada, anch’io ho avvertito il bisogno di dedicare la Caritas in veritate a tale questione, che nel nostro tempo è diventata "radicalmente questione antropologica", nel senso cioè che essa implica il modo stesso di concepire l’essere umano sempre più posto nelle mani dell’uomo stesso dalle moderne biotecnologie (cfr ibid. 75). Le soluzioni ai problemi attuali dell’umanità non possono essere solo tecniche, ma devono tener conto di tutte le esigenze della persona, che è dotata di anima e corpo, e devono così tener conto del Creatore, Dio. Potrebbe infatti disegnare foschi scenari per il futuro dell’umanità "l’assolutismo della tecnica", che trova la sua massima espressione in talune pratiche contrarie alla vita. Gli atti che non rispettano la vera dignità della persona, anche quando sembrano motivati da una "scelta di amore", in realtà sono il frutto di una "concezione materiale e meccanicistica della vita umana", che riduce l’amore senza verità a "un guscio vuoto da riempire arbitrariamente" (cfr n. 6) e può così comportare effetti negativi per lo sviluppo umano integrale.

Per quanto sia complessa l’attuale situazione nel mondo, la Chiesa guarda al futuro con speranza e ricorda ai cristiani che "l’annuncio di Cristo è il primo e principale fattore di sviluppo". Proprio oggi, nella Colletta della Messa, la liturgia ci invita a pregare: "Donaci, o Padre, di non aver nulla di più caro del tuo Figlio, che rivela al mondo il mistero del tuo amore e la vera dignità dell’uomo". Ci ottenga la Vergine Maria di camminare sulla strada dello sviluppo con tutto il nostro cuore e la nostra intelligenza, "vale a dire con l’ardore della carità e la sapienza della verità" (cfr n. 8).



DOPO L’ANGELUS

In questi giorni sto seguendo con viva preoccupazione gli avvenimenti dell'Honduras. Vorrei oggi invitarvi a pregare per quel caro Paese affinché, per l'intercessione materna di Nostra Signora di Suyapa, i responsabili della Nazione e tutti i suoi abitanti percorrano pazientemente la via del dialogo, della comprensione reciproca e della riconciliazione. Ciò è possibile se, superando le tendenze particolariste, ognuno si sforza di cercare la verità e di perseguire con tenacia il bene comune: è questa la condizione per assicurare una convivenza pacifica e un'autentica vita democratica! All’amato popolo honduregno assicuro la mia preghiera ed imparto una speciale Benedizione Apostolica.

Domani, a Dio piacendo, partirò per un breve periodo di riposo in montagna. Mi recherò in Valle d’Aosta, a Les Combes, località resa celebre dai soggiorni del mio amato predecessore Giovanni Paolo II e anche da me molto amata. Nel dare il mio "arrivederci" a Piazza San Pietro e alla città di Roma, invito tutti ad accompagnarmi con la preghiera. La preghiera non conosce distanze e separazioni: dovunque siamo, essa fa di noi un cuore solo e un’anima sola.

A proposito di partenze, colgo l’occasione per ribadire ancora una volta il dovere per tutti della prudenza nella guida e del rispetto delle norme del codice stradale. Una buona vacanza inizia proprio da questo!

La prière de l’Angélus me donne en ce dimanche la joie de vous saluer, chers fidèles et touristes de langue française. Le dimanche est un bien pour l’homme. Ce jour saint est en effet pour les chrétiens un jour de prière qui leur permet de reprendre des énergies spirituelles en soutenant leur vie par l’écoute et la méditation de la Parole de Dieu, et en se nourrissant du Corps du Christ. Le dimanche est également un jour de délassement et de détente mérités pour se retrouver en famille ou entre amis. J’encourage chacun à vivre ce temps de grâce qu’est le repos dominical ! Je demande à Dieu de vous bénir, ainsi que vos familles et vos amis !

I am pleased to greet the English-speaking visitors here today. I know that some of you have come from as far away as Sydney, Australia, and I extend a particular welcome to you, remembering the joyful celebration of World Youth Day in your city almost exactly a year ago. To all who are on pilgrimage or on holiday at this time, I offer the assurance of my prayers that you will find refreshment in body and spirit and an opportunity to draw closer to the Lord in prayer and thanksgiving. May God bestow his blessings of joy and peace upon all of you, and upon your families and loved ones at home.

Ein herzliches Grüß Gott sage ich den Pilgern und Besuchern deutscher Sprache. Die Bezeichnung „Christ" ist mehr als ein Name, es ist ein Auftrag und eine Sendung. So beten wir im heutigen Tagesgebet: „Gott, gib allen, die sich Christen nennen, die Kraft, zu meiden, was diesem Namen widerspricht, und zu tun, was unserem Glauben entspricht." Dies gelingt uns, wenn wir unser Leben ganz auf Jesus ausrichten und seiner Kraft und Liebe in uns Raum geben. Dann sind wir wirklich „Christen": nicht jemand, der sich selbst verkündet, sondern Mitarbeiter Christi in der Liebe und in der Wahrheit zum Heil der Mitmenschen. Der Heilige Geist helfe uns dabei mit seiner Gnade. Ich wünsche euch einen schönen Sonntag und eine gesegnete Urlaubszeit.

Saludo con afecto a los grupos de lengua española presentes en esta oración mariana, en particular a los jóvenes guatemaltecos del Centro vocacional San José. Deseo a todos que en estas fechas veraniegas puedan reponer las fuerzas del cuerpo y encontrar también serenidad de espíritu, que brota del encuentro con Jesucristo, bajo la maternal protección de la Santísima Virgen María. Gracias por vuestra presencia y vuestras oraciones. Feliz domingo.

Pozdrawiam Polaków. Dzisiejsza liturgia przypomina, że wszyscy jesteśmy wezwani do dawania świadectwa o miłości Boga, który „napełnił nas wszelkim błogosławieństwem duchowym na wyżynach niebieskich w Chrystusie" (Ef 1, 3). Niech wakacyjny odpoczynek przyniesie nam entuzjazm i zapał do codziennej realizacji tego powołania. Niech będzie pochwalony Jezus Chrystus!

[Saluto i polacchi. L’odierna liturgia ci ricorda che tutti siamo chiamati a dare testimonianza dell’amore di Dio che "ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli, in Cristo" (Ef 1, 3). Il riposo durante le vacanze ci porti entusiasmo e zelo per la quotidiana realizzazione di questa vocazione. Sia lodato Gesù Cristo!]

Saluto infine con affetto i pellegrini di lingua italiana, in particolare i Missionari della Divina Redenzione, i fedeli di Trucco e i giovanissimi dell’Azione Cattolica di Nòvoli, come pure il gruppo "Amici della bici" di Spoltore, presso Pescara, venuto in bicicletta facendo tappa in una tendopoli delle zone terremotate d’Abruzzo. A tutti auguro una buona domenica.
+PetaloNero+
00Tuesday, July 14, 2009 4:25 PM
RINUNCE E NOMINE


NOMINA DI CONSULTORE DELLA CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE

Il Santo Padre ha nominato Consultore della Congregazione per la Dottrina della Fede il Rev.do Padre Bruno Alessio Esposito, O.P., Decano della Facoltà di Diritto Canonico della Pontificia Università San Tommaso d’Aquino in Roma.

+PetaloNero+
00Wednesday, July 15, 2009 4:06 PM
RINUNCE E NOMINE



RINUNCIA DEL VICARIO APOSTOLICO DI CAMIRI (BOLIVIA) E NOMINA DEL SUCCESSORE

Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale del Vicariato Apostolico di Camiri (Bolivia), presentata da S.E. Mons. Leonardo Mario Bernacchi, O.F.M., in conformità al can. 401 § 1 del Codice di Diritto Canonico.

Il Papa ha nominato Vicario Apostolico di Camiri (Bolivia) S.E. Mons. Francesco Focardi, O.F.M., finora Vescovo titolare di Cenculiana e Ausiliare del Vicariato Apostolico di El Beni (Bolivia).



NOMINA DELL’ARCIVESCOVO DI MANFREDONIA-VIESTE-SAN GIOVANNI ROTONDO (ITALIA)

Il Santo Padre ha nominato Arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo (Italia) e Direttore Generale della "Associazione Internazionale dei Gruppi di Preghiera" di Padre Pio S.E. Mons. Michele Castoro, finora Vescovo di Oria.

S.E. Mons. Michele Castoro

S.E. Mons. Michele Castoro è nato ad Altamura, diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti e provincia di Bari, il 14 gennaio 1952. Dopo le scuole medie ed il ginnasio frequentate nel Seminario Arcivescovile di Bari, è stato inviato a Roma dove ha compiuto gli studi liceali nel Seminario Romano Minore. Passato al Seminario Romano Maggiore, ha seguito i corsi filosofici e teologici nella Pontificia Università Lateranense e nella Pontificia Università Gregoriana, dove ha conseguito la Licenza in Teologia Fondamentale. In seguito ha ottenuto la Laurea in Storia e Filosofia presso l’Università degli Studi di Bari.

È stato ordinato sacerdote ad Altamura il 6 agosto 1977, per la diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti.

Ha svolto i seguenti incarichi: Segretario del Vescovo; Direttore spirituale del Seminario Minore diocesano; Collaboratore nella parrocchia della Cattedrale di Altamura; Insegnante di Religione nel Liceo classico statale e Assistente della F.U.C.I.

Assunto al servizio della Santa Sede presso la Congregazione per i Vescovi nel 1985, ne è divenuto Capo Ufficio nel 1996. Ha svolto inoltre il servizio di Archivista e poi Sostituto della Segreteria del Collegio Cardinalizio.

Eletto Vescovo di Oria il 14 maggio 2005, è stato consacrato il 25 giugno dello stesso anno. Attualmente è Segretario della Conferenza Episcopale Pugliese e Membro della Commissione Episcopale della C.E.I. per l’ecumenismo e il dialogo.
+PetaloNero+
00Thursday, July 16, 2009 3:55 PM
RINUNCE E NOMINE



RINUNCIA DELL’ARCIVESCOVO DI PERUGIA-CITTÀ DELLA PIEVE (ITALIA) E NOMINA DEL SUCCESSORE

Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell’arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve (Italia), presentata da S.E. Mons. Giuseppe Chiaretti, in conformità al can. 401 § 1 del Codice di Diritto Canonico.

Il Papa ha nominato Arcivescovo di Perugia-Città della Pieve (Italia) S.E. Mons. Gualtiero Bassetti, trasferendolo dalla sede di Arezzo-Cortona-Sansepolcro.

S.E. Mons. Gualtiero Bassetti

S.E. Mons. Gualtiero Bassetti è nato a Popolano di Marradi, arcidiocesi di Faenza-Modigliana e provincia di Firenze, il 7 aprile 1942.

Ha frequentato il Seminario Minore e Maggiore dell’ arcidiocesi di Firenze ed è stato ordinato sacerdote il 29 giugno 1966 a Firenze.

Ha svolto il ministero di Vicario parrocchiale di San Michele a San Salvi; è stato Assistente e poi Rettore del Seminario Minore di Firenze con l’incarico di Delegato diocesano dell'Opera delle Vocazioni. Successivamente è stato nominato Rettore del Seminario Maggiore di Firenze.

Ha ricoperto l’incarico di Responsabile della Pastorale scolastica. È stato Membro del Consiglio Presbiterale e del Collegio dei Consultori; Canonico onorario della Chiesa Metropolitana; Pro-Vicario Generale e Vicario Generale di Firenze.

Il 9 luglio 1994 è stato eletto Vescovo di Massa Marittima-Piombino ed ha ricevuto l'ordinazione episcopale l'8 settembre successivo. E' stato trasferito alla sede di Arezzo-Cortona-Sansepolcro il 21 novembre 1998.

Attualmente è Delegato per i Seminari d'Italia e Membro della Commissione Episcopale della Conferenza Episcopale Italiana per il Clero e la Vita Consacrata.

Dall'11 aprile 2008 è Membro del Consiglio di Gestione del Comitato Cattolico per la collaborazione culturale con le Chiese ortodosse e le Chiese ortodosse orientali.



NOMINA DELL’ARCIVESCOVO-VESCOVO DI AREZZO-CORTONA-SANSEPOLCRO (ITALIA)

Il Santo Padre ha nominato Arcivescovo-Vescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro (Italia) S.E. Mons. Riccardo Fontana, trasferendolo dalla sede di Spoleto-Norcia.

S.E. Mons. Riccardo Fontana

S.E. Mons. Riccardo Fontana è nato il 20 Gennaio 1947 a Forte dei Marmi, arcidiocesi di Pisa e provincia di Lucca.

Ha iniziato la preparazione al sacerdozio nel Seminario arcidiocesano ed in seguito è stato inviato a Roma come alunno dell’Almo Collegio Capranica completando gli studi presso la Pontificia Università Gregoriana, dove ha conseguito la Licenza in Teologia.

È stato ordinato sacerdote il 2 luglio 1972, per l’arcidiocesi di Pisa. Alunno della Pontificia Accademia Ecclesiastica, ha conseguito la Laurea in Diritto Canonico presso la Pontificia Università Lateranense.

Nel suo ministero ha ricoperto i seguenti incarichi: Addetto e Segretario della Nunziatura in Indonesia; Segretario particolare del Card. Achille Silvestrini presso l’allora Consiglio per gli Affari Pubblici della Chiesa; Minutante della Sezione per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato; Segretario Particolare del Segretario di Stato, Card. Angelo Sodano; Consigliere della Nunziatura Apostolica in Italia.

Contemporaneamente si è dedicato al ministero pastorale a Roma impegnandosi, in tempi successivi, come Vicario Cooperatore della parrocchia del Preziosissimo Sangue, Assistente Ecclesiastico Regionale degli scouts dell’AGESCI, Rettore della Chiesa di Santa Barbara dei Librari e Assistente spirituale della "Comunità di Santa Barbara", Assistente Ecclesiastico del gruppo "Pro-Sanctitate" nella parrocchia di Santa Chiara, Assistente Ecclesiastico della "Famiglia Gesù Maria" tra gli ex alunni, docenti e genitori dell’omonima scuola romana, Cappellano presso le Suore Piccole Ancelle di Cristo.

Il 16 dicembre 1995 è stato eletto alla sede arcivescovile di Spoleto-Norcia ed è stato ordinato Vescovo il 6 gennaio 1996.



NOMINA DELL’ARCIVESCOVO DI SPOLETO-NORCIA (ITALIA)

Il Papa ha nominato Arcivescovo di Spoleto-Norcia (Italia) S.E. Mons. Renato Boccardo, finora Vescovo titolare di Acquapendente e Segretario Generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.

S.E. Mons. Renato Boccardo

S.E. Mons. Renato Boccardo è nato a S. Ambrogio di Torino (Arcidiocesi e provincia di Torino) il 21 dicembre 1952.

E’ stato ordinato sacerdote il 25 giugno 1977 per la diocesi di Susa.

Ha conseguito la Licenza in Teologia Dogmatica e la Laurea in Diritto Canonico.

Entrato al servizio della Santa Sede il 1° maggio 1982, ha prestato la propria opera successivamente nelle Rappresentanze Pontificie in Bolivia, Camerun e Francia.

Il 22 luglio 1992 è stato nominato Responsabile della Sezione Giovani del Pontificio Consiglio per i Laici. In questa veste ha coordinato l’organizzazione e la celebrazione delle Giornate Mondiali della Gioventù di Denver (1993), Manila (1995), Parigi (1997), Roma (2000), nonché il Pellegrinaggio dei Giovani d’Europa a Loreto (1995).

L’11 febbraio 2001 è stato nominato Capo del Protocollo con incarichi speciali presso la Sezione Affari Generali della Segreteria di Stato e come responsabile dell’organizzazione dei viaggi apostolici del Santo Padre.

Nominato Vescovo titolare di Acquapendente e Segretario del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali il 29 novembre 2003, ha ricevuto l’ordinazione episcopale il 24 gennaio 2004.

Il 22 febbraio 2005 è stato nominato Segretario Generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.



NOMINA DEL COADIUTORE DI MANIZALES (COLOMBIA)

Il Santo Padre ha nominato Arcivescovo Coadiutore di Manizales (Colombia) S.E. Mons. Gonzalo Restrepo Restrepo, finora Vescovo di Girardota.

S.E. Mons. Gonzalo Restrepo Restrepo

S.E. Mons. Gonzalo Restrepo Restrepo è nato a Urrao, arcidiocesi di Santa Fe de Antioquia, l’8 agosto 1947. Ha compiuto gli studi ecclesiastici a Medellín. Ha ottenuto la Licenza in Filosofia presso la Pontificia Università Bolivariana e presso la Pontificia Università Gregoriana ha conseguito la Licenza in Teologia e il Dottorato in Filosofia.

Ordinato sacerdote il 1° giugno 1974, ha svolto i seguenti incarichi: Vicario Parrocchiale di Nuestra Señora de Fátima, Vicario Parrocchiale di San Bartolomé, Parroco di San Bartolomé, Parroco di Nuestra Señora de las Lajas, Professore della Pontificia Università Bolivariana, Professore nel Seminario Maggiore di Medellín, Delegato arcidiocesano per la pastorale vocazionale, Direttore della Casa per sacerdoti dell'arcidiocesi di Medellín a Roma, Decano della Facoltà di Filosofia della Pontificia Università Bolivariana e Rettore della Pontificia Università Bolivariana.

Il 12 dicembre 2003 è stato nominato Vescovo titolare di Munaziana ed Ausiliare di Cali. Ha ricevuto la consacrazione episcopale l’11 febbraio 2004. L’11 luglio 2006 è stato nominato Vescovo di Girardota.



NOMINA DEL NUNZIO APOSTOLICO IN GRECIA

Il Papa ha nominato Nunzio Apostolico in Grecia S.E. Mons. Luigi Gatti, Arcivescovo titolare di Santa Giusta, finora Nunzio Apostolico in Libano.



NOMINA DEL NUNZIO APOSTOLICO IN LIBANO

Il Santo Padre ha nominato Nunzio Apostolico in Libano il Rev.do Mons. Gabriele Giordano Caccia, finora Assessore per gli Affari Generali della Segreteria di Stato, elevandolo in pari tempo alla sede titolare di Sepino, con dignità di Arcivescovo.

Rev.do Mons. Gabriele Giordano Caccia

È nato a Milano il 24 febbraio 1958.

È stato ordinato sacerdote nell'Arcidiocesi di Milano l'11 giugno 1983, dove ha svolto il ministero in parrocchia fino al 1986.

Inviato alla Pontificia Accademia Ecclesiastica a Roma ha conseguito il Dottorato in Teologia e la Licenza in Diritto Canonico presso la Pontificia Università Gregoriana.

È entrato nel Servizio diplomatico della Santa Sede il 1° luglio 1991 ed è stato assegnato alla Rappresentanza Pontificia in Tanzania.

L'11 giugno 1993 è stato chiamato a prestare la sua opera nella Sezione Affari Generali della Segreteria di Stato, nella Segreteria del Sostituto.

Il 17 dicembre 2002 è stato nominato Assessore per gli Affari Generali della Segreteria di Stato.

Conosce l’inglese, il francese e il tedesco.



NOMINA DEL NUNZIO APOSTOLICO IN BURUNDI

Il Papa ha nominato Nunzio Apostolico in Burundi il Rev.do Mons. Franco Coppola, finora Consigliere di Nunziatura presso la Sezione per i Rapporti con gli Stati della medesima Segreteria di Stato, elevandolo in pari tempo alla sede titolare di Vinda, con dignità di Arcivescovo.

Rev.do Mons. Franco Coppola

È nato a Maglie (Lecce) il 31 marzo 1957.

È stato ordinato sacerdote il 12 settembre 1981.

È stato incardinato a Otranto.

È laureato in Diritto Canonico.

Entrato del Servizio diplomatico della Santa Sede il 1° luglio 1993, ha prestato successivamente la propria opera nelle Rappresentanze Pontificie in Libano, Burundi, Colombia, Polonia e presso la Sezione per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato.

Conosce il francese, lo spagnolo e l’inglese.



NOMINA DELL’ASSESSORE PER GLI AFFARI GENERALI DELLA SEGRETERIA DI STATO

Il Santo Padre ha nominato Assessore per gli Affari Generali della Segreteria di Stato il Rev.do Mons. Peter Brian Wells, Consigliere di Nunziatura presso la Sezione per gli Affari Generali della Segreteria di Stato.

Rev.do Mons. Peter Brian Wells

È nato a Tulsa, Oklahoma (U.S.A.) il 12 maggio 1963.

È stato ordinato sacerdote il 12 luglio 1991, ed è stato incardinato nella Diocesi di Tulsa.

Ha compiuto gli studi di Filosofia a Saint Meinrad Seminary College in Indiana, dove si è laureto in Lettere.

Ha compiuto gli studi di Teologia, essendo alunno presso il Collegio Nordamericano a Roma (North American College).

Nel 1990, ha ottenuto il Baccalaureato in Teologia della Pontifica Università Gregoriana, conseguendo successivamente la Licenza in Teologia presso il Pontificio Istituto Giovani Paolo II per gli Studi sul Matrimonio e sulla Famiglia di Roma, nel 1992.

Ha ottenuto la Licenza e il Dottorato in Diritto Canonico dalla Pontifica Università Gregoriana, rispettivamente nel 1998 e 1999.

Dopo l'ordinazione, ha ricoperto i seguenti incarichi: Vicario parrocchiale nella Cattedrale della Santa Famiglia di Tulsa, Segretario particolare del Vescovo di Tulsa e Vicario per l'Educazione Religiosa della sua Diocesi.

Entrato nel Servizio diplomatico della Santa Sede il 1° luglio 1999, ha prestato la propria opera nella Nunziatura Apostolica in Nigeria e, dal 2002, presso la Sezione per gli Affari Generali della Segreteria di Stato.

Conosce l’italiano, il francese, il tedesco e lo spagnolo.



NOMINA DEL SEGRETARIO GENERALE DEL GOVERNATORATO DELLO STATO DELLA CITTÀ DEL VATICANO

Il Papa ha nominato Segretario Generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano S.E. Mons. Carlo Maria Viganò, Arcivescovo titolare di Ulpiana, Nunzio Apostolico, finora Delegato per le Rappresentanze Pontificie.

S.E. Mons. Carlo Maria Viganò

E’ nato a Varese il 16 gennaio 1941.

E’ stato ordinato sacerdote il 24 marzo 1968.

Si è incardinato a Pavia.

E’ laureato in Utroque Iure.

Entrato nel Servizio diplomatico della Santa Sede nel 1973, ha prestato la sua opera presso le Rappresentanze Pontificie in Iraq e in Gran Bretagna; quindi, dal 1978 al 1989, presso la Segreteria di Stato.

E’ stato nominato Inviato Speciale con funzioni di Osservatore Permanente della Santa Sede presso il Consiglio d’Europa a Strasburgo, il 4 aprile 1989.

E’ stato nominato Pro-Nunzio Apostolico in Nigeria il 3 aprile 1992.

E’ stato nominato Delegato per le Rappresentanze Pontificie il 4 aprile 1998.

Conosce il francese, lo spagnolo e l’inglese.
+PetaloNero+
00Thursday, July 16, 2009 3:55 PM
TELEGRAMMA DI CORDOGLIO DEL SANTO PADRE PER LE VITTIME DEL DISASTRO AEREO NEL NORD DELL’IRAN

Pubblichiamo di seguito il telegramma di cordoglio per le vittime del disastro aereo avvenuto ieri nel nord dell’Iran che il Santo Padre ha inviato - tramite il Cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone - al Nunzio Apostolico in Iran, S.E. Mons. Jean-Paul Gobel:


TELEGRAMMA DEL SANTO PADRE

SADDENED BY NEWS OF THE GREAT LOSS OF LIFE IN THE AIR TRAGEDY OVER JANNATABAD NEAR QAZVIN, THE HOLY FATHER OFFERS HEARTFELT CONDOLENCES TO THE CIVIL AUTHORITIES AND THE FAMILIES OF THE VICTIMS. HE PRAYS FOR THE ETERNAL REPOSE OF THE DEAD AND IMPLORES THE ALMIGHTY AND MERCIFUL GOD’S GIFTS OF COMFORT AND STRENGHT ON THOSE WHO MOURN THE LOSS OF THEIR LOVED ONES.

CARDINAL TARCISIO BERTONE

SECRETARY OF STATE
+PetaloNero+
00Friday, July 17, 2009 5:34 PM
RINUNCE E NOMINE


RINUNCIA DEL VESCOVO DI DE AAR (SUD AFRICA) E NOMINA DEL SUCCESSORE

Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di De Aar (Sud Africa), presentata da S.E. Mons. Joseph James Potocnak, S.C.I., in conformità al can. 401 § 1 del Codice di Diritto Canonico.

Il Papa ha nominato Vescovo di De Aar (Sud Africa) il Rev.do P. Adam Leszek Musialek, S.C.I., Parroco a Pietermaritzburg, nell’arcidiocesi di Durban.

Rev.do P. Adam Leszek Musialek, S.C.I.

Il Rev.do P. Adam Leszek Musialek, S.C.I., è nato il 9 maggio 1957 a Wieruszów, in Polonia, Diocesi di Kalisz. Ha emesso i primi voti nell’Istituto dei Sacerdoti del Sacro Cuore (Dehoniani) l’11 settembre 1977 e successivamente la professione perpetua, il 6 dicembre 1981. Ha ricevuto l’Ordinazione sacerdotale il 9 giugno 1983.

Dopo l’Ordinazione ha svolto i seguenti incarichi: 1983-1984: Vicario parrocchiale, Chmielów; 1984-1986: Assistente al Maestro dei Novizi, Stopnica; 1986-1987: Studio della lingua inglese negli Stati Uniti; 1987-1995: Parroco a De Aar; 1995-2001:Superiore Provinciale;

2001-2006:Direttore della Casa Dehoniana degli Studi, Merryville, Pietermaritzburg; 2006-2007:Anno sabbatico in Polonia; dal 2007:Parroco a Pietermaritzburg (Arcidiocesi di Durban).

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