00 25/04/2010 15:49
Il viaggio del Papa a Malta, passo decisivo per superare la crisi
Constata il portavoce vaticano



CITTÀ DEL VATICANO, domenica, 25 aprile 2010 (ZENIT.org).- Il viaggio di Benedetto XVI a Malta, e soprattutto l'incontro con le vittime degli abusi da parte di sacerdoti, ha rappresentato un passo decisivo per superare la crisi che attraversa la Chiesa cattolica, constata il portavoce vaticano.

Padre Federico Lombardi S.I., direttore della Sala Stampa della Santa Sede, compie un bilancio del 14° viaggio apostolico internazionale di questo pontificato nell'ultimo editoriale di “Octava Dies”, settimanale del Centro Televisivo Vaticano.

“Il primo viaggio all’estero del Papa quest’anno è stato splendido. Ancora una volta preoccupazioni o timori della vigilia si sono dimostrati ingiustificati. L’anima cordiale e la radice cattolica del popolo maltese hanno preparato a Benedetto XVI un’accoglienza di una spontaneità e di un calore memorabili”, spiega.

“E’ stato un crescendo continuo, fino all’accompagnamento festoso della flottiglia di imbarcazioni attraverso il porto della Valletta e all’entusiasmo finale dei giovani, vero canto di vitalità e di speranza”.

“Paradossalmente, il momento che i media mondiali attendevano maggiormente e di cui hanno più parlato è l’unico che è sfuggito al loro occhio, svolgendosi nella discrezione della preghiera e del rapporto più personale: l’incontro con alcune vittime di abusi sessuali. Ma il modo in cui alcuni partecipanti ne hanno parlato ha toccato in profondità innumerevoli persone: un grande peso era stato tolto dal loro cuore, la guarigione era iniziata, la fiducia e la speranza rinascevano. Il Papa, il mercoledì successivo, ha parlato della 'condivisione della sofferenza' e della sua 'commozione'”.

“Alcuni giorni prima, aveva detto che la penitenza è una grazia, e arrivando a Malta per commemorare il naufragio di San Paolo aveva osservato che questo naufragio era stato un nuovo punto di partenza per la fede e la speranza degli abitanti dell’isola”.

“Così, l’incontro con le vittime ha trovato il suo significato di speranza nel contesto dell’incontro del Papa con una Chiesa viva e in cammino, capace di riconoscere le sue ferite con sincerità, ma anche di ottenere la grazia del risanamento. Di questo messaggio avevamo bisogno”, conclude.