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GMG Rio de Janeiro 2013

Ultimo Aggiornamento: 16/11/2012 21.23
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Gmg 2013 a Rio de Janeiro. Mons. Tempesta: occasione di speranza per i giovani del Brasile

Il Papa ha annunciato ieri che la prossima Gmg si terrà nel 2013 a Rio de Janeiro, in Brasile. Debora Donnini ha chiesto all’arcivescovo di Rio, mons. Orani João Tempesta, con quali sentimenti abbia accolto la notizia:

R. – Con sentimenti di grande gioia per avere i giovani tra noi ma anche di preoccupazione per la responsabilità di ricevere più di un milione di ragazzi in Brasile, a Rio de Janeiro. Credo però che, con l’aiuto di Dio e la collaborazione dei brasiliani, riusciremo ad accogliere tutti nel migliore dei modi.

D. – Pensando ai problemi che hanno i giovani in Brasile, come sarà accolto questo messaggio, pensa che questo annuncio della Gmg a Rio è già un momento di speranza?

R. – Senz’altro. I giovani brasiliani già dal 2007 speravano in quest’annuncio. La Conferenza episcopale brasiliani aveva fatto una richiesta in tal senso allo stesso Benedetto XVI quando è stato in Brasile. Adesso è ufficiale. I giovani brasiliani, con tutti i problemi che hanno – e che hanno i giovani di tutto il mondo - vedono questa occasione con molta speranza, gioia e con la responsabilità di fare del loro meglio per avere un mondo più giusto, più fraterno e più cristiano.

D. – Il Papa ha invitato i giovani ad annunciare il Vangelo. Questo è un annuncio importante, anche per il Brasile…

R. – Lo è per tutto il mondo. Credo che qui a Madrid si è dimostrato come i giovani siano protagonisti nella Chiesa. Sono persone che vogliono annunciare Gesù Cristo, e credo che tornando a casa, nelle proprie comunità, parrocchie e diocesi, annunceranno volentieri e con gioia Gesù Cristo come speranza del mondo. (vv)

© Copyright Radio Vaticana


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Verso la Giornata mondiale dei giovani nel 2013

Prossima tappa Rio de Janeiro

Gianluca Biccini

Dal 23 al 28 luglio 2013 la gigantesca statua del Cristo Redentore sul Corcovado accoglierà nel suo abbraccio simbolico i giovani di tutto il mondo per la prossima edizione internazionale della Gmg. Poco prima che calasse il sipario sulle giornate madrilene, il Papa ha dunque annunciato che la sede scelta è Rio de Janeiro e che l’avvenimento si terrà con un anno di anticipo rispetto al normale calendario delle Giornate mondiali della gioventù, perché nel 2014 in Brasile sono in programma i campionati mondiali di calcio «e quindi il tempo stringe», commenta a caldo l’arcivescovo Orani João Tempesta. Inoltre — dice al nostro giornale sul palco di Cuatro Vientos dove Benedetto XVI ha appena celebrato la messa conclusiva della XXVI Gmg — «vogliamo dimostrare che Rio non è solo sport e carnevale. La nostra giornata dovrà essere un’opportunità per quei giovani che sono afflitti da problemi come l’indigenza, la violenza e la droga».
Ma l’anticipo di un anno sul calendario è reso necessario anche dal fatto che la città maravilhosa, come la chiamano da quelle parti, ospiterà due altri avvenimenti di rilievo mondiale, spostando di fatto nell’imminente futuro il baricentro dell’attenzione dei media sul «pianeta» Brasile: nel 2016 sarà infatti sede dei giochi olimpici e ancor prima, nel giugno 2012, della prossima Conferenza dell’Onu sullo sviluppo sostenibile, che dovrà verificare quanto accaduto a vent’anni di distanza dal primo grido di allarme sulla salute della Terra lanciato proprio da Rio de Janeiro nel 1992.
C’è poi un’altra novità di grande rilievo: i giovani brasiliani sono venuti in massa a Madrid, ben sedicimila, accompagnati da una sessantina di vescovi, per accogliere la Croce e l’icona mariana simbolo delle Gmg direttamente dalle mani dei coetanei della capitale spagnola, perché — spiega monsignor Tempesta — «il Paese è immenso, e vogliamo che il pellegrinaggio tocchi tutte le 274 diocesi del Brasile, prima di arrivare a Rio, due mesi prima dell’appuntamento». Se si considera che a Sydney c’erano solo duemila brasiliani, appare chiara la svolta impressa alla pastorale giovanile. «Prima esisteva solo un Sector juventud, ora sono tutte le componenti della Chiesa a impegnarsi nella commissione istituita dalla Conferenza episcopale nazionale nel corso dell’ultima assemblea generale», spiega il responsabile, il vescovo salesiano Eduardo Pinheiro da Silva.
Dopo Toronto 2002, la Gmg torna dunque nel Nuovo continente americano. Mentre saranno trascorsi ben 26 anni dall’ultima tappa in America latina: accadde nel 1987 a Buenos Aires, ma da allora — complice la globalizzazione — molte cose sono cambiate. L’appuntamento del 2013 coinvolgerà l’arcidiocesi carioca, con i suoi sei milioni di abitanti; il Brasile impegnato in un colossale sforzo di sviluppo, con investimenti miliardari; e l’intero continente, che ospita il 47 per cento di tutti i cattolici del mondo. E l’arcivescovo Tempesta sottolinea proprio quest’ultima dimensione, che porterà alle luci della ribalta le Chiese latinoamericane e dei Caraibi: «L’organizzazione della Gmg è una gioia e un’opportunità per i cattolici della nostra arcidiocesi, per quelli brasiliani e per i fedeli dell’America latina». Perché — aggiunge — «non si tratta solo di ricevere i giovani di tutto il mondo, ma di rinnovare la nostra fiducia nello Spirito Santo per essere discepoli missionari e confermare il nostro impegno per una vita sociale autentica e costruire la civiltà dell’amore», come richiesto dalla v conferenza dell’episcopato continentale svoltasi ad Aparecida.
E lo stesso arcivescovo di Aparecida, il cardinale Raymundo Damasceno Assis, presidente della Conferenza episcopale, ha affermato in una conferenza stampa tenuta a Madrid, che il presidente del Brasile, Dilma Rousseff, ha espresso la volontà di aiutare in tutti i modi possibili gli enti locali per la realizzazione di questo avvenimento. Essendo anche presidente del Celam, il Consiglio episcopale latinoamericano, il porporato auspica inoltre una partecipazione «molto forte» da tutta l’America latina, sulla scia delle indicazioni scaturite da Aparecida. Del resto, fu proprio in quell’occasione, durante la sosta del Papa a San Paolo, il 10 maggio di quattro anni fa, che a nome dei vescovi brasiliani dom Eduardo gli avanzò la richiesta di ospitare la Gmg. «Ricordo che Benedetto XVI rispose con un sorriso e ora eccoci già pronti a mettere in piedi un comitato organizzatore». Forse è anche per questo che la croce e l’icona della Gmg arriveranno proprio nella metropoli paulista, il prossimo 18 settembre, per poi percorrere da lì tutto il Brasile. Un Paese — vale la pena ricordarlo — dove i cattolici superano i 150 milioni, sono cioè il 74 per cento di una popolazione di 220 milioni, con punte dell’84 nelle zone rurali. Nelle periferie delle grandi metropoli, invece, la percentuale scende al 65. «Facendo un rapido calcolo — aggiunge il presule — i giovani tra i quindici e i trent’anni dovrebbero essere cinquanta milioni».

(©L'Osservatore Romano 24 agosto 2011)

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Primi contatti del cardinale Ry|lko con i responsabili brasiliani

Già al lavoro per Rio 2013

Gianluca Biccini

La Giornata mondiale della gioventù è un cantiere sempre aperto. Ne sa qualcosa il cardinale Stanis|law Ry|lko, già proiettato verso il prossimo appuntamento a Rio de Janeiro nel 2013. Rispondendo alle domande del nostro giornale, il presidente del Pontificio Consiglio per i Laici sottolinea il grande lavoro preparatorio che accompagna solitamente il tempo che separa la celebrazione di questi grandi eventi ecclesiali «sempre nuovi». Sarebbe infatti un errore considerarli ripetitivi. Essi infatti esprimono, spiega il porporato, la continua novità del Vangelo e al tempo stesso «la continuità della Chiesa». Il cardinale conosce bene tutti i meccanismi che si muovono intorno a queste celebrazioni, essendo stato capo ufficio della sezione Giovani nei raduni a Santiago de Compostela nel 1989, a Cze#stochowa nel 1991 e a Denver nel 1993, poi segretario nel 1995 e infine, dal 2003, presidente del dicastero vaticano per i laici.

Da Madrid 2011 a Rio de Janeiro 2013 la strada è lunga.

Sì, ma il tempo stringe. Per questo abbiamo già cominciato a lavorare a Madrid. Ho avuto un primo incontro con l’arcivescovo della città carioca e con una rappresentanza della Conferenza episcopale nazionale. Abbiamo fissato una scaletta per i prossimi appuntamenti. Intanto parte per il Brasile la grande croce di legno che sempre precede le Gmg, come un aratro che prepara il terreno per la seminagione. Giungerà nell’arcidiocesi di San Paolo e dà qui inizierà il pellegrinaggio nelle 274 diocesi del Paese, nell’arco dei due anni di preparazione all’avvenimento.

Dunque una sfida pastorale continua?

L’obiettivo di ogni Gmg è costruire ponti tra l’avvenimento straordinario dei raduni internazionali con il Papa e la celebrazione nella vita ordinaria e concreta dei giovani che vivono nella realtà odierna. È su questo terreno che si misura la qualità della pastorale giovanile.

Da dove cominciare?

È molto importante insistere sul fatto che quando si spengono i riflettori e tutto torna alla normalità quotidiana, occorre dare un seguito alle Gmg nella pastorale ordinaria. Negli incontri a Madrid c’è stata una seminagione grandiosa grazie alla presenza e alla parole di Benedetto XVI così penetranti. Ma adesso arriva il tempo del raccolto, delle verifiche: dobbiamo controllare come ciò che abbiamo investito a livello di Chiesa universale venga recepito e coltivato nelle realtà locali. Soprattutto i giovani che hanno optato per la vita consacrata o sacerdotale meritano uno speciale accompagnamento, affinché la loro vocazione non sia un fuoco di paglia.

Cosa porta con sé dell’esperienza vissuta a Madrid?

Soprattutto il clima di spiritualità della Via Crucis a Plaza de Cibeles. La rappresentazione della Passione di Cristo nelle Gmg non è infatti un accessorio. Al contrario, dev’essere un catalizzatore, perché è necessario che i giovani incontrino Gesù. Molti di loro, del resto, hanno intuito già da diverse edizioni che uno dei luoghi dove ciò può avvenire è nel mistero pasquale. Di qui l’importanza della Via Crucis, di cui nell’edizione di quest’anno era molto evidente la simbiosi tra la tradizione e l’oggi. È stato un momento veramente forte della Gmg targata Madrid, perché ha condensato in sé due aspetti: da una parte le immagini dei pasos così eloquenti e le parole delle meditazioni che li hanno accompagnati hanno fatto rivivere il mistero pasquale di Cristo nell’oggi di un giovane del terzo millennio; dall’altra, il canto e la musica veramente impressionanti, sintesi meravigliosa tra parola, immagini e giovani, che sono stati letteralmente trascinati dentro questo mistero.

(©L'Osservatore Romano 27 agosto 2011)


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A pieno ritmo i preparativi della Gmg di Rio 2013. Il cardinale Rylko: 100 mila giovani hanno accolto la Croce delle Giornate

“Andate e fate discepoli tutti i popoli”, sarà il tema della prossima Giornata mondiale della Gioventù, in programma a Rio de Janeiro dal 23 al 28 luglio 2013. Il tempo stringe per la macchina organizzativa di un evento tanto complesso, anticipato di un anno per la coincidenza con i Campionati mondiali di calcio, che saranno ospitati in Brasile nel 2014. A che punto sono dunque i preparativi? Roberta Gisotti lo ha chiesto al cardinale Stanisław Ryłko, presidente del Pontificio Consiglio per i Laici:

R. - La Gmg di Rio de Janeiro inaugurerà una serie di importanti eventi internazionali ospitati in Brasile nei prossimi anni: i Campionati mondiali di calcio e poi le Olimpiadi. Questo ci domanda non poca responsabilità, perché la Gmg sarà il primo di questi grandi appuntamenti, saremo una specie di ‘apripista’. Nella scelta della data della Giornata Mondiale della Gioventù si è dunque dovuto tener conto di queste circostanze e da qui è nata la decisione di ritornare al ritmo biennale, con cui gli incontri mondiali dei giovani con il Papa sono iniziati. Il ritmo biennale non è, quindi, una novità. Senza dubbio, questa scelta ci impone una scaletta del cammino preparatorio - sia a livello organizzativo-logistico sia pastorale - più serrata ed intensa. Infatti, il Comitato organizzatore di Rio sta già lavorando a pieno ritmo.

D. A tale proposito, che cosa ha riferito il Comitato locale che è stato a Roma la scorsa settimana?

R. – Martedì scorso, abbiamo avuto il primo incontro con il Comitato organizzatore brasiliano guidato dall’arcivescovo metropolita di Rio, mons. Orani João Tempesta. Abbiamo potuto apprezzare le loro iniziative sia a livello logistico che pastorale. E’ in corso la ricerca dei luoghi più adatti per le grandi celebrazioni con il Santo Padre, per le catechesi, nonché per alloggiare i giovani. E qui c’è da sottolineare la grande disponibilità delle autorità civili brasiliane di venire incontro alle necessità organizzative dettate dalla Gmg. A livello pastorale poi, è in corso il pellegrinaggio della Croce delle Gmg che ovunque sta trovando una straordinaria accoglienza: ad esempio, a San Paolo, per accogliere la Croce, si sono radunati circa 100 mila giovani... Tutta la Chiesa in Brasile vive ormai con grande gioia ed entusiasmo questa bellissima avventura di cui i giovani sono i protagonisti indiscussi.

D. - Per Benedetto XVI, quella di Rio de Janeiro sarà la quarta Gmg dopo Colonia, Sydney e Madrid. E, per questo appuntamento ha scelto il tema “Andate e fate discepoli tutti i popoli”. C’è un filo ideale che lega questo tema alle passate Gmg?

R. - Il tema scelto da Benedetto XVI esprime molto bene ciò che costituisce l’essenza stessa delle Giornate Mondiali della Gioventù. In questi quasi trent’anni di storia, le Gmg si sono dimostrate uno strumento provvidenziale e di straordinaria efficacia per l’evangelizzazione del mondo giovanile. Lo confermano le numerose testimonianze sia dei giovani sia dei pastori... Il tema della Gmg di Rio si inserisce inoltre nel grande progetto della “missione continentale” lanciato dalla Chiesa latino-americana. E la Chiesa tutta guarda all’appuntamento di Rio piena di attese. C’è da dire poi che Rio de Janeiro, con le sue bellezze naturali, sarà senz’altro una magnifica cornice per il prossimo incontro dei giovani con il Successore di Pietro.

© Copyright Radio Vaticana


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Presentato il logo della Gmg di Rio 2013. L'autore è un giovane brasiliano

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Si chiama Gustavo Huguenin il 25.enne brasiliano autore del logo della Giornata mondiale della Gioventù 2013 di Rio de Janeiro. Ieri sera, nel corso di una cerimonia nella metropoli carioca, presso l’auditorium dell’edificio Giovanni Paolo II, nel distretto di Gloria, il “marchio” della prossima Gmg è stato presentato ufficialmente, alla presenza, fra gli altri, dell’arcivescovo di Rio de Janeiro, mons. Orani João Tempesta. Al microfono di Silvonei Protz, della redazione brasiliana della nostra emittente, mons. Tempesta illustra le caratteristiche grafiche del logo:

R. – Il nuovo logo della Giornata della Gioventù a Rio de Janeiro ritrae i colori brasiliani - il verde, il giallo, l’azzurro il bianco - con al centro l’immagine di Cristo Redentore, che è caratteristica di Rio de Janeiro e del Brasile. Si nota anche la silhouette del Pan di Zucchero, il monte di Rio de Janeiro, e si apre anche un cuore, il cuore della gioventù. Poi, c’è una piccola croce che ricorda il centro della Giornata che è Cristo stesso.

D. – Chi è l’autore di questo logo?

R. - Un giovane proveniente da un distretto di Rio de Janeiro. Abbiamo ricevuto tante proposte da tutto il mondo, anche dalla Cina... Però, i tecnici hanno scelto questo logo fra i tanti disegni inviati dai giovani studenti di grafica. Il giovane è nato a Cantagalo.

D. – Come vede in questo momento i preparativi per la Giornata Mondiale della Gioventù a Rio de Janeiro e anche il pellegrinaggio della Croce e delle icone per le strade del Brasile?

R. – Bene: in questi giorni, le icone della Madonna e la Croce della Giornata Mondiale della Gioventù percorrono tutto il Brasile con tanta gioia, con tanta partecipazione dei giovani. Questa è la preparazione per la Giornata e il compito dei giovani brasiliani: stare assieme alla Chiesa per costruire un mondo migliore.

© Copyright Radio Vaticana


[Modificato da Paparatzifan 09/02/2012 12.29]
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Ed è già boom di volontari

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Tra i protagonisti della Gmg, i volontari sv0lgono un ruolo di primo piano nell'accoglienza dei coetanei in aeroporti, stazioni e punti d'informazione, e nell'assistenza dei pellegrini con particolari bisogni. Per questo gli organizzatori brasiliani possono gioire, visto il continuo aumento di richieste da parte di ragazzi e ragazze che desiderano fare l'esperienza del volontariato durante la prossima Gmg brasiliana. Sul sito ufficiale è possibile inviare la propria disponibilità. Tra i requisiti richiesti: la maggiore età e l'impegno a raggiungere il grande Paese latinoamericano almeno due settimane prima dell'inizio del grande raduno mondiale. Tra gli altri compiti dei volontari: la preparazione dei kit del pellegrino, il servizio d'ordine nelle celebrazioni liturgiche e negli altri appuntamenti di massa, il lavoro nelle comunicazioni e l'aggiornamento attraverso i social network. L'organizzazione della Giornata ha anche aperto le iscrizioni, che si chiuderanno a fine agosto, per la fiera delle vocazioni. Già sperimentata alla Gmg di Madrid, la fiera nella città fluminense si svolgerà nella piazza General Tibúrcio, luogo di transito per chi si reca al celebre monte Pan di Zucchero. Essa costituisce un'occasione per tutte le congregazioni, i movimenti e le comunità religiose di far conoscere la propria realtà, spiritualità e carisma. Durante i giorni della Gmg saranno disponibili anche spazi per l'adorazione del Santissimo Sacramento, altri per accostarsi alla riconciliazione, e un palco per concerti, riflessioni e momenti di preghiera.


(©L'Osservatore Romano 29 luglio 2012)

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MESSAGGIO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI PER LA XXVIII GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTÙ (23-28 LUGLIO 2013) , 16.11.2012

Pubblichiamo di seguito il testo del Messaggio che il Santo Padre Benedetto XVI invia ai giovani e alle giovani del mondo, in occasione della XXVIII Giornata Mondiale della Gioventù che sarà celebrata dal 23 al 28 luglio 2013 a Rio de Janeiro (Brasile):

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE

"Andate e fate discepoli tutti i popoli" (cfr Mt 28,19)

Cari giovani,

vorrei far giungere a tutti voi il mio saluto pieno di gioia e di affetto. Sono certo che molti di voi sono tornati dalla Giornata Mondiale della Gioventù di Madrid maggiormente «radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede» (cfr Col 2,7). Quest’anno, nelle varie Diocesi, abbiamo celebrato la gioia di essere cristiani, ispirati dal tema: «Siate sempre lieti nel Signore!» (Fil 4,4). E ora ci stiamo preparando alla prossima Giornata Mondiale, che si celebrerà a Rio de Janeiro, in Brasile, nel luglio 2013.
Desidero anzitutto rinnovarvi l’invito a partecipare a questo importante appuntamento. La celebre statua del Cristo Redentore, che domina quella bella città brasiliana, ne sarà il simbolo eloquente: le sue braccia aperte sono il segno dell’accoglienza che il Signore riserverà a tutti coloro che verranno a Lui e il suo cuore raffigura l’immenso amore che Egli ha per ciascuno e per ciascuna di voi. Lasciatevi attrarre da Lui! Vivete questa esperienza di incontro con Cristo, insieme ai tanti altri giovani che convergeranno a Rio per il prossimo incontro mondiale! Lasciatevi amare da Lui e sarete i testimoni di cui il mondo ha bisogno.
Vi invito a prepararvi alla Giornata Mondiale di Rio de Janeiro meditando fin d’ora sul tema dell’incontro: «Andate e fate discepoli tutti i popoli!» (cfr Mt 28,19). Si tratta della grande esortazione missionaria che Cristo ha lasciato alla Chiesa intera e che rimane attuale ancora oggi, dopo duemila anni. Ora questo mandato deve risuonare con forza nel vostro cuore. L’anno di preparazione all’incontro di Rio coincide con l’Anno della fede, all’inizio del quale il Sinodo dei Vescovi ha dedicato i suoi lavori a «La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana». Perciò sono contento che anche voi, cari giovani, siate coinvolti in questo slancio missionario di tutta la Chiesa: far conoscere Cristo è il dono più prezioso che potete fare agli altri.

1. Una chiamata pressante

La storia ci ha mostrato quanti giovani, attraverso il dono generoso di se stessi, hanno contribuito grandemente al Regno di Dio e allo sviluppo di questo mondo, annunciando il Vangelo. Con grande entusiasmo, essi hanno portato la Buona Notizia dell’Amore di Dio manifestato in Cristo, con mezzi e possibilità ben inferiori a quelli di cui disponiamo al giorno d’oggi. Penso, per esempio, al Beato José de Anchieta, giovane gesuita spagnolo del XVI secolo, partito in missione per il Brasile quando aveva meno di vent’anni e divenuto un grande apostolo del Nuovo Mondo. Ma penso anche a quanti di voi si dedicano generosamente alla missione della Chiesa: ne ho avuto una sorprendente testimonianza alla Giornata Mondiale di Madrid, in particolare nell’incontro con i volontari.
Oggi non pochi giovani dubitano profondamente che la vita sia un bene e non vedono chiarezza nel loro cammino. Più in generale, di fronte alle difficoltà del mondo contemporaneo, molti si chiedono: io che cosa posso fare? La luce della fede illumina questa oscurità, ci fa comprendere che ogni esistenza ha un valore inestimabile, perché frutto dell’amore di Dio. Egli ama anche chi si è allontanato da Lui o lo ha dimenticato: ha pazienza e attende; anzi, ha donato il suo Figlio, morto e risorto, per liberarci radicalmente dal male. E Cristo ha inviato i suoi discepoli per portare a tutti i popoli questo annuncio gioioso di salvezza e di vita nuova.
La Chiesa, nel continuare questa missione di evangelizzazione, conta anche su di voi. Cari giovani, voi siete i primi missionari tra i vostri coetanei! Alla fine del Concilio Ecumenico Vaticano II, di cui quest’anno celebriamo il 50° anniversario, il Servo di Dio Paolo VI consegnò ai giovani e alle giovani del mondo un Messaggio che si apriva con queste parole: «E’ a voi, giovani uomini e donne del mondo intero, che il Concilio vuole rivolgere il suo ultimo messaggio. Perché siete voi che raccoglierete la fiaccola dalle mani dei vostri padri e vivrete nel mondo nel momento delle più gigantesche trasformazioni della sua storia. Siete voi che, raccogliendo il meglio dell’esempio e dell’insegnamento dei vostri genitori e dei vostri maestri, formerete la società di domani: voi vi salverete o perirete con essa». E concludeva con un appello: «Costruite nell’entusiasmo un mondo migliore di quello attuale!» (Messaggio ai giovani, 8 dicembre 1965).
Cari amici, questo invito è di grande attualità. Stiamo attraversando un periodo storico molto particolare: il progresso tecnico ci ha offerto possibilità inedite di interazione tra uomini e tra popolazioni, ma la globalizzazione di queste relazioni sarà positiva e farà crescere il mondo in umanità solo se sarà fondata non sul materialismo ma sull’amore, l’unica realtà capace di colmare il cuore di ciascuno e di unire le persone. Dio è amore. L’uomo che dimentica Dio è senza speranza e diventa incapace di amare il suo simile. Per questo è urgente testimoniare la presenza di Dio affinché ognuno possa sperimentarla: è in gioco la salvezza dell’umanità e la salvezza di ciascuno di noi. Chiunque comprenda questa necessità, non potrà che esclamare con san Paolo: «Guai a me se non annuncio il Vangelo!» (1 Cor 9,16).

2. Diventate discepoli di Cristo

Questa chiamata missionaria vi viene rivolta anche per un’altra ragione: è necessaria per il nostro cammino di fede personale. Il Beato Giovanni Paolo II scriveva: «La fede si rafforza donandola» (Enc. Redemptoris missio, 2). Annunciando il Vangelo voi stessi crescete nel radicarvi sempre più profondamente in Cristo, diventate cristiani maturi. L’impegno missionario è una dimensione essenziale della fede: non si è veri credenti senza evangelizzare. E l’annuncio del Vangelo non può che essere la conseguenza della gioia di avere incontrato Cristo e di aver trovato in Lui la roccia su cui costruire la propria esistenza. Impegnandovi a servire gli altri e ad annunciare loro il Vangelo, la vostra vita, spesso frammentata tra diverse attività, troverà la sua unità nel Signore, costruirete anche voi stessi, crescerete e maturerete in umanità.
Ma che cosa vuol dire essere missionari? Significa anzitutto essere discepoli di Cristo, ascoltare sempre di nuovo l’invito a seguirlo, l’invito a guardare a Lui: «Imparate da me, che sono mite e umile di cuore» (Mt 11,29). Un discepolo, in effetti, è una persona che si pone all’ascolto della Parola di Gesù (cfr Lc 10,39), riconosciuto come il Maestro che ci ha amati fino al dono della vita. Si tratta dunque, per ciascuno di voi, di lasciarsi plasmare ogni giorno dalla Parola di Dio: essa vi renderà amici del Signore Gesù e capaci di far entrare altri giovani in questa amicizia con Lui.
Vi consiglio di fare memoria dei doni ricevuti da Dio per trasmetterli a vostra volta. Imparate a rileggere la vostra storia personale, prendete coscienza anche della meravigliosa eredità delle generazioni che vi hanno preceduto: tanti credenti ci hanno trasmesso la fede con coraggio, affrontando prove e incomprensioni. Non dimentichiamolo mai: facciamo parte di una catena immensa di uomini e donne che ci hanno trasmesso la verità della fede e contano su di noi affinché altri la ricevano. L’essere missionari presuppone la conoscenza di questo patrimonio ricevuto, che è la fede della Chiesa: è necessario conoscere ciò in cui si crede, per poterlo annunciare. Come ho scritto nell’introduzione di YouCat, il Catechismo per giovani che vi ho donato all’Incontro Mondiale di Madrid, «dovete conoscere la vostra fede con la stessa precisione con cui uno specialista di informatica conosce il sistema operativo di un computer; dovete conoscerla come un musicista conosce il suo pezzo; sì, dovete essere ben più profondamente radicati nella fede della generazione dei vostri genitori, per poter resistere con forza e decisione alle sfide e alle tentazioni di questo tempo.» (Premessa).

3. Andate!

Gesù ha inviato i suoi discepoli in missione con questo mandato: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato» (Mc 16,15-16). Evangelizzare significa portare ad altri la Buona Notizia della salvezza e questa Buona Notizia è una persona: Gesù Cristo. Quando lo incontro, quando scopro fino a che punto sono amato da Dio e salvato da Lui, nasce in me non solo il desiderio, ma la necessità di farlo conoscere ad altri. All’inizio del Vangelo di Giovanni vediamo Andrea il quale, dopo aver incontrato Gesù, si affretta a condurre da Lui suo fratello Simone (cfr 1,40-42). L’evangelizzazione parte sempre dall’incontro con il Signore Gesù: chi si è avvicinato a Lui e ha fatto esperienza del suo amore vuole subito condividere la bellezza di questo incontro e la gioia che nasce da questa amicizia. Più conosciamo Cristo, più desideriamo annunciarlo. Più parliamo con Lui, più desideriamo parlare di Lui. Più ne siamo conquistati, più desideriamo condurre gli altri a Lui.
Mediante il Battesimo, che ci genera a vita nuova, lo Spirito Santo prende dimora in noi e infiamma la nostra mente e il nostro cuore: è Lui che ci guida a conoscere Dio e ad entrare in amicizia sempre più profonda con Cristo; è lo Spirito che ci spinge a fare il bene, a servire gli altri, a donare noi stessi. Attraverso la Confermazione, poi, siamo fortificati dai suoi doni per testimoniare in modo sempre più maturo il Vangelo. È dunque lo Spirito d’amore l’anima della missione: ci spinge ad uscire da noi stessi, per «andare» ed evangelizzare. Cari giovani, lasciatevi condurre dalla forza dell’amore di Dio, lasciate che questo amore vinca la tendenza a chiudersi nel proprio mondo, nei propri problemi, nelle proprie abitudini; abbiate il coraggio di «partire» da voi stessi per «andare» verso gli altri e guidarli all’incontro con Dio.

4. Raggiungete tutti i popoli

Cristo risorto ha mandato i suoi discepoli a testimoniare la sua presenza salvifica a tutti i popoli, perché Dio nel suo amore sovrabbondante, vuole che tutti siano salvi e nessuno sia perduto. Con il sacrificio di amore della Croce, Gesù ha aperto la strada affinché ogni uomo e ogni donna possa conoscere Dio ed entrare in comunione di amore con Lui. E ha costituito una comunità di discepoli per portare l’annuncio di salvezza del Vangelo fino ai confini della terra, per raggiungere gli uomini e le donne di ogni luogo e di ogni tempo. Facciamo nostro questo desiderio di Dio!
Cari amici, volgete gli occhi e guardate intorno a voi: tanti giovani hanno perduto il senso della loro esistenza. Andate! Cristo ha bisogno anche di voi. Lasciatevi coinvolgere dal suo amore, siate strumenti di questo amore immenso, perché giunga a tutti, specialmente ai «lontani». Alcuni sono lontani geograficamente, altri invece sono lontani perché la loro cultura non lascia spazio a Dio; alcuni non hanno ancora accolto il Vangelo personalmente, altri invece, pur avendolo ricevuto, vivono come se Dio non esistesse. A tutti apriamo la porta del nostro cuore; cerchiamo di entrare in dialogo, nella semplicità e nel rispetto: questo dialogo, se vissuto in una vera amicizia, porterà frutto. I «popoli» ai quali siamo inviati non sono soltanto gli altri Paesi del mondo, ma anche i diversi ambiti di vita: le famiglie, i quartieri, gli ambienti di studio o di lavoro, i gruppi di amici e i luoghi del tempo libero. L’annuncio gioioso del Vangelo è destinato a tutti gli ambiti della nostra vita, senza alcun limite.
Vorrei sottolineare due campi in cui il vostro impegno missionario deve farsi ancora più attento. Il primo è quello delle comunicazioni sociali, in particolare il mondo di internet. Come ho già avuto modo di dirvi, cari giovani, «sentitevi impegnati ad introdurre nella cultura di questo nuovo ambiente comunicativo e informativo i valori su cui poggia la vostra vita! [...] A voi, giovani, che quasi spontaneamente vi trovate in sintonia con questi nuovi mezzi di comunicazione, spetta in particolare il compito della evangelizzazione di questo “continente digitale”» (Messaggio per la XLIII Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, 24 maggio 2009). Sappiate dunque usare con saggezza questo mezzo, considerando anche le insidie che esso contiene, in particolare il rischio della dipendenza, di confondere il mondo reale con quello virtuale, di sostituire l’incontro e il dialogo diretto con le persone con i contatti in rete.
Il secondo ambito è quello della mobilità. Oggi sono sempre più numerosi i giovani che viaggiano, sia per motivi di studio o di lavoro, sia per divertimento. Ma penso anche a tutti i movimenti migratori, con cui milioni di persone, spesso giovani, si trasferiscono e cambiano Regione o Paese per motivi economici o sociali. Anche questi fenomeni possono diventare occasioni provvidenziali per la diffusione del Vangelo. Cari giovani, non abbiate paura di testimoniare la vostra fede anche in questi contesti: è un dono prezioso per chi incontrate comunicare la gioia dell’incontro con Cristo.

5. Fate discepoli!

Penso che abbiate sperimentato più volte la difficoltà di coinvolgere i vostri coetanei nell’esperienza di fede. Spesso avrete constatato come in molti giovani, specialmente in certe fasi del cammino della vita, ci sia il desiderio di conoscere Cristo e di vivere i valori del Vangelo, ma questo sia accompagnato dal sentirsi inadeguati e incapaci. Che cosa fare? Anzitutto la vostra vicinanza e la vostra semplice testimonianza saranno un canale attraverso il quale Dio potrà toccare il loro cuore. L’annuncio di Cristo non passa solamente attraverso le parole, ma deve coinvolgere tutta la vita e tradursi in gesti di amore. L’essere evangelizzatori nasce dall’amore che Cristo ha infuso in noi; il nostro amore, quindi, deve conformarsi sempre di più al suo. Come il buon Samaritano, dobbiamo essere sempre attenti a chi incontriamo, saper ascoltare, comprendere, aiutare, per condurre chi è alla ricerca della verità e del senso della vita alla casa di Dio che è la Chiesa, dove c’è speranza e salvezza (cfr Lc 10,29-37). Cari amici, non dimenticate mai che il primo atto di amore che potete fare verso il prossimo è quello di condividere la sorgente della nostra speranza: chi non dà Dio, dà troppo poco! Ai suoi apostoli Gesù comanda: «Fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato» (Mt 28,19¬-20). I mezzi che abbiamo per «fare discepoli» sono principalmente il Battesimo e la catechesi. Ciò significa che dobbiamo condurre le persone che stiamo evangelizzando a incontrare Cristo vivente, in particolare nella sua Parola e nei Sacramenti: così potranno credere in Lui, conosceranno Dio e vivranno della sua grazia. Vorrei che ciascuno si chiedesse: ho mai avuto il coraggio di proporre il Battesimo a giovani che non l’hanno ancora ricevuto? Ho invitato qualcuno a seguire un cammino di scoperta della fede cristiana? Cari amici, non temete di proporre ai vostri coetanei l’incontro con Cristo. Invocate lo Spirito Santo: Egli vi guiderà ad entrare sempre più nella conoscenza e nell’amore di Cristo e vi renderà creativi nel trasmettere il Vangelo.

6. Saldi nella fede

Di fronte alle difficoltà della missione di evangelizzare, talvolta sarete tentati di dire come il profeta Geremia: «Ahimè, Signore Dio! Ecco, io non so parlare, perché sono giovane». Ma anche a voi Dio risponde: «Non dire: “Sono giovane”. Tu andrai da tutti coloro a cui ti manderò» (Ger 1,6-7). Quando vi sentite inadeguati, incapaci, deboli nell’annunciare e testimoniare la fede, non abbiate timore. L’evangelizzazione non è una nostra iniziativa e non dipende anzitutto dai nostri talenti, ma è una risposta fiduciosa e obbediente alla chiamata di Dio, e perciò si basa non sulla nostra forza, ma sulla sua. Lo ha sperimentato l’apostolo Paolo: «Noi abbiamo questo tesoro in vasi di creta, affinché appaia che questa straordinaria potenza appartiene a Dio, e non viene da noi» (2 Cor 4,7).
Per questo vi invito a radicarvi nella preghiera e nei Sacramenti. L’evangelizzazione autentica nasce sempre dalla preghiera ed è sostenuta da essa: dobbiamo prima parlare con Dio per poter parlare di Dio. E nella preghiera, affidiamo al Signore le persone a cui siamo inviati, supplicandolo di toccare loro il cuore; domandiamo allo Spirito Santo di renderci suoi strumenti per la loro salvezza; chiediamo a Cristo di mettere le parole sulle nostre labbra e di farci segni del suo amore. E, più in generale, preghiamo per la missione di tutta la Chiesa, secondo la richiesta esplicita di Gesù: «Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!» (Mt 9,38). Sappiate trovare nell’Eucaristia la sorgente della vostra vita di fede e della vostra testimonianza cristiana, partecipando con fedeltà alla Messa domenicale e ogni volta che potete nella settimana. Ricorrete frequentemente al Sacramento della Riconciliazione: è un incontro prezioso con la misericordia di Dio che ci accoglie, ci perdona e rinnova i nostri cuori nella carità. E non esitate a ricevere il Sacramento della Confermazione o Cresima se non l’avete ricevuto, preparandovi con cura e impegno. Con l’Eucaristia, esso è il Sacramento della missione, perché ci dona la forza e l’amore dello Spirito Santo per professare senza paura la fede. Vi incoraggio inoltre a praticare l’adorazione eucaristica: sostare in ascolto e dialogo con Gesù presente nel Sacramento diventa punto di partenza di nuovo slancio missionario.
Se seguirete questo cammino, Cristo stesso vi donerà la capacità di essere pienamente fedeli alla sua Parola e di testimoniarlo con lealtà e coraggio. A volte sarete chiamati a dare prova di perseveranza, in particolare quando la Parola di Dio susciterà chiusure od opposizioni. In certe regioni del mondo, alcuni di voi vivono la sofferenza di non poter testimoniare pubblicamente la fede in Cristo, per mancanza di libertà religiosa. E c’è chi ha già pagato anche con la vita il prezzo della propria appartenenza alla Chiesa. Vi incoraggio a restare saldi nella fede, sicuri che Cristo è accanto a voi in ogni prova. Egli vi ripete: «Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli» (Mt 5,11-12).

7. Con tutta la Chiesa

Cari giovani, per restare saldi nella confessione della fede cristiana là dove siete inviati, avete bisogno della Chiesa. Nessuno può essere testimone del Vangelo da solo. Gesù ha inviato i suoi discepoli in missione insieme: «fate discepoli» è rivolto al plurale. È dunque sempre come membri della comunità cristiana che noi offriamo la nostra testimonianza, e la nostra missione è resa feconda dalla comunione che viviamo nella Chiesa: dall’unità e dall’amore che abbiamo gli uni per gli altri ci riconosceranno come discepoli di Cristo (cfr Gv 13,35). Sono grato al Signore per la preziosa opera di evangelizzazione che svolgono le nostre comunità cristiane, le nostre parrocchie, i nostri movimenti ecclesiali. I frutti di questa evangelizzazione appartengono a tutta la Chiesa: «uno semina e l’altro miete», diceva Gesù (Gv 4,37).
A tale proposito, non posso che rendere grazie per il grande dono dei missionari, che dedicano tutta la loro vita ad annunciare il Vangelo sino ai confini della terra. Allo stesso modo benedico il Signore per i sacerdoti e i consacrati, che offrono interamente se stessi affinché Gesù Cristo sia annunciato e amato. Desidero qui incoraggiare i giovani che sono chiamati da Dio, a impegnarsi con entusiasmo in queste vocazioni: «Si è più beati nel dare che nel ricevere!» (At 20,35). A coloro che lasciano tutto per seguirlo, Gesù ha promesso il centuplo e la vita eterna! (cfr Mt 19,29).
Rendo grazie anche per tutti i fedeli laici che si adoperano per vivere il loro quotidiano come missione là dove sono, in famiglia o sul lavoro, affinché Cristo sia amato e servito e cresca il Regno di Dio. Penso in particolare a quanti operano nel campo dell’educazione, della sanità, dell’impresa, della politica e dell’economia e in tanti altri ambiti dell’apostolato dei laici. Cristo ha bisogno del vostro impegno e della vostra testimonianza. Nulla - né le difficoltà, né le incomprensioni - vi faccia rinunciare a portare il Vangelo di Cristo nei luoghi in cui vi trovate: ognuno di voi è prezioso nel grande mosaico dell’evangelizzazione!

8. «Eccomi, Signore!»

In conclusione, cari giovani, vorrei invitarvi ad ascoltare nel profondo di voi stessi la chiamata di Gesù ad annunciare il suo Vangelo. Come mostra la grande statua di Cristo Redentore a Rio de Janeiro, il suo cuore è aperto all’amore verso tutti, senza distinzioni, e le sue braccia sono tese per raggiungere ciascuno. Siate voi il cuore e le braccia di Gesù! Andate a testimoniare il suo amore, siate i nuovi missionari animati dall’amore e dall’accoglienza! Seguite l’esempio dei grandi missionari della Chiesa, come san Francesco Saverio e tanti altri.
Al termine della Giornata Mondiale della Gioventù a Madrid, ho benedetto alcuni giovani di diversi continenti che partivano in missione. Essi rappresentavano i tantissimi giovani che, riecheggiando il profeta Isaia, dicono al Signore: «Eccomi, manda me!» (Is 6,8). La Chiesa ha fiducia in voi e vi è profondamente grata per la gioia e il dinamismo che portate: usate i vostri talenti con generosità al servizio dell’annuncio del Vangelo! Sappiamo che lo Spirito Santo si dona a coloro che, in umiltà di cuore, si rendono disponibili a tale annuncio. E non abbiate paura: Gesù, Salvatore del mondo, è con noi tutti i giorni, fino alla fine del mondo (cfr Mt 28,20)!
Questo appello, che rivolgo ai giovani di tutta la terra, assume un rilievo particolare per voi, cari giovani dell’America Latina! Infatti, alla V Conferenza Generale dell’Episcopato Latinoamericano che si è svolta ad Aparecida nel 2007, i Vescovi hanno lanciato una «missione continentale». E i giovani, che in quel continente costituiscono la maggioranza della popolazione, rappresentano una forza importante e preziosa per la Chiesa e per la società. Siate dunque voi i primi missionari! Ora che la Giornata Mondiale della Gioventù fa il suo ritorno in America Latina, esorto tutti i giovani del continente: trasmettete ai vostri coetanei del mondo intero l’entusiasmo della vostra fede!
La Vergine Maria, Stella della Nuova Evangelizzazione, invocata anche con i titoli di Nostra Signora di Aparecida e Nostra Signora di Guadalupe, accompagni ciascuno di voi nella sua missione di testimone dell’amore di Dio. A tutti, con particolare affetto, imparto la mia Benedizione Apostolica.

© Copyright 2012 - Libreria Editrice Vaticana


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Aiuto alla Chiesa che Soffre distribuirà 500mila catechismi Youcat per la Gmg di Rio

Su richiesta di numerose diocesi latinoamericane, Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs) distribuirà 500mila copie del celebre catechismo Youcat, sintesi per i giovani del Catechismo della Chiesa Cattolica.
Già all’inizio di ottobre la Fondazione pontificia ha finanziato 500mila Youcat in portoghese per il Brasile, dove migliaia di giovani desiderano arrivare preparati all’incontro con Benedetto XVI in occasione della prossima Giornata Mondiale della Gioventù. E altri 12.500 esemplari in lingua spagnola sono stati distribuiti in diverse diocesi del continente.
«Probabilmente ne stamperemo presto dei nuovi – afferma Rafael D’Aqui, responsabile internazionale di Acs per l’America Latina – il catechismo è gettonatissimo tra i ragazzi». Tantissimi vescovi latinoamericani - riferisce l'agenzia Zenit - hanno infatti chiesto aiuto alla fondazione pontificia per pubblicare ulteriori copie. Solo la Conferenza episcopale boliviana ne riceverà 25mila e altre decine di migliaia andranno alle diocesi di Cuba, Colombia e Venezuela. «Il successo di Youcat – continua D’Aqui – era evidente sin dall’appuntamento di Madrid. E dopo poco più di un anno è ormai un supporto insostituibile per la pastorale giovanile».
Per la scorsa Gmg, Acs ha contribuito alla stampa di 700mila sussidi al catechismo - in inglese, francese, tedesco, italiano, spagnolo e polacco - che tutti i partecipanti hanno trovato nella loro «sacca del pellegrino». Poi lo scorso settembre la fondazione ha finanziato 50mila volumi tradotti in arabo per le migliaia di giovani che hanno accolto Benedetto XVI in Libano.
E già si pensa a nuove edizioni, ad esempio in cinese.
L’alto valore di Youcat è stato attestato anche nel corso dell’ultimo Sinodo dei vescovi. I padri sinodali hanno definito il volume, al pari delle Giornate Mondiali della Gioventù, uno strumento indispensabile per la Nuova Evangelizzazione.
Apprezzamento testimoniato dalle numerose lettere che Acs continua a ricevere, in particolare dall’America Latina. Mons. Tomás Jesús Zárraga Colmenares, vescovo di San Carlos in Venezuela, loda «l’enorme contributo del catechismo al rafforzamento della fede dei nostri ragazzi».
Mentre dalla diocesi di El Alto in Bolivia, monsignor Jesús Juárez Párraga sottolinea l’alto valore educativo «non solo in vista della prossima Gmg a Rio de Janeiro, ma anche durante questo Anno della Fede». «Youcat riesce a motivare i giovani – scrive poi mons. Ricardo Tobón Restrepo, aricivescovo di Medellín in Colombia – spronandoli a vivere apertamente la propria fede in Gesù e ad adoperarsi per la Nuova Evangelizzazione.
Due priorità che noi vescovi dell’America Latina e dei Caraibi abbiamo evidenziato già nel 2007, in occasione della nostra Vª Conferenza generale ad Aparecida». (R.P.)

© Copyright Radio Vaticana


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