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Viaggio apostolico in Inghilterra ed Scozia

Ultimo Aggiornamento: 26/09/2010 00.27
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Un tartan per il Papa
di Gianfranco Amato



ROMA, lunedì, 13 settembre 2010 (ZENIT.org).- La Scozia dedica al Papa un tartan, il tipico tessuto di lana scozzese, usato soprattutto per la confezione dei kilt. Poiché il Santo Padre giungerà a Glasgow il prossimo 16 settembre, giorno di San Niniano, si è deciso di intitolare il tartan dedicato al Papa, proprio al Vescovo che ha cristianizzato la Scozia fra il IV e V secolo d.C.

Lo scorso 9 settembre il cardinal Keith Patrick O’Brien ha presentato per la prima volta il tartan di San Niniano ai leader politici del Parlamento Scozzese, e lo ha consegnato all’onorevole Alex Fergusson, Parliament’s Presiding Officer, e ad altre quattro personalità politiche in rappresentanza dei principali partiti scozzesi.

Il tartan papale è stato realizzato, a tiratura limitata, da due prestigiose aziende tessili scozzesi: la Ingles Buchan di Glasgow e la ClanItalia di Falkirk. La creazione del disegno è opera dello statunitense Matthew Newsome, direttore dello Scottish Tartans Museum di Franklin, nel North Carolina, il quale ha dichiarato di sentirsi particolarmente onorato, da cattolico, del fatto che sia stato scelto il modello da lui proposto. Come in tutti i tartan, anche in quello di San Niniano, dedicato a Benedetto XVI, i colori giocano un importante ruolo simbolico.

La riga bianca su campo blu, infatti, rappresenta i colori nazionali della Scozia, mentre il verde richiama i licheni che crescono tra le pietre di Whithorn nel Galloway. E’ in quel luogo, infatti, che San Niniano portò per la prima volta l’annuncio cristiano agli scozzesi più di 1600 anni fa. Le righe bianche sono anche accompagnate da un paio di righe rosse, per simboleggiare lo stemma del cardinal Newman. Infine, due sottili linee, una bianca ed una gialla, stanno ad indicare i colori vaticani.

Per quanto riguarda la tessitura, ogni riga bianca sul verde contiene esattamente otto fili, uno per ogni diocesi cattolica della Scozia, mentre nel disegno si possono rinvenire, da pivot a pivot, 452 fili, tanti quante sono le parrocchie cattoliche.

Il tartan dedicato a Sua Santità è stato definito dal cardinale O’Brien come il «greater Scottish welcome», il più grande benvenuto da parte degli scozzesi, mentre l’on. Alex Ferguson ha parlato di un «colourful, Scottish welcome», un benvenuto pieno di colori. In senso davvero letterale.









Un nuovo mosaico accoglierà il Papa nella Cattedrale di Westminster
Il Pontefice lo benedirà al termine della Messa di sabato prossimo





ROMA, lunedì, 13 settembre 2010 (ZENIT.org).- Un nuovo mosaico dell'artista Ifor Davies, che rappresenta San Davide, è stato completato nella Cattedrale londinese di Westminster e sarà benedetto da Papa Benedetto XVI quando celebrerà la Messa nel tempio questo sabato, 18 settembre, in occasione della sua visita pastorale nel Regno Unito.

“Dipingo da una vita, e questo è uno dei lavori più emozionanti e molto vicino al mio cuore”, ha detto Ifor Davies. “Mi sono sempre interessato alla storia del Galles, e quindi ho compiuto molte ricerche su San Davide e sulle Chiese delle origini gallesi”.

“San Davide è raffigurato in piedi su una montagna. La tradizione dice che stava predicando a una folla e, perché la gente riuscisse ad ascoltarlo meglio, il terreno si alzò sotto di lui. Il pezzo di pietra sul fondo del mosaico viene da Llanddewi Brefi, il luogo dove si dice che sia avvenuto questo miracolo”, ha aggiunto.

Il mosaico è stato una parte importante dei preparativi della Cattedrale di Westminster per la visita di Papa Benedetto XVI.

“Adoro questo mosaico. Quando ho visto per la prima volta la bozza, ho notato che aveva qualcosa di nuovo, fresco e vivo. Attendiamo con impazienza l'arrivo del Santo Padre e la sua benedizione di quest'opera”, ha detto l'amministratore della Cattedrale, il canonico Christopher Tuckwell.

Alla fine della Messa del 18 settembre, il Papa benedirà il mosaico con l'acqua della fonte gallese di St Nonn. St Nonn era la madre di San Davide.

Il Pontefice si rivolgerà poi alla popolazione del Galles prima di concludere la Messa nella Cattedrale di Westminster.
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La visita del Papa in Gran Bretagna live sul proprio computer



ROMA, lunedì, 13 settembre 2010 (ZENIT.org).- Se si dispone di un computer e di una connessione Internet, si potrà seguire visivamente la visita pastorale di Papa Benedetto XVI in Gran Bretagna, dal 16 al 19 settembre, su www.thepapalvisit.org.uk.

Tutti gli eventi del viaggio, dallo storico incontro del Pontefice con la Regina Elisabetta a Edimburgo alla beatificazione del Cardinale John Henry Newman a Birmingham, si potranno accompagnare cliccando su “The Visit Live” e www.thepapalvisit.org.uk/live.

Nei momenti in cui il Papa riposerà, verranno trasmessi una rassegna giornaliera, filmati dei momenti precedenti o informazioni sull'evento successivo previsto dal programma.

L'Arcivescovo di Westminster e presidente della Conferenza dei Vescovi Cattolici di Inghilterra e Galles, monsignor Vincent Nichols, ha detto di sperare che la trasmissione permetta a più persone di seguire e condividere la visita.

“Vogliamo che più gente possibile possa testimoniare questa storica visita del nostro Santo Padre, Papa Benedetto XVI, in Scozia e Inghilterra”, ha dichiarato.

L'intenzione degli organizzatori è quella di coinvolgere gli spettatori il più possibile. Per questo motivo, invitano anche a unirsi alle proposte interattive, come la pagina su Facebook, facebook.com/papalvisit.
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PAPA IN INGHILTERRA: FLOURISH (GLASGOW), L’EMOZIONE DI SUSAN BOYLE

Flourish riporta anche le dichiarazioni di Susan Boyle, star del reality ‘Britain's got talent’ che canterà a Bellahouston Park, poco prima dell’arrivo del Papa: “Cantare per il Pontefice è un grande onore e qualcosa che ho sempre sognato – ha affermato la cantante - E’ indescrivibile. A Bellahouston, in questo giorno speciale, ci sarà anche la mia famiglia che spero sia orgogliosa di me”. Non ci sarà la madre dell’artista, morta tre anni fa, e che partecipò nel 1982, sempre a Bellahouston, alla visita di Giovanni Paolo II: “So che sarà con me spiritualmente”. Due i brani cantati da Boyle, il suo successo internazionale, “I dreamed a dream” e un inno popolare “How great thou art”. L’incontro prevede anche l’esecuzione di brani tradizionali da parte di cori degli alunni di scuole cattoliche scozzesi. Emergono anche alcuni particolari dell’altare dell’unica celebrazione eucaristica in terra scozzese. Secondo il giornale dell’arcidiocesi di Glasgow, l’altare, l’ambone e la sedia papale, sono composti da marmo carrarese e quercia scozzese ed uniti nel disegno dalla croce celtica che contiene al suo interno i simboli della Trinità. Un disegno riportato anche sui paramenti dei preti concelebranti.

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"CON IL CUORE SPEZZATO... SEMPRE CON TE!"
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A Londra solo i matti possono ancora fermare il Papa. La Police sorveglia

Benedetto XVI e i vantaggi dell’occidente

di William Ward

Se l’occidente è ossessionato dalle minacce del reverendo Terry Jones e le teste più calde del mondo islamico si esibiscono nelle loro controminacce, a Londra sono finalmente emersi i dettagli della storia del giovane funzionario del Foreign Office che, qualche mese fa, ha rischiato di far saltare la visita del Papa nel Regno Unito. Si tratta di Steven Mulvain, un 23enne laureato di Oxford, uscito da un college privato molto prestigioso, al lavoro da poco tempo per il ministero degli Esteri. Alla richiesta ufficiale di “pensare a interessanti iniziative” per rendere più memorabile la visita di Benedetto XVI, Mulvain ha fatto circolare fra i colleghi diplomatici un messaggio email irrispettoso, in cui suggeriva al Santo Padre di “lanciare una linea di profilattici”, “celebrare un matrimonio gay” e “tagliare il nastro di una clinica per gli aborti”.
Il Vaticano ha accettato da tempo le scuse imbarazzatissime dell’ambasciatore Francis Campbell, il geniale architetto della visita, anche se l’immagine di serietà e sobrietà del Foreign Office ha registrato un serio danno. A Londra si possono consolare con un dato: se il Papa fosse stato musulmano, le reazioni sarebbero state assai piu gravi e le scuse assai più striscianti.

Non avendo maltrattato un Corano, il giovane Mulvain è rimasto al proprio posto, senza nemmeno una reprimenda ufficiale – ma il suo superiore è stato spostato ad altre mansioni. La polizia britannica sta preparando una capillare strategia difensiva contro tutte le persone che potrebbero disturbare la pace civile durante la storica visita di Papa Ratzinger, e questa volta non si tratta del giovane Mulvain e dei suoi compari. Al Fixated threat assessment centre (Ftac) della Metropolitan Police di Londra, il centro che si occupa di individuare i potenziali pericoli per l’ordine pubblico, non fanno distinzioni eleganti fra i militanti politici e ideologici, gli atei estremisti e i crociati che vogliono la guerra contro “i cattolici pedofili” accusando il Papa e il Vaticano di ogni possibile nefandezza, gli invasati schizoidi che credono di essere Napoleone o il Papa stesso.

Citando possibili livelli di guardia, il Comandante Bob Broadhurst, capo dell’unità Ftac, sottolinea che mai, nella storia delle visite di stato, un capo di stato straniero è stato così minacciato da squilibrati. “Stiamo parlando di individui ‘fissati’ di ogni genere, da quelli che si credono il vero Papa, a quelli che ce l’hanno a morte con lui. Faremo di tutto per assicurare che ricevano il migliore trattamento possibile”. Considerando che la folla che seguirà gli spostamenti del Pontefice sarà composta da fedeli, e che di conseguenza i “fissati” saranno una piccola minoranza, il comandante chiosa che cercherà di proteggere i fanatici antipapali dai fedeli. Compresi i personaggi come Peter Tatchell, il militante dei diritti gay che vorrebbe arrestare di persona il Papa. Anche i fanatici, per fortuna loro, attaccano miti cattolici.

© - FOGLIO QUOTIDIANO

© Copyright Il Foglio, 13 settembre 2010


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"CON IL CUORE SPEZZATO... SEMPRE CON TE!"
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Rowan Williams, un primate anglicano tutto da scoprire
Parlerà con Bendetto XVI di riconciliazione in Gran Bretagna

di Renzo Allegri


ROMA, martedì, 14 settembre 2010 (ZENIT.org).- Le polemiche sul viaggio di Papa Benedetto XVI in Gran Bretagna hanno preso il sopravvento, nei media, sui profondi significati che esso contiene e per i quali è stato organizzato. I contestatori e gli scontenti polarizzano l’attenzione dei giornali, distraendoli dai contenuti di questo evento che giustamente è definito “storico”.

Benedetto XVI è il secondo Papa che mette piede sul suolo del Regno Unito, dopo lo scisma anglicano del secolo XVI. Il primo fu Giovanni Paolo II nel 1982. Ma questa è la prima visita di Stato ufficiale di un pontefice in Gran Bretagna, perché quella di Papa Wojtyla aveva il carattere di visita pastorale.

Papa Ratzinger visiterà quattro città: Edimburgo, Glasgow, Londra e Birmingham, dove presiederà la cerimonia di beatificazione del cardinale Henry Newman, grande figura del cattolicesimo inglese dell’Ottocento. Avrà incontri con la Regina, con i vescovi cattolici, con le autorità civili, con i leader religiosi, e con l’arcivescovo di Canterbury, che è il Primate della Comunione Anglicana. E anche se non se ne parla molto, è questo l’incontro più importante, quello che avrà certamente un grande peso sul futuro, anche se non immediato.

La divisione tra cattolici e anglicani conta ormai cinque secoli. E’ una divisione provocata da vicende personali di re Enrico VIII. Da un punto di vista dottrinale, il “Credo” anglicano non si discosta molto da quello cattolico. Per cui, cattolici e anglicani sono molto vicini, parenti stretti se non addirittura fratelli, e ci si chiede come mai, in tempi come i nostri, dove ovunque ormai le persone civili si stringono la mano senza guardare il colore della pelle o le ideologie personali, ci siano ancora divisioni tra persone che, in fondo, professano la stessa fede religiosa.

Il tema dell’ecumenismo è un tema caldo e urgente nel mondo religioso del nostro tempo. Coinvolge aperture tra le religioni monoteistiche, ma riguarda soprattutto quelli che si professano seguaci di Cristo. E a renderlo “caldo” è stato anche Giovanni Paolo II quando iniziò a prendere sul serio le confidenze profetiche fatte dalla Madonna a Fatima nel 1917 ai tre pastorelli.

Papa Wojtyla volle conoscerle bene dopo l’attentato mortale da lui subito in Piazza San Pietro il 13 maggio 1981. Qualcuno gli ricordò che si trattava di un attentato previsto dalla Madonna di Fatima. Giovanni Paolo II volle leggere la famosa “Terza parte” del segreto di Fatima che non era ancora stata resa pubblica, e si riconobbe in quel “vescovo vestito di bianco” che sale verso la montagna sormontata da una grande Croce e giunto alla cima viene ucciso.

Nel luglio 1917, durante la terza apparizione ai tre pastorelli di Fatima, la Madonna confidava loro un segreto con varie indicazioni sulla vita dell’Europa, che si sono poi realizzate alla lettera. Annunciava la terza guerra mondiale e si soffermava sulla Russia e sulle tragedie provocate dell’ideologia comunista. Dopo aver indicato la data della terza guerra mondiale, diceva: “Per impedirla, verrò a chiedere la consacrazione della Russia al Mio Cuore Immacolato e la Comunione riparatrice nei primi sabati. Se accetteranno le Mie richieste, la Russia si convertirà e avranno pace”. Chiudeva, affermando: “Finalmente, il Mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre Mi consacrerà la Russia, che si convertirà, e sarà concesso al mondo un periodo di pace”.

Nel 1984, Giovanni Paolo II volle realizzare quella consacrazione al Cuore Immacolato di Maria che la Madonna aveva chiesto a Lucia, ma che non era mai stata eseguita. Alcuni anni dopo, tra il 1988 e il 1992, si verificò la totale caduta dei regimi comunisti nei Paesi dell’Est e il ritorno, in quei Paesi, della libertà religiosa. Sembrava che le condizioni per il grande cambiamento ci fossero tutte: la consacrazione della Russia alla Madonna era avvenuta, il comunismo era caduto, la libertà religiosa era tornata nei Paesi dell’ex Unione Sovietica. Molti, quindi, pensarono che poteva essere vicino il “trionfo” del Cuore Immacolato di Maria, e la pace nel mondo.

Ma lo stesso Papa Wojtyla si rese conto che ciò non poteva avvenire senza un ulteriore radicale cambiamento, e questo all’interno delle varie chiese cristiane. La “Chiesa dei credenti” è costituita da un popolo che crede in un “unico Dio e in Gesù suo figlio Unigenito”. Questo popolo forma il "Corpo Mistico di Cristo". Quando, però, i credenti sono divisi, il "Corpo Mistico di Cristo" è lacerato, ferito, martoriato. Non può, quindi, trionfare il cuore di una madre quando i figli sono divisi all'interno della stessa famiglia. La strada, perciò, per arrivare alla “pace nel mondo” indicata dalla Madonna a Fatima nel 1917 è l’unità dei cri­stiani. Soprattutto quella tra cattolici, ortodossi e anglicani, in quanto tra essi le differenze dottrinali sono in pratica poche.

Papa Wojtyla intraprese viaggi e iniziative di ogni genere per raggiungere questa unità. Il suo successore, Benedetto XVI, ha continuato e continua. Negli ultimi anni ci sono state straordinarie aperture sia con gli ortodossi orientali e della grande Russia, come con gli anglicani. L’attuale viaggio in Inghilterra di Papa Ratzinger ha, nella sua essenza, l’obiettivo dell’unità, della riconciliazione con la Chiesa Anglicana.

Questo sarà certamente il tema delle conversazioni di Benedetto XVI soprattutto con Sua Grazia Rowan Williams, attuale Arcivescovo di Canterbury e da sette anni Primate della Comunione Anglicana.

L’arcivescovo Williams non è un personaggio molto conosciuto al di fuori dell’Inghilterra. Gallese, 60 anni, è ritenuto uno degli uomini più colti del nostro tempo. Conosce e parla otto lingue. Laureato in filosofia e in teologia, ha trascorso gran parte della sua vita come docente nelle due più importanti università inglesi, quella di Cambridge e quella di Oxford. Dal 1981 è sposato con Jane Paul, anche lei teologa e docente universitaria, dalla quale ha avuto due figli.

La formazione religiosa dell’arcivescovo ha caratteristiche molto speciali. E’ il frutto di amore e conoscenza delle varie forme in cui, lungo il corso dei secoli, si è divisa la religione cristiana. Egli proviene da una famiglia di luterani-giansenisti, che hanno dato le basi alla sua fede religiosa. Ma, da giovane, volle essere ducato nella tradizione anglo-cattolica, e poi, da adulto, si appassionò allo studio della tradizione russo-ortodossa. L’ecumenismo è, quindi, un elemento connaturale del suo spirito.

Una caratteristica assai sorprendente di questo personaggio è costituita dal fatto che egli è, anche, uno dei grandi poeti del nostro tempo. E’ annoverato tra i classici moderni, come Thomas Stearns Eliot, per esempio.

Le sue opere fanno già parte della storia della Letteratura inglese. Sotto questo profilo, in Italia, Rowan Williams è sconosciuto. Da noi vi è una sola raccolta di sue poesie, pubblicata di recente dall’Editrice Ancora, con il titolo “La dodicesima notte”. Un libretto che documenta magnificamente il grande talento di questo autore. Le poesie sono precedute da un’ampia e dotta nota introduttiva di padre Antonio Spadaro, gesuita, esperto del settore Letteratura della “Civiltà Cattolica”, la prestigiosa rivista dei gesuiti, che compie quest’anno 140 anni ed è la più antica di tutte quelle attualmente esistenti nel panorama culturale italiano.

Nel suo saggio, che si intitola “Come leggere la poesia di Rowan Williams”, padre Spadaro evidenzia subito che non si tratta di “una poesia religiosa o teologica in senso stretto”. “Semmai la teologia raccoglie l’ esperienza del mondo dell’autore e la compenetra di significati e di risonanze profonde”.

Leggere i versi dell’arcivescovo di Canterbury è “impresa ardua e difficile”, spiega padre Spadaro. Ma proprio perché l’autore è un vero artista, che usa un linguaggio ricco di simboli e affronta le tematiche più drammatiche dell’umanità del nostro tempo, rivivendole nell’ottica del soprannaturale. Ne scaturisce un magma di straordinario fascino, che turba, impressione, coinvolge.

Un vero poeta, quindi. E questo artista si troverà a confronto con un altro grande intellettuale, Joseph Ratzinger, che già al tempo del Concilio Vaticano II, quando era poco più che trentacinquenne, veniva considerato uno degli uomini più colti d’Europa. Grande teologo, ma anche grande umanista. Appassionato di musica classica, profondo conoscitore e cultore degli immortali capolavori sinfonici dei compositori europei, e pianista egli stesso. Due teologi, che sono anche due artisti, discuteranno dei problemi che riguardano l’uomo e Dio. E lo faranno da teologi, ma certamente anche da artisti. Con uno stile, quindi, inedito, come suggerisce il motto scelto da Benedetto XVI per questa sua visita in Gran Bretagna: “Il cuore parla al cuore”.

Quale il risultato? Forse non lo sapremo dalle cronache degli eventi di questi giorni. Ma potrebbe essere sorprendente e assai superiore ad ogni aspettativa.
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Il glossario demenziale dei vescovi inglesi sulla messa: “E’ uno show”

Paolo Rodari

Cos’è la messa? Uno “spettacolo”, anzi uno “show di musica”. Cos’è l’altare? “Un tavolo”. L’eucaristia? “Un po’ di pane e un po’ di vino” che “vengono fatti uscire” in un momento preciso dello show. I liturgisti? Sono un po’ degli “artisti” e un po’ degli “attori”. La sagrestia? Il “backstage” della messa. Non si tratta di un libro per bambini. E non è nemmeno uno scherzo di cattivo gusto. Si tratta invece di un glossario che i vescovi cattolici di Scozia e Inghilterra hanno stampato in forma ufficiale per spiegare ai non cattolici le varie celebrazioni che Papa Benedetto XVI terrà nel loro paese in occasione dell’imminente viaggio apostolico (da giovedì prossimo a domenica). Un glossario che in queste ore sta facendo molto discutere non soltanto il mondo inglese, ma anche oltre il Tevere dove la trovata dell’episcopato britannico non è piaciuta a tutti. Dice al Foglio un monsignore della curia romana: “Il Papa cura sempre nei minimi dettagli le sue celebrazioni. Queste sono il cuore della vita di fede. Attraverso i sacramenti correttamente vissuti i fedeli incontrano il trascendente. Dire che la messa è come un concerto rock o, di più, che i celebranti sono come degli attori o degli artisti significa far sì che i non credenti non capiscano nulla della fede cattolica. E significa confondere le idee a chi già crede”.
Il glossario è uscito da pochi giorni. Ha l’imprimatur ufficiale della chiesa cattolica britannica e in particolare del team che da Londra lavora per la visita, l’arcivescovo di Westminster Vincent Nichols in testa. L’opuscolo è arrivato nelle stanze del Foreign Office. Anche qui, dove due mesi fa era stata partorita una nota che ironizzava sulla “visita ideale” del Papa in Gran Bretagna, il testo è stato ritenuto potenzialmente offensivo per la chiesa e per la sua guida. I giornali inglesi riportano in queste ore il commento di un vescovo del loro paese. Dice l’anonimo presule: “E’ sempre la solita storia. Le gerarchie inglesi cercano d’essere ‘trendy’ ma così facendo si espongono al ridicolo e insieme mettono in serio pericolo la credibilità del viaggio”. Un pensiero, quest’ultimo, condiviso da molti anche oltre il Tevere.
La chiesa cattolica inglese ha provato a reagire. La risposta è arrivata attraverso il portavoce di Westminster che ha detto: “L’opuscolo è stato pensato per i non credenti ma anche per coloro che devono garantire il servizio d’ordine durante gli eventi ai quali partecipa il Papa. Qui c’è molta gente che non conosce la vita della chiesa e occorreva offrire parametri comprensibili a tutti. Per questo abbiamo voluto far capire che l’attenzione che si deve dare a una messa è la medesima che si deve prestare quando c’è un concerto e così via”. Tentativi di chiarimento a parte, le polemiche non mancano. L’organizzazione del viaggio messa in campo dalla chiesa inglese non soddisfa molti. Sempre in Vaticano non è piaciuta a tutti l’idea di mettere in vendita dei biglietti per accedere alle manifestazioni più importanti. Il problema, infatti, è principalmente uno: chi compra i biglietti? A oggi molti sono invenduti. Tanto che Westminster sta correndo contro il tempo per trovare più acquirenti possibili.

Pubblicato sul Foglio martedì 14 settembre 2010

© Copyright Il Foglio, 14 settembre 2010


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Papa Ratzi Superstar

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PAPA NEL REGNO UNITO: DUE ANNULLI POSTALI SPECIALI PER IL VIAGGIO APOSTOLICO

In occasione del viaggio apostolico di Benedetto XVI nel Regno Unito (16/19 settembre), le Poste Vaticane porranno in uso uno speciale annullo raffigurante il Santo Padre e il volto del card. John Henry Newman. Completano l’annullo le scritte: “Benedictus XVI Regnum Unitum visit”, “Poste Vaticane - 16-19.IX.2010”. Lo rende noto oggi la Sala stampa vaticana. Inoltre, le Poste Vaticane porranno in uso uno speciale annullo per ricordare la celebrazione per il rito di beatificazione del card. John Henry Newman, che il Pontefice presiederà nel Cofton Park di Birmingham. Nell’annullo sono raffigurati il Santo Padre e il volto del card. Newman, con le scritte: “Beatification of Cardinal Newman”, “Poste Vaticane 19.9.2010”.

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Londra accoglie il Papa di Roma

«Aspettiamo Benedetto XVI innanzitutto come Pontefice», dice l’ambasciatore del Regno Unito presso la Santa Sede, Francis Campbell. «E nessun problema per la beatificazione del cardinale Newman».

di ALBERTO BOBBIO

«Il Papa? Per noi è una grande personalità che ha sempre un punto di vista interessante da proporre e da discutere».

Francis Campbell è l’ambasciatore presso la Santa Sede del Regno Unito, dove i cattolici sono circa il 9 per cento dei sudditi. Ragiona di Joseph Ratzinger, l’intellettuale, e di Benedetto XVI, il Papa della Chiesa di Roma, nella sua residenza romana in cima a Palazzo Pallavicini, di fronte al Quirinale. La Corona britannica inviò il suo primo ambasciatore residente all’estero proprio a Roma dal Pontefice. Era il 1479, prima dell’Atto di supremazia di Enrico VIII, inizio della scissione da Roma. E Francis Campbell, irlandese del Nord e cattolico, sente il peso di questa storia, soprattutto ora che Benedetto XVI ha accettato l’invito della regina e va a Londra, primo Papa nella storia a compiere una visita di Stato (da giovedì 16 a domenica 19 settembre) e non “pastorale”, come fu quella di Giovanni Paolo II nel 1982.

– Ambasciatore Campbell, chi è il Papa per il popolo britannico?

«Una persona tra le più affascinanti e degne d’attenzione in Occidente».

– Molti dicono che l’Occidente nel futuro sarà senza fede...

«È un rischio. Ma Benedetto XVI insiste sulla minoranza creativa per il rinnovamento della società in Europa e per sollecitare la funzione della Chiesa nel mondo».

– Cosa vi ha sorpreso di Joseph Ratzinger?

«La stampa britannica è rimasta molto colpita dal discorso agli intellettuali francesi nella straordinaria cornice del collegio dei Bernardini a Parigi, e dagli altri suoi discorsi in Francia nei quali ha parlato con efficacia della distinzione tra Stato e Chiesa e della relazione tra fede e ragione. È il teologo Ratzinger che ci stupisce, anche perché conosce la Chiesa anglicana molto bene».

– Ora viene a Londra: lo accoglierete come Papa o come intellettuale?

«Innanzitutto come Papa della Chiesa romana. Poi la curiosità è per l’intellettuale.
Ma sulla stampa britannica traspare un interesse alla vigilia del viaggio anche per le posizioni della Chiesa cattolica sulla vita, l’economia, lo sviluppo dei popoli, la pace».

– Nulla da discutere quindi?

«No, al contrario. Alla City si èmolto ragionato sull’enciclica Caritas in veritate e la preoccupazione del Papa per le questioni circa la finanza e le banche».

– Quanto pesa la religione in Gran Bretagna?

«Forse, meglio dire quanto contano le religioni. Il Regno Unito è una nazione con una forte eredità e tradizione cristiana, che è al cuore del nostro ordine costituzionale, ma nella Gran Bretagna moderna ci sono anche l’islam, l’induismo, i sik. Nella nostra storia direi che la diversità è diventata la normalità e il dialogo una pratica quotidiana».

– Come giudica gli attacchi a Ratzinger sulla questione degli abusi sessuali?

«Ingiusti. Il cardinale Ratzinger dal 2001 si è assunto la responsabilità di trovare una soluzione giusta, ha chiesto di sapere tutto e rapidamente. Ha riconosciuto che la situazione era molto seria e grave. E necessitava una risposta che prevedesse da una parte tolleranza zero e dall’altra giustizia per ogni vittima. È vero che la Chiesa cattolica, come altre istituzioni nella società che hanno già vissuto questo problema, è stata spesso lenta a cogliere la piena gravità della situazione. Ma va detto onestamente che il cardinale Ratzinger è stato uno dei primi a mettere in moto la macchina per affrontare la questione».

– Come sono attualmente i rapporti tra Londra e la Santa Sede?

«Negli ultimi sei anni per cinque volte un premier britannico è venuto in visita in Vaticano. Nei precedenti trent’anni solo una visita: la signora Thatcher nel 1980».

– Ma cos’è per voi la Santa Sede?

«Ottima domanda. Potrebbe essere vista come un piccolo Stato di 44 ettari in Europa, oppure uno Stato globale. Noi abbiamo cambiato via via il nostro punto di vista verso il Vaticano. Oggi, nel mio Paese non si parla più solamente di rapporti bilaterali, ma abbiamo una relazione multilaterale con la Santa Sede. Stiamo parlando di una comunità di più di un miliardo di cattolici nel mondo».

– Ragionamento solo diplomatico?

«No. Senza la Chiesa cattolica il mondo sarebbe moralmente più povero. La Chiesa per noi è un’istituzione che può aiutare a migliorare il mondo. Qualche tempo fa, mi trovai a discutere al nostro ministero degli Esteri circa i valori comuni che abbiamo con la Santa Sede. La conclusione fu che il Papa è uno dei più importanti opinion maker. Poi c’è un secondo punto: la Santa Sede è l’organizzazione più antica del mondo e una delle più attrezzate sui temi della giustizia, del disarmo e dello sviluppo internazionale. La Chiesa cattolica viene al secondo posto dopo l’Onu per il suo contributo allo sviluppo internazionale. La decisione della messa al bando delle bombe a grappolo, per esempio, è stato un successo della diplomazia vaticana».

– Però, su alcune questioni, per esempio la vita o la funzione del preservativo, anche voi avete opposto critiche...

«È vero, ci sono differenze tra il mio Governo e la Santa Sede su alcuni mezzi di prevenzione di diffusione dell’Aids. Ma mentre non siamo d’accordo per esempio sull’uso del preservativo, siamo assolutamente d’accordo sull’obiettivo finale, cioè lo sradicamento della malattia. Concordiamo con la necessità di aumentare progressivamente la cura per coloro che sono affetti da Aids attraverso l’uso dei più recenti farmaci antiretrovirali, sulla necessità di fermare la discriminazione verso i malati di Aids e coloro che ne presentano i sintomi. Inoltre, apprezziamo moltissimo il network dei ricoveri cattolici nel mondo per malati di Aids, specie nell’Africa subsahariana, dove rappresentano più del 25 per cento dei possibili casi di ricovero».

– Una delle preoccupazioni maggiori del Vaticano è la situazione in Medio Oriente. Tony Blair, ex primo ministro britannico, è inviato in Medio Oriente. C’è una visione comune dei problemi?

«Assolutamente sì. Per noi è fondamentale sostenere il pluralismo in Medio Oriente. Siamo d’accordo con la necessità di una soluzione a due Stati per la situazione israelo-palestinese; sicurezza per Israele con uno Stato vitale per i palestinesi. In questo senso i negoziati avviati in queste settimane a Washington dal presidente americano Obama offrono molte speranze».

– Il Papa viene a Londra anche per beatificare il cardinale Newman, anglicano convertito. È un problema per gli inglesi?

«No. Newman può essere il punto di unità per anglicani e cattolici. Molto del suo lavoro pionieristico è stato scritto quando lui era ancora un anglicano. Il suo lavoro è incentrato su tre aspetti: il ruolo della coscienza e i diritti della coscienza, la relazione tra fede e ragione in un mondo postilluminista, e il giusto ruolo dell’università. Si tratta di argomenti fondamentali per tutti».

– Ma Newman oggi com’è visto in Gran Bretagna: solo un cattolico convertito o anche un intellettuale inglese?

«È visto in entrambi i sensi. È stato un intellettuale dalle molte dimensioni, teologo anglicano e poi teologo cattolico, e figura pubblica di rilievo del tempo vittoriano».

– Quindi, la beatificazione servirà per farlo riscoprire anche agli inglesi?

«Penso di sì. Newman è un grande intellettuale inglese, appartiene alla storia del mio Paese e alla storia dell’Europa. Benedetto XVI lo ha sempre ammirato, per la fede ragionevole che ha predicato per tutta la vita, da anglicano e da cattolico. A Birmingham avverrà l’incontro tra due grandi intellettuali».

© Copyright Famiglia Cristiana


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"CON IL CUORE SPEZZATO... SEMPRE CON TE!"
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Il Papa in Gran Bretagna, una visita dai due volti
Entusiasmo in Scozia e problemi a Londra

di Antonio Gaspari



ROMA, martedì, 14 settembre 2010 (ZENIT.org).- La visita in Gran Bretagna del Pontefice sarà un successo, ma è chiaro che avrà due volti, entusiasmo in Scozia e ostilità a Londra.

Questo è quanto sostiene l’avvocato Gianfranco Amato, membro e consulente legale dell’organizzazione britannica CORE (Comment on Reproductive Ethics) e rappresentante per l’Italia dell’organizzazione Advocates Intenational.

Intervistata da ZENIT Amato ha spiegato che i gruppi più radicali, da secoli ostili al Papa di Roma, stanno facendo di tutto per ostacolare e creare problemi alla visita del Pontefice Benedetto XVI.

I due atei dichiarati il prof. Richard Dawkins, docente di Oxford, e Christofer Hitchens, celebre giornalista, hanno addirittura chiesto l’arresto del Pontefice per crimini contro l’umanità, non appena quest’ultimo atterri in Gran Bretagna.

Dawkins e Hitchens hanno incaricato gli avvocati Geoffrey Robertson e Mark Stephens di richiedere al Crown Prosecution Service l’avvio di un procedimento penale a carico di Joseph Ratzinger.

Le associazioni ostili al cattolicesimo hanno costituito un coordinamento denominato “Protest the Pope”, per contrastare la visita del Pontefice ed hanno raccolto venticinquemila firme in calce ad una petizione inviata al governo britannico per chiedere non solo che venisse cancellata la visita papale, ma anche che lo stesso Pontefice venisse ufficialmente definito “unsuitable guest of the UK government” (ospite indesiderato).

Gli stessi gruppi hanno annunciato una “Big March” che si terrà il 18 settembre, al clou della visita londinese di Benedetto XVI. La notte prima della “Big March”, è prevista una veglia laica dalle sette di sera a mezzanotte circa, celebrata da Peter Tatchell il noto attivista gay per i diritti degli omosessuali.

“I toni sono esacerbati, e la villania e le offese non fanno davvero onore al popolo inglese. Sembra evidente che abbiano paura delle parole che il Papa pronuncerà”, ha sottolineato l’avvocato Amato.

E’ incomprensibile infatti che l’incontro del Papa col mondo accademico sia stato previsto alla St. Mary’s University College di Twickenham, che non è certo un college tra i più prestigiosi.

“Per Benedetto XVI, raffinato intellettuale, cattedratico, uomo di profonda cultura, – ha commentato Amato - non si sono aperte le porte dei templi della sapienza laica, come Cambridge ed Oxford, nonostante il fatto, che proprio nella prestigiosa università di Oxford il cardinale John Newman, che sarà beatificato durante la visita, ha trascorso attivamente gran parte della sua vita. E’ a lui, oltretutto, che si deve la nascita di quell’importante fenomeno politico religioso noto come il movimento di Oxford”.

Secondo gli estensori del programma, al St. Mary’s College il Santo Padre non terrà una lectio magistralis, ma dialogherà di educazione con circa tremila giovani, di cui va apprezzato l’encomiabile sforzo di doversi alzare all’alba per essere presenti all’avvenimento.

Incomprensibile anche la decisione di cambiare il luogo per la cerimonia di beatificazione del cardinal Newman, inizialmente previsto all’aeroporto di Conventry, e poi spostato inopinatamente al Cofton Park di Birmingham.

Non sembra essere stata davvero una grande idea quella di passare da un sito che riusciva a contenere 200.000 persone, ad uno in cui a mala pena stanno 65.000 individui stipati

“Nulla a che vedere con quello che il Pontefice troverà in Scozia – ha aggiunto il membro del CORE –. Sarà tutta un'altra musica”.

Lì verrà eseguita una Messa composta da James MacMillian, uno tra i più grandi musicisti contemporanei del mondo, e punta di diamante dell’attuale scenario musicale britannico.

La profonda fede cattolica di MacMillan, che ha avuto pure l’onore di farsi commissionare un concerto per violoncello da Rostropovich e di vederselo premiare dal grande maestro russo, riesce ad infondere alla sua musica un intenso e vibrante riverbero di assoluta spiritualità.

Per l’avvocato Amato “appare singolare che rispetto alla discutibile organizzazione della visita in Inghilterra, la parte del viaggio programmata in Scozia risulti caratterizzata da una gestione ineccepibile e professionale”.

“C’entrerà senz’altro l’eterna rivalità tra i due 'old enemies', ed il fatto che per gli scozzesi spesso il concetto d’identità nazionale coincide con il fatto di non essere inglesi”, ha affermato.

“Di certo – ha concluso l’avvocato – la vigorosa presenza di Pastori del calibro del cardinale Patrick Keith O’Brien e la fedele e solida fede dei cattolici scozzesi, saluterà con entusiasmo la visita del Pontefice Benedetto XVI”.
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PAPA IN GB: AVRA' CALDO BENVENUTO, INGIUSTE ACCUSE SU ABUSI

Salvatore Izzo

(AGI) - Londra, 14 set.

"Sono sicuro che i londinesi, senza distinzione di fede, daranno un caldo benvenuto a Benedetto XVI". Lo afferma il sindaco di Londra, Boris Johnson, in un messaggio per la visita del Papa nel Regno Unito che prendera' il via giovedi' prossimo. Un evento che, 28 anni dopo il viaggio di Giovanni Paolo II, in molti definiscono storico. E le critiche rivolte dai media "sono destinate a svanire una volta che il Papa arrivera' nel Regno Unito", ha assicurato alla Radio Vaticana l'autorevole giornalista e scrittore cattolico inglese, Peter Jennings.
In particolare, fa eco l'ambasciatore britannico presso la Santa Sede, Francis Campbell, intervistato da Famiglia Cristiana, sono "ingiusti gli attacchi a Joseph Ratzinger sulla questione degli abusi sessuali: dal 2001 si e' assunto la responsabilita' di trovare una soluzione giusta, ha chiesto di sapere tutto e rapidamente. Ha riconosciuto che la situazione era molto seria e grave.
E necessitava una risposta che prevedesse da una parte tolleranza zero e dall'altra giustizia per ogni vittima. E' vero che la Chiesa cattolica, come altre istituzioni nella societa' che hanno gia' vissuto questo problema, e' stata spesso lenta a cogliere la piena gravita' della situazione. Ma - chiarisce il diplomatico - va detto
onestamente che il cardinale Ratzinger e' stato uno dei primi a mettere in moto la macchina per affrontare la questione".
"Credo che il Papa avra' modo, nel corso del prossimo viaggio nel Regno Unito, di parlare di questo problema rinnovando la propria partecipazione alla sofferenza delle vittime e confermando la condanna dei crimini che sono stati commessi", ha confermato in proposito il portavoce vaticaano, padre Federico Lombardi, anticipando anche che il Pontefice tornera' a ripetere "l'invito alla Chiesa a rinnovarsi e la
incoraggera' a prendere tutte le misure necessarie perche' una cosa cosi' spaventosa non si ripeta nel futuro".
"Quella che Benedetto XVI si accinge a compiere dal 16 al 19 settembre e' una visita di Stato, perche' l'ex primo Ministro Gordon Brown lo ha ufficialmente invitato a visitare il nostro Paese e tale invito e' stato reiterato da molti di noi, inclusi i vescovi dell'Inghilterra, della Scozia e del Galles", spiega il card. Cormac Murphy-O'Connor, arcivescovo emerito di Westminster, in un testo pubblicato dall'Osservatore Romano, nel quale ricorda che "la prima visita di un Pontefice nel Regno Unito nel maggio 1982 cadde in un periodo tragico per la Gran Bretagna a causa del conflitto con l'Argentina per le isole Falkland-Malvinas. E per quel motivo la visita del Papa fu pastorale, ma non di Stato".
"La Gran Bretagna - rileva il porporato - e' molto cambiata rispetto a 28 anni fa. La nostra societa' e' divenuta molto laica e per i cristiani di varie denominazioni e' divenuto sempre piu' difficile avere un posto centrale e autorevole nella cultura del nostro Paese.
Ciononostante, la Chiesa Cattolica ha una voce molto influente nel testimoniare l'insegnamento e i valori cristiani in Inghilterra e nel Galles. E' di certo una voce cristiana che lotta per garantire nella cultura del nostro Paese la liberta' di esprimere l'insegnamento e la disciplina cattoliche.
Questo non significa imporli, ma offrirli, come contributo autentico alla vita e al bene dell'Inghilterra e del Galles. Lo stesso vale per la Chiesa in Scozia".
"Benedetto XVI - ne e' convinto anche il card. O'Connor - ricevera' un caloroso benvenuto nel nostro Paese. I cattolici attendono con trepidazione di vederlo, alcuni per televisione e moltissimi partecipando ai vari incontri e celebrazioni che presiedera' in questa visita di quattro giorni in Gran Bretagna".

© Copyright (AGI)

PAPA IN GB:APRE INCONTRO CON REGINA; CHIUDE BEATIFICAZIONE NEWMAN

Salvatore Izzo

(AGI) - Londra, 14 set.

Domenica prossima 19 settembre, a Birmingham, di fronte a circa centomila persone, Benedetto XVI beatifichera' il cardinale John Henry Newman, cappellano anglicano dell'Universita' di Oxford divenuto cattolico dopo "una vita di pellegrinaggio e di fede", scrive il card. Cormac Murphy-O'Connor, arcivescovo emerito di Westminster, spiegando sull'Osservatore Romano che questo rito sara' il momento culminante del viaggio del Papa, come dimostra il fatto che come motto della visita sia stato scelto da Papa Ratzinger quanto il grande convertito volle fosse inciso sulla sua bara: "Il cuore parla al cuore".
"Ancora oggi - sottolinea il porporato - intoniamo il suo famoso inno 'Conducimi luce gentile in mezzo alle tenebre che ci circondano', una sorta di pietra di paragone per il pellegrinaggio di molte persone, ma in particolare di Newman stesso".
"La sua vita - infatti - e' stata un pellegrinaggio doloroso. Comincio' come evangelico, divenne anglicano e poi si converti' alla Chiesa Cattolica.
E divenendo cattolico, il suo pellegrinaggio prosegui' fino a quando, in modo meraviglioso, Papa Leone XIII lo creo' cardinale". Benedetto XVI, scrive O'Connor, "ammira Newman e sono certo che ci parlera' dei motivi per cui va considerato una figura tanto significativa, non solo per i cattolici, ma anche per gli anglicani e per i tanti altri che sono alla ricerca della verita'". "Nessuno meglio dell'attuale Papa - si legge nel testo pubblicato dal quotidiano vaticano - potrebbe parlare di un tale cristiano straordinario che ha alimentato la vita cristiana in questo Paese anche dopo la sua morte.
Il cardinale Newman era molto interessato al cuore, alla mente e al legame fra loro. Era un uomo erudito e non evito' mai il rigore intellettuale; ma, allo stesso tempo, era affascinato dal modo in cui un essere umano giunge a comprendere e ad amare, in particolare a comprendere e ad amare Dio".
Sull'Osservatore Romano l'ex primate cattolico della Gran Bretagna ripercorre poi le varie tappe del viaggio che iniziera' con "l'incontro di giovedi' 16 con la Regina Elisabetta presso lo Holyrood Castle a Edimburgo".
"E' interessante - rileva - che la Regina e il Papa siano quasi coetanei, avendo la prima soltanto un anno piu' di lui. Entrambi hanno un ricca esperienza di vita e so che anche la Regina attende con trepidazione di incontrare il Pontefice al suo arrivo in Scozia".
Secondo il cardinale che della Casa Reale e' notoriamente un grande amico, "il calore e l'accoglienza riservati al Papa dalla Regina Elisabetta, sovrana tanto amata e rispettata dal suo popolo, rivestono un grande significato, anche alla luce della storia della monarchia inglese dei secoli passati. Daranno l'impronta ai quattro giorni che il Pontefice trascorrera' nel Paese". Nell'articolo, O'Connor sottolinea poi "l'importanza del discorso di venerdi' 17 nella Westminster Hall". "Si tratta - ricorda - della grande Hall del Parlamento in cui Giovanni Fisher e Tommaso Moro furono processati e condannati durante il regno di Enrico VIII. Qui, Benedetto XVI si rivolgera' ai parlamentari, ai diplomatici e ad altri responsabili della societa' britannica.
Per molti versi, questo sara' il discorso alla popolazione inglese in cui esprimera', ne sono certo, l'idea cattolica di un dialogo fecondo in un Paese che e' ampiamente secolarizzato". "Nello stesso giorno - continua l'articolo - il Papa visitera' anche l'abbazia di Westminster in cui recitera' i vespri, la evening prayer, con i vescovi della Comunione anglicana e con altri responsabili ecclesiali. L'abbazia ha piu' di mille anni.
I monaci benedettini si stabilirono in quel luogo, per la prima volta, nella meta' del x secolo.
L'abbazia e' la chiesa dell'incoronazione dal 1066 ed e' il luogo in cui riposano diciassette sovrani. E' molto opportuno che si reciti una preghiera in un luogo che tanto richiama la storia antica del cristianesimo in questa terra e la sua storia nel corso dei secoli". Sabato mattina, poi, il Papa celebrera' una messa con i vescovi dell'Inghilterra e del Galles nella cattedrale di Westminster, alla presenza di rappresentanti di sacerdoti, religiosi e laici dell'Inghilterra e del Galles. "La comunione esistente fra i vescovi e il successore di Pietro e' sempre stata - assicura O'Connor - un tratto distintivo dei vescovi cattolici nel nostro Paese. Questa celebrazione riflettera' la lealta' infinita e la fedelta' dei vescovi, dei sacerdoti e del popolo di questo Paese verso la Santa Sede". In quell'occasione, conclude l'ex primate, "Benedetto XVI potra' confermare la fede dei cattolici, ricordando il grande dono che hanno ricevuto dallo Spirito Santo e incoraggiandoli a
proseguire la loro testimonianza di fede nel contesto delle citta', dei paesi e dei villaggi".

© Copyright (AGI)


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Gli inglesi a sorpresa scommettono sul Papa

Salvatore Mazza

Pioggia sottile e continua. Freddo. E un vento teso che dispensa tenaci emicranie. Londra ha messo il suo vestito più caratteristico, in questa vigilia dell’arrivo del Papa. Che, nonostante il celebre aplomb dei britannici, sembra farsi sempre più calda. Già a guardare, ieri pomeriggio, le squadre impegnate a piazzare le transenne attorno a Westminster, si intuisce che ci si aspetta più gente del previsto. Ma i bookmakers, che nella patria delle scommesse accettano puntate anche sul fatto che il Papa possa essere sorpreso in un pub a ordinare una birra (persa in partenza, beve solo aranciata...), non accettano scommesse su quante persone, alla fine, faranno a gara per vederlo anche solo passare: «It will be terribly crowded for sure», rispondono se chiedi loro perché. Più o meno: «Sarà sicuramente una folla enorme».
Se lo dicono loro, che avevano dato per certa l’elezione del cardinal Ratzinger a Papa dal giorno numero 1 di sede vacante, c’è da crederci. Capaci di cogliere la "temperatura" dei fatti prima, e meglio, dei tanti opinionisti che, lasciati al loro destino i gruppetti di contestatori ai quali per mesi avevano riservato uno spazio quanto meno esagerato, si sforzano oggi di entrare nel merito di una visita che, da qualunque parte la si guardi, è una delle più attese e importanti tra quelle compiute da Benedetto XVI. Importante per i cattolici, certo, come anche per le relazioni con gli anglicani. Ma importante, anche, per il poco visibile, ma solidissimo filo che lega le due diplomazie più antiche del mondo. Se, in sei anni, per cinque volte un primo ministro britannico è stato ricevuto in Vaticano, una ragione ci sarà pure.
Nessuno stupore dunque se l’attuale inquilino del numero 10 di Downing Street parla della visita di Benedetto XVI in Gran Bretagna come di «un grande onore per il nostro Paese», dandogli il proprio «caloroso benvenuto» da un video-messaggio pubblicato sul sito internet del Primo Ministro. Sarà, afferma Cameron, «un viaggio storico e incredibilmente importante», e se «certo non tutti concordano con tutto ciò che il Papa afferma», questo «non deve impedirci di riconoscere che il suo messaggio aiuta a metterci alla prova, a porci delle domande sulla nostra società e su come ci comportiamo con noi stessi e con gli altri».
Boris Johnson, sindaco di Londra, si dice «sicuro» che «i londinesi, senza distinzione di fede, daranno un caldo benvenuto a Benedetto XVI», e lo scrittore Peter Jennings è pronto a scommettere che «le critiche rivolte dai media sono destinate a svanire una volta che il Papa arriverà nel Regno Unito». Certo oggi la Gran Bretagna «è molto cambiata rispetto a 28 anni fa», spiega il cardinale Cormac Murphy-O’Connor, arcivescovo emerito di Westminster, che nel 1982 accolse nel Regno Unito Giovanni Paolo II. «La nostra società – ha scritto in un articolo sull’"Osservatore Romano" – è divenuta molto laica e per i cristiani di varie denominazioni è divenuto sempre più difficile avere un posto centrale e autorevole nella cultura del nostro Paese. Ciononostante, la Chiesa Cattolica ha una voce molto influente nel testimoniare l’insegnamento e i valori cristiani».
Un atteggiamento, questo esplicitato dal porporato, che accomuna tutte le Chiese cristiane d’Inghilterra, che in una dichiarazione comune concordano nell’auspicio che il Pontefice «dia più coraggio alla testimonianza comune di fronte a una società sempre più secolarizzata». Al riguardo, un’inchiesta della Bbc ha rilevato che il 60% dei cattolici pensa che la società britannica non dà valore alla loro fede; e se il 52% di essi si è sentito "scosso" dallo scandalo sugli abusi sessuali, il 70% è convinto che la visita del Papa gioverà comunque alla Chiesa nel Regno Unito.
Quel che è certo, è che – come sempre – Benedetto XVI non si tirerà indietro rispetto anche alle questioni più "delicate" come gli scandali sugli abusi sui minori: «Credo che il Papa – diceva ieri il portavoce vaticano padre Federico Lombardi – avrà modo, nel corso del prossimo viaggio nel Regno Unito, di parlare di questo problema rinnovando la propria partecipazione alla sofferenza delle vittime e confermando la condanna dei crimini che sono stati commessi».

© Copyright Avvenire, 15 settembre 2010


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PAPA IN GB: BLAIR, HA STESSO CORAGGIO INTELLETTUALE DI NEWMAN

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 14 set.

"Il coraggio intellettuale del card. Henry Newman e' ammirevole. Ed e' qualcosa che molti cattolici intravedono in Papa Benedetto XVI". Lo scrive Tony Blair in un editoriale pubblicato in prima pagina sull'Osservatore Romano.
"La tendenza di alcuni capi religiosi a infilare un gran numero di idee diverse in una sola busta con l'etichetta 'secolarismo' e considerarla poi come qualcosa di sinistro, crea divisioni nelle societa' pluraliste. Essa preclude alla Chiesa possibilita' di nuovi sviluppi del pensiero", lamenta l'ex premier britannico per il quale "i dialoghi del Papa con importanti pensatori laici sono, invece, un esempio molto diverso". "Newman, come Papa Benedetto, si opponeva fieramente al relativismo", spiega Blair rilevando pero' che il dialogo interreligioso e' altra cosa.
"Penso - aggiunge - che Newman sarebbe un alleato forte nella promozione di forme diverse di dialogo tra le religioni proprio grazie alla sua teoria dello sviluppo". La crescente comprensione da parte della Chiesa della natura e dell'importanza del dialogo tra le religioni ha prodotto una fioritura di idee, e soprattutto negli ultimi decenni abbiamo assistito a uno sviluppo che incoraggia la Chiesa ad accogliere il significato spirituale di altre religioni", sottolinea l'ex premier nell'articolo, citando il recente documento dei vescovi dell'Inghilterra e del Galles "Meeting God in Friend and Stranger" e l'attivita' interreligiosa della "Faith Foundation" da lui stesso promossa, che "produce proprio il contrario del relativismo, conferma le persone nelle loro diverse fedi, e suscita rispetto e comprensione per la fede degli altri".
Nell'editoriale, Blair risponde anche alle polemiche sulla beatificazione di Newman. "Alcuni - scrive - si chiedono semplicemente se sia questo il modo giusto per rendergli onore. Ma nessuno dubitera' sul serio del fatto che sia stato ed e' un Dottore della Chiesa. Verra' il tempo di dichiararlo tale".

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Papa/ Card. Kasper non va in Gb dopo polemiche su "terzo mondo"

Gb, il cardinale Kasper imbarazza il Vaticano: "E' il terzo mondo"

Nuovi malumori alla vigilia della visita del Papa

Roma, 15 set (Il Velino)

Nuove polemiche sulla visita di Papa Benedetto XVI in Gran Bretagna. Questa volta a far discutere è l’espressione utilizzata da uno dei consiglieri del Santo Padre, il cardinale tedesco Walter Kasper, che ha definito il Regno Unito “terzo mondo” per quello che a suo dire è “un ateismo nuovo e aggressivo”. Le dichiarazioni, rilasciate al magazine tedesco Focus, arrivano alla vigilia della visita del Santo Padre in Gran Bretagna e hanno immediatamente fatto il giro delle testate britanniche, destando ulteriori malumori. Il Vaticano è corso ai ripari, spiegando che le parole del cardinale Kasper non volevano arrecare “nessun tipo di offesa” e che si riferivano alla società britannica, spiccatamente multiculturale. Il presule, tra l’altro, non parteciperà alla visita del Pontefice per un’indisposizione. La Bbc riporta un passaggio del suo intervento, nel quale il cardinale sostiene che “quando si atterra a Heathrow, pensi qualche volta di essere in un Paese del terzo mondo”. Il religioso, ha anche criticato la British Airways, sostenendo che chi porta una croce a bordo “viene discriminato”.
Il riferimento è ad un fatto avvenuto nel 2006, in cui una dipendente della compagnia di bandiera si era rivolta ad un tribunale dopo essere stata redarguita per aver indossato proprio una croce durante l’orario di lavoro. L’anno successivo, la British apportò qualche modifica al regolamento, consentendo ai propri dipendenti di indossare simboli religiosi. Clifford Langey, del quotidiano cattolico The Tablet, ha gettato acqua sul fuoco, senza rinunciare ad una provocazione. “Non credo ritenga che la Gran Bretagna sia un nugolo di ateismo secolare e non avrebbe dovuto dirlo – ha osservato -. Dicono che abbia rinunciato per questioni di salute, mi chiedo se non dipenda dal fatto che è motivo d’imbarazzo”. Anche la British Airways è intervenuta a commento delle dichiarazioni del cardinale Kasper. “È disinformato - si legge in un comunicato -, è assolutamente falso che discriminiamo i cristiani o i membri di qualunque altra fede”.
(bic)

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PAPA/GB: KASPER NELLA BUFERA LASCIA VIAGGIO. LOMBARDI, MOTIVI DI SALUTE

(ASCA) - Londra, 15 set

L'ex presidente del Pontificio consiglio per l'unita' dei cristiani, il cardinale tedesco Walter Kasper, e' finito nel mirino dei media inglesi per aver definito la Gran Bretagna un ''Paese da Terzo Mondo'' segnato da un ''ateismo aggressivo'', alla vigilia dell'arrivo di papa Benedetto XVI per un viaggio di quattro giorni in Scozia e Inghilterra. Dopo la diffusione delle dichiarazioni di Kasper, contenute in un'intervista al settimanale tedesco Focus, l'entourage del pontefice ha annunciato che il cardinale tedesco non accompagnera' come previsto il papa nel suo viaggio Oltremanica anche se, ha precisato il portavoce vaticano p.Federico Lombardi al Guardian, la defezione e' stata dettata da ''motivi di salute''. La sua assenza, ha aggiunto, ''non ha nulla a che fare con nient'altro''. Nell'intervista, Kasper afferma che i cristiani sono discriminati in Gran Bretagna a causa ''di un nuovo ateismo aggressivo''. ''Se ad esempio - ha aggiunto - indossi una croce alla British Airways vieni discriminato''.

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Inghilterra, il Papa, il matrimonio
Intervista al direttore della Pastorale di Westminster

di Genevieve Pollock


LONDRA, mercoledì, 15 settembre 2010 (ZENIT.org).- L'Inghilterra, mèta della visita di Benedetto XVI dal 16 al 19 settembre, rappresenta l'epicentro geopolitico della cultura della morte, secondo Edmund Adamus, ma è anche nota come "Dos Mariae", dote di Maria.

Adamus, direttore della Pastorale, della Diocesi di Westminster, ha spiegato a ZENIT in che modo lo straordinario patrimonio cristiano inglese e la sua attuale cultura anticattolica d'avanguardia la rendono un luogo altamente significativo per la imminente visita del Papa.

Adamus ha osservato che il matrimonio costituisce un elemento centrale sia della prima evangelizzazione della nazione, sia degli attuali conflitti culturali.

In questo senso, egli ha lavorato attivamente per promuovere il magistero della Chiesa sul matrimonio, attraverso iniziative come il pellegrinaggio su tutto il territorio nazionale di un'immagine della Madonna di Guadalupe nel periodo che accompagna la visita papale, una Messa in onore di circa 600 coppie sposate, la creazione di uno strumento per una maggiore consapevolezza sulla fecondazione naturale, e una serie di lezioni annuali sulla teologia del corpo.

Le lezioni di quest'anno si sono svolte il 14 settembre ed hanno visto la partecipazione di Brian Gail, autore di "Fatherless", intervenuto sul tema "In the Service of Women -- Men Are Called to Greatness" (al servizio delle donne - gli uomini sono chiamati alla grandezza).

In questa intervista rilasciata a ZENIT, Adamus ha parlato dello stato della Chiesa e del matrimonio nel Regno Unito, delle speranza dei cattolici per la visita dal Papa, e del ruolo dell'Inghilterra nell'evangelizzazione della cultura globale.

Che aria si respira mentre l’Inghilterra si prepara alla visita di Benedetto XVI?

Adamus: Se si dovesse prendere per buono ciò che si sente e si vede nei principali mezzi di comunicazione, si potrebbe pensare che il Santo Padre stia per essere investito da un vortice di controversie e di atteggiamenti belligeranti.

Certamente esiste una tendenza anticattolica aggressiva nei confronti della Chiesa e del Pontefice. Ma gran parte delle persone apprezzano il valore della testimonianza del Santo Padre sulle questioni morali fondamentali (anche se esse raramente finiscono sui media) e, più di recente, sulle questioni sociali emerse dalla minaccia di un’era di austerità del nuovo Governo di coalizione.

Nell’insieme penso che molte persone, soprattutto cattoliche – che un recente sondaggio mostra essere più di quante ci si immaginava – attendono la visita Papale con la speranza e l’aspettativa che la sua presenza e le sue parole possano essere una “luce gentile” (“kindly light”, per prendere in prestito un’espressione del cardinale Newman) in un tempo di ombre particolarmente minacciose nei confronti della cellula fondamentale della società – la famiglia – e dei diritti dei genitori.

Quali sono le sue speranze per la visita papale?

Adamus: Personalmente spero in un rinnovamento del senso e della chiarezza su ciò che noi cattolici intendiamo, in termini di missione, per autentica dignità della persona.

Spero che questo autentico – veramente autentico – e personale amore che Cristo ha per ciascun membro della società britannica si manifesti in qualche modo in una migliore comprensione da parte dell’opinione pubblica della realtà della Chiesa come corpo mistico di Cristo, anziché come mera entità politica (o istituzione gerarchica).

L’arcivescovo Fulton Sheen diceva che non sono più di 200 le persone nell’intera nazione che realmente odiano la Chiesa cattolica, e che sono invece milioni quelli che odiano ciò che pensano essere l’insegnamento della Chiesa cattolica.

Prego che la visita di Papa Benedetto porti con sé qualcosa di miracolosamente significativo contro questo elevato livello di erronea percezione.

Che ruolo vede per l’Inghilterra nell’ambito dell’evangelizzazione della cultura sulla scena globale?

Adamus: È normale che l’attenzione dei media sul Papa, sul suo messaggio e sulla Chiesa cattolica diventi frenetica nella nazione che è meta di una visita papale.

Da questo punto di vista la Gran Bretagna non fa eccezione, ma esiste un certo fremito relativamente al tipo di attenzione che la visita provocherà nei media locali e nella coscienza pubblica.

Perché? Perché, che ci piaccia o no in quanto cittadini britannici e residenti in questo Paese – e che siamo o meno preparati come cattolici ad accettare questa realtà e tutto ciò che essa implica – il fatto è che, storicamente, e ancora oggi, la Gran Bretagna, e in particolare Londra, è stata ed è ancora l’epicentro geopolitico della cultura della morte.

Le nostre leggi e i nostri legislatori, per oltre 50 anni o più, hanno operato in modo fortemente permissivo contro la vita e fortemente progressivo contro la famiglia e il matrimonio. Sostanzialmente siamo stati uno dei terreni culturalmente più anticattolici, più ancora di quei luoghi in cui i cattolici subiscono un’aperta persecuzione.

L’Inghilterra stessa, nonostante il suo straordinario patrimonio cristiano: S. Agostino, l’apostolo degli inglesi, nominato da Papa Gregorio, ha sfidato la tentazione alla disperazione di chi aveva provato a convertire i britannici pagani, ricordando loro la bellezza, la verità e la dignità del matrimonio.

Le cronache di San Beda sul Cristianesimo inglese raccontano di questa strategia, in seguito alla quale – come lui afferma – “l’Inghilterra si è ripresa”.

L’Inghilterra è anche la “Dos Mariae” (dote di Maria), un antico titolo che risale al XIV secolo e anche prima, nel linguaggio spirituale della gente.

Questo titolo rappresentava il fatto che, sin dai primissimi tempi, i cattolici inglesi veneravano la persona della Madre di Cristo con tale singolare e accorata devozione che si credeva che la nazione stessa fosse una sorta di ruolo soprannaturale (in senso metaforico) nel “matrimonio” tra lo Spirito Santo e la sua sposa, la Vergine di Nazareth.

In altre parole, il Cristianesimo inglese, nel progetto di Dio, ha un ruolo straordinario, come solido fondamento (come la dote nel matrimonio) dell’opera di redenzione e salvezza dal punto di vista storico e globale.

L’Inghilterra è stata la prima nazione cristiana ad aver investito formalmente la Chiesa del solenne rito del matrimonio, cosa che ritroviamo nel rito matrimoniale di Sarum.

In questo antico rito, le parole “e con il mio corpo ti rendo culto” (ancora usato dai nostri fratelli anglicani), dal Medioevo in poi, sono diventate, in un certo senso, la primordiale teologia del corpo.

Se gli sposi sono chiamati da Dio a onorarsi l’un l’altro con il corpo, allora certamente il più alto rispetto della presenza divina nella corporeità di ciascuno di noi è fuori discussione, poiché tutti noi, in virtù del battesimo, siamo come uomini sposati alla Chiesa e come donne sposate a Cristo.

Sopra il portone principale della cattedrale cattolica di Westminster del Preziosissimo Sangue, vi è un mosaico dedicato al Cristo trionfante. Ai suoi lati sono raffigurate la madre e il padre putativo, Maria e Giuseppe, che a loro volta stanno vicino a San Pietro e a San Edoardo il confessore.

Pietro e Edoardo sono inginocchiati di fronte alla scena. Entrambi nei loro ruoli simbolici: uno come evidente capo della Chiesa, l’altro come re, che personifica il regno d’Inghilterra. Essi sono inginocchiati davanti al trittico della Sacra Famiglia.

Prego che la visita papale possa ispirare tutti gli inglesi, nella Chiesa e nello Stato, ad inginocchiarsi interiormente di fronte a questa inestimabile icona della Trinità: matrimonio e famiglia.

La lezione che ha preparato in vista della visita papale era incentrata principalmente sull’identità e sul ruolo degli uomini e delle donne, e soprattutto degli uomini. Perché è importante evidenziare questo tema in un momento come quello attuale?

Adamus: Esiste una fondamentale verità che sottende l’antropologia di Giovanni Paolo II, la sua teologia del corpo: la chiamata di ogni uomo è la dignità di ogni donna; la vocazione di ogni donna è l’integrità di ogni uomo.

In altre parole – assediati come siamo stati per molti decenni e ancor più oggi a causa della globalizzazione della teoria del genere – la gente sta iniziando a capire che la femminilizzazione della mascolinità e la cultura machista (“laddish”) che incombe sullo sviluppo delle giovani ragazze non rappresenta una valida risposta alle più profonde questioni della vita.

Giovanni Paolo II, come sappiamo, nella sua catechesi ci invita a “tornare all’inizio” per scorgere nella verità dell’ordine della creazione, qualcosa che oseremmo dire di “divina immaginazione”.

Quel sogno di Dio Padre e Creatore è che le sue figlie e i suoi figli, in ogni relazione e soprattutto in quella coniugale e sessuale, siano infusi della serenità e della tranquillità dei nostri primi genitori.

Questo non significa solo essere aperti alla procreazione, ma anche rispettare l’espressione della vita divina nell’altro: vedersi reciprocamente con gli occhi di Dio stesso.

Lo “sguardo interiore”, come lo ha chiamato Giovanni Paolo II, è fondamentale per il rapporto maschio-femmina, soprattutto per l’uomo perché il nostro DNA ci dice che siamo attratti prima dalla bellezza e dalla bontà di ciò che vediamo e poi da ciò che udiamo, percepiamo o sentiamo.

È quindi imprescindibile per l’uomo di gioire, nel proprio carisma maschile, nel vedere nella donna, e proprio in quanto donna, il suo intrinseco valore e la sua intrinseca bellezza.

In questo senso, l’uomo esprime nelle sue azioni un segno che va controcorrente rispetto al deserto dell’egoismo, dell’edonismo e dell’oggettificazione della donna per la gratificazione sessuale.

La Gran Bretagna in particolare, con la sua sempre crescente commercializzazione del sesso, per non parlare delle sue leggi permissive che rispondono all’agenda della lobby degli omosessuali, rappresenta proprio quel tipo di deserto.

Il fenomeno della pornografia è un qualcosa che deve essere affrontato urgentemente e pastoralmente, qui come altrove, poiché i livelli di consumo da parte di uomini e donne vengono gradualmente accettati come normali.

In sostanza, è compito dell’uomo prestare il dovuto onore e rispetto alla donna, in ogni circostanza (soprattutto alle nostre mogli e figlie). In questo modo noi uomini cresciamo verso la pienezza della nostra umanità in Cristo, diventiamo eroi e facciamo del bene alle donne.

In che modo queste lezioni e l’insegnamento della teologia del corpo in generale l’hanno aiutata nel suo lavoro di preparazione al matrimonio e di vita matrimoniale?

Adamus: Mi ha consentito (almeno una volta l’anno) di rendermi nuovamente conto della grande necessità di integrare sapientemente un’autentica lettura della teologia del corpo in ogni catechesi, ma soprattutto in quelle che riguardano la formazione dei fidanzati, degli sposati e di coloro il cui matrimonio si trova in difficoltà.

Credo che uno dei brani più sottovalutati dell'insegnamento del Papa sia quello contenuto nel paragrafo 29 della sua Sacramentum Caritatis del 2007:

“Data la complessità del contesto culturale in cui vive la Chiesa in molti Paesi, il Sinodo ha, poi, raccomandato di avere la massima cura pastorale nella formazione dei nubendi. [...]Troppo grande è il bene che la Chiesa e l'intera società s'attendono dal matrimonio e dalla famiglia su di esso fondata per non impegnarsi a fondo in questo specifico ambito pastorale. Matrimonio e famiglia sono istituzioni che devono essere promosse e difese da ogni possibile equivoco sulla loro verità, perché ogni danno arrecato ad esse è di fatto una ferita che si arreca alla convivenza umana come tale”.

La serie di lezioni, in cui siamo stati onorati dalla presenza di eminenti teologici esperti nel campo del matrimonio e della famiglia, ha consentito al mio lavoro di rimanere concentrato su ciò che considero essere il migliore standard di preparazione al matrimonio delineato dallo stesso Giovanni Paolo II quando disse:

“Continuate a dare forte risalto al matrimonio come vocazione cristiana a cui sono chiamate le coppie e a dare loro gli strumenti per viverlo pienamente, attraverso corsi di preparazione al matrimonio che devono essere realizzati con serietà, ottimi contenuti, sufficiente durata e obbligatorietà”.

A mio avviso la preparazione al matrimonio non è sufficiente per adempiere a questi standard.

Se Dio vorrà, lo studio nazionale sulla preparazione al matrimonio, che si sta svolgendo per conto dei vescovi, affronterà questa carenza, con l’aiuto anche di un vademecum che il Pontificio Consiglio per la famiglia è in procinto di pubblicare sull’argomento.

La sua urgenza non sarà mai sottolineata a sufficienza.

Quali considera essere le maggiori sfide del matrimonio oggi?

Adamus: Tra le maggiori sfide figurano quei falsi “frutti” della convivenza di fatto. Vi sono montagne di prove oggi che svelano gli enormi rischi nei matrimoni preceduti dalla convivenza.

L’esperienza di partner sessuali multipli, prima e al di fuori del matrimonio, coadiuvata dalla contraccezione e dall’aborto, sta producendo enormi danni a lungo termine nella capacità umana (inscritta dal Creatore) di fondare un legame permanente.

Questo pone enormi problemi agli sposi per mantenere legami emotivi, psicologici e sessuali.

I crescenti livelli di ridotta fertilità e di cronica infertilità, dovuta al prolungato uso di contraccettivi ormonali, rappresenta un elemento cruciale che deve essere affrontato, perché la sofferenza derivante dall’incapacità di avere figli può generare un insostenibile stress al matrimonio.

Per questo è così importante rafforzare le coppie infondendo loro quel senso sacramentale del matrimonio, per aiutarle a comprendere che la grazia del sacramento è sempre all’opera, soprattutto quando si è aperti alla vita.

Vorremmo dare loro quella mentalità di “Cana”, in cui “l’acqua” della loro convinzione nel matrimonio sia trasformata nel “vino” della loro permanente certezza di essere uno in Cristo.
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PAPA: PRIMATE WESTMINSTER, NON E' VERO CHE SIAMO SECOLARIZZATI

Salvatore Izzo

(AGI) - Londra, 15 set.

Enfatizzando le critiche di alcuni ambienti al viaggio del Papa, i media tendono a accreditare l'idea che la Gran Bretagna sia un paese dominato da una mentalita' secolarizzata. "Forse questo e' vero per le istituzioni, ma la vita della gente e' molto aperta alla realta' di Dio e ci sono numerosissime espressioni di religiosita'.
In questo Paese non e' assente una sensibilita' alle cose di Dio", spiega l'arcivescovo di Westminster e primate cattolico della Gran Bretagna, mons. Vincent Gerard Nichols.
"Penso - spiega l'arcivescovo alla vigilia dell'arrivo del Pontefice - che Benedetto XVI parlera' a questa realta' e che i media lo capiranno, perche' la gente seguira' quanto sta facendo in televisione o partecipando direttamente ai vari eventi.
L'impatto sara' dunque diretto e non letto attraverso le lenti dei media".
Secondo mons. Nichols, questo rappresenta "un'opportunita' perche' favorira' la ricezione nella societa' inglese delle parole del Papa". "Penso che ci sia un tema di fondo nella visita del Papa - aggiunge il primate cattolico ai microfoni della Radio Vaticana - che ho cercato di spiegare alla gente e che e' il seguente: la sua intenzione, la sua missione e' di fare capire che la fede in Dio non e' un problema da risolvere, ma un dono da riscoprire. Questo significa che la fede in Dio e' un dono da riscoprire per la nostra vita pubblica, civile, per la nostra vita insieme in questa societa'".
"A mio avviso - sottolinea - c'e' una nuova apertura al contributo che la Chiesa e le comunita' religiose possono dare al bene comune in questo Paese e noto con interesse che questo nuovo governo ha gia' proposto un'idea di collaborazione con le comunita' di fede per il bene della societa' che e' piu' positiva e aperta di quanto non lo fosse qualche anno fa".
Benedetto XVI sara' domani mattina ad Edimburgo, prima tappa del viaggio apostolico nel Regno Unito, 17.mo viaggio internazionale del suo Pontificato.
La visita di quattro giorni culminera', domenica prossima, nella Beatificazione del cardinale Newman a Birmingham.
Il Pontefice visitera' anche Glasgow e Londra, dove avra' incontri di carattere ecumenico e rivolgera' un grande discorso alla societa' civile, a Westminster Hall. Il clima della vigilia di questo viaggio e' ben diverso da quello descritto da alcuni media internazionali, che hanno preferito le polemiche mosse da sparute minoranze al vivace dibattito sul ruolo della fede nella vita pubblica, che si e' sviluppato in queste settimane come non avveniva da tempo.
"Un confronto - rileva oggi la Radio Vaticana - animato a volte da uno spirito critico e perfino antagonista nei confronti della religione, e tuttavia mai indifferente. Con l'avvicinarsi della data del viaggio, poi, sono diventate piu' numerose e piu' forti le voci di chi mette l'accento sulle possibili sinergie tra laici e credenti, tra Santa Sede e governo britannico: dallo sviluppo all'educazione, dal disarmo alla difesa dell'ambiente". Una sinergia evocata anche dal premier Cameron nel video messaggio di benvenuto al Papa, pubblicato ieri sul sito Internet di Downing Street.
Il momento piu' significativo della prima giornata del Papa in Gran Bretagna sara' domani mattina l'incontro con la Regina al Palazzo di Holyrood house di Edimburgo. A Westminister Hall, nella successiva tappa londinese, come ha anticipato il suo portavoce, padre Federico Lombardi, "il Papa proporra' il volto di una Chiesa amica che vuole dare il suo contributo al mondo di oggi, partendo dalla propria fede". Ma sara' forse l'incontro con i vertici della Comunione Anglicana il momento piu' atteso della visita.
"I rapporti - ha spiegato infatti mons. Nichols - sono abbastanza delicati in questo momento.
Penso quindi che la visita di Benedetto XVI al Lambeth Palace per incontrare personalmente l'arcivescovo di Canterbury sara' un momento molto importante e proficuo. In quella stessa occasione ci sara' un incontro dei vescovi piu' importanti della Comunione Anglicana nel Regno Unito con i vescovi cattolici, che segue una serie di incontri precedenti che continuiamo ad avere insieme".
"Ritengo - ha concluso - che questa visita, e in particolare il tempo passato al Lambeth Palace, ci aiutera' molto nella prossima fase dei nostri rapporti ecumenici".

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Il viaggio più difficile di B-XVI

Da oggi nella patria di Newman, parlerà del ruolo pubblico della religione

Benedetto XVI parte oggi per il suo diciassettesimo viaggio. Ventotto anni dopo la visita pastorale di Giovanni Paolo II (fu invitato dalla comunità cattolica), questa volta un Pontefice romano sbarca in Scozia e Inghilterra (da oggi fino a domenica) invitato direttamente dalla Regina, capo di stato e della comunità anglicana, e dal governo del paese. “E’ forse il viaggio più difficile per papa Ratzinger”, dicono in Vaticano, e ne spiegano il motivo: Benedetto XVI deve proporre a un paese secolarizzato e da secoli ostile al cattolicesimo e al Papa la ragionevolezza del credere cattolico e, dunque, degli insegnamenti cristiani. E lo deve fare in un paese che se sulla carta vuole garantire pari opportunità a tutti, nella pratica spesso osteggia chi crede ledendo così il concetto stesso di libertà religiosa.

Papa Ratzinger non deve convincere soltanto i critici più radicali alla Richard Dawkins e Christopher Hitchens – i due atei dichiarati hanno chiesto pubblicamente l’arresto del Pontefice per crimini contro l’umanità non appena quest’ultimo atterri in Gran Bretagna – ma anche la maggioranza del paese che i sondaggi dicono indifferente a Dio e a ogni forma di credo e, insieme, i cristiani stessi, cattolici e protestanti, che qui come non sempre avviene in altri paesi europei arretrano, col beneplacito delle gerarchie e dei propri pastori, di fronte alle sfide del secolo.

Luigi Accattoli, vaticanista, era sul volo che portò Giovanni Paolo II nel Regno Unito nel 1982. Dice: “La sfida per Ratzinger non è semplice. Ma così fu anche per Wojtyla quasi trenta anni fa. Giovanni Paolo II arrivò in Gran Bretagna mentre il paese era in guerra con l’Argentina per le Falkland. Parlò di pace e ne spiegò le ragioni alla luce della fede. Parlò della necessità di vivere la fede dentro le scelte pubbliche di tutti i giorni. Parlò chiaramente e sorprendentemente ricevette consensi. L’antipapismo era vivo anche allora. Ma la fede e il credere annunciati senza paure colpiscono e così credo possa essere per Benedetto XVI”.
Prima in Scozia per l’incontro con la Regina e la comunità cattolica del paese, poi a Londra per gli incontri più istituzionali, infine a Birmingham per la beatificazione del cardinale John Henry Newman, la quattro giorni del Papa nel Regno Unito è un tour de force con due appuntamenti più attesi degli altri: il discorso di venerdì pomeriggio alla società civile, al mondo accademico e culturale, ai diplomatici e ai leader religiosi nella Westminster Hall di Londra, e l’omelia per la beatificazione di Newman domenica mattina.

Il tema del discorso alla società civile ha avuto una sua anticipazione il 2 febbraio scorso quando il Papa ricevette in Vaticano i vescovi inglesi. Benedetto XVI non usò un linguaggio politically correct e, infatti, le critiche piovvero copiose da oltre la Manica. Davanti a sé il Pontefice aveva i vescovi inglesi, ma il vero obiettivo erano coloro che portavano avanti nel paese una legislazione fortemente restrittiva per le ragioni di chi crede. Tutto fu incentrato attorno al tema del ruolo pubblico della fede e alla necessità di garantire a tutti la libertà religiosa. Il Papa alluse all’Equality Bill, cioè alla legislazione britannica che, in nome della non discriminazione, costringe le agenzie cattoliche a concedere l’adozione di bambini anche a coppie di omosessuali. Con un rimprovero implicito ai vescovi inglesi sovente troppo accomodanti, Ratzinger disse che se il Regno Unito “è ben noto per il suo saldo impegno nell’assicurare pari opportunità per tutti i membri della società”, tuttavia “l’effetto di una certa legislazione per raggiungere questo obiettivo è stato l’imposizione di limitazioni ingiuste alla libertà di agire secondo il proprio credo a comunità religiose”. E ancora: “La fedeltà al Vangelo non limita in alcun modo la libertà di altri. Al contrario, è al servizio di quest’ultima perché offre loro la verità”. Concetti che, trapela dal Vaticano, saranno presenti nelle prossime ore nei discorsi papali.

Instancabilmente al servizio della verità fu John Henry Newman. Convertitosi dall’anglicanesimo al cattolicesimo era convinto che la coscienza portasse sempre l’uomo alla chiesa, ovvero a riconoscere ciò che la chiesa insegna come vero. Per questo Newman è una spina nel cuore della società inglese. Una società che anche quando crede subisce fortemente l’influenza di una visione relativista. Fu nell’“Apologia” che Newman scrisse che “non c’è via di mezzo tra l’ateismo e il cattolicesimo”. Occorre abbracciare o l’uno o l’altro. E abbracciare il cattolicesimo significa ammettere che un credo non vale l’altro, che, come disse lui stesso, “la religione non è un affare personale o una proprietà privata”. E’ stato l’Osservatore Romano a dedicare a questo tema un lungo pezzo firmato da Hermann Geissler, esperto di Newman e officiale dell’ex Sant’Uffizio. Dice Geissler che l’insegnamento di Newman è attuale soprattutto laddove spiega che “senza la luce della verità l’uomo è privo di un sicuro punto di riferimento, la morale si riduce a soggettivismo, la vita pubblica si deforma a giochi di potere”. Un Newman diverso dalla vulgata “soggettivista” e “neoprotestante” diffusa nel dopo Concilio.

Benedetto XVI, com’è ormai abitudine consolidata, incontrerà durante il viaggio – ormai la cosa è certa – alcune vittime dei peccati carnali del clero. Sarà un gesto importante e servirà anch’esso per dire che la fede, nonostante le cadute, può ragionevolmente essere abbracciata da tutti. Non sono i peccati dei preti che devono far retrocedere i credenti. La fede, nonostante il peccato, deve ancora oggi pretendere il proprio spazio nella vita pubblica.

© Copyright Il Foglio, 16 settembre 2010


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La visita del Papa in Gran Bretagna scatena gli anticlericali: «Arrestatelo»

Andrea Tornielli

La visita di quattro giorni (oggi in Scozia, i rimanenti tre in Inghilterra) che Benedetto XVI inizia questa mattina è quella che in assoluto ha fatto registrare le previsioni più catastrofiche: i britannici sono stati dipinti come accaniti antipapisti, il diciasettesimo viaggio del Pontefice tedesco come un percorso di guerra costellato di trappole, insidie, proteste di piazza, accuse.
In realtà accuse e manifestazioni contrarie accolsero, 28 anni fa, anche Giovanni Paolo II, che allora viaggiò in Gran Bretagna non come capo di Stato, ma solo come pastore, nella quasi totale assenza di incontri protocollari, accolto soltanto dai fedeli in un momento delicatissimo per la storia del Paese, durante la guerra delle isole Falkland. Wojtyla tuonò contro la guerra, e tirò dritto per la sua strada. Oggi il suo successore è accolto da capo di Stato, con gesti di cortesia fino ad oggi mai riservati ad altri: il novantenne principe Filippo ad accoglierlo all’aeroporto prima dell’incontro con la regina Elisabetta nel palazzo reale di Edimburgo, tutti gli ex premier inglesi schierati a Londra assieme a David Cameron, che ieri in un videomessaggio ha definito «un grande onore» per il Paese poter ricevere il Papa in questo «viaggio storico».
Le proteste ci saranno, ma ci sarà anche la gente, probabilmente molta di più di quella che ci si aspetta. La società degli atei convinti e di chi vorrebbe addirittura arrestare il Papa per aver coperto i preti pedofili (un vero paradosso per Ratzinger, che particolarmente nell’ultimo decennio più d’ogni altro si è speso per contrastare il triste fenomeno) è certamente secolarizzata, ma secondo un recente sondaggio il 70 per cento dei residenti britannici si definisce cristiano e il 25 per cento dei bambini del Regno Unito frequenta scuole cristiane. Il cuore del viaggio sarà domenica, a Birmingham, la beatificazione del cardinale John Henry Newman, filosofo convertitosi dall’anglicanesimo e grande cantore della coscienza. Benedetto XVI non mancherà di parlare del ruolo pubblico della religione e del suo contributo positivo, ma anche di segnalare i rischi per la libertà religiosa rappresentati ad esempio dall’equality bill, la legislazione britannica che costringe le agenzie cattoliche a concedere l’adozione di bambini anche a coppie gay. A Londra è anche previsto un incontro con alcune vittime della pedofilia abusati da sacerdoti.

© Copyright Il Giornale, 16 settembre 2010


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IL VIAGGIO DEL PAPA

In viaggio per parlare al cuore del Regno Unito

Mimmo Muolo

Quasi trent’anni dopo il viaggio di Giovanni Paolo II, la Gran Bretagna accoglie oggi Benedetto XVI, per una visita di quattro giorni che ha almeno altrettanti nuclei focali. Oltre alla beatificazione del cardinale John Henry Newman, che costituisce, infatti, il motivo specifico del viaggio, ci sono i colloqui ecumenici con la Chiesa anglicana, il tema della secolarizzazione in Europa e gli incontri con la Regina (che già oggi saluterà il Papa al suo arrivo) con il premier David Cameron e il leader dell’opposizione a tenere banco in un programma davvero fitto di impegni.
Il filo conduttore dei diversi momenti sarà comunque il tema di questo 17° viaggio internazionale di papa Ratzinger. «Cor ad cor loquitur» (il cuore parla al cuore), ispirato al motto cardinalizio di Newman. Anche perché attraverso la figura e l’esempio del grande pensatore inglese il Papa si ripromette di parlare sia ai fedeli (anglicani e cattolici), sia alle autorità, sia infine ad una società che molti media descrivono come ampiamente secolarizzata, anche se proprio ieri da Westminster si è levata l’autorevole voce del primate cattolico della Gran Bretagna, l’arcivescovo Vincent Gerard Nichols, il quale ha sottolineato: «Forse questo è vero per le istituzioni, ma la vita della gente è molto aperta alla realtà di Dio e ci sono numerosissime espressioni di religiosità. In questo Paese non è assente una sensibilità alle cose di Dio».
Dunque, le premesse per una visita di segno positivo ci sono tutte. Da oggi a domenica il Pontefice visiterà quattro città (Edimburgo, Glasgow, Londra e Birmingham) e secondo quanto annunciato pronuncerà sedici discorsi, incontrando in pratica tutte le componenti della società britannica.
Particolarmente intenso il programma odierno. Benedetto XVI partirà dall’aeroporto di Ciampino poco dopo le 8 e giungerà intorno alle 10,30 allo scalo internazionale di Edimburgo, dove avrà luogo l’accoglienza ufficiale. Quindi raggiungerà il palazzo reale di Holyroodhouse per la cerimonia di benvenuto, presente Elisabetta II. Nel parco del palazzo reale papa Ratzinger pronuncerà il primo discorso ufficiale e nel pomeriggio si trasferirà a Glasgow per presiedere la Messa nel Bellahouston Park. Le prime tappe in Scozia non sono casuali, poiché oggi ricorre la festa di san Ninian, patrono ed evangelizzatore della Scozia. Dopo la celebrazione, quindi, nuovamente in aereo il Papa raggiungerà Londra.
Domani, invece, la visita vivrà sia il suo momento di confronto con il mondo della cultura (a Westminster Hall), sia quello ecumenico con la visita al primate anglicano Rowan Williams (a Lambeth Palace) e la celebrazione a Westminster Abbey. Sabato sono in programma l’incontro con il premier Cameron e la veglia di preghiera di Hyde Park. Domenica, infine, nel Cofton Park di Birmingham, la beatificazione di Newman.

© Copyright Avvenire, 16 settembre 2010


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Papa/ Fisichella: Saranno gli inglesi a giudicare il suo viaggio

"Perchè nessuno contesta mai i contenuti? E' ora di ragionare"

Roma, 16 set. (Apcom)

L'arcivescovo e teologo Rino Fisichella, neo presidente del Consiglio per la 'Nuova evangelizzazione', in un'intervista al Corriere della Sera, minimizza le polemiche che accompagnano il viaggio in Gran Bretagna del Papa per la beatificazione di John Henry Newman. "Saranno gli inglesi a giudicare, non quattro intellettuali o alcune tv da sempre ostili al cattolicesimo", afferma Fisichella, che spiega come il Papa si porrà agli inglesi "secondo il suo stile: mostrare che la cultura è una costante tensione verso la verità, la risposta al senso della vita".
Fisichella, inoltre, precisa che "il Papa non cerca la popolarità come farebbe un politico, è mosso per prima cosa dal desiderio di portare ai cattolici il mandato che ha ricevuto: confermarli nella fede. Però sappiamo che anche nei viaggi più difficili ha avuto un grande successo: quando la gente lo incontra e lo sente parlare, vengono meno i cliché affibbiati dai contestatori. Che ci siano contestazioni, del resto, lo posso anche capire. Ma perché non si contestano i contenuti?". E conclude: "Un intellettuale non può ricalcare i luoghi comuni, oltre gli slogan deve confrontarsi sui contenuti e dimostrare, se ci riesce. Questo Papa, nella prima enciclica, ha scritto che la verità è lógos, ragione, che crea dialogos. Vogliamo ragionare o solo gettare accuse?".

© Copyright Apcom


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Il Papa a Edimburgo: "Sui casi di pedofilia Chiesa non ha vigilato"

di Andrea Tornielli

Edimburgo - Ci sono state polemiche durante la preparazione del viaggio, la Gran Bretagna è stata presentata come un Paese anticattolico. Lei è preoccupato?

«Devo dire che non sono preoccupato perché quando sono stato in Francia è stato detto che era quello il paese più anticlericale, con forte correnti anticlericali e con un numero minimo di fedeli quando sono andato nella repubblica ceca è stato detto che quello che sarebbe il paese più antireligioso d’Europa e anche anticlericali. Così tutti i paesi occidentali secondo la propria storia, hanno molte correnti anticlericali e anticattoliche ma hanno anche sempre una presenza forte di fede. Così in Francia e nella Repubblica Ceca ho visto e vissuto una calorosa accoglienza da parte della comunità cattolica, una forte attenzione da parte di agnostici che tuttavia sono in ricerca, vogliono conoscere e trovare i valori che portano avanti l’umanità, e sono stati molto attenti se potrebbero sentire da me qualcosa anche in questo senso. E la tolleranza e il rispetto di quanti sono anticattolici. Attualmente la GB ha una sua propria storia di anticattolicesimo, questo è ovvio, ma è anche un paese con una su storia di tolleranza. Io sono sicuro che da una parte sarà un’accoglienza positiva dai cattolici e dai credenti, generalmente, attenzione da quanti cercano come andare avanti in questo nostro tempo e rispetto e tolleranza reciproca dove c’è un anticattolicesimo. Vado avanti con grande coraggio e con gioia».

Il Regno Unito, come molti altri Paesi occidentali, è considerato un Paese secolare, con un forte movimento di atesimo anche con motivazioni culturali, tuttavia vi sono anche segni che la fede religiosa, in particolare in Gesù Cristo, è tuttora viva a livello personale. Che cosa può significare questo per cattolici e anglican. Si può fare qualcosa per rendere la Chiesa come istituzione anche più credibile e attrattiva per tutti?

«Direi che una chiesa che cerca soprattutto di essere attrattiva sarebbe già su una strada sbagliata. Perché la chiesa non lavora per se, nn lavora per aumentare i propri numeri, così il proprio potere. La chiesa è al servizio di un Altro, serve non per se, per essere un corpo forte, ma serve per rendere accessibile l’annuncio di Gesù Cristo, le grandi verità, le grandi forze di amore di riconciliazione che è apparso in questa figura e che viene sempre dalla presenza di Gesù Cristo. In questo senso la chiesa non cerca la propria attrattività ma deve essere trasparente per Gesù Cristo. E nella misura nella quale non sta per se stesso, come corpo forte e potente nel mondo, ma si fa semplicemente voce di un altro, diventa realmente trasparenza per la grande figura di Cristo e le grandi verità che ha portato nell’umanità, la forza dell’amore, in questo momento si ascolta si accetta la chiesa non dovrebbe considerare se stessa ma aiutare a considerare l’Altro, e essa stessa vedere e parlare di un Altro. In questo senso mi sembra anche che anglicani e cattolici hanno il semplice, lo stesso compito, la stessa direzione da prendere. Se anglicani e cattolici vedono ambedue che non servono per se stessi ma sono strumenti per Cristo,. Amico dello sposo, come dice san giovanni, se ambedue seguono la priorità di Cristo e non di se stessi, vengono anche insieme. Perché in quel tempo la priorità di Cristo li accomuna e non sono più concorrenti, ognuno cerca il maggiore numero, ma sono congiunti nell’impegno per la verità di Cristo in questo mondo, e così si trovano anche reciprocamente in un vero e fecondo ecumenismo».

Com’è noto e come è stato messo in luce anche da recenti sondaggi, lo scandalo degli abusi sessuali ha scosso la fiducia dei fedeli nella Chiesa. Come pensa di poter cotribuire a ristabilire questa fiducia?

"Innanzitutto devo dire che queste rivelazioni sono state per me uno shock sono una grande tristezza è difficile capire come questa perversione del ministero sacerdotale era possibile. Il sacerdote nel momento dell’ordinazione, preparato per anni a questo momento dice si a Cristo di farsi la sua voce, la sua bocca, la sua mano e servire con tutta l’esistenza perché il buon pastore che ama che aiuta e guida alla verità sia presente nel mondo. Come un uomo che ha fatto e detto questo possa poi cadere in questa perversione è difficile capire, è una grande tristezza, una grande tristezza anche che la autorità della chiesa non era sufficientemente vigilante e non sufficientemente veloce, decisa nel prendere le misure necessarie. Per tutto questo siamo in un momento di penitenza di umiltà di rinnovata sincerità, come ho scritto ai vescovi irlandesi. Mi sembra dobbiamo adesso realizzare proprio un tempo di penitenza, un tempo di umiltà e rinnovare, e reimparare l’assoluta sincerità. Quanto alle vittime direi tre cose sono importanti. Primo interesse sono le vittime, come possiamo riparare, che cosa possiamo fare per aiutare queste persone a superare questo trauma, a ritrovare la vita, a ritrovare anche la fiducia nel messaggio di Cristo. L’impegno per le vittime è la prima priorità con aiuti materiali, psicologici e spirituali. Secondo è il problema delle persone colpevoli: la giusta pena escluderli da ogni possibilità di accesso ai giovani, perché sappiamo che questa è una malattia che la libera volontà non funziona ove c’è questa malattia quindi dobbiamo proteggere queste persone contro se stesse, e trovare il modo di aiutarle e proteggerle da se stesse ed escluderle da ogni accesso ai giovani. E il terzo punto è la prevenzione e l’educazione nella scelta dei candidati al sacerdozio. Essere così attenti che secondo le possibilità umane si esclude futuri casi. Vorrei in questo momento anche ringraziare l’episcopato britannico per la sua attenzione e collaborazione sia con la sede di san pietro sia con le istanze pubbliche e l’attenzione per le vittime e per il diritto. L’episcopato britanico ha fatto e fa un grande lavoro quindi sono molto grato."

Santità, la figura del cardinale Newman è molto significativa per lei. E per il cardinale Newman lei fa l’eccezione di presiederne la beatificazione. Pensa che il suo ricordo possa aiutare a superare le divisioni tra anglicani e cattolici, E quali sono gli aspetti della sua personalità su cui desidera mettere l’accento più forte?

"Newman è soprattutto da una parte un uomo moderno che ha vissuto tutto il problema della modernità, che ha vissuto anche il problema dell’agnosticismo il problema dell’impossibilità di conoscere Dio, di credere. Un uomo che era in tutta la sua vita in cammino, di lasciarsi trasformare dalla verità in una ricerca di grande sincerità e di grande disponibilità di conoscere e di trovare e di accettare la strada che da la vera vita, questa modernità interiore della sua vita implica la modernità della sua fede. Non è una fede in formule del tempo passato ma una fede personalissima, vissuta sofferta, trovata in un lungo cammino di rinnovamento e di conversioni. E’ un uomo di grande cultura che da una parte partecipa nella nostra cultura scettica di oggi possiamo capire qualcosa di certo sulla verità dell’uomo di essere o no e come possiamo arrivare alle convergenza delle verosimilità. Un uomo con una grande cultura della conoscenza dei padri della chiesa, ha studiato e rinnovato la genesi e il dono della fede riconosciuta così la figura essenzialmente interiore. E’ un uomo di una grande spiritualità di un grande umanesimo, un uomo di preghiera, di una relazione profonda con Dio e di una relazione propria perciò anche di una relazione profonda con gli uomini del suo tempo. Direi quindi tre elementi: modernità della sua esistenza con tutti i dubbie e i problemi del nostro essere di oggi, cultura grande, conoscenza dei grandi tesori della cultura dell’umanità e disponibilità di ricerca permanente di rinnovamento permanente e spiritualità, vita spirituale con Dio danno a questo un uomo un eccezionale grandezza nel nostro tempo è una figura di dottore della chiesa per noi e per tutti e un ponte tra anglicani e cattolici".

La sua è una visita di Stato. C’è sintonia con le autorità inglesi nell’affrontare le grandi sfide attuali?

"Sono molto grato a sua maestà la Regina Elisabetta II che voleva dare a questa visita il rango di visita di stato, che sa esprimere il carattere pubblico questa visita e anche la responsabilità comune della politica e della religione per il futuro del continente e per il futuro anche dell’umanità. La grande comune responsabilità perché i valori che creano giustizia e politica e che vengano dalla religione siano insieme, in cammino nel nostro tempo. Attualmente di qeusto fatto che giuridicamente è una visita di Stato non rende la mia visita un fatto politico perché se il Papa fa un capo di Stato questo è solo uno strumento per garantire l’indipendenza del suo annuncio e il carattere pubblico del suo lavoro di pastore. In questo senso anche la visita di stato rimane sostanzialmente ed essenzialmente una visita pastorale, cioè una visita nella responsabilità della fede nella quale il sommo pontefice il Papa esiste e naturalmente il centro dell’attenzione qauesta visita di stato proprio le coincidenze tra l’interesse della politica e della religione. La politica sostanzialmente è creata per garantire giustizia, la giustizia e la libertà, giustizia è una valore morale, religioso e così l’annuncio della fede si collega nel punto giustizia alla politica e qui nascono anche gli interessi comuni. La GB ha una grande esperienza e una grande attività nella lotta contro il male di questo tempo, la miseria, la povertà, le malattie la droga e tutte queste lotte contro la miserie, le povertà la schiavitù dell’uomo sono anche scopi della fede perché sonos copi dell’umanizzazione dell’uomo perché sia restituito all’immagine di Dio contro la le distruzioni e le devastazioni. Il secondo compito comune è l’impegno per la pace nel mondo e la capacità di vivere la pace, l’educazione alla pace. Creare le virtù che vedono l’uomo capace di pace. E finalmente l’elemento essenziale della pace è il dialogo delle religioni, tolleranza, apertura dell’uomo e dell’altro e questo anche con un profondo scopo sia della Bretagna sia della fede cattolica di aprire il cuore, di aprire al dialogo, di aprire così alla verità, al cammino comune dell’umanità e alla ritrovata dei valori che sono fondamento del nostro umanesimo".

www.ilgiornale.it/esteri/il_papa_edimburgo_sui_casi_pedofilia_chiesa_non_ha_vigilato/pedofilia-viaggio-scozia-edimburgo-benedetto_xvi-vaticano/16-09-2010/articolo-id=473807-page=0-co...


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