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Viaggio apostolico nella Repubblica Ceca

Ultimo Aggiornamento: 04/10/2009 19.22
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20/04/2009 17.57
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Papa/ Conferenza vescovi cechi: visita a Praga 26-8 settembre

La data non è stata ancora confermata ufficialmente

Roma, 20 apr. (Apcom-Nuova Europa)

Papa Benedetto XVI sarà in visita in Repubblica ceca "probabilmente dal 26 al 28 settembre", secondo Irena Sargankova, portavoce della Conferenza dei vescovi cechi (Cbk) che cita una lettera pastorale inviata alla Cbk.
La data non è stata ancora confermata dal Vaticano.
La Cbk sta spingendo affinché la visita del Pontefice si svolga intorno al 28 settembre quando si festeggia San Venceslao, patrono dei cechi.
L'ambasciatore ceco presso la Santa Sede, Pavel Vosalik, ha dichiarato all'agenzia Ctk in una conversazione telefonica la scorsa settimana che la fine di settembre era "una delle possibili" date per la visita del Papa.
I preparativi, hanno sottolineato i vescovi cechi, sono partiti cinque mesi prima rispetto alla presunta data della visita e la prossima domenica inizierà la raccolta dei fondi in tutte le chiese del Paese. La Cbk ha sottolineato la necessità di una preparazione spirituale all'evento per tutti i credenti cechi, che si concentri sulla fede, sulla speranza e l'amore che la Conferenza dei vescovi della Repubblica ceca considera "le pietre fondamentali dell'identità cristiana".
La scorsa settimana anche il ministro degli Esteri ceco Karel Schwarzenberg ha discusso dei preparativi in Vaticano e ha incontrato Benedetto XVI nel corso dell'udienza generale. La decisione finale spetterà comunque al Pontefice.


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REPUBBLICA CECA

Sappiamo chi siamo?

Una lettera dei vescovi per la visita del Papa

Papa Benedetto XVI compirà un viaggio pastorale in Repubblica Ceca nel prossimo settembre.
I dettagli della visita non sono ancora definiti ufficialmente ma sembra che oltre alla capitale Praga, il pontefice possa visitare la metropoli morava di Brno e la località di Stara Boleslav, méta di pellegrinaggi mariani situata nei pressi di Praga, in cui è venerato San Venceslao, patrono del Paese. In vista di questo appuntamento, la Conferenza episcopale ceca ha preparato una lettera pastorale che è stata letta in tutte le chiese del Paese il 19 aprile. Nel documento, i vescovi hanno invitato i fedeli a partecipare non solo ai preparativi logistici, ma di dedicarsi soprattutto a predisporsi spiritualmente all'incontro con il Papa. Riportiamo alcuni passaggi salienti della lettera.

Un grande privilegio.

"Il Santo Padre farà visita al nostro Paese tra il 26 e il 28 settembre di quest'anno. è un grande privilegio per la nostra nazione e un motivo di gioia speciale per noi. Il nostro padre viene da noi. La comunità ecclesiastica della Repubblica Ceca è una famiglia spirituale e naturalmente, questa famiglia si prepara ad incontrare il Papa. In questo periodo, sentiamo spesso parlare di identità e di crisi di identità, Di come l'uomo stia perdendo se stesso. La gente e le nazioni hanno paura di perdere la propria identità; d'altro canto, scoprono la loro incapacità di rispondere chiaramente ed esattamente a domande quali "Chi sono?" o "Qual è il mio ruolo nella società?". Non sono domande facili. Ma se non troviamo una risposta ad esse, vengono meno la nostra consapevolezza di cristiani, la nostra forza e il nostro posto nella società. Ecco perché le tre virtù teologali - fede, speranza e carità - sono state scelte come tema principale del viaggio papale. Queste tre virtù sono i capisaldi della nostra identità cristiana. Se non sappiamo con certezza chi siamo e qual è la nostra missione, potremo spiegare e difendere timidamente la cristianità come una sorta di debolezza personale, chiedendo agli altri di tollerare questa nostra mancanza. Ma un atteggiamento di questo genere è ben lungi dal compito che abbiamo: proclamare la Buona notizia ed essere testimoni della verità di Dio".

Civiltà dell'amore.

"Essere testimoni di Dio nei confronti del mondo è la base della nostra vita cristiana. Questo aspetto è espresso anche nello slogan e nel logo della visita papale: "L'amore di Cristo è la nostra forza". Noi non vogliamo imporci con la forza, non lottiamo per dominare sugli altri, rispettiamo la libertà di ciascuno; ma siamo forti e fermi, con il desiderio di vincere mediante il potere dell'amore. Gli ultimi Papi hanno chiamato la nostra cultura e la nostra tradizione una "civiltà dell'amore". Nei nostri sforzi, siamo portatori della cultura fondata dai Santi Cirillo e Metodio, nonché della tradizione di San Venceslao. Siamo cittadini del nostro Paese, la Repubblica Ceca e allo stesso tempo, siamo cristiani".

Donare la speranza.

"Cosa occorre di più nella situazione attuale? La speranza. Sentiamo l'invocazione silenziosa di un uomo che vive rettamente e si sente impotente di fronte alla forza distruttiva del male? Sentiamo i gridi di persone, cadute in balìa del piacere e della cupidigia, che fanno del loro meglio per non pensare che la loro vita non valga niente? Come possiamo dar loro una risposta? Diamo loro speranza, assicuriamo loro che non è impossibile ottenere il bene e ottenere la vera gioia qui e adesso, che non devono avere paura del futuro ma che possono affrontarlo con coraggio".

Parlare agli altri.

"L'ondata attuale di disperazione è in crescita perché sta scomparendo l'amore. Spesso le persone cercano disperatamente l'amore, lo desiderano ma non riescono ad averlo. Non ci riescono perché l'hanno corrotto e sostituito con il piacere fuggevole del corpo. Invece, il vero amore è attenzione devota verso gli altri e nasce superando una mancanza di interesse. Sappiamo ciò di cui hanno bisogno le persone che ci circondano? Chiediamoglielo: non per curiosità ma per vera preoccupazione, nell'intento di aiutarle. Superiamo la nostra pigrizia, le convenienze, l'egoismo, la timidezza e la paura di essere rifiutati - parliamo agli altri. Per trovare il coraggio e la forza necessari per far ciò dobbiamo contare fermamente sulla nostra fede in Dio e proclamarla con tutta la nostra vita, attraverso ogni nostra parola e azione".

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"CON IL CUORE SPEZZATO... SEMPRE CON TE!"
03/07/2009 16.25
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VIAGGIO APOSTOLICO DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI NELLA REPUBBLICA CECA (26 - 28 SETTEMBRE 2009) - PROGRAMMA

Sabato, 26 settembre 2009
Roma

09.20
Partenza in aereo dall’Aeroporto di Ciampino (Roma) per Praga.


Praga

11.30
CERIMONIA DI BENVENUTO all’Aeroporto Internazionale Stará Ruzyně di Praga. Discorso del Santo Padre.

12.30
VISITA AL "GESÙ BAMBINO DI PRAGA" nella Chiesa di Santa Maria della Vittoria di Praga. Saluto del Santo Padre.

16.30
VISITA DI CORTESIA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA nel Palazzo Presidenziale di Praga.

17.00
INCONTRO CON LE AUTORITÀ POLITICHE E CIVILI E CON IL CORPO DIPLOMATICO nel Palazzo Presidenziale di Praga. Discorso del Santo Padre.

18.00
CELEBRAZIONE DEI VESPRI CON SACERDOTI, RELIGIOSI, RELIGIOSE, SEMINARISTI E MOVIMENTI LAICALI nella Cattedrale dei Santi Vito, Venceslao e Adalberto di Praga. Discorso del Santo Padre.

Domenica, 27 settembre 2009

08.45
Partenza in aereo dall’Aeroporto Internazionale Stará Ruzyně di Praga per Brno.


Brno

09.20
Arrivo all’Aeroporto Tuřany di Brno.

10.00
SANTA MESSA nell’Aeroporto Tuřany di Brno. Omelia del Santo Padre.


ANGELUS DOMINI nell’Aeroporto Tuřany di Brno. Parole del Santo Padre.

12.45
Partenza in aereo dall’Aeroporto Tuřany di Brno per Praga.


Praga

13.20
Arrivo all’Aeroporto Internazionale Stará Ruzyně di Praga.

17.15
INCONTRO ECUMENICO nella Sala del Trono dell’Arcivescovado di Praga. Discorso del Santo Padre.

18.00
INCONTRO CON IL MONDO ACCADEMICO nel Salone di Vladislav del Castello di Praga. Discorso del Santo Padre.

Lunedì, 28 settembre 2009
Stará Boleslav

08.50
VISITA ALLA CHIESA DI SAN VENCESLAO a Stará Boleslav.

09.45
SANTA MESSA nella Ricorrenza Liturgica di San Venceslao, Patrono della Nazione alla Spianata sulla Via di Melnik a Stará Boleslav. Omelia del Santo Padre.


Messaggio ai giovani alla Spianata sulla Via di Melnik a Stará Boleslav. Discorso del Santo Padre.


Praga

13.15
Pranzo con i Vescovi della Repubblica Ceca e con il Seguito Papale nell’Arcivescovado di Praga.

16.45
Congedo dalla Nunziatura Apostolica di Praga.

17.15
CERIMONIA DI CONGEDO all’Aeroporto Internazionale Stará Ruzyně di Praga. Discorso del Santo Padre.

17.45
Partenza in aereo dall’Aeroporto Internazionale Stará Ruzyně di Praga per Roma.


Roma

19.50
Arrivo all’Aeroporto di Ciampino (Roma).




Fuso orario

Roma e Repubblica Ceca: + 2 UTC








Ufficializzate le tappe del prossimo viaggio apostolico del Papa nella Repubblica Ceca, dal 26 al 28 settembre 2009


Tre giorni nella Repubblica Ceca per festeggiare San Venceslao, Patrono della nazione. Sarà questo evento a rappresentare il “cuore” del prossimo viaggio apostolico in Europa di Benedetto XVI, che si fermerà per tre giorni, dal 26 al 28 settembre prossimi, tra Praga e altre località della Repubblica Ceca. I dettagli sulle singole tappe viaggio sono stati resi noti oggi dalla sala Stampa Vaticana. Il servizio di Alessandro De Carolis:

Sarà una festa del tutto singolare quella che i cechi tributeranno nel 2009 al loro Patrono, San Venceslao. A pregare con loro il 28 settembre, giorno della ricorrenza, ci sarà Benedetto XVI, giunto due giorni prima nel Paese per un programma fitto di impegni e di incontri. Un’ora dopo il suo arrivo a Praga, il 26 settembre prossimo, il Papa sarà, verso le 12.30, nella Chiesa della capitale intitolata a Gesù Bambino per un primo saluto. La visita di cortesia al presidente, , sarà nel primo pomeriggio dell’arrivo e sarà seguita da un incontro con le autorità civili, politiche e diplomatiche della nazione. Quindi, verso le 18, il Pontefice presiederà con il clero, i religiosi e i membri dei Movimenti laicali la liturgia dei Vespri nella Cattedrale praghese dedicata ai Santi Vito, Venceslao e Adalberto.


Domenica 27 settembre, Benedetto XVI volerà da Praga a Brno, capoluogo della Moravia, dove presiederà nell’aeroporto locale la Messa e la recita dell’Angelus e da dove al termine ripartirà nuovamente per Praga per partecipare all’incontro ecumenico del pomeriggio, previsto nella Sala del Trono dell’arcivescovado. Ultimo impegno della giornata, il Pontefice si intratterrà con i rappresentanti del mondo accademico ceco nel Castello di Praga. L’ultimo giorno di permanenza nella Repubblica ceca, vedrà Benedetto XVI celebrare la Messa nella festa di San Venceslao sulla spianata di Via di Melnik, nell’antica città di Stará Boleslav, risalente alla fine del IX secolo e molto legata al culto di S. Venceslao. Di ritorno a Praga per il pranzo con l’episcopato ceco, il Papa prenderà congedo dalla nunziatura della capitale per ripartire verso le 17.45 alla volta di Roma, che raggiungerà circa due ore più tardi.



Radio Vaticana
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REPUBBLICA CECA: VISITA PAPA, BENEDETTO XVI PARLERÀ IN INGLESE E ITALIANO

Nella Repubblica Ceca si discute sulla lingua che il Papa userà in occasione della prossima visita in Boemia e in Moravia (26-28 settembre). Lo riferisce l’agenzia Kathpress, rivelando che la decisione di rinunciare in gran parte all'uso del tedesco nella visita è stata accolta con stupore da alcuni media cechi.
Secondo il portale di informazioni di Praga "idnes.cz", che riferisce le parole di uno degli organizzatori cechi del viaggio papale, la decisione è stata presa come forma di attenzione nei confronti delle relazioni ceco-tedesche, storicamente delicate, per evitare che l'uso della lingua tedesca possa suscitare resistenze da parte del popolo ceco.
Per questo motivo, il Papa parlerà per lo più inglese e italiano durante le messe.
Secondo il portale, solo il presidente ceco Vaclav Klaus parlerà in tedesco con il Papa durante l'incontro in programma. La scelta di evitare la lingua madre del Papa è stata considerata eccessivamente cauta dal quotidiano liberale di Praga “Mlada fronta Dnes”, che in un editoriale ha ricordato che gli screzi tra cechi e tedeschi sono finiti da tempo.
Il giornale ricorda anche che anche molti politici tedeschi hanno usato la loro lingua anche in Israele: tra questi il presidente federale Horst Köhler e Angela Merkel. “Con il suo tedesco - commenta l'editoriale - il Papa avrebbe l'opportunità di confermare che i tempi bui sono passati”.

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Ma... fino a quando il mondo si renderà conto che la II Guerra Mondiale è finita 64 anni fa? Dovranno passare 500 anni per piantarla con questi ricordi? Bahhhhhh!!!!!
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Papa Ratzi Superstar

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Sito della visita

Papa Ratzi Superstar

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"CON IL CUORE SPEZZATO... SEMPRE CON TE!"
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La Repubblica Ceca si prepara alla visita papale riflettendo sull'enciclica
La prima all'estero dopo la pubblicazione della "Caritas in veritate"



CITTA' DEL VATICANO, giovedì, 20 agosto 2009 (ZENIT.org).- Sacerdoti, insegnanti e diverse autorità della Repubblica Ceca rifletteranno sull’enciclica di Benedetto XVI Caritas in veritate durante una conferenza che si terrà a Brno, sabato 19 settembre, una settimana prima della visita di Benedetto XVI nel Paese.

E’ quanto ha reso noto il 17 agosto David Macek, esponente del partito cristiano-democratico, in alcune dichiarazioni riprese dalla Radio Vaticana.

Lo scopo della conferenza è di aiutare a preparare i credenti in occasione della visita del Papa.

Il viaggio apostolico nella Repubblica Ceca – ha aggiunto David Macek – sarà il primo all’estero dopo la pubblicazione dell’enciclica e sarà anche un’occasione per riflettere sull’economia e sulle questioni sociali.

Il programma della visita è articolato in 3 giornate: il 26 settembre il Papa arriverà all’aeroporto internazionale Stará Ruzyně di Praga. Alla visita al “Gesù Bambino di Praga” nella Chiesa di Santa Maria della Vittoria seguiranno l’incontro con le autorità politiche e civili e la celebrazione dei Vespri nella Cattedrale dei Santi Vito, Venceslao e Adalberto.

Il giorno successivo è prevista la Santa Messa nell’aeroporto Tuřany di Brno. Seguiranno l’Angelus, l’incontro ecumenico nell’arcivescovado di Praga e con il mondo accademico nel salone di Vladislav del Castello della capitale ceca.

Lunedì 28 settembre è in programma, infine, la celebrazione della Santa Messa nella memoria liturgica di San Venceslao, Patrono della nazione ceca.

Il viaggio di Benedetto XVI si concluderà con la cerimonia di congedo all’aeroporto di Praga.
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Il Papa in Europa centrale per mostrare la vitalità del cristianesimo
Il portavoce vaticano commenta la visita apostolica in Repubblica Ceca



CITTA' DEL VATICANO, domenica, 13 settembre 2009 (ZENIT.org).- La visita che Benedetto XVI realizzerà nella Repubblica Ceca dal 26 al 28 settembre gli permetterà di mostrare nel centro dell'Europa la vitalità del cristianesimo, annuncia il portavoce vaticano.

Padre Federico Lombardi S.I., direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha analizzato nell'editoriale di "Octava Dies", settimanale del Centro Televisivo Vaticano, del quale è direttore, il pellegrinaggio apostolico internazionale in cui il Papa visiterà Praga e Brno.

Il sacerdote spiega che il Pontefice "si recherà nel cuore dell'Europa, in un Paese di antica e grande tradizione culturale a cui il cristianesimo ha dato un contributo essenziale, un Paese che ricorda in questi giorni il ventennale della fine del regime comunista e della rinascita pacifica della democrazia, un Paese dove la secolarizzazione è così diffusa che la pratica religiosa è ridotta a una minoranza".

"Sono molti e forti i messaggi che il Santo Padre potrà indirizzare ai credenti e agli uomini di buona volontà da un tale Paese. Certamente un incoraggiamento per una Chiesa vivace e coraggiosa nella sua testimonianza di fede, che sappia diffondere speranza e carità solidale attorno a sé, e in particolare per le giovani generazioni", afferma.

"Un invito a un cordiale ecumenismo, che dia credibilità e profondità al contributo dei credenti all'edificazione del futuro nella società secolarizzata", aggiunge sintetizzando i temi che il Papa toccherà sicuramente.

"Una prospettiva di grande spessore culturale e morale, perché il processo di unificazione europea non si riduca agli aspetti materiali ed economici - aggiunge -, ma porti in sé la ricchezza di valori condivisi, necessari per garantire la dignità della persona umana".

"La festa della Nazione, ragione della scelta della data del viaggio del Papa, è dedicata al martire San Venceslao - conclude -. Come ricordare più efficacemente che il cristianesimo ha dato e vuol continuare a dare cordialmente un servizio prezioso nel più profondo dell'essere e delle speranze di un popolo, di ogni popolo?".

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“Il Papa vuole dare visibilità a Cristo nella Repubblica Ceca”

Il Priore del Carmelo praghese parla dell'incoronazione del Bambin Gesù di Praga

PRAGA, martedì, 15 settembre 2009 (ZENIT.org).

La visita del Papa in Repubblica Ceca, dal 26 al 28 settembre, ridarà a Cristo “visibilità e presenza” in un Paese in cui solo un quarto degli abitanti si dichiara credente.
Nel gesto del Santo Padre, che appena giunto nella capitale ceca ha previsto di incoronare canonicamente il venerato Bambin Gesù di Praga, è molto evidente questa intenzione, che avrà una grande importanza.
Lo ha affermato padre Petr Sleich, Priore del Carmelo di Praga, in alcune dichiarazioni diffuse dall'associazione internazionale Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS).
A suo avviso, la visita del Papa “ha il fine di restituire a Cristo visibilità e presenza nella coscienza delle persone”, anche se, “in base alle statistiche, appena un quarto della popolazione della Repubblica Ceca si dichiara credente”.
Nonostante le cifre e il basso numero di vocazioni, il Priore del Carmelo praghese si dice “ottimista”: “la situazione può cambiare molto rapidamente, come abbiamo già potuto verificare con i nostri occhi quando, vent'anni fa, è caduta la Cortina di Ferro”.
Il Priore dice di non essere sicuro che “il numero dei non credenti nella Repubblica Ceca sia davvero così alto come si dice”: “alcuni si sentono insicuri quando si affrontano questioni collegate a Dio, ma non sarei sicuro del fatto che manca la fede. Molti cechi che si dichiarano non credenti, inoltre, amano il Bambin Gesù di Praga, e sono sicuro che diventeranno suoi amici”.
Egli stesso, una vocazione adulta, si è fatto battezzare a vent'anni, quando studiava Matematica. Oggi quasi tutta la sua famiglia è cattolica.

Bambino Re

Il Bambin Gesù di Praga, venerato da credenti di tutto il mondo dal XVI secolo, si trova nella chiesa di Santa Maria della Vittoria, nel quartiere di Malá Strana, dal 1628. Attualmente riceve quasi un milione di pellegrini di tutto il mondo all'anno, e la sua devozione si è estesa a tutti i continenti, soprattutto all'India, dove esistono vari santuari.
Per padre Sleich, l'immagine del Bambin Gesù “tocca il cuore delle persone, anche non credenti”.
“Il cuore umano è sensibile di fronte all'immagine del Bambin Gesù, e il Natale è una festa amata e apprezzata da persone non molto credenti, anche se la Repubblica Ceca è considerata la Nazione più caratterizzata dall'ateismo in Europa”.
“Quando, nel nostro santuario, la gente ha davanti a sé Dio rappresentato come bambino, non prova paura; al contrario, perché reclama il nostro amore, il nostro cuore, le nostre mani e il nostro aiuto”, sottolinea il Priore.
La tradizione afferma che Santa Teresa d'Avila donò l'immagine a una nobile spagnola che, a sua volta, la offrì a sua figlia come dono di nozze quando questa si sposò a Praga. In seguito nella Guerra dei Trent'Anni, la statua venne profanata dai soldati protestanti della Sassonia, che le spezzarono le mani e la lasciarono su una pila di detriti dietro l'altare.
Secondo una leggenda, l'immagine è stata trovata dal carmelitano lussemburghese Cirilo a Matre Dei, al quale in una visione il Bambin Gesù chiese accoratamente di restituirgli le mani, promettendogli: “Quanto più mi onorerete, tanto più vi benedirò!”.
Erano profondamente devoti al Bambin Gesù di Praga, tra gli altri, Santa Teresa di Lisieux e Santa Teresa Benedetta della Croce. Il poeta francese Paul Claudel gli dedicò un poema. Di recente l'Arcivescovo di Praga, il Cardinale Miroslav Vlk, ha dichiarato la chiesa che ospita il Bambin Gesù di Praga secondo santuario del Paese.

“Il Piccolo Principe”

Il Priore del Carmelo di Praga rivela che il famoso romanzo “Il Piccolo Principe” di Antoine de Saint-Exupéry è ispirato al Santo Bambino.
“Quello che pochi sanno è che Antoine de Saint-Exupéry aveva una grande familiarità con la venerazione del Bambin Gesù di Praga. Il suo libro viene letto nelle scuole perché non è un'opera religiosa, ma lo è sicuramente ad un altissimo livello, perché si ispira direttamente al Bambin Gesù di Praga. Un bambino che viene dal cielo, che offre la sua amicizia, muore e ritorna in cielo...”.
“I bambini che visitano il Bambin Gesù di Praga capiscono che il Bambin Gesù non è una strana peculiarità cattolica e comprendono il suo messaggio”, ha aggiunto il sacerdote. “Sono proprio i simboli che non hanno bisogno di una lunga riflessione ad essere più efficaci”.

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BRIEFING SUL VIAGGIO APOSTOLICO DEL SANTO PADRE NELLA REPUBBLICA CECA

Alle ore 11.30 di questa mattina, nell’Aula Giovanni Paolo II della Sala Stampa della Santa Sede, il Rev.do P. Federico Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha tenuto un Briefing per illustrare il Programma del Viaggio Apostolico di Sua Santità Benedetto XVI nella Repubblica Ceca (26-28 settembre 2009).



“L’amore di Cristo è la nostra forza”: Benedetto XVI sabato prossimo nella Repubblica ceca, nel 20.mo anniversario della caduta del comunismo


Presentazione stamane nella Sala stampa vaticana del prossimo viaggio apostolico di Benedetto XVI nella Repubblica Ceca, in programma da sabato 26 a lunedì 28 settembre, ricorrenza di San Venceslao, patrono della nazione. Tre giorni con tanti appuntamenti, che sono stati illustrati nel dettaglio ai giornalisti dal direttore della Sala Stampa, padre Federico Lombardi. Il servizio di Roberta Gisotti:

“L’amore di Cristo è la nostra forza”, questo il motto che accompagnerà Benedetto XVI nel suo 13.mo viaggio apostolico il 7.mo in Europa, questa volta nella Repubblica ceca, che per la quarta volta accoglierà il Successore di Pietro, dopo le tre visite pastorali di Giovanni Paolo II nel ’90, ’95 e ’97. E, proprio nel contesto storico di una continuità di intenti - ha spiegato padre Lombardi - che va collocato questo viaggio di Benedetto XVI, che già nel ’92, allora prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede, ebbe occasione di visitare la capitale ceca. A Praga, il Santo Padre arriverà al mattino di sabato 26 settembre, facendo subito tappa nella chiesa di Santa Maria della Vittoria, che ospita la venerata statua del Bambino Gesù di Praga. Quindi nel pomeriggio incontrerà il presidente Vaclav Klaus e le autorità civili nel castello di Praga, e quelle ecclesiali nella Cattedrale. La domenica il Papa volerà a Brno, capoluogo della Moravia, dove presiederà la Messa e reciterà l’Angelus all’aeroporto locale e di rientro nella capitale parteciperà ad un incontro ecumenico nell’arcivescovado ed incontrerà il mondo accademico nel castello di Praga. Nell’ultimo giorno a suggellare la visita, Benedetto XVI celebrerà la Messa sulla spianata di Via di Melnik, nell’antica città di Starà Boleslav, particolarmente legata al culto di San Venceslao, che qui venne martirizzato.


Questo viaggio di Benedetto XVI – ha ricordato il direttore della sala stampa vaticana - giunge sul piano storico a 20 anni dalla caduta del comunismo, e sul piano ecclesiale nel 20.mo anniversario della canonizzazione di Agnese di Praga. Il tutto in un ambiente sociale oggi fortemente secolarizzato, dove la maggior parte della popolazione ceca non pratica e non si dichiara religiosa, e dove permangono questioni aperte nei rapporti tra Stato e Chiesa: si attende ancora che un accordo venga ratificato e si proceda anche alla restituzione dei beni ecclesiastici a suo tempo confiscati dal regime comunista. Da qui l’obiettivo di sostenere la Chiesa nella moderna nazione ceca, ha sottolineato padre Lombardi:


"Certamente c'è un'intenzione di incoraggiare la Chiesa perchè si senta portatrice di un contributo di vitalità, di speranza e di carità nella società ceca, anche secolarizzata, in cui si trova".



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Il messaggio del Papa per Praga: “L'amore di Cristo è la nostra forza”
A vent'anni dalla caduta del comunismo



CITTA' DEL VATICANO, martedì, 22 settembre 2009 (ZENIT.org).- Il viaggio che Papa Benedetto XVI compirà in Repubblica Ceca servirà per “incoraggiare la Chiesa perché si senta portatrice di un contributo di vitalità, di speranza e di carità nella società ceca, anche secolarizzata, in cui si trova”, ha affermato il portavoce della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi S.I.

Il portavoce vaticano ha rivelato questa mattina durante un briefing alcuni dettagli sul viaggio del Pontefice nella Repubblica Ceca, che giunge dopo tre visite di Giovanni Paolo II (1990, 1995 e 1997).

Il motto scelto dal Vescovo di Roma per il suo viaggio è “L'amore di Cristo è la nostra forza”. Il Papa arriva nel Paese su invito del Presidente della Repubblica Ceca, Václav Klaus, e della Conferenza Episcopale.

La visita alla Repubblica Ceca, tredicesimo pellegrinaggio di Benedetto XVI oltre i confini italiani, si svolgerà dal 26 al 28 settembre.

L'allora Cardinale Joseph Ratzinger visitò il Paese quando era prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede nel marzo 1992, per partecipare a un congresso sul Catechismo della Chiesa Cattolica.

Secondo quanto ha affermato padre Lombardi, questo viaggio, nel quale il Papa festeggerà il patrono della Nazione, San Venceslao, si inserisce nel contesto storico dei vent'anni dalla caduta del comunismo e del ventesimo anniversario della canonizzazione di Santa Agnese da Praga (1211-1282), figlia di Premysl Otakar I, re di Boemia, canonizzata da Giovanni Paolo II il 12 novembre 1989.

Il percorso di Benedetto XVI

Dopo essere atterrato all'aeroporto internazionale Stará Ruzyně di Praga, per prima cosa il Papa visiterà l'immagine del Bambin Gesù di Praga, nella chiesa di Santa Maria della Vittoria.

Alle 16.30 il Pontefice compirà una visita di cortesia al Presidente Klaus nel Palazzo Presidenziale di Praga. Poco dopo, nello stesso luogo, incontrerà le autorità politiche e civili e il Corpo Diplomatico.

Alle 18.00 presiederà i Vespri con i sacerdoti, i religiosi, le religiose, i seminaristi e i movimenti laicali nella Cattedrale dei Santi Vito, Venceslao e Adalberto di Praga.

Il giorno successivo, il Papa si trasferirà nella città di Brno. Nell'aeroporto Turany presiederà alle 10.00 la Messa, alla quale si attende la partecipazione di circa 150.000 fedeli. L'Eucaristia sarà seguita dalla recita dell'Angelus.

Alle 12.45 tornerà di nuovo a Praga, dove alle 17.15 è previsto un incontro ecumenico nella Sala del Trono dell'Arcivescovado, durante il quale pronuncerà un discorso.

Alle 18.00 incontrerà il mondo accademico nel Salone di Vladislav del Castello di Praga. Saranno presenti i rettori delle università del Paese, oltre a una rappresentanza dei docenti e degli studenti.

Lunedì 28 settembre, festa nazionale nella Repubblica Ceca, Benedetto XVI si recherà nella città di Stará Boleslav, dove parteciperà agli atti commemorativi del giorno di San Venceslao, patrono del Paese.

Nella spianata nella Via di Melnik incontrerà i giovani a partire dalle 9.45. I ragazzi e le ragazze, ha spiegato padre Lombardi, si riuniranno dalla notte precedente per prepararsi all'incontro. Sarà una sorta di giornata nazionale della gioventù.

La cerimonia di congedo si svolgerà all'aeroporto Stará Ruzyne di Praga alle 17.15. Mezz'ora dopo Sua Santità partirà per tornare a Roma.

Padre Lombardi ha ricordato ai giornalisti che quando Giovanni Paolo II si recò nel Paese, nel 1990, visitava per la prima volta una Nazione dell'ex blocco comunista dopo la caduta della Cortina di Ferro.

La Repubblica Ceca è nata insieme alla Slovacchia il 1° gennaio 1993, dopo la separazione pacifica e consensuale delle due entità nazionali che formavano la Cecoslovacchia.

La Chiesa in numeri

La Repubblica Ceca ha una popolazione di 10.380.000 abitanti, dei quali 3.290.000 cattolici (il 31,7% degli abitanti). Il Paese è ripartito in 9 circoscrizioni ecclesiastiche, con 2.576 parrocchie e 70 centri pastorali di altro tipo. Attualmente la Chiesa cattolica ceca conta 20 Vescovi, 1.956 sacerdoti, 1.725 religiosi, 160 membri laici di Istituti Secolari e 1.109 catechisti. I seminaristi minori sono 7, i maggiori 184.

Un totale di 15.977 studenti frequenta i 79 centri di istruzione cattolici, dalle scuole materne e primarie agli istituti superiori e alle università. Riguardo ai centri caritativi e sociali di proprietà e/o diretti da ecclesiastici o religiosi, la Chiesa cattolica nella Repubblica Ceca conta 50 ospedali, 98 ambulatori, 134 case per anziani, invalidi e minorati, alcuni orfanotrofi e asili nido, 59 consultori familiari e altri centri per la protezione della vita, 170 centri speciali di educazione o rieducazione sociale e 28 istituzioni di altro tipo.

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Benedetto XVI mostrerà le radici cristiane di Praga
Prima tappa del suo viaggio nella Repubblica Ceca



ROMA, giovedì, 24 settembre 2009 (ZENIT.org).- Maestosa, enigmatica, piena di cultura e storia. E' Praga, la capitale della Repubblica Ceca, che si prepara a ricevere questo sabato Benedetto XVI.

Si tratterà di un viaggio di tre giorni in cui il Pontefice vuole ricordare le radici e i valori cristiani del continente europeo e promuovere la libertà e la democrazia.

Praga è stata scenario di importanti avvenimenti storici del XX secolo: le due guerre mondiali, la rivoluzione russa, la caduta della Cortina di Ferro e l'inizio della democrazia. E' un luogo in cui si intrecciano elementi della cultura ceca, tedesca ed ebraica.

Per gli innumerevoli tesori d'arte, storia e architettura, è una delle 20 città più visitate del mondo. Riceve ogni anno 6 milioni di turisti. Il suo centro storico è stato dichiarato dall'UNESCO Patrimonio dell'Umanità.

Fondata nell'870, nasce dalla progressiva fusione di quattro piccoli agglomerati urbani: Hradcany, il Castello, a ovest della Moldova; Malá Strana, il piccolo quartiere nell'area sud del castello; Staré Mesto, la città vecchia, sul lato orientale opposto al castello; Nové Mesto, la città nuova a sud-ovest.

Il Bambin Gesù: una devozione di origine spagnola

Subito dopo la cerimonia di benvenuto e il discorso che offrirà al suo arrivo all'aeroporto internazionale Stará Ruzyne, questo sabato il Papa si dirigerà alla chiesa di Santa Maria della Vittoria, la cui cura pastorale è affidata ai Carmelitani Scalzi.

Il tempio, in origine luterano, ospita una statuetta venerata da secoli: il Bambin Gesù di Praga.

La storia di questa immagine inizia nel sud della Spagna. Si ignora il nome dello scultore, ma sembra che il luogo di provenienza sia un convento di Córdoba.

Da lì lo prese la regina Isabela Manrique de Lara y Mendoza. Sua figlia María Manrique sposò un nobile ceco, Vratislav di Pernstein.

Come dono di nozze, la ricevette sua figlia Polyssena, sposando Vilem di Rozumberk. Non avendo figli, la donna donò la statua al priore dei Carmelitani Scalzi nel 1628.

Tre anni dopo l'esercito di Sassonia conquistò Praga, saccheggiando i conventi e le chiese. La statua del Bambin Gesù subì gravi danni.

Venne ritrovata solo sei anni più tardi, quando si recò a Praga padre Cirillo della Madre di Dio, proveniente dal convento dei Carmelitani Scalzi della Baviera, che riuscì a far finanziare il restauro. Il Bambino tornò ad essere oggetto di culto e gli vennero attribuiti vari miracoli, come la salvezza della città in occasione di un assedio da parte degli svedesi.

Nel 1655 l'allora Vescovo ausiliare di Praga pose solennemente sulla sua testa una corona d'oro commissionata dal nobile Bernardo Ignazio di Martinic.

La statua venne posta nella cappella all'ingresso della chiesa, e in seguito, per l'affluenza dei pellegrini, venne spostata all'altare laterale centrale. Era il 1741.

Ora l'altare serve a sottolineare la spiritualità del Bambin Gesù. In linea orizzontale, alla sinistra c'è Maria, alla destra San Giuseppe. Con questo si vuole indicare che “il Santo Bambino di Praga è comprensibile solo all´interno del mistero dell´incrocio fra la famiglia divina e la famiglia umana”.

Oggi la festa del Bambin Gesù di Praga si celebra la prima domenica di maggio.

La statua è alta 47 centimetri. E' fatta di cera e si crede che abbia una struttura interna di legno.

Ha più di 100 abiti, confezionati e donati da alte personalità di tutto il mondo. Essendo un'immagine così delicata, solo alcune religiose specializzate ed esperte possono cambiare i vestiti.

La statua ha due corone: una originale del 1767, un'altra fatta tra il 1810 e il 1820.

Un castello ricco di arte e di storia

Un altro luogo millenario della capitale ceca che verrà visitato da Benedetto XVI questa domenica è il Castello, dalle dimensioni monumentali e imponenti: 570 metri di lunghezza e 128 di larghezza su una superficie di 7,28 ettari.

Secondo alcune ricerche archeologiche, la sua costruzione risale all'880 per ordine del principe Borivoj della dinastia dei Premyslidi.

E' stato la residenza del re di Boemia, degli imperatori del Sacro Romano Impero, dei Presidenti della Cecoslovacchia e dei Presidenti della Repubblica Ceca. E' stato anche sede episcopale.

Al suo interno si trova anche la chiesa di San Giorgio, accanto al monastero dei Benedettini, fondato nel 973 e che ospita notevoli opere d'arte.

Dal 1989 i turisti possono accedere ad altre aree del Castello come il Giardino Reale, la Sala della Pallacorda, i giardini meridionali e le scuderie imperiali.

Nel Salone di Vladislav il Papa incontrerà questa domenica il mondo accademico.





Il cardinale Spidlik: il Papa nella Repubblica Ceca per una Europa spiritualmente unita


Fervono gli ultimi preparativi nella Repubblica Ceca per il viaggio apostolico di Benedetto XVI in questa terra dal 26 al 28 settembre. Il Papa visiterà la capitale Praga, Brno, capoluogo della Moravia, e Stará Boleslav, luogo del martirio di San Venceslao, Patrono principale della nazione, la cui festa, lunedì prossimo, è l’occasione del viaggio. Il servizio del nostro inviato a Praga, Sergio Centofanti.

Praga è una delle città più belle del mondo: placidamente adagiata, come Roma, sui dolci pendii di sette colli e attraversata dalle curve sinuose del fiume Moldava, le cui acque, solcate da vecchi e nuovi ponti, riflettono le immagini suggestive di un passato che ci parla di una fede tradotta in romanico, gotico e barocco. Piccola perla d’Europa. In queste terre, oltre mille anni fa, iniziarono la loro missione i fratelli Cirillo e Metodio per gettare i primi ponti tra il mondo ebraico-greco-latino e quello slavo, inventando un alfabeto grazie al quale queste popolazioni poterono leggere il Vangelo nella loro lingua.


Ma i due fratelli non ebbero vita facile nella costruzione di questi ponti di dialogo. E così chi li imitò. Questa è una terra di martiri: San Venceslao, ucciso perché con il Vangelo mise in questione gli interessi dei potenti; Santa Ludmilla, nonna di Venceslao, strangolata perché i suoi consigli erano semplicemente “cristiani”; Sant’Adalberto, trafitto dalle lance per aver annunciato che Gesù è Dio fatto carne; San Giovanni Nepomuceno, lasciato annegare nel Fiume Moldava perché non volle svelare al re i segreti del confessionale; San Giovanni Sarkander, torturato e ucciso perché durante le guerre di religione non stava con nessuno se non con la pace di Dio.


Terra del dolore e della risurrezione: a Brno, nel carcere fortezza dello Spielberg, il patriota italiano Silvio Pellico, dopo otto anni di sofferenze, ritrovò la fede e il perdono per i persecutori, scrivendo “Le mie prigioni”, primo trattato sui diritti dei detenuti. Terra violentata da due dittature: quella nazista e quella comunista che ebbero la pretesa illusoria di costruire un mondo contro Dio e senza Dio. Vent’anni fa cadeva il regime filosovietico che pensava di risolvere le ansie dell’uomo sul piano economico e materiale. E proprio vent’anni fa, Giovanni Paolo II canonizzava Agnese, principessa boema che nel XIII secolo distribuì ai poveri tutti i suoi beni per seguire Cristo crocifisso. Forse meno logico, ma più convincente.


Le ansie dell’umanità sono state ben descritte da un grande scrittore nato a Praga, Franz Kafka, vissuto a cavallo tra ‘800 e ‘900. Nelle sue opere (La Metamorfosi, Il Processo, Il Castello) l’uomo è sovrastato da una colpa misteriosa che deve espiare senza sapere il perché. Un male irrisolvibile che schiaccia la vita nei meandri di una quotidianità senza senso. Giovanni Paolo II, nei suoi tre viaggi in questo Paese, ha annunciato la Verità che libera da questo peso insostenibile e dalle violenze che ne derivano: ha annunciato la misericordia di Dio. A cui deve seguire il perdono dell’uomo. E così ha chiesto perdono e offerto perdono: per le sofferenze inflitte – e lo ha detto chiaramente nel caso di Jan Hus, il riformatore boemo ucciso sul rogo nel 1415 - e per le sofferenze subìte. Il perdono di Dio appartiene ad un’altra logica, ha un’altra grammatica, e genera pensieri e azioni completamente nuovi. E soprattutto ha i suoi misteriosi tempi nel produrre frutti e che l’umanità insofferente – nella sua fretta - non riesce a comprendere. Benedetto XVI viene in questa terra sulle orme di Giovanni Paolo II invitando a non avere paura, a non dubitare, a ripartire dalla fede: i tempi sono di Dio. I mulini del Signore – dice un proverbio ceco – macinano lentamente, ma macinano certamente.


Personalità di spicco della Chiesa ceca è il cardinale Tomáš Špidlík, nato 90 anni fa a Brno, in Moravia. Gesuita, costretto ai lavori forzati durante la guerra prima dai nazisti e poi dai comunisti, è diventato sacerdote a 30 anni in mezzo a difficoltà di ogni tipo. Noto per i suoi studi e per i suoi libri sulla spiritualità delle Chiese d’Oriente, vive e lavora al Centro Aletti di Roma con padre Marko Ivan Rupnik. Da quasi 50 anni collabora con la Radio Vaticana, con la sua meditazione del venerdì. Giovanni Paolo II lo ha creato cardinale nel 2003. Al cardinale Tomáš Špidlík, la collega Helene Destombes ha chiesto quale sia il significato di questa visita di Benedetto XVI in Cechia:

“Giovanni Paolo II è venuto qui 20 anni fa, quando è caduto il muro di Berlino e quindi quando è caduto il comunismo ed è nata la nuova Europa. Giovanni Paolo II ha affermato che scopo della sua visita era quello di lavorare all’unità spirituale dell’Europa. Benedetto XVI viene 20 anni dopo e viene proprio a Praga che è il centro geografico dell’Europa. Allora questa nuova visita del Papa ci fa pensare: dobbiamo fare un’Europa spiritualmente unita. Il viaggio del Papa non è un viaggio politico ma spirituale. I cechi sono un popolo di origine orientale che però è vissuto 2000 anni nella civiltà e nella cultura occidentale: così possono conciliare queste due mentalità affinché l’Europa - che per tanto tempo è stata divisa in due - possa tornare ad essere una sola Europa”.



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Fede e speranza al centro del viaggio di Benedetto XVI nella Repubblica Ceca. Alla vigilia dell’arrivo del Papa a Praga, il cardinale Vlk si sofferma sulla vita della Chiesa in Cechia



Benedetto XVI inizia domani nella Repubblica Ceca il suo 13.mo viaggio apostolico internazionale. La visita, che durerà tre giorni, si svolge in occasione della festa di San Venceslao, Patrono principale del Paese. Il servizio del nostro inviato a Praga Sergio Centofanti:

“L’amore di Cristo è la nostra forza”: è il motto di questo viaggio apostolico che porterà il Papa a Praga, Brno, capitale della Moravia, e Stará Boleslav, luogo del martirio di San Venceslao. Benedetto XVI giunge nella Repubblica Ceca a 20 anni dalla caduta del regime comunista; una terra posta nel cuore dell’Europa e che – ha detto il Papa nell’Angelus di domenica scorsa – dopo essere passata attraverso i drammi del secolo scorso, ha bisogno come l’intero continente di ritrovare le ragioni della fede e della speranza:


“Sulle orme del mio amato predecessore Giovanni Paolo II, che visitò quel Paese per ben tre volte, anch’io renderò omaggio agli eroici testimoni del Vangelo, antichi e recenti, e incoraggerò tutti ad andare avanti nella carità e nella verità. Ringrazio fin d’ora quanti mi accompagneranno con la preghiera in questo viaggio, perché il Signore lo benedica e lo renda fruttuoso”.


La Cechia - con l’Estonia - è lo Stato europeo in cui è più diffuso l’ateismo. E ha uno dei più bassi livelli di natalità del mondo: le morti superano le nascite. Aborti e divorzi prosperano. Mancano le ragioni del vivere – dicono i vescovi del Paese – prevalgono egoismo e pessimismo. Anche la comunità cattolica è colpita da secolarizzazione e crisi d’identità. Su un 30% di fedeli solo un quinto è praticante. Scarseggiano le vocazioni sacerdotali. Di qui l’appello dei vescovi a vincere la timidezza della testimonianza, a non vergognarsi di manifestare le verità della fede. Nel tempo in cui era considerata oppio dei popoli in molti hanno pagato di persona per non rinnegarla. Era la Chiesa del silenzio, ma un silenzio eloquente. Del resto, questa è una terra di martiri: San Venceslao, duca di Boemia, voleva diffondere il cristianesimo, più di mille anni fa, portando giustizia e pace. A quanti gli si opponevano, diceva: “Se Dio vi dà noia, perché volete impedire agli altri di amarlo?”. Venne ucciso in una imboscata tesa dal fratello. “La Chiesa non cerca privilegi” – ha ribadito Benedetto XVI nella visita ad Limina dei vescovi cechi nel 2005 – e non ha “obiettivi di potere o di interesse egoistico”: chiede “solo di poter svolgere la sua missione” evangelizzatrice e di promozione umana per portare a tutti “nella gioia, la carità di Dio, che è Amore”. Quando le “viene riconosciuto questo diritto, in realtà, è l’intera società che ne trae vantaggio”. E indica le tante opere messe in atto dalla Chiesa in Cechia: ospedali, orfanatrofi, case per anziani e disabili, iniziative per i più poveri, consultori familiari e scuole. Il Papa viene nel cuore dell’Europa per incoraggiare quanti vivono in modo autentico la fede: sono un “piccolo granello di senape”, ma Dio non cessa di farlo crescere.


Ma quale significato ha per la Chiesa in Cechia questo viaggio del Papa? Sergio Centofanti lo ha chiesto al cardinale arcivescovo di Praga, Miloslav Vlk:

R. – Noi siamo un Paese in cui la fede cattolica, la fede cristiana, non è molto diffusa; la Chiesa è stata emarginata e lo è tuttora: siamo al margine! Nel periodo del controllo comunista, la maggioranza della Chiesa – soprattutto i laici – è rimasta passiva. E’ evidente, quindi, che il Santo Padre viene per rafforzare i fedeli: questo è il senso della sua venuta.


D. – Quali sono le sfide principali della Chiesa ceca, oggi?


R. – La Chiesa ceca, oggi, deve evolversi, aprirsi sempre più alla società, dialogare con essa perché ci sono – soprattutto tra i politici – tanti pregiudizi contro la Chiesa. E’ necessario mostrare attraverso il dialogo che i pregiudizi non sono veri.


D. – A 20 anni dalla caduta del comunismo, come è cambiata la situazione nel Paese?


R. – Politicamente, non c’è stato un grande progresso. Si è avviata una trasformazione economica, ma questa trasformazione si è fatta senza una base di valori. C’è tanta corruzione, non c’è una democrazia vera, seria, profonda.


D. – Lei ha vissuto la persecuzione comunista; per otto anni ha fatto il lavavetri a Praga. Come ricorda quel periodo?


R. – Per me – da un punto di vista spirituale – è stato un periodo molto forte, perché all’inizio avevo perso tutto: avevo perso la possibilità di svolgere pubblicamente il ministero sacerdotale, di predicare, di amministrare i Sacramenti e questa realtà mi ha portato a capire che Gesù Cristo è diventato Sommo Sacerdote sulla Croce, quando non ha potuto più muoversi, quando non ha potuto più benedire, quando non ha potuto più parlare. E io, in quel periodo, avendo perso tutto, mi sono sentito molto vicino a Gesù crocifisso e abbandonato e mi sono sentito veramente sacerdote. Per me è stata una grande grazia, perché ho scoperto di poter ritrovare Gesù, essere in contatto con Lui anche nel dolore, nelle situazioni negative – secondo le parole di Isaia nel capitolo 53, “l’uomo dei dolori”. In secondo luogo ho sperimentato la comunione con i fratelli, con i quali ho vissuto con Gesù in mezzo a noi, Gesù risorto – secondo la spiritualità focolarina – e questo mi ha sostenuto molto. Questa esperienza è stata molto, molto forte.


Domani, dopo la cerimonia di benvenuto, la prima tappa del Papa sarà la visita al Bambino Gesù di Praga nella chiesa di Santa Maria della Vittoria. Benedetto XVI sarà accolto da alcune famiglie con bambini; quindi si raccoglierà in preghiera silenziosa per imporre, subito dopo, una corona d’oro sulla statua raffigurante Gesù Bambino, un’opera in legno ricoperto di cera. Il Santuario è retto dai Carmelitani scalzi. Marketa Sindelarova ha intervistato il priore, padre Petr Sleich:

R. – Il luogo dove si espone la famosa statua del Gesù Bambino di Praga - che conoscono tanti italiani e tanti altri - è uno dei Santuari principali dell’arcidiocesi di Praga: da qui la devozione a Gesù Bambino si è diffusa un po’ in tutto il mondo. Infatti, ci sono tantissimi pellegrini di lingua inglese, spagnola, italiana, portoghese, francese, ed è proprio bello incontrare qui tutti questi visitatori che vengono con il cuore aperto ad affidare la propria vita e la vita dei propri cari a Gesù Bambino che sanno non essere un Dio che fa spavento ma un Dio che ci vuole tanto bene e che ha anche bisogno del nostro amore.


D. – Ci può raccontare la storia della statua del Gesù Bambino di Praga?


R. – La statua originale che si conserva qui al Santuario è un frutto spirituale della Spagna al tempo di Sant’Ignazio di Loyola e di Santa Teresa di Gesù, cioè siamo nel ’500 spagnolo. Da lì questa statua viene in possesso di una famiglia di Praga e 70 anni più tardi viene regalata a un convento di Carmelitani scalzi dove si conserva fino ad oggi. E’ bellissimo che quando è arrivata presso il convento subito si è diffusa una bella devozione perché tanta gente che ha pregato davanti a questo piccolo Gesù ha ricevuto delle grazie. Una delle prime grazie raccontate dalle cronache del monastero riguarda un confratello carmelitano scalzo che soffriva di depressioni forti: i diari del tempo ci dicono che i suoi confratelli nel convento erano molti grati a Dio per aver curato questo confratello. Sappiamo che nella fede non si devono calcolare solo i miracoli, gli eventi straordinari, ma anche tutti i momenti in cui Dio ci aiuta concretamente nel quotidiano. Per esempio molti hanno pregato qui per poter avere dei bambini. Abbiamo un caso di una famiglia italiana che ha vissuto a Londra e dopo lunghi anni di preghiere ci ha mandato una foto di due gemelli! Io dico alla gente che non so se sia stato un miracolo o un caso del tutto naturale, ma è più di un miracolo! Sono due bambini! E sono arrivati dopo che queste persone hanno pregato. Questo la gente lo capisce. Io dico: quando pregate Gesù Bambino, Lui vi ascolta e state attenti … perché dopo potete avere anche molto lavoro! Così il Papa vuole incontrare anche i bambini perché Cristo vuole incontrare i bambini; vuole dare l’esempio di uno che ricorda Gesù, di uno che prega, un esempio che va bene non solo per i bambini ma per noi tutti.


Radio Vaticana
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Il papa in Repubblica Ceca. In 81 sul volo papale
Scritto da Salvatore Scolozzi

“L’amore di Cristo è la nostra forza” sarà il tema del tredicesimo viaggio internazionale di papa Benedetto XVI, alla volta della Repubblica Ceca, previsto tra il 26 e il 28 settembre prossimi.
Sarà una tre giorni intensa, per festeggiar e San Venceslao, patrono della Nazione, la cui memoria liturgica è proprio il 28 settembre, con una grande cerimonia alla presenza di Sua Santità. Partirà alle 9,20 di domani 26 settembre l’Airbus A 320 dell’Alitalia, volo papale codice AZ 4000. A bordo, oltre il Santo Padre, il seguito papale, i giornalisti ammessi al volo, un funzionario della Sala stampa vaticana e uno dell’Alitalia. In tutto, viaggeranno con il Santo Padre 80 persone.



La Segreteria di Stato delle Santa Sede ha reso noto l’elenco del seguito papale, composto da due cardinali e un vescovo, 8 sacerdoti e 18 laici. A capo del seguito il. Il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato. L’altro cardinale sarà Giovanni Coppa, Nunzio apostolico emerito. Unico vescovo il sostituto alla Segreteria di Stato, S.E.R. Mons. Fernando Filoni. Tra i sacerdoti, Mons. Guido Marini, maestro delle celebrazioni liturgiche, Mons. Georg Gänswein, segretario particolare del papa, coadiuvato da Mons. Alfred Xuereb. Per la Segreteria di Stato, inoltre, saranno presenti Mons. Jan Vokàl e Mons. Charles Drennan.

Faranno parte del seguito anche i coadiutori liturgici di mons. Marini, Mons. Giulio Viviani e Mons. Piero Stefanetti. A curare i rapporti con i tanti media del mondo che seguiranno la visita, il direttore della Sala Stampa vaticana, del CTV e della Radio vaticana, P. Federico Lombardi, S.J. e il funzionario della Sala Stampa, Vik van Brantegem.

Tra i laici anche il dott. Alberto Gasbarri, responsabile dell’organizzazione del viaggio, coadiuvato dal dott. Paolo Corvini, e il Prof. Giovanni Maria Vian, direttore de L'Osservatore Romano. Nel seguito anche il medico personale del papa, dott. Patrizio Polisca, il dott. Giampiero Vetturini, Direttore dei servizi sanitari S.C.V. e l’assistente di camera del papa, Paolo Gabriele.

La sicurezza del Santo Padre sarà garantita dai 5 della gendarmeria vaticana, guidati dal dott. Domenico Giani, oltre che dal Ten. Col. Jean Daniel Pittelloud e dal Cap. Frowin Bachman. della Guardia Svizzera pontificia.

Tra i media della Santa Sede, faranno parte del seguito il fotografo dell’Osservatore Romano, Francesco Sforza, due operatori del CTV e due della Radio vaticana. L’assistente dall’Alitalia è Stefania Izzo, responsabile per i trasferimenti aerei.

49 i giornalisti accreditati viaggeranno con Benedetto XVI, di cui 20 per testate italiane e 4 per conto di media vaticani. Tra questi ultimi, ci saranno Alessandro Di Bussolo e Simone Coali per il CTV, Mario Ponzi e Simone Risoluti per L’Osservatore Romano. Gli altri 25 giornalisti rappresentano le più importanti testate giornalistiche mondiali. Tra tutti i giornalisti, 3 sono photoreporter: Massimiliano Cito per AFP-ANSA-AP-Reuters, Alessia Giuliani per Catholic Press Photo e Gregorz Galazka per la SIPA.

Per le testate televisive lavoreranno 18 giornalisti, di cui 10 corrispondenti, 7 cameramen e un producer. Tra i corrispondenti, Giuseppe De Carli, direttore della Struttura Rai Vaticano, Stefano Maria Paci, SkyTg24, Cristiana Caricato di Sat 2000, Mons. Guido Todeschini di Telepace, e 1 giornalista rispettivamente per Televisiva, ZDF, Fox News, ABC News, KTO TV e Canal 13 Tv UC Chile.

Tra i cameramen e producer gli inviati delle agenzie EU Pool TV (Stefano Belardini), AP-Reuters pool TV (Gabriele Pileri), Sky Tg24 (Paolo Pineschi), Telepace (Alessandro Speri) e Sat 2000 (Andrea Tramontano).
I redattori di giornali, agenzie e periodici saranno 24. Per i quotidiani italiani saranno presenti Giacomo Galeazzi (La Stampa), Franca Giansoldati (Il Messaggero), Mimmo Muolo (Avvenire), Marco Politi (La Repubblica), Andrea Tornelli (Il Giornale) e Gian Guido Vecchi (Corriere della Sera). Per i quotidiani stranieri Jouan Gonzalez Boo (ABC), Jaen Marie Guénois (Le Figaro), Stéphanie Le Bars (Le Monde).

Tra gli inviati delle agenzie di stampa, per l’Ansa, Elisa Pinna e per l’ApCom, Serena Sartini. Tra le altre agenzie, segnaliamo la EFE, l’Alex Sprinter Verlag, la I.Media, la CIC, AFP, AP e CNS. Per i periodici, invece, i giornalisti saranno 2, tra cui Alberto Bobbio (Famiglia Cristiana). Tra i tre giornalisti radiofonici abbiamo Riccardo Cristiano (Rai – Gr) e gli inviati di Cadena Cope, RNE.

Dopo un volo di 2 ore e 10 minuti, 935 km percorsi, il volo papale atterrerà alle ore 11:30 all’aeroporto internazionale Starà Ruzyne di Praga, dopo aver attraversato Italia, Austria, Germania e Repubblica Ceca. Già Domenica mattina il papa si sposterà a Brno, per la messa nella spianata accanto all’aeroporto Turany di Brno. Questo spostamento d 200km sarà assicurato da un aereo presidenziale CJ A319 della Repubblica Ceca. Lo stesso aereo riporterà a Roma il Santo Padre, il seguito e i giornalisti ammessi, con partenza alle 17:45 dall’aeroporto internazionale di Praga alla volta dell’aeroporto di Ciampino a Roma.
Ultimo aggiornamento ( Venerdì 25 Settembre 2009 08:21 )
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PAPA A PRAGA: CARD. VLK, DOPO COMUNISMO DESERTO SPIRITUALE

(AGI) - Praga, 25 set.

(dall'inviato Salvatore Izzo)

Nella suggestiva piazza dell'Orologio, luogo per nulla lugubre delle esecuzioni capitali nella ''citta' vecchia'', affollata come sempre da turisti in attesa di vedere, tra i personaggi storici, anche i dodici Apostoli e i 4 Evangelisti accompagnare i rintocchi delle ore, a dispetto di una cosi' singolare testimonianza delle radici cristiane nel pieno centro di Praga, solo un paio di bandiere bianco-gialle segnalano l'arrivo - previsto per domani alle 11 - di Benedetto XVI nella Repubblica Ceca, paese che con l'Estonia condivide il triste primato di nazione piu' atea del mondo: il 59 per cento della popolazione si dichiara ateo, mentre i cattolici sono il 31 per cento con una pratica religiosa che all'interno del gruppo a malapena raggiunge il 5.
''In questo Paese - denunciano i vescovi nel messaggio che annuncia la visita del Papa - mancano le ragioni del vivere e prevalgono egoismo e pessimismo: le morti superano le nascite, aborti e divorzi prosperano, scarseggiano le vocazioni sacerdotali''.
Nel 1990 - quando Giovanni Paolo II vi compi' il suo primo viaggio dopo la caduta dei muri - l'allora Cecoslovacchia sembro' rifiorire alla speranza, ma la successiva secessione della Slovacchia ha fatto cadere ogni illusione in una popolazione che sembra oggi condannata alla rassegnazione, come testimonia il tasso di natalita' piu' basso d'Europa. ''Durante il comunismo, la figura del Papa era vista dal regime con disprezzo'', racconta il card. Myiroslav Vlk, arcivescovo di Praga, che durante gli anni del comunismo si guadagnava da vivere facendo il lavavetri. Definito ''nemico del popolo'', il Papa, ricorda il porporato, ''era calunniato, attaccato, umiliato dai comunisti.
Il Vaticano era considerato il collaboratore dell'imperialismo capitalista.
Le nostre diocesi erano senza vescovi, perche' erano costretti al confine o messi in prigione. La Chiesa, i sacerdoti e i fedeli laici erano perseguitati. Su questo sfondo doloroso era quasi scontato che il Papa per noi diventasse il padre di tutti. Facile capire quale significato abbia assunto la visita di Giovanni Paolo II: il passato duro aveva fatto fiorire un amore specialissimo del popolo verso il Papa''.
Un amore che, per il card. Vlk, ''e' rimasto intatto sino ai nostri giorni in molti fedeli'', ma non ha impedito che la Chiesa fosse emarginata: ''siamo - rileva - un Paese in cui la fede cattolica, la fede cristiana, non e' molto diffusa e dove la Chiesa e' al margine''. ''Ci sono, soprattutto tra i politici - spiega l'anziano arcivescovo - tanti pregiudizi contro la Chiesa'', ma soprattutto c'e' stata, una sorta di ''desertificazione'' delle anime, in una nazione ''violentata da due dittature, prima il nazismo e poi il comunismo'', che avevano in comune il rifiuto di Dio e la volonta' di massacrare la Chiesa, perseguitando gli uomini di fede e corrompendo quelli tra loro che apparivano piu' deboli. ''Caduto il comunismo - continua Vlk - si e' avviata una trasformazione economica, ma questa trasformazione si e' fatta senza una base di valori. C'e' tanta corruzione, non c'e' una democrazia vera, seria, profonda''.
''Se Dio vi da' noia, perche' volete impedire agli altri di amarlo?'', chiedeva San Venceslao che venne ucciso in una imboscata tesa dal fratello. Una domanda che il Papa teologo rivolgera' in questi giorni agli uomini di potere che in questo Paese hanno finora impedito la restituzione di troppi edifici ecclesiastici, come la stipula di intese Stato-Chiesa e di un Concordato con la Santa Sede che tarda ad arrivare perche' i partiti divisi su tutto sembrano uniti solo nel dipingere all'opinione pubblica la Chiesa come ''sfruttatrice e ladrona''.
Domani, dopo la cerimonia di benvenuto, la prima tappa del Papa sara' la visita al Bambino Gesu' di Praga nella chiesa di Santa Maria della Vittoria. Benedetto XVI sara' accolto da alcune famiglie con bambini; quindi si raccogliera' in preghiera silenziosa per imporre, subito dopo, una corona d'oro sulla celebre statua raffigurante Gesu' Bambino, in legno ricoperta di cera.

© Copyright (AGI)


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ALITALIA: ACCOMPAGNERA' PAPA NEL VIAGGIO APOSTOLICO IN REPUBBLICA CECA

Sara' Alitalia ad accompagnare Sua Santita' Benedetto XVI nel viaggio apostolico nella Repubblica Ceca che avra' inizio domani 26 settembre. Il volo sara' effettuato con un nuovissimo Airbus A320 entrato in flotta alla fine di maggio.
L'equipaggio e' composto da 2 comandanti, 1 primo ufficiale e 6 assistenti di volo, scelti tra quanti si sono distinti per professionalita' e impegno nel corso della loro carriera professionale. Coordinatore del Volo e' il Comandante Roberto Germano, Direttore Operazioni Volo Alitalia. Il comandante titolare e' Giacomo Belloni con 10.600 ore di volo all'attivo.
L'Airbus decollera' dall'aeroporto di Roma Ciampino alle 9.20 ed arrivera' all'aeroporto internazionale di Praga alle 11.30. A bordo dell'aereo saranno presenti anche i giornalisti che seguono Sua Santita' Benedetto XVI e la delegazione pontificia. ''Alitalia - si legge in una nota - e' onorata di essere la Compagnia prescelta dalla Santa Sede per i viaggi apostolici di Sua Santita' all'estero e di mettere a servizio della delegazione pontificia l'affidabilita' e la qualita' dei propri servizi''.

© Copyright Asca


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BOEMIA E MORAVIA, REALTÀ DIVERSE

Resta aperto il contenzioso sui beni ecclesiastici

Nella Repubblica Ceca i cattolici sono poco più di tre milioni, circa il 30 % della popolazione. Ma la cifra si riferisce ai battezzati, mentre la pratica religiosa è molto bassa.
A Praga, una delle città più secolarizzate del continente, non va oltre il 5 %. E in tutta la diocesi della capitale, che ricopre gran parte della Boemia, lo scorso anno c’è stata una sola ordinazione sacerdotale.
Più consolante invece la situazione in Moravia e nel suo capoluogo, Brno, dove resiste un cattolicesimo popolare dalle solide radici. Benedetto XVI vi si recherà domenica per celebrare una solenne Messa all’aperto che rappresenterà il momento più partecipato della sua visita. La Chiesa cattolica è presente nella Repubblica Ceca con molti centri educativi e assistenziali ma, a vent’anni dalla caduta del comunismo, resta ancora aperto il contenzioso con lo Stato per la restituzione dei beni ecclesiastici confiscati nel 1948. Si tratta di 3.500 edifici e 72mila ettari di terreni. All’inizio degli anni Novanta la Chiesa è tornata in possesso di un centinaio di luoghi di culto e di monasteri, poi tutto si è bloccato. Ed anche l’ipotesi di una graduale compensazione finanziaria è stata recentemente bocciata da una commissione del Parlamento. ( L.Gen.)

© Copyright Avvenire, 25 settembre 2009


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Un evento unico nella storia della diocesi di Brno

di VojtEch Cikrle
Vescovo di Brno

È per la prima volta (a partire dalla sua fondazione nell'1777) che la diocesi di Brno riceve la visita del successore di Pietro. La preparazione della liturgia eucaristica domenicale, che il Papa celebrerà all'aeroporto di Brno-Turany, alla presenza di centomila fedeli, è il frutto di un'ampia collaborazione tra diverse organizzazioni religiose e civili. Ciò sta a significare quanto l'attesa sia condivisa dall'intera comunità.
La celebrazione si svolgerà nei pressi dell'aeroporto internazionale, in un ampio anfiteatro naturale, dove è stato allestito l'altare papale. Si tratta di un grande palco coperto con un baldacchino, sovrastato da una croce metallica alta dodici metri che in seguito sarà trasferita nei pressi della cattedrale di Brno e resterà a ricordo della visita di Benedetto XVI.
Lungo la strada attraverso la quale il Papa raggiungerà, in macchina, il luogo della celebrazione, è stata collocata un àncora alta undici metri. Vuole simboleggiare la virtù teologale della speranza, tema principale della celebrazione. Vicino all'altare sarà collocata anche la statua della Madonna di Turany, probabilmente la più antica di tutta la Moravia. È conosciuta come la Madonna nelle spine, nome derivato dal luogo di ritrovamento, un grande rovo appunto.
Nei secoli passati questa statua mariana attirava un gran numero di pellegrini. I fedeli della parrocchia di Turany accompagneranno a piedi in pellegrinaggio la statua, all'alba della domenica della celebrazione pontificia e la collocheranno accanto all'altare.
Moltissimi giovani arriveranno a Brno già fin da sabato e pernotteranno in una tendopoli appositamente allestita. L'attesa dell'incontro con il Papa sarà vissuta tra momenti di preghiera e di riflessione. Si svolgerà anche un evento musicale, il "Concerto della speranza".
La preparazione spirituale all'evento è stata curata dalla Conferenza episcopale ceca in stretta collaborazione con la diocesi di Brno. Nelle chiese cattoliche di tutta la Repubblica Ceca si sono lette cinque lettere pastorali dei vescovi; sono stati pubblicati due sussidi con le preghiere, meditazioni. In questi ultimi giorni si sta celebrando una novena proprio in preparazione alla visita pontificia.
Nella nostra diocesi molti hanno accolto la proposta che abbiamo chiamato "Ogni giorno un sms dal Papa", preparata dal Centro diocesano per la catechesi. Il contenuto dei messaggi, inviati a chiunque abbia manifestato la volontà di riceverli, è stato scelto giornalmente seguendo le tracce delle ultime tre encicliche pontificie. All'iniziativa hanno aderito un grande numero di partecipanti; dopo soli pochi giorni già ottomila persone avevano chiesto di ricevere gli sms. Ogni giorno se ne sono aggiunte tante altre. Per noi è stato un motivo di gioia e di sorpresa, ma anche la conferma del clima di attesa che accompagna questa vigilia storica per la città.
Inoltre ho invitato tutti i fedeli della diocesi di Brno ad accostarsi, prima della visita del Papa al sacramento della riconciliazione: è stato necessario chiedere la collaborazione di più confessori perché si rendessero disponibili anche fuori dagli orari consueti.
Che cosa ci attendiamo dalla visita del Papa? Sappiamo che Benedetto XVI non viene per porre l'attenzione su di sè. Viene, nella pienezza del suo ministero di servizio, per rinnovare in noi la consapevolezza dell'amore di Cristo, per riproporci i valori del suo Regno. La vita spirituale non consiste soltanto nella partecipazione alla liturgia, ma soprattutto nel "dialogo con Dio". Per questo i frutti della giornata solenne che ci è dato di vivere con lui, dipenderanno non soltanto dai doni spirituali che potremo ottenere, ma anche dallo sviluppo di essi nella vita quotidiana futura.
Ci aspettiamo quindi un incoraggiamento alla vita forgiata dallo Spirito Santo in ognuno di noi, i cui frutti sono, secondo la lettera di san Paolo ai Galati, "amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé".
Essendo il tema principale della celebrazione di Brno la speranza fondata in Cristo, ci attendiamo anche una nuova spinta nella ricerca della speranza per la società civile e per le persone che non riescono a trovarla, in una realtà che, come quella attuale del nostro Paese, non ne la lascia intravedere uno spiraglio. Ci attendiamo anche che l'incontro con il Papa porti molte persone, anche quelle che non si dichiarano credenti, a porsi delle domande importanti sul senso da dare alla loro vita, e a trovare in lui e con lui quelle risposte che stanno affannosamente cercando. Sono certo che grazie all'incontro con il Papa ci sentiremo tutti ancor più incoraggiati a non abbandonare mai questa ricerca e a perseverare.

(©L'Osservatore Romano - 25 settembre 2009)


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VIAGGIO APOSTOLICO DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI NELLA REPUBBLICA CECA (26-28 SETTEMBRE 2009) (I)



LA PARTENZA DA ROMA


Ha inizio questa mattina il 13° Viaggio internazionale del Santo Padre Benedetto XVI, che lo porta nella Repubblica Ceca.

Il Papa è arrivato da Castel Gandolfo all’aeroporto di Ciampino (Roma) poco dopo le ore 9 e, prima della partenza, si è intrattenuto brevemente con il Presidente del Consiglio italiano, On. Silvio Berlusconi, che lo ha poi accompagnato alla scaletta dell’aereo.

L’aereo con a bordo il Santo Padre - un Airbus 320 dell’Alitalia - è partito dall’aeroporto di Ciampino (Roma) alle ore 9.45. L’arrivo all’aeroporto internazionale Stará Ruzyně di Praha è previsto per le ore 11.30.



TELEGRAMMI A CAPI DI STATO

Nel momento di lasciare il territorio italiano, e nel sorvolare poi gli spazi aerei di Austria e Germania, il Santo Padre Benedetto XVI ha fatto pervenire ai rispettivi Capi di Stato i seguenti messaggi telegrafici:

A SUA ECCELLENZA
ON. GIORGIO NAPOLITANO
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA
PALAZZO DEL QUIRINALE
00187 ROMA

NEL MOMENTO IN CUI MI ACCINGO A INTRAPRENDERE IL VIAGGIO APOSTOLICO NELLA REPUBBLICA CECA MI È GRADITO RIVOLGERE A LEI SIGNOR PRESIDENTE E A TUTTI GLI ITALIANI IL MIO AFFETTUOSO E BENEAUGURANTE SALUTO CHE ACCOMPAGNO CON OGNI PIÙ CORDIALE ED ORANTE AUSPICIO DI PACE E DI SERENITÀ

BENEDICTUS PP XVI




SEINER EXZELLENZ
HERRN DOKTOR HEINZ FISCHER
BUNDESPRÄSIDENT DER REPUBLIK ÖSTERREICH
WIEN

AUF DER REISE ZU MEINEM PASTORALBESUCH IN DER TSCHECHISCHEN REPUBLIK ÜBERFLIEGE ICH DAS HOHEITSGEBIET DER REPUBLIK ÖSTERREICH. DIES IST MIR EIN WILLKOMMENER ANLASS IHNEN VEREHRTER HERR BUNDESPRÄSIDENT UND DEM GANZEN ÖSTERREICHISCHEN VOLK HERZLICHE GRÜSSE ZU SENDEN(.) DER HERR SCHENKE IHNEN ALLEN SEINEN SEGEN

BENEDICTUS PP XVI

[A SUA ECCELLENZA
IL DOTTOR HEINZ FISCHER
PRESIDENTE FEDERALE DELLA REPUBBLICA D’AUSTRIA
VIENNA

DURANTE IL MIO VIAGGIO PER LA VISITA PASTORALE NELLA REPUBBLICA CECA SORVOLO IL TERRITORIO SOVRANO DELLA REPUBBLICA D’AUSTRIA. MI È GRADITA L’OCCASIONE PER INVIARE A LEI, STIMATO SIGNOR PRESIDENTE FEDERALE, E A TUTTO IL POPOLO AUSTRIACO CORDIALI SALUTI. DIO DONI A TUTTI VOI LA SUA BENEDIZIONE.

BENEDICTUS PP XVI]




SEINER EXZELLENZ
HERRN DOKTOR HORST KÖHLER
PRÄSIDENT DER BUNDESREPUBLIK DEUTSCHLAND
BERLIN

AUF DEM FLUG ZU MEINER APOSTOLISCHEN REISE IN DIE TSCHECHISCHE REPUBLIK PASSIERE ICH DAS HOHEITSGEBIET DER BUNDESREPUBLIK DEUTSCHLAND(.) IN GEDANKEN AN UNSER HEIMATLAND ÜBERMITTLE ICH IHNEN SEHR GEEHRTER HERR BUNDESPRÄSIDENT UND ALLEN LANDSLEUTEN MEINE AUFRICHTIGEN GRÜSSE(.) VON HERZEN ERBITTE ICH IHNEN ALLEN GOTTES SCHUTZ UND SEGEN

BENEDICTUS PP XVI

[A SUA ECCELLENZA
IL DOTTOR HORST KÖHLER
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA
BERLINO

DURANTE IL VOLO PER IL MIO VIAGGIO APOSTOLICO NELLA REPUBBLICA CECA ATTRAVERSO IL TERRITORIO SOVRANO DELLA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA. RICORDANDO LA NOSTRA COMUNE PATRIA, INVIO A LEI ILLUSTRE SIGNOR PRESIDENTE FEDERALE, E A TUTTI I CONNAZIONALI I MIEI SINCERI SALUTI. DI CUORE INVOCO PER VOI TUTTI LA PROTEZIONE E LA BENEDIZIONE DI DIO.

BENEDICTUS PP XVI]








VIAGGIO APOSTOLICO DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI NELLA REPUBBLICA CECA (26-28 SETTEMBRE 2009) (II)


All’arrivo all’aeroporto internazionale Stará Ruzyně di Praga, alle ore 11.30, il Santo Padre Benedetto XVI è accolto dal Presidente della Repubblica Ceca, S.E. il Sig. Václav Klaus, con la Consorte; dall’Arcivescovo di Praga, Em.mo Card. Miloslav Vlk, e dal Presidente della Conferenza Episcopale ceca, S.E. Mons. Jan Graubner, Arcivescovo di Olomouc. Sono presenti Autorità politiche e civili, i Vescovi della Repubblica Ceca e una rappresentanza di fedeli.

Dopo il saluto del Presidente della Repubblica Ceca, Sig. Václav Klaus, il Papa pronuncia il discorso che riportiamo di seguito:


Signor Presidente,
Signori Cardinali,
Cari Fratelli nell’Episcopato,
Eccellenze, Signore e Signori!

È per me una grande gioia essere qui con voi oggi nella Repubblica Ceca e sono profondamente grato a tutti per la cordialità del vostro benvenuto. Ringrazio il Presidente, S.E. Václav Klaus, per l’invito rivoltomi a visitare il Paese e per le sue cortesi parole. Sono onorato per la presenza delle Autorità civili e politiche ed estendo il mio saluto a loro, insieme a tutto il Popolo ceco. Essendo qui, in primo luogo, per visitare le comunità cattoliche della Boemia e Moravia, esprimo un cordiale, fraterno saluto al Cardinale Vlk, Arcivescovo di Praga, a S.E. Mons. Graubner, Arcivescovo di Olomouc e Presidente della Conferenza Episcopale Ceca e a tutti i Vescovi e fedeli presenti. Sono stato particolarmente colpito dal gesto della giovane coppia che mi ha portato dei doni tipici della cultura di questa Nazione, assieme all’offerta di un po’ della vostra terra. Ciò mi ricorda quanto profondamente la cultura ceca sia permeata dal cristianesimo, dal momento che questi elementi del pane e del sale hanno un particolare significato tra le immagini del Nuovo Testamento.

Se l’intera cultura europea è stata profondamente plasmata dall’eredità cristiana, ciò è vero in modo particolare nelle terre ceche, poiché, grazie all’azione missionaria dei Santi Cirillo e Metodio nel nono secolo, l’antica lingua slava fu per la prima volta messa in iscritto. Apostoli dei popoli slavi e fondatori della loro cultura, essi a ragione sono venerati come Patroni d’Europa. È poi degno di menzione il fatto che questi due grandi santi della tradizione bizantina incontrarono qui missionari provenienti dall’Occidente latino.

Nella sua storia, questo territorio posto nel cuore del continente europeo, al crocevia tra nord e sud, est ed ovest, è stato un punto d’incontro di popoli, tradizioni e culture diverse. Non si può negare che ciò abbia talora causato delle frizioni, tuttavia, nel tempo, ciò si è rivelato essere un incontro fruttuoso. Da qui il significativo ruolo che le terre ceche hanno giocato nella storia intellettuale, culturale e religiosa d’Europa, talora come un campo di battaglia, più spesso come un ponte.

Nei prossimi mesi si ricorderà il ventesimo anniversario della "Rivoluzione di Velluto", che felicemente pose fine in modo pacifico ad un’epoca particolarmente dura per questo Paese, un’epoca in cui la circolazione di idee e di movimenti culturali era rigidamente controllata. Mi unisco a voi e ai vostri vicini nel rendere grazie per la vostra liberazione da quei regimi oppressivi. Se il crollo del muro di Berlino ha segnato uno spartiacque nella storia mondiale, ciò è ancora più vero per i Paesi dell’Europa Centrale e Orientale, rendendoli capaci di assumere quel posto che spetta loro nel consesso delle Nazioni, in qualità di attori sovrani.

Non si deve tuttavia sottovalutare il costo di quarant’anni di repressione politica. Una particolare tragedia per questa terra è stato il tentativo spietato da parte del Governo di quel tempo di mettere a tacere la voce della Chiesa. Nel corso della vostra storia, dal tempo di San Venceslao, di Santa Ludmilla e Sant’Adalberto fino a San Giovanni Nepomuceno, vi sono stati martiri coraggiosi la cui fedeltà a Cristo si è fatta sentire con voce più chiara e più eloquente di quella dei loro uccisori. Quest’anno ricorre il quarantesimo anniversario della morte del Servo di Dio il Cardinale Josef Beran, Arcivescovo di Praga. Desidero rendere omaggio a lui e al suo successore, il Cardinale František Tomášek, che ho avuto il privilegio di conoscere personalmente, per la loro indomita testimonianza cristiana di fronte alla persecuzione. Essi, ed altri innumerevoli coraggiosi sacerdoti, religiosi e laici, uomini e donne, hanno mantenuto viva la fiamma della fede in questo Paese. Ora che è stata recuperata la libertà religiosa, faccio appello a tutti i cittadini della Repubblica, perché riscoprano le tradizioni cristiane che hanno plasmato la loro cultura ed esorto la comunità cristiana a continuare a far sentire la propria voce mentre la nazione deve affrontare le sfide del nuovo millennio. "Senza Dio l’uomo non sa dove andare e non riesce nemmeno a comprendere chi egli sia" (Caritas in veritate, 78). La verità del Vangelo è indispensabile per una società prospera, poiché apre alla speranza e ci rende capaci di scoprire la nostra inalienabile dignità di figli di Dio.

Signor Presidente, sono a conoscenza del Suo desiderio di vedere riconosciuto alla religione un ruolo maggiore nelle questioni del Paese. La bandiera presidenziale che sventola sul Castello di Praga ha come motto "Pravda Vítĕzí – La Verità vince": è il mio più fermo auspicio che la luce della verità continui a guidare questa nazione, tanto benedetta nel corso della sua storia dalla testimonianza di grandi santi e martiri. In questa età della scienza è significativo richiamare l’esempio di Johann Gregor Mendel, l’abate agostiniano della Moravia le cui ricerche pionieristiche gettarono le fondamenta della moderna genetica. Non sarebbe stato certo indirizzato a lui il rimprovero del suo patrono, Sant’Agostino, il quale lamentava che molti fossero "più portati ad ammirare i fatti che a cercarne le cause" (Epistula 120,5; cfr Giovanni Paolo II, Commemorazione dell’abate Gregorio Mendel nel I° centenario della morte, 10 marzo 1984, 2). Il progresso autentico dell’umanità è servito al meglio proprio da una tale convergenza tra sapienza della fede ed intuito della ragione. Possa il Popolo ceco godere sempre i benefici che provengono da questa felice sintesi.

Mi rimane solo di rinnovare il mio ringraziamento a tutti voi e dirvi quanto ho atteso di poter trascorrere questi giorni nella Repubblica Ceca, che voi con orgoglio chiamate "žemĕ Česká, domov můj" (terra ceca, casa mia). Grazie di cuore!



Al termine della Cerimonia di benvenuto, il Santo Padre si trasferisce in auto alla chiesa di Santa Maria della Vittoria di Praga per la visita al "Bambino Gesù di Praga".








VIAGGIO APOSTOLICO DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI NELLA REPUBBLICA CECA (26-28 SETTEMBRE 2009) (III)



Alle ore 12.30, il Santo Padre Benedetto XVI si reca alla chiesa di Santa Maria della Vittoria all’interno della quale si venera la statua del "Bambino Gesù di Praga", che si rifà alla tradizione millenaria del culto dell’infanzia di Cristo.

Ai piedi della scala di accesso all’edificio sacro, il Papa riceve il saluto del Sindaco della Grande Praga, accompagnato dai sindaci dei distretti amministrativi della Capitale.

Nella chiesa poi, nella quale si trovano alcune famiglie con bambini, è accolto dal Rettore. Dopo un momento di preghiera presso la Cappella del Bambino Gesù dove è esposto il Santissimo, il Papa pone una corona d’oro sulla statua e, introdotto dall’indirizzo di omaggio del Presidente della Conferenza Episcopale ceca, S.E. Mons. Jan Graubner, Arcivescovo di Olomouc, pronuncia le parole di saluto che riportiamo di seguito:




SALUTO DEL SANTO PADRE

Ctihodní páni kardinálové,
vážený pane primátore a starostové,
vážení představitelé veřejného života,
milí bratři a sestry,
milé děti,

obracím se na vás všechny se srdečným pozdravem. Jsem rád, že mohu navštívit tento kostel, zasvěcený Panně Marii Vítězné, ve kterém je uctívána soška Jezulátka, známá po celém světě jako „Pražské Jezulátko".

[Signori Cardinali,
Signor Sindaco e distinte Autorità,
cari fratelli e sorelle,
cari bambini,
rivolgo a tutti il mio cordiale saluto ed esprimo la gioia di visitare questa Chiesa, dedicata a Santa Maria della Vittoria, dove è venerata l’effigie del Bambino Gesù, conosciuta dappertutto come il "Bambino di Praga".]

Ringrazio Mons. Jan Graubner, Presidente della Conferenza Episcopale, per le sue parole di benvenuto a nome di tutti i Vescovi. Indirizzo un saluto deferente al Sindaco e alle altre Autorità civili e religiose, che hanno voluto essere presenti a questo incontro. Saluto voi, care famiglie, che siete venute ad incontrarmi così numerose.

L’immagine del Bambino Gesù fa subito pensare al mistero dell’Incarnazione, al Dio Onnipotente che si è fatto uomo, ed è vissuto per 30 anni nell’umile famiglia di Nazaret, affidato dalla Provvidenza alla premurosa custodia di Maria e di Giuseppe. Il pensiero va alle vostre famiglie e a tutte le famiglie del mondo, alle loro gioie e alle loro difficoltà. Alla riflessione uniamo la preghiera, invocando dal Bambino Gesù il dono dell’unità e della concordia per tutte le famiglie. Pensiamo specialmente a quelle giovani, che debbono fare tanti sforzi per dare ai figli sicurezza e un avvenire dignitoso. Preghiamo per le famiglie in difficoltà, provate dalla malattia e dal dolore, per quelle in crisi, disunite o lacerate dalla discordia e dall’infedeltà. Tutte le affidiamo al Santo Bambino di Praga, sapendo quanto sia importante la loro stabilità e la loro concordia per il vero progresso della società e per il futuro dell’umanità.

L’effigie del Bambino Gesù, con la tenerezza della sua infanzia, ci fa inoltre percepire la vicinanza di Dio e il suo amore. Comprendiamo quanto siamo preziosi ai suoi occhi perché, proprio grazie a Lui, siamo divenuti a nostra volta figli di Dio. Ogni essere umano è figlio di Dio e quindi nostro fratello e, come tale, da accogliere e rispettare. Possa la nostra società comprendere questa realtà! Ogni persona umana sarebbe allora valorizzata non per quello che ha, ma per quello che è, poiché nel volto di ogni essere umano, senza distinzione di razza e cultura, brilla l’immagine di Dio.

Questo vale soprattutto per i bambini. Nel Santo Bambino di Praga contempliamo la bellezza dell’infanzia e la predilezione che Gesù Cristo ha sempre manifestato verso i piccoli, come leggiamo nel Vangelo (cfr Mc 10,13-16). Quanti bambini invece non sono amati, né accolti, né rispettati! Quanti sono vittime della violenza e di ogni forma di sfruttamento da parte di persone senza scrupoli! Possano essere riservati ai minori quel rispetto e quell’attenzione loro dovuti: i bambini sono il futuro e la speranza dell’umanità.

Vorrei ora rivolgere una parola particolare a voi, cari bambini, e alle vostre famiglie. Siete venuti numerosi ad incontrarmi e per questo vi ringrazio di cuore. Voi, che siete i prediletti del cuore del Bambino Gesù, sappiate ricambiare il suo amore, e, seguendone l’esempio, siate ubbidienti, gentili e caritatevoli. Imparate ad essere, come Lui, il conforto dei vostri genitori. Siate veri amici di Gesù e ricorrete a Lui con fiducia sempre. Pregatelo per voi stessi, per i vostri genitori, parenti, maestri ed amici, e pregatelo anche per me. Grazie ancora per la vostra accoglienza e di cuore vi benedico, mentre su tutti invoco la protezione del Santo Bambino Gesù, della sua Madre Immacolata e di san Giuseppe.



Al termine della visita, il Santo Padre si reca in auto alla Nunziatura Apostolica di Praga, dove pranza in privato.



Il Papa è nella Repubblica Ceca. L’esortazione ai fedeli nella cerimonia di benvenuto a Praga: riscoprite le tradizioni cristiane che hanno plasmato la vostra cultura



La popolazione della Repubblica Ceca, che si è felicemente liberata 20 anni fa da un regime oppressivo, riscopra ora le tradizioni cristiane che così profondamente hanno plasmato la sua cultura: è l’appello lanciato da Benedetto XVI, stamani, al suo arrivo a Praga per l’inizio del suo 13.mo viaggio internazionale che si svolge sul motto: “L’amore di Cristo è la nostra forza”. Il Papa è stato accolto all’aeroporto Stará Ruzyně di Praga dal presidente ceco, Václav Klaus, dal cardinale arcivescovo di Praga, Miloslav Vlk, e dal presidente della Conferenza episcopale del Paese, mons. Jan Graubner. Il servizio del nostro inviato Sergio Centofanti.

Il Papa ha iniziato la sua visita a Praga in una stupenda giornata di sole. Molto calda l’accoglienza, con la tradizionale offerta dei doni tipici di questa nazione, il pane e il sale. Le prime parole di Benedetto XVI sono state in ceco, salutate dall’applauso dei presenti:

“Pane presidente, milí páni kardinálové...”

Poi, proseguendo in inglese, ha espresso la sua grande gioia per essere in questa terra, così “profondamente … permeata dal cristianesimo” grazie all’azione missionaria dei Santi Cirillo e Metodio nel nono secolo, allorché “l’antica lingua slava fu per la prima volta messa in iscritto”. Gli Apostoli dei popoli slavi, Patroni d’Europa e “grandi santi della tradizione bizantina incontrarono qui missionari provenienti dall’Occidente latino”. Così “questo territorio – sottolinea Benedetto XVI - posto nel cuore del continente europeo, al crocevia tra nord e sud, est ed ovest, è stato un punto d’incontro di popoli, tradizioni e culture diverse”:

“Undeniably this has sometimes led to friction…
Non si può negare che ciò abbia talora causato delle frizioni, tuttavia, nel tempo, ciò si è rivelato essere un incontro fruttuoso. Da qui il significativo ruolo che le terre ceche hanno giocato nella storia intellettuale, culturale e religiosa d’Europa, talora come un campo di battaglia, più spesso come un ponte”.

Il Papa ricorda il ventesimo anniversario della “Rivoluzione di Velluto”, che “felicemente pose fine in modo pacifico ad un’epoca particolarmente dura per questo Paese, un’epoca in cui la circolazione di idee e di movimenti culturali era rigidamente controllata”:

“I join you and your neighbours in giving thanks…
Mi unisco a voi e ai vostri vicini nel rendere grazie per la vostra liberazione da quei regimi oppressivi. Se il crollo del muro di Berlino ha segnato uno spartiacque nella storia mondiale, ciò è ancora più vero per i Paesi dell’Europa Centrale e Orientale, rendendoli capaci di assumere quel posto che spetta loro nel consesso delle Nazioni, in qualità di attori sovrani”.

“Non si deve tuttavia sottovalutare – ha aggiunto - il costo di quarant’anni di repressione politica”:

“A particular tragedy for this land…
Una particolare tragedia per questa terra è stato il tentativo spietato da parte del Governo di quel tempo di mettere a tacere la voce della Chiesa. Nel corso della vostra storia, dal tempo di San Venceslao, di Santa Ludmilla e Sant’Adalberto fino a San Giovanni Nepomuceno, vi sono stati martiri coraggiosi la cui fedeltà a Cristo si è fatta sentire con voce più chiara e più eloquente di quella dei loro uccisori”.

Benedetto XVI rende omaggio al cardinale Josef Beran, arcivescovo di Praga, nel quarantesimo anniversario della morte, e al suo successore, il cardinale František Tomášek, “per la loro indomita testimonianza cristiana di fronte alla persecuzione. Essi, ed altri innumerevoli coraggiosi sacerdoti, religiosi e laici, uomini e donne hanno mantenuto viva la fiamma della fede in questo Paese”:

“Now that religious freedom has been restored…
Ora che è stata recuperata la libertà religiosa, faccio appello a tutti i cittadini della Repubblica, perché riscoprano le tradizioni cristiane che hanno plasmato la loro cultura ed esorto la comunità cristiana a continuare a far sentire la propria voce mentre la nazione deve affrontare le sfide del nuovo millennio. ‘Senza Dio l’uomo non sa dove andare e non riesce nemmeno a comprendere chi egli sia’ (Caritas in veritate, 78). La verità del Vangelo è indispensabile per una società prospera, poiché apre alla speranza e ci rende capaci di scoprire la nostra inalienabile dignità di figli di Dio”.

Quindi, il Papa ha sottolineato il desiderio del presidente Klaus “di vedere riconosciuto alla religione un ruolo maggiore nelle questioni del Paese” e citando il motto della bandiera presidenziale, “La Verità vince”, ha auspicato “che la luce della verità” guidi il progresso di questa nazione nell’armonia tra fede e ragione. E in questo contesto c’è il richiamo all’abate agostiniano della Moravia Johann Gregor Mendel, “le cui ricerche pionieristiche gettarono le fondamenta della moderna genetica”: seguiva il monito di Sant’Agostino a non essere più portato “ad ammirare i fatti che a cercarne le cause”. “Il progresso autentico dell’umanità – ha affermato ancora - è servito al meglio proprio da una tale convergenza tra sapienza della fede ed intuito della ragione. Possa il Popolo ceco – ha concluso - godere sempre i benefici che provengono da questa felice sintesi”. Il presidente Klaus, da parte sua, ha detto di attribuire a questa visita la stessa importanza storica e simbolica del viaggio di Giovanni Paolo II in questa terra all’indomani della caduta del comunismo. Ha quindi sottolineato di condividere col Papa molti valori anche se a partire da basi filosofiche diverse e si è rallegrato del fatto di poter leggere ora la sua ultima Enciclica “Caritas in veritate” anche in ceco.





Rispetto per i bambini maltrattati e concordia per le famiglie. Lo ha chiesto il Papa nell’omaggio alla statua del Bambino Gesù di Praga


Dopo il suo arrivo a Praga, il Papa si è recato nella Chiesa di Santa Maria della Vittoria dove ha reso omaggio alla piccola statua di legno e cera del Bambino Gesù, collocata lì fin dal 1628. Per l’occasione, Benedetto XVI ha regalato una corona per la Sacra Immagine del Bambino, conosciuta e venerata molto all’estero più che nella Repubblica Ceca. Devotissimi della statua furono San Francesco e Sant’Antonio, ma il culto venne diffuso nel periodo barocco grazie alle visioni di Santa Teresa d’Avila. Nel suo discorso, il Santo Padre ha ricordato i tanti bambini sfruttati e maltrattati e ha ribadito che loro “sono il futuro e la speranza dell’umanità”. Il servizio di Benedetta Capelli:

Canti

La luminosità della corona, il rosso della camicia e la tenerezza di un bambino piccolo incastonato nella dorata teca che lo accoglie. E’ il Bambino Gesù di Praga che “ci fa percepire – ha detto il Papa – la vicinanza di Dio e il suo amore”. Di fronte alla statua di cera e legno, ispiratrice di opere come “Il Piccolo Principe” di Saint-Exupéry, Benedetto XVI si è raccolto in preghiera. Dinanzi all’immagine che “fa subito pensare al mistero dell’Incarnazione”, il Santo Padre ha ricordato la famiglia di Nazareth e invocato “il dono dell’unità e della concordia per tutte le famiglie”:


Pensiamo specialmente a quelle giovani, che debbono fare tanti sforzi per dare ai figli sicurezza e un avvenire dignitoso. Preghiamo per le famiglie in difficoltà, provate dalla malattia e dal dolore, per quelle in crisi, disunite o lacerate dalla discordia e dall’infedeltà.


E di fronte a quel Bambino, esempio di “bellezza dell’infanzia” e segno della predilezione di Gesù verso i piccoli, il Papa ha pensato a tutti i bambini sfortunati del mondo:


Quanti bambini invece non sono amati, né accolti, né rispettati! Quanti sono vittime della violenza e di ogni forma di sfruttamento da parte di persone senza scrupoli! Possano essere riservati ai minori quel rispetto e quell’attenzione loro dovuti: i bambini sono il futuro e la speranza dell’umanità.


Un’umanità che deve ricordare che “ogni essere umano è figlio di Dio, quindi – continua il Papa – nostro fratello e, come tale, da accogliere e rispettare”:


Possa la nostra società comprendere questa realtà! Ogni persona umana sarebbe allora valorizzata non per quello che ha, ma per quello che è, poiché nel volto di ogni essere umano, senza distinzione di razza e cultura, brilla l’immagine di Dio.


“E questo vale – prosegue Benedetto XVI – soprattutto per i bambini”, a cui si è rivolto per invitarli a ricambiare l’amore del Bambino Gesù di Praga, esortando i tanti piccoli presenti in Chiesa a seguirne l’esempio nell’ubbidienza e nella carità, nell’essere “il conforto” dei genitori e soprattutto “veri amici di Gesù”.


La statuetta del Bambino Gesù di Praga è alta 47 centimetri ed ha indosso una camicetta. Sono almeno 60 i vestitini riccamente decorati offerti come ex-voto dai fedeli, alcuni provengono dal Vietnam e dalla Cina. E’ infatti molto diffuso il culto in diverse parti del mondo, copie della statua si trovano in Slovacchia, Germania e anche nelle Filippine. La Sacra Immagine, risalente al XVII secolo, sarebbe partita dalla Spagna e poi donata ai Carmelitani dalla principessa Polyxena di Lobkowicz nel 1628.



Crisi economica, contributo dei cattolici nella società e 20.mo della fine del comunismo tra i temi affrontati da Benedetto XVI nella conferenza stampa sul volo papale


Prima della partenza alla volta di Praga, il Papa è stato salutato all’aeroporto di Ciampino dal premier italiano, Silvio Berlusconi, appena rientrato in Italia dal G20 di Pittsburgh. Il premier era giunto a Ciampino prima dell’arrivo del Papa. Berlusconi ha conversato brevemente con il cardinale segretario di Stato, Tarcisio Bertone, e con le altre personalità del seguito tra cui il sostituto alla Segreteria di Stato, mons. Fernando Filoni, il cardinale vicario Agostino Vallini e il nunzio in Italia, Antonio Zanardi Landi. Era anche presente il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta. Quindi, all’arrivo del Papa, il premier italiano lo ha salutato ed ha scambiato brevemente alcune parole con il Santo Padre, parlando di temi internazionali, in particolare del G20 e lo ha poi accompagnato alla scaletta dell’aereo. E’ quanto rende noto il direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi.





Il nunzio a Praga, mons. Causero: il Papa darà nuovo vigore alla Chiesa ceca. La gioia dei giovani, affascinati dal messaggio di Benedetto XVI


Un viaggio nel cuore dell’Europa per rinnovare le ragioni della fede e della speranza. Sulle aspettative e il significato più profondo di questa visita di Benedetto XVI in Cechia, Sergio Centofanti ha intervistato mons. Diego Causero, nunzio apostolico a Praga:

R. – C’è un interesse di tutti, credenti e non credenti. I cattolici però – soprattutto i laici – aspettano il Papa come uno che viene per ridare un po’ di vigore alla Chiesa. Una Chiesa che è leggermente appesantita e rallentata.

D. – Qual è, dunque, la situazione della comunità cattolica e quali sono le sfide principali della Chiesa in questo Paese?

R. – E’ una comunità che è uscita da un periodo di oppressione e di persecuzione, che è rimasta sempre sotto questa cappa di qualcuno che ha comandato, che ha diretto e che non ha mai ripreso completamente coraggio. E’ una Chiesa numericamente piccola, perché rappresenta forse un 30 per cento - o leggermente meno - della popolazione. Ma è piena di fermenti, che mi pare siano vivaci soprattutto nei giovani: sia nei giovani preti sia nei giovani laici. La Chiesa ceca ha una situazione particolare, perché è vissuta per 200 anni sotto due aspetti diversi di secolarismo: prima c’era il secolarismo stile rivoluzione francese e poi c’è stato il periodo comunista, in cui la religione è stata direttamente avversata come oppio dei popoli. Ha quindi vissuto 200 anni di continuo anticattolicesimo.

D. – I dati ci dicono che nella Repubblica Ceca c’è un alto numero di atei. E’ vero?

R. – Non so se sono atei. Sono non affiliati ad una religione. Credo che la maggior parte non sia nemmeno atea. Una volta mi è successo di discutere con dei senatori, i quali ad un certo punto volevano trasmettere quest’idea: “Non siamo atei, non siamo cattolici né cristiani” e trovarono una frase per spiegare la loro posizione: “Siamo trascendentalisti”. Suppongo sia una specie di religione naturale, fatta a loro immagine e somiglianza, per cui credono che c’è qualcuno al di sopra, ma quel qualcuno è quello che la mia ragione deciderà.

D. – In questo contesto quali sono le priorità della Chiesa nella Repubblica Ceca?

R. – Ricreare un nucleo, una base di cristiani, i quali abbiano una buona formazione religiosa. Non solo una buona formazione religiosa, ma anche il sentimento d’una comunità che ha contato sempre nella vita della Cechia, ha contato profondamente e che può contare ancora. Poi una comunità che sia gioiosa, perché in Cechia uno arriva ed ha l’idea di un paesaggio che è totalmente cristiano, bello. Tra l’altro è il più bel barocco dell’Europa. E’ un sentimento particolare che dovrebbe tornare nella Chiesa, orgogliosa del suo passato, perché ciò che in Cechia è orgoglio dei cechi e desiderio dei turisti per le loro visite è fondato dalla Chiesa oppure ispirato da essa. Occorre quindi una catechesi che sia molto buona, un’indipendenza dalla paura e quest’immagine della Chiesa gioiosa perché ha una tradizione enorme di cui la Repubblica Ceca deve essere fiera.

D. – Quali sono i suoi auspici, le sue speranze?

R. – Ciò che io vorrei in particolare è che la Chiesa ceca riprendesse un po’ di vigore, si rianimasse, perché finora credo che parte dell’influenza della Chiesa sia rimasta limitata da una specie di relazione con il Paese che era quella di rammarico per le persecuzioni ricevute. Un atteggiamento un po’ rivendicativo nei confronti dello Stato, che non ha aiutato a risolvere i problemi che erano pendenti e infatti sono ancora tutti lì, irrisolti. Ciò che spero, quindi, è che il Papa riesca a dare animo ai vescovi, senso di unità ai sacerdoti e il gusto di annunciare e di evangelizzare. La Chiesa deve presentarsi cioè come quello che è.
Due momenti importanti della visita del Papa saranno l’incontro, domani pomeriggio, con il mondo accademico e gli studenti universitari nel Castello di Praga, e la Messa, domenica mattina, a Stará Boleslav, nella festa di San Venceslao, a cui parteciperanno migliaia di giovani e ai quali il Papa rivolgerà un messaggio speciale. Gli studenti universitari cattolici, da parte loro, hanno scritto una lettera a Benedetto XVI. Al microfono di Marketa Sindelarova, e ne parla Lenka Ceskova, una studentessa dell’Università fondata dall’imperatore Carlo IV nel 1348:
“Abbiamo voluto scrivere una lettera al Santo Padre perché sappiamo che lui è un ex professore universitario e tiene molto alla pastorale universitaria e soprattutto volevamo rispondere ai suoi appelli rivolti a noi studenti universitari. Volevamo rispondere col nostro sì, col nostro ‘fiat’. Volevamo dirgli che siamo coscienti della nostra corresponsabilità per il futuro dell’Europa e che facciamo il nostro meglio per rispondere alle sue aspettative. Volevamo anche rassicurarlo della nostra lealtà e del nostro amore verso di lui. Volevamo quindi lanciare un appello alla responsabilità per quanti lavorano nei mass media perché dicano e scrivano la verità, cioè informino la gente in modo obiettivo riguardo al messaggio del Santo Padre e al vero senso delle sue parole”.





I telegrammi del Papa ai presidenti italiano, austriaco e tedesco


Rivolgo “a tutti gli italiani il mio affettuoso e beneaugurante saluto che accompagno con ogni più cordiale ed orante auspicio di pace e di serenità”. E’ quanto scrive Benedetto XVI nel telegramma di sorvolo verso Praga, indirizzato al presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano. Dal canto suo, il presidente Napolitano ha risposto sottolineando che questo viaggio del Papa in in terra ceca, a 20 anni dalla caduta del Muro di Berlino, “offrirà a tutti non solo conforto ma anche rinnovata speranza e fiducia nell’avvenire”. Nel telegramma al presidente della Repubblica d’Austria, Heinz Fischer, il Papa augura a tutto il popolo austriaco cordiali saluti e la benedizione di Dio. Nel telegramma al presidente della Repubblica federale di Germania, Horst Köhler, ricordando la “comune patria”, il Pontefice invia i suoi sinceri saluti ai propri connazionali invocando la protezione e benedizione di Dio.






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Papa a Praga/ 15 minuti di colloquio con Klaus, poi saluta Havel

Presidente gli regala cristallo Boemia e sgabello pianoforte

E' durato 15 minuti il colloquio privato fra il Papa e il presidente della Repubblica ceca Vaclav Klaus, nella sala Augsburg del palazzo presidenziale di Praga. Presente anche la moglie Livia Klausova. Successivamente il capo di Stato ha presentato la figlia con due bambini. Klaus ha regalato al Pontefice una coppa in cristallo della Boemia con due candelieri di cristallo e uno sgabello per pianoforte. Prima dell'incontro con le autorità e con il corpo diplomatico Benedetto XVI ha salutato il premier, i presidenti di Camera e Senato, e l'ex dissidente, autore della rivoluzione di velluto, Vaclav Havel.
ha riferito ai giornalisti padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa della Santa Sede - hanno parlato in inglese e in privato.
Il cardinale Bertone e il premier Fisher hanno conversato per circa 15 minuti toccando i problemi dei rapporti bilaterali e di come fare per portare avanti i rapporti; i temi della solidarietà internazionale verso i paesi poveri con l'aiuto della chiesa cattolica e alcuni temi dell'Europa.

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Papa a Praga: L'Europa è una casa, riscoprire radici cristiane

Insostituibile ruolo del Cristianesimo per formazione e coscienza

"L'Europa è più che un Continente.
Essa è una casa", è "una patria spirituale": è quanto afferma il Papa, nel suo primo giorno in visita nella Repubblica Ceca, incontrando questo pomeriggio nel palazzo presidenziale di Praga il corpo diplomatico e le autorità politiche e civili.
"Nel pieno rispetto della distinzione tra la sfera politica e quella religiosa - distinzione che garantisce la libertà dei cittadini di esprimere il proprio credo religioso e di vivere in sintonia con esso - ha detto Ratzinger - desidero rimarcare l'insostituibile ruolo del Cristianesimo per la formazione della coscienza di ogni generazione e per la promozione di un consenso etico di fondo, al servizio di ogni persona che chiama questo Continente casa".
Il Papa dunque ringrazia tutti coloro che "in questo Paese e in Europa cercano di applicare la propria fede, in modo rispettoso ma determinato, nell'arena pubblica - ha aggiunto - nell'aspettativa che le norme sociali e le linee politiche siano ispirate al desiderio di vivere secondo la verità che rende libero ogni uomo e donna". Per il Papa, dunque, "l'attenzione alla verità universale non dovrebbe mai venire eclissata da interessi particolaristici, per quanto importanti essi possano essere perché ciò - ha ribadito - condurrebbe unicamente a nuovi casi di frammentazione sociale o di discriminazione, che proprio quei gruppi di interessi o di pressione dichiarano di voler superare". In un altro passaggio Benedetto XVI ha ricordato l'importanza delle radici cristiani dell'Europa.
"L'Europa, fedele alle sue radici cristiani - ha concluso Benedetto XVI - ha una particolare vocazione al servizio del bene comune di individui, comunità e nazioni".

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