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Benedetto XVI Forum
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Documenti emanati dai dicasteri e da altri organismi della Curia Romana e della Santa Sede durante il pontificato di Benedetto XVI

Ultimo Aggiornamento: 25/02/2013 19.30
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18/04/2009 16.09
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DICHIARAZIONE DEL DIRETTORE DELLA SALA STAMPA DELLA SANTA SEDE, P. FEDERICO LOMBARDI, S.I.: VISITA DEL SANTO PADRE ALLE ZONE COLPITE DAL TERREMOTO IN ABRUZZO

Il prossimo martedì 28 aprile il Santo Padre Benedetto XVI si recherà in Abruzzo per incontrare le popolazioni vittime del terremoto, secondo il proposito da lui da tempo manifestato.

Raggiungerà la tendopoli di Onna verso le 9.30 del mattino, successivamente passerà all’Aquila, dove sosterà presso la Casa dello Studente e la Basilica di Collemaggio. Infine, presso la Caserma della Guardia di Finanza avrà luogo un incontro con rappresentanze della popolazione e delle persone impegnate nelle operazioni di soccorso. La partenza è prevista intorno alle 12.30.

Durante gli spostamenti in elicottero il Papa sorvolerà alcune delle località più colpite dal sisma.

Ulteriori particolari del programma verranno resi noti in seguito.
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AVVISO DELL’UFFICIO DELLE CELEBRAZIONI LITURGICHE


CAPPELLA PAPALE PER LA CANONIZZAZIONE DEI BEATI: ARCANGELO TADINI, BERNARDO TOLOMEI, NUNO DE SANTA MARIA ÁLVARES PEREIRA, GELTRUDE COMENSOLI, CATERINA VOLPICELLI

Il 26 aprile 2009, III Domenica di Pasqua, alle ore 10, il Santo Padre Benedetto XVI celebrerà l’Eucaristia sul sagrato della Basilica Vaticana e procederà alla Canonizzazione dei Beati:

ARCANGELO TADINI, (1846-1912), presbitero, fondatore della Congregazione delle Suore Operaie della Santa Casa di Nazareth;

BERNARDO TOLOMEI (1272-1348), abate, fondatore della Congregazione di Santa Maria di Monte Oliveto dell’Ordine di San Benedetto;

NUNO DE SANTA MARIA ÁLVARES PEREIRA (1360-1431), religioso, dell’Ordine dei Carmelitani;

GELTRUDE COMENSOLI (1847-1903), vergine, fondatrice dell’Istituto delle Suore Sacramentine;

CATERINA VOLPICELLI (1839-1894), vergine, fondatrice della Congregazione delle Ancelle del Sacro Cuore.

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DICHIARAZIONE DELLA SALA STAMPA DELLA SANTA SEDE

La Sala Stampa della Santa Sede, attraverso il suo Direttore, P. Federico Lombardi, SJ, ha già anticipato in serata alcuni commenti relativi al discorso tenuto ieri dal Presidente iraniano alla Conferenza di esame della Dichiarazione di Durban del 2001 contro il razzismo, la discriminazione razziale, la xenofobia e la relativa intolleranza. In aggiunta, la medesima Sala Stampa desidera rimandare alle parole del Santo Padre Benedetto XVI, il Quale domenica scorsa ha detto: "Formulo i miei sinceri voti affinché i Delegati presenti alla Conferenza di Ginevra lavorino insieme, con spirito di dialogo e di accoglienza reciproca, per mettere fine ad ogni forma di razzismo, di discriminazione e intolleranza, segnando così un passo fondamentale verso l’affermazione del valore universale della dignità dell’uomo e dei suoi diritti, in un orizzonte di rispetto e di giustizia per ogni persona e popolo". Di conseguenza la Santa Sede deplora l’utilizzazione di questo forum dell’ONU per assumere posizioni politiche, estremiste e offensive, contro qualsiasi Stato. Ciò non contribuisce al dialogo e provoca una conflittualità inaccettabile. Si tratta, invece, di valorizzare tale importante occasione per dialogare insieme, secondo la linea di azione che la Santa Sede ha sempre adottato, in vista di una lotta efficace contro il razzismo e l’intolleranza che ancor oggi colpiscono bambini, donne, afro-discendenti, migranti, popolazioni indigene, ecc. in ogni parte del mondo. La Santa Sede, mentre rinnova l’appello del Papa, assicura che con tale spirito la sua Delegazione è presente e lavora alla Conferenza.
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COMUNICATO DELLA PONTIFICIA COMMISSIONE PER I BENI CULTURALI DELLA CHIESA SULL’ADOZIONE DI OPERE D’ARTE LESIONATE DAL RECENTE SISMA IN ABRUZZO

La Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa, facendo seguito all’appello lanciato il 9 aprile 2009 tramite gli organi stampa e in perfetta sintonia con le strutture centrali ed abruzzesi del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, si è assunta l’incarico di raccogliere le adesioni scritte per "adottare" il restauro di una o più opere d’arte mobili lesionate dal recente sisma che ha colpito l’Abruzzo.

La Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa invita perciò, tutti gli Istituti finanziari, culturali e museali, i laboratori di restauro pubblici e privati e i restauratori diplomati che non lo avessero già fatto, a perfezionare per iscritto la loro spontanea e gratuita adesione e la disponibilità all’"adozione" di un’opera d’arte mobile con la formula "da chiodo a chiodo", al seguente indirizzo e-mail: beniculturali@beniculturali.va

Si prega, infine, di allegare alla domanda un essenziale curriculum dove siano chiaramente esplicitate la formazione e l’attività professionale svolta.
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CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE DEL FESTIVAL DELLA SCIENZA (24 APRILE-2 MAGGIO 2009, OWERRY, NIGERIA)

Alle ore 12.30 di questa mattina, nell’Aula Giovanni Paolo II della Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la Conferenza Stampa di presentazione del Festival della Scienza, organizzato con il patrocinio del Pontificio Consiglio della Cultura, che si svolgerà dal 24 aprile al 2 maggio 2009 a Owerry (Nigeria).

Sono intervenuti: S.E. Mons. Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura; il Prof. Vittorio Silvestrini, Presidente della Fondazione Idis-Città della Scienza di Napoli; il Dott. Luigi Amodio, Direttore della Fondazione Idis-Città della Scienza di Napoli.

Ha portato la sua testimonianza uno studente dell’Associazione Assumpta Science Centre Owerri (ASCO).

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23/04/2009 17.00
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FIRMA DEL MEMORANDUM OF UNDERSTANDING TRA LA SEGRETERIA DI STATO E LA LEGA DEGLI STATI ARABI

Questa mattina, nel Palazzo Apostolico Vaticano, è stato sottoscritto un Memorandum of Understanding tra la Segreteria di Stato e la Lega degli Stati Arabi.

Hanno firmato per la Segreteria di Stato S.E. Mons. Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati, e, per la Lega degli Stati Arabi, S.E. il Sig. Amre Moussa, Segretario Generale.

Erano presenti al solenne atto:

per parte della Santa Sede: l’Em.mo Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, i Rev.di Monsignori Fortunatus Nwachukwu; Alberto Ortega; Christophe El-Kassis; Nicolas Thevenin; Lech Piechota.

per parte della Lega degli Stati Arabi: S.E. il Sig. Walid Al Gargani, Capo della Missione della Lega Araba presso la Santa Sede, il Sig. El Fateh El Naciry, capo del Dipartimento per l’Europa presso e gli Affari Euro-Arabi, la Sig.ra Dina Douay, Desk Officer per l’Europa presso il Gabinetto del Segretario Generale. Erano presenti anche gli Ambasciatori accreditati presso la Santa Sede di alcuni Paesi membri della Lega degli Stati Arabi.

Il suddetto Accordo consolida ulteriormente i vincoli di collaborazione esistenti tra la Santa Sede e la Lega degli Stati Arabi, specialmente a livello politico e culturale, in favore della pace, della sicurezza e della stabilità regionale e internazionale. Inoltre, esso propone strumenti di consultazione tra le due Parti con attenzione anche alle iniziative di dialogo interreligioso.

L’Accordo è entrato in vigore con la firma delle due Parti.
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24/04/2009 01.52
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Intervento della Santa Sede alla Conferenza di Durban II
Razzismo e povertà combinazione distruttiva



GINEVRA, giovedì, 23 aprile 209 (ZENIT.org).- Pubblichiamo di seguito l'intervento pronunciato il 22 aprile dall'Arcivescovo Silvano M. Tomasi, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Ufficio delle Nazioni Unite e Istituzioni Specializzate a Ginevra, in occasione della Conferenza di esame della Dichiarazione di Durban del 2001 contro il razzismo, la xenofobia e la relativa intolleranza, organizzata dall'Onu dal 20 al 24 aprile a Ginevra.
* * *

Signor Presidente,

mi congratulo per la sua elezione e auguro a Lei, all'Alto Commissario per i Diritti Umani e a tutto l'Ufficio di condurre con successo questa Conferenza a una conclusione positiva.

Signor Presidente,

La Delegazione della Santa Sede condivide l'aspirazione della comunità internazionale a superare tutte le forme di razzismo, di discriminazione razziale e xenofobia nella consapevolezza che «tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti» (Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, art. 1) e sono uniti in un'unica famiglia umana. Infatti, una comunità internazionale giusta si sviluppa in modo appropriato quando il desiderio naturale delle persone umane di relazionarsi non viene distorto dal pregiudizio, dalla paura degli altri o da interessi egoistici che minano il bene comune. In tutte le sue manifestazioni, il razzismo afferma falsamente che alcuni esseri umani hanno minori dignità e valore di altri. Ciò infrange la loro fondamentale eguaglianza di figli di Dio e conduce a una violazione dei diritti umani di individui e di interi gruppi di persone.

Partecipando alla Convenzione internazionale sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale, agli sforzi comuni delle Nazioni Unite e di altre importanti organizzazioni internazionali, la Santa Sede si sforza di assumersi pienamente la propria responsabilità secondo la missione che le è propria. Si impegna a combattere, con spirito di cooperazione, tutte le forme di razzismo, discriminazione razziale, xenofobia e relativa intolleranza.

La Santa Sede ha partecipato attivamente alla Conferenza di Durban del 2001 e, senza esitare, ha dato il suo sostegno morale alla Dichiarazione e al Programma di Azione (ddpa), ben sapendo che la lotta al razzismo è un prerequisito necessario e indispensabile per la costruzione di un modo di governare, di sviluppo sostenibile, di giustizia sociale, di democrazia e pace nel mondo.

Oggi, la globalizzazione unisce le persone, ma la prossimità spaziale e temporale non crea di per sé le condizioni per una interazione costruttiva e una comunione pacifica. Infatti, il razzismo persiste: gli stranieri e quanti sono differenti vengono troppo spesso rifiutati e si arriva perfino a commettere contro di loro atti barbarici, inclusi il genocidio e la pulizia etnica. Vecchie forme di sfruttamento hanno lasciato spazio a nuove: traffico di donne e bambini in una forma contemporanea di schiavitù, abuso di migranti irregolari. Persone percepite come differenti o che in effetti lo sono, divengono, in numero sproporzionato, vittime di esclusione sociale e politica, di condizioni da ghetto e di stereotipi. Giovani donne sono costrette a contrarre matrimoni indesiderati. I cristiani vengono arrestati o uccisi per il loro credo. La mancanza di solidarietà, un'aumentata frammentazione dei rapporti sociali nelle nostre società multiculturali, razzismo e xenofobia spontanei, discriminazione razziale e sociale, in particolare verso gruppi minoritari ed emarginati, e sfruttamento politico delle differenze, sono evidenti nell'esperienza quotidiana. L'impatto globale dell'attuale crisi economica colpisce, soprattutto, tutti i gruppi vulnerabili della società. Ciò dimostra quanto spesso razzismo e povertà siano interrelati in una combinazione micidiale.

La Santa Sede è anche allarmata dalla tentazione ancora latente dell'eugenetica che può essere alimentata da tecniche di procreazione artificiale e dall'uso di «embrioni superflui». La possibilità di scegliere il colore degli occhi o altre caratteristiche fisiche di un bambino potrebbe portare alla creazione di una «sottocategoria di esseri umani» o all'eliminazione di quegli esseri umani che non rispondono alle caratteristiche predeterminate da una certa società. Inoltre, l'aumentata preoccupazione per la sicurezza e la conseguente introduzione di misure e pratiche eccessive hanno fatto scaturire una maggiore mancanza di fiducia fra persone di culture differenti e hanno esacerbato la paura irrazionale degli stranieri. La lotta legittima contro il terrorismo non dovrebbe mai minare la protezione e la promozione dei diritti umani.

Basandosi sui progressi già compiuti, la nostra Conferenza di esame di Durban può essere l'occasione per accantonare le reciproche differenze e mancanza di fiducia, rifiutare ancora una volta qualsiasi teoria di superiorità razziale o etnica e rinnovare l'impegno della comunità internazionale per l'eliminazione di tutte le espressioni di razzismo quale requisito etico del bene comune, il cui ottenimento è «l'unico motivo di esistenza delle autorità civili» (cfr Papa Giovanni xxiii, Enciclica Pacem in terris) a livello nazionale, regionale e internazionale. Condividere risorse e iniziative migliori nello sforzo concertato di mettere in pratica le raccomandazioni della ddpa per sradicare il razzismo significa riconoscere la centralità della persona umana e la pari dignità di tutte le persone. Questo compito è dovere e responsabilità di tutti e dimostra con chiarezza che fare ciò che è giusto procura un vantaggio politico perché così si gettano le fondamenta di una convivenza pacifica, produttiva e reciprocamente proficua.

Le alleanze e le dichiarazioni internazionali così come le legislazioni nazionali sono indispensabili per creare una cultura pubblica e per fornire norme vincolanti, in grado di combattere il razzismo, la discriminazione razziale, la xenofobia e la relativa intolleranza.

Senza un mutamento del cuore, tuttavia, le leggi non sono efficaci. È il cuore a dover essere continuamente purificato affinché non vi governino più la paura e lo spirito di dominio, ma l'apertura agli altri, la fraternità e la solidarietà. Un ruolo insostituibile lo svolge l'educazione che forgia le mentalità e aiuta a formare le coscienze ad accogliere una visione più ampia della realtà e a rigettare qualsiasi forma di razzismo e di discriminazione. Alcuni sistemi educativi andrebbero rivisti per eliminare tutti gli elementi di discriminazione presenti nell'insegnamento, nei libri di testo, nei corsi di studio e nelle risorse visive. Il fine di questo processo di educazione non è solo il riconoscimento del fatto che tutti hanno uguale valore umano e l'eliminazione del pensiero e degli atteggiamenti razzisti, ma anche la convinzione che gli Stati e gli individui devono prendere l'iniziativa e divenire prossimo a tutti. Anche l'educazione informale e generale svolge un ruolo cruciale. I mezzi di comunicazione, quindi, dovrebbero essere accessibili e liberi da un controllo razzista o ideologico che porta alla discriminazione e perfino alla violenza contro persone che hanno una formazione culturale o etnica differente. In tal modo, i sistemi educativi e i mezzi di comunicazione si uniscono al resto della società nel sostenere la dignità umana che può essere tutelata e promossa soltanto da un'azione collettiva di tutti i settori. In tale contesto di mutua accettazione il diritto di accesso all'educazione da parte di minoranze razziali, etniche e religiose sarà rispettato come diritto umano in grado di garantire la coesione della società con il contributo del talento e delle capacità di ognuno.

Nella lotta contro il razzismo, le comunità di fede svolgono un ruolo importante. La Chiesa cattolica, per esempio, non ha lesinato sforzi per consolidare le sue numerose istituzioni scolastiche, crearne di nuove, essere presente in situazioni pericolose nelle quali la dignità umana viene calpestata e la comunità locale distrutta. In questa vasta rete educativa, la Chiesa insegna come vivere insieme e come riconoscere che tutte le forme di pregiudizio e di discriminazione razziale feriscono la dignità comune di ogni persona creata a immagine di Dio e lo sviluppo di una società giusta e accogliente. Per questo motivo, sottolinea che la persona «si realizza attraverso l'apertura accogliente all'altro e il generoso dono di sé... In questa chiave, il dialogo fra le culture emerge come un'esigenza intrinseca alla natura stessa dell'uomo e della cultura... Il dialogo porta a riconoscere la ricchezza della diversità e dispone gli animi alla reciproca accettazione, nella prospettiva di un'autentica collaborazione, rispondente all'originaria vocazione all'unità dell'intera famiglia umana. Come tale, il dialogo è strumento eminente per realizzare la civiltà dell'amore e della pace» (Papa Giovanni Paolo ii, Messaggio per la Celebrazione della Giornata Mondiale della Pace, 2001, n. 10). Il contributo delle comunità di fede alla lotta al razzismo e all'edificazione di una società non discriminante diviene più efficace in presenza di un rispetto autentico del diritto di libertà di religione com'è chiaramente esposto negli strumenti dei diritti dell'uomo. Purtroppo, la discriminazione non risparmia le comunità religiose, un fatto che preoccupa sempre più la comunità internazionale. La risposta a questa preoccupazione legittima è la piena realizzazione della libertà religiosa per gli individui e il loro esercizio a livello collettivo di questo diritto umano fondamentale. Sebbene il diritto alla libertà di espressione non sia una licenza a insultare i seguaci di qualsiasi religione o a stereotipare la loro fede, i meccanismi esistenti che offrono garanzia legale all'incitamento all'odio razziale e religioso dovrebbero essere utilizzati nella cornice della legge sui diritti umani per proteggere tutti i credenti e i non credenti. I sistemi giudiziari nazionali dovrebbero favorire la pratica di una «gestione razionale» delle pratiche religiose e non dovrebbero essere utilizzati per giustificare il fallimento nella tutela e nella promozione del diritto a professare e praticare liberamente la propria religione.

Le sfide che dobbiamo affrontare richiedono strategie più efficaci per combattere il razzismo, la discriminazione razziale, la xenofobia e la relativa intolleranza. Questi sono mali che corrodono il tessuto sociale della società e causano innumerevoli vittime. Il primo passo verso una soluzione pratica consiste nell'educazione integrale che include valori etici e spirituali a favore dell'acquisizione di poteri da parte di gruppi vulnerabili come i rifugiati, i migranti e itineranti, le minoranze razziali e culturali, persone imprigionate dalla estrema povertà o malate e disabili, donne e ragazze ancora considerate inferiori in alcune società, dove una irrazionale paura delle differenze impedisce la piena partecipazione alla vita sociale. In secondo luogo, per ottenere coesione fra strutture e meccanismi vari creati per contrastare atteggiamenti e comportamenti razzisti, è necessario intraprendere un nuovo studio per rendere le varie modalità più incisive ed efficaci. In terzo luogo, la ratifica universale di importanti strumenti contro il razzismo e la discriminazione, come la Convenzione internazionale sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale e la Convenzione internazionale sulla tutela dei diritti di tutti i lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie, segnalerà la volontà politica della comunità internazionale di combattere tutte le espressioni di razzismo. Infine, nulla può sostituire una giusta legislazione nazionale che condanni esplicitamente tutte le forme di razzismo e di discriminazione e permetta a tutti i cittadini di partecipare pubblicamente alla vita del loro Paese sulla base dell'uguaglianza di diritti e di doveri.

Quindi, il lavoro di questa Conferenza ha mosso un passo in avanti verso la lotta al razzismo, il motivo per cui la maggior parte dei Paesi si sforzano congiuntamente per un risultato che risponda alla necessità di eliminare manifestazioni vecchie e nuove di razzismo. La Conferenza, come forum internazionale di esercizio del diritto alla libertà di espressione, è stata purtroppo utilizzata per esprimere posizioni politiche estremiste e offensive che la Santa Sede deplora e rigetta: non contribuiscono al dialogo, provocano conflitti inaccettabili e in alcun modo possono essere approvate o condivise.

Signor Presidente,

Otto anni fa i Paesi del mondo hanno assunto un impegno globale per combattere il razzismo con l'adozione della Dichiarazione e del Piano di Azione di Durban. Questa visione di cambiamento rimane incompleta nella sua realizzazione e per questo motivo il cammino deve continuare. I progressi si otterranno attraverso una rinnovata determinazione a tradurre in azione le convinzioni riaffermate in questa Conferenza secondo le quali «tutti i popoli e tutti gli individui sono un'unica famiglia umana, ricca di diversità» e tutti gli esseri umani sono uguali in dignità e diritti. Solo allora, le vittime del razzismo saranno libere e sarà garantito un futuro comune di pace.

[Traduzione del testo originale in inglese a cura de “L'Osservatore Romano”]
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COMUNICATO DELLA SALA STAMPA DELLA SANTA SEDE

Stamani, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza l’On. Ralph Everard Gonsalves, Primo Ministro di San Vincenzo e Grenadine. Successivamente, il Primo Ministro si è incontrato con Sua Eminenza il Card. Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, che era accompagnato da Sua Eccellenza Mons. Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

Nei cordiali colloqui sono stati passati in rassegna i principali temi di politica riguardanti la regione, come pure sono state esaminate questioni sociali, etiche e religiose che interessano in modo particolare il Paese.
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COMUNICATO DELLA SALA STAMPA DELLA SANTA SEDE: UDIENZA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI BIELORUSSIA

Questa mattina, Sua Santità Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza Sua Eccellenza il Sig. Aleksandr Lukashenko, Presidente della Repubblica di Bielorussia. Successivamente, il medesimo Capo di Stato, accompagnato dal Ministro degli Affari Esteri, Sig. Sergei Martinov, ha incontrato Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, e Sua Eccellenza Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

Durante le conversazioni, svoltesi in un clima positivo, sono state affrontate questioni attinenti al rapporto tra fede e ragione e al dialogo interconfessionale e interculturale. Inoltre sono stati trattati temi di carattere internazionale legati alla promozione della pace e dell’autentico progresso dell’umanità, come pure alcune problematiche interne del Paese, argomenti concernenti la Chiesa cattolica in Bielorussia e le prospettive di approfondimento della collaborazione tra le due Parti. Si è infine rilevata la pacifica convivenza che caratterizza le relazioni tra le comunità cattolica e ortodossa, nonché con le altre confessioni religiose.
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COMUNICATO DELLA SALA STAMPA DELLA SANTA SEDE: UDIENZA ALLE LORO ALTEZZE REALI IL PRINCIPE DEL GALLES E LA DUCHESSA DI CORNOVAGLIA

Questa mattina, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza S.A.R. il Principe di Galles, accompagnato dalla Duchessa di Cornovaglia. Successivamente ha avuto luogo l’incontro con Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato da S.E. Mons. Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

I cordiali colloqui hanno permesso lo scambio di idee su alcuni temi di interesse comune, tra cui la promozione umana e lo sviluppo dei popoli, la difesa dell’ambiente e l’importanza del dialogo interculturale e interreligioso per la promozione della pace e della giustizia nel mondo.

[This morning in the Vatican Apostolic Palace, the Holy Father Benedict XVI received in audience His Royal Highness the Prince of Wales, accompanied by the Duchess of Cornwall. A meeting subsequently took place with Cardinal Secretary of State Tarcisio Bertone S.D.B., accompanied by Archbishop Dominique Mamberti, secretary for Relations with States.

The cordial discussions provided an opportunity for an exchange of views on certain questions of mutual interest including the human promotion and development of peoples, environmental protection, and the importance of inter-cultural and inter-religious dialogue for furthering peace and justice in the world.]
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AVVISO DELL’UFFICIO DELLE CELEBRAZIONI LITURGICHE


ORDINAZIONE PRESBITERALE NELLA BASILICA VATICANA

Domenica 3 maggio 2009, IV Domenica di Pasqua, alle ore 9 il Santo Padre Benedetto XVI presiederà la Santa Messa nella Basilica Vaticana e conferirà l’Ordinazione presbiterale a 19 diaconi della Diocesi di Roma.

Concelebreranno con il Santo Padre: l’Em.mo Cardinale Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma, S.E. Mons. Vicegerente, gli Ecc.mi Vescovi Ausiliari, i Superiori dei Seminari interessati e i Parroci degli Ordinandi.
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COMUNICATO DELLA SALA STAMPA DELLA SANTA SEDE

Questa mattina, il Presidente della Repubblica di Colombia, Sua Eccellenza il Dr. Álvaro Uribe Vélez, è stato ricevuto in Udienza da Sua Santità Benedetto XVI e, successivamente, si è incontrato con Sua Eccellenza Mons. Dominique Mamberti, Segretario della Sezione per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato.

I cordiali colloqui hanno permesso un fruttuoso scambio di opinioni su temi attinenti all’attuale congiuntura internazionale e regionale.

Ci si è poi soffermati su alcuni aspetti della situazione del Paese sudamericano, in particolare sulla lotta al narcotraffico e sulle politiche sociali intese a migliorare le condizioni di vita di tante persone che vivono ancora in condizioni di povertà, nonché sulla collaborazione tra la Chiesa e lo Stato ai fini del consolidamento della pacificazione nazionale.

[Esta mañana, Su Santidad Benedicto XVI ha recibido en audiencia al Presidente de la República de Colombia, Álvaro Uribe Vélez, que sucesivamente se ha encontrado con el arzobispo Dominique Mamberti, secretario para las Relaciones con los Estados.

Durante los cordiales coloquios ha habido un fructuoso intercambio de opiniones sobre temas relativos a la actual coyuntura internacional y regional.

También se han afrontado algunos aspectos de la situación del país sudamericano, en particular la lucha contra el narcotráfico y las políticas sociales destinadas a mejorar la condición de tantas personas que viven todavía en situaciones de pobreza. Asimismo, se ha hablado de la colaboración entre la Iglesia y el Estado, encaminada a la consolidación de la pacificación nacional.]
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CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE DELLE CONCLUSIONI DELLA XV SESSIONE PLENARIA DELLA PONTIFICIA ACCADEMIA DELLE SCIENZE SOCIALI SUL TEMA "LA DOTTRINA SOCIALE CATTOLICA ED I DIRITTI UMANI"

Alle ore 12.15 di questa mattina, nell’Aula Giovanni Paolo II della Sala Stampa della Santa Sede, si è tenuta una Conferenza Stampa di presentazione delle conclusioni della XV Sessione Plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali sul tema: "La Dottrina Sociale cattolica ed i Diritti umani"(Vaticano, 1 - 5 maggio 2009).

Sono intervenuti: la Prof.ssa Mary Ann Glendon, Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, S.E. Mons. Marcelo Sánchez Sorondo, Cancelliere della medesima Pontificia Accademia, la Prof.ssa Ombretta Fumagalli Carulli, Docente di Diritto Canonico all’Università Cattolica di Milano.
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COMUNICATO DELLA SALA STAMPA DELLA SANTA SEDE

Questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza il Sig. Lic. Elías Antonio Saca González, Presidente della Repubblica di El Salvador, il quale si è incontrato successivamente con Sua Eminenza il Card. Tarcisio Bertone, Segretario di Stato.

Nei corso dei cordiali colloqui sono stati passati in rassegna diversi temi legati alla situazione interna e alla attualità internazionale, rilevando, tra l’altro, l’impegno del Paese a promuovere la cooperazione nel piano commerciale, nella lotta contro il crimine organizzato, in materia di educazione ed emigrazione, e per la promozione sociale.

Infine, si sono evidenziate le buone relazioni fra Chiesa e Stato, auspicandone il rafforzamento in favore del progresso spirituale, della pacificazione e dello sviluppo nazionale.

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08/05/2009 03.26
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Intervento della Santa Sede sulla non proliferazione delle armi nucleari


CITTA' DEL VATICANO, giovedì, 7 maggio 2009 (ZENIT.org).- Pubblichiamo l'intervento pronunciato il 5 maggio dall'Arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite a New York, alla terza e ultima sessione del Comitato preparatorio dell'ottava conferenza di revisione del Trattato sulla non proliferazione delle armi nucleari in corso a New York dal 4 al 15 maggio 2009.

* * *

Signor presidente,

mi permetta di congratularmi con lei per la sua elezione a presidente della terza sessione del Comitato preparatorio per la conferenza di revisione del Trattato sulla non proliferazione nucleare che si svolgerà nel 2010.

Dopo quarant'anni di esistenza e di buon servizio alla comunità internazionale, il Trattato di non proliferazione delle armi nucleari (Tnp) è ancora una pietra d'angolo dei regimi di disarmo nucleare e di non proliferazione nonché lo strumento chiave per rafforzare la pace e la sicurezza internazionali. La Santa Sede riafferma il proprio sostegno forte e costante al Trattato ed esorta a una sua adesione universale e piena e alla sua osservanza.

Lo scorso anno è stato celebrato il quarantesimo anniversario del Trattato. Purtroppo, oggi constatiamo che nel mondo esistono più di 26.000 testate nucleari e che alcune nazioni anelano ancora a entrare nel «club nucleare», nonostante gli obblighi legalmente vincolanti nei settori del disarmo e della non proliferazione. Alla luce di questo, la validità e l'importanza del Trattato sono un'esortazione urgente a tutti gli Stati affinché uniscano i propri sforzi per l'ottenimento di un mondo privo di armi nucleari.

Dopo molti anni di stallo e perfino di regresso notiamo con soddisfazione alcuni segnali positivi della volontà di mettere di nuovo il disarmo nucleare al centro del dibattito internazionale su pace e sicurezza. Le numerose iniziative prese dai Governi, dalle organizzazioni internazionali e dalla società civile rappresentano un passo nella giusta direzione. La mia delegazione loda le politiche nazionali e gli accordi bilaterali volti a ridurre gli arsenali nucleari e attende con ansia di assistere ai progressi nell'affrontare questioni legate alle armi nucleari e ai sistemi di utilizzo di tali armi. Le varie iniziative prese e le posizioni assunte negli ultimi mesi sono passi incoraggianti che suscitano una rinnovata speranza nel fatto che sia raggiungibile l'obiettivo di un mondo privo di armi nucleari. Tuttavia, fin quando esisteranno armi nucleari l'umanità correrà sempre il pericolo che vengano utilizzate o che cadano nelle mani di terroristi, minacciando la pace e la sicurezza e perfino l'esistenza umana stessa.

La Santa Sede sottolinea la necessità di passi concreti, trasparenti e convincenti nei settori del disarmo e della non proliferazione sotto la guida dei principi del Tnp. Con questo nuovo slancio, la Santa Sede è convinta che nel breve periodo potrebbero essere raggiunti cinque obiettivi:

L'entrata in vigore del Ctbt (Trattato di interdizione degli esperimenti nucleari) è essenziale e possibile se gli Stati onorano seriamente l'impegno per un mondo privo dalle armi nucleari.

L'immediato inizio dei negoziati per un Trattato per l'eliminazione di materiale fissile è atteso ormai da troppo tempo.

Gli Stati che possiedono armi nucleari devono interpretare le proprie dottrine militari in modo da escludere l'uso delle stesse.

L'uso pacifico di energia nucleare dovrebbe essere sottoposto allo stretto controllo dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea). In questo settore tutti i Paesi dovrebbero aderire agli strumenti preposti. La parte di non proliferazione dello Tnp dovrebbe essere rafforzata aumentando il potere dell'Aiea e migliorando ulteriormente il suo sistema di vigilanza.

Dato il bisogno crescente di energia, è imperativo trovare soluzioni comuni e strutture internazionali per la produzione di carburante nucleare. In quest'area, l'Aiea dovrebbe svolgere un ruolo guida per garantire incolumità, sicurezza ed equo accesso a tutti.

Tutte queste misure sono necessarie per promuovere fiducia, trasparenza e autentica cooperazione fra nazioni e regioni. Le zone prive di armi nucleari sono il migliore esempio di questa fiducia e affermano che la pace e la sicurezza sono possibili senza il possesso di armi nucleari. La Santa Sede quindi esorta tutti gli Stati che le possiedono a svolgere un coraggioso ruolo guida e ad assumersi la responsabilità politica di tutelare l'integrità stessa del Tnp e di creare un clima di fiducia, trasparenza e autentica cooperazione, tenendo conto della concreta realizzazione di una cultura di vita e di pace. Per dare alle priorità e alle gerarchie di valori la loro giusta collocazione, è necessario un maggiore sforzo comune per mobilitare le risorse verso uno sviluppo etico, culturale ed economico cosicché l'umanità possa abbandonare la corsa agli armamenti.

Il disarmo nucleare, la non proliferazione nuclare e l'uso pacifico della tecnologia nucleare sono tre pilastri che si consolidano reciprocamente. È necessario un progresso urgente e irreversibile su tutti i fronti. L'odierna crescente espansione di programmi di energia nucleare per uso civile pone nuove potenziali sfide al regime di non proliferazione. Tuttavia, senza passi seri e concreti verso il disarmo, il pilastro della non proliferazione si indebolirà ulteriormente.

Signor presidente, mentre ci prepariamo per la conferenza di revisione del Tnp del 2010, la Santa Sede lancia un appello affinché le questioni difficili e complesse della conferenza di revisione vengano affrontate in modo imparziale. Al contempo, la mia delegazione le assicura sostegno pieno ai suoi sforzi per un risultato positivo di questa sessione.

[Traduzione del testo in inglese a cura de L'Osservatore Romano]
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DECRETO DELLA PENITENZIERIA APOSTOLICA CON IL QUALE VENGONO CONCESSE SPECIALI INDULGENZE IN OCCASIONE DELL’ANNO SACERDOTALE INDETTO IN ONORE DI SAN GIOVANNI MARIA VIANNEY

Come già annunciato, il Santo Padre Benedetto XVI ha deciso di indire uno speciale "Anno Sacerdotale", in occasione del 150° anniversario della morte del Santo Curato d’Ars, Giovanni Maria Vianney, luminoso modello di Pastore, pienamente dedito al servizio del popolo di Dio.

Durante l’Anno Sacerdotale, che avrà inizio il 19 giugno 2009 e si concluderà il 19 giugno 2010, viene concesso il dono di speciali indulgenze, secondo quanto descritto nel Decreto della Penitenzieria Apostolica, che viene reso noto oggi.

URBIS ET ORBIS

D E C R E T O

Si arricchiscono del dono di Sacre Indulgenze, particolari esercizi di pietà, da svolgersi durante l’Anno Sacerdotale indetto in onore di San Giovanni Maria Vianney.

È imminente il giorno in cui si commemoreranno i 150 anni dal pio transito in cielo di San Giovanni Maria Vianney, Curato d’Ars, che quaggiù in terra è stato un mirabile modello di vero Pastore al servizio del gregge di Cristo.

Poiché il suo esempio è adatto per incitare i fedeli, e principalmente i sacerdoti, ad imitare le sue virtù, il Sommo Pontefice Benedetto XVI ha stabilito che, per questa occasione, dal 19 giugno 2009 al 19 giugno 2010 sia celebrato in tutta la Chiesa uno speciale Anno Sacerdotale, durante il quale i sacerdoti si rafforzino sempre più nella fedeltà a Cristo con pie meditazioni, sacri esercizi ed altre opportune opere.

Questo sacro periodo avrà inizio con la solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, giornata di santificazione sacerdotale, quando il Sommo Pontefice celebrerà i Vespri al cospetto delle sacre reliquie di San Giovanni Maria Vianney, portate a Roma dall’Ecc.mo Vescovo di Belley-Ars. Sempre il Beatissimo Padre concluderà l’Anno Sacerdotale in piazza S. Pietro, alla presenza di sacerdoti provenienti da tutto il mondo, che rinnoveranno la fedeltà a Cristo e il vincolo di fraternità.

I sacerdoti si impegnino, con preghiere e buone opere, per ottenere dal Sommo ed Eterno Sacerdote Cristo la grazia di risplendere con la Fede, la Speranza, la Carità e le altre virtù, e mostrino con la condotta di vita, ma anche con l’aspetto esteriore, di essere pienamente dediti al bene spirituale del popolo; ciò che sopra ogni altra cosa la Chiesa ha sempre tenuto a cuore.

Per conseguire al meglio il fine desiderato, gioverà molto il dono delle Sacre Indulgenze, che la Penitenzieria Apostolica, con il presente Decreto emesso in conformità al volere dell’Augusto Pontefice, benignamente elargisce durante l’Anno Sacerdotale:

A.- Ai sacerdoti veramente pentiti, che in qualsiasi giorno devotamente reciteranno almeno le Lodi mattutine o i Vespri davanti al SS.mo Sacramento, esposto alla pubblica adorazione o riposto nel tabernacolo, e, sull’esempio di San Giovanni Maria Vianney, si offriranno con animo pronto e generoso alla celebrazione dei sacramenti, soprattutto della Confessione, viene impartita misericordiosamente in Dio l’Indulgenza plenaria, che potranno anche applicare ai confratelli defunti a modo di suffragio, se, in conformità alle disposizioni vigenti, si accosteranno alla confessione sacramentale e al Convivio eucaristico, e se pregheranno secondo le intenzioni del Sommo Pontefice.

Ai sacerdoti viene inoltre concessa l’Indulgenza parziale, anche applicabile ai confratelli defunti, ogni qual volta reciteranno devotamente preghiere debitamente approvate per condurre una vita santa e per adempiere santamente agli uffici a loro affidati.

B.- A tutti i fedeli veramente pentiti che, in chiesa o in oratorio, assisteranno devotamente al divino Sacrificio della Messa e offriranno, per i sacerdoti della Chiesa, preghiere a Gesù Cristo, Sommo ed Eterno Sacerdote, e qualsiasi opera buona compiuta in quel giorno, affinchè li santifichi e li plasmi secondo il Suo Cuore, è concessa l’Indulgenza plenaria, purchè abbiano espiato i propri peccati con la penitenza sacramentale ed innalzato preghiere secondo l’intenzione del Sommo Pontefice: nei giorni in cui si apre e si chiude l’Anno Sacerdotale, nel giorno del 150° anniversario del pio transito di San Giovanni Maria Vianney, nel primo giovedì del mese o in qualche altro giorno stabilito dagli Ordinari dei luoghi per l’utilità dei fedeli.

Sarà molto opportuno che, nelle chiese cattedrali e parrocchiali, siano gli stessi sacerdoti preposti alla cura pastorale a dirigere pubblicamente questi esercizi di pietà, celebrare la Santa Messa e confessare i fedeli.

Agli anziani, ai malati, e a tutti quelli che per legittimi motivi non possano uscire di casa, con l’animo distaccato da qualsiasi peccato e con l’intenzione di adempiere, non appena possibile, le tre solite condizioni, nella propria casa o là dove l’impedimento li trattiene, verrà ugualmente elargita l’Indulgenza plenaria se, nei giorni sopra determinati, reciteranno preghiere per la santificazione dei sacerdoti, e offriranno con fiducia a Dio per mezzo di Maria, Regina degli Apostoli, le malattie e i disagi della loro vita.

È concessa, infine, l’Indulgenza parziale a tutti i fedeli ogni qual volta reciteranno devotamente cinque Padre Nostro, Ave Maria e Gloria, o altra preghiera appositamente approvata, in onore del Sacratissimo Cuore di Gesù, per ottenere che i sacerdoti si conservino in purezza e santità di vita.

Il presente Decreto è valido per tutta la durata dell’Anno Sacerdotale. Nonostante qualsiasi disposizione contraria.

Dato in Roma, dalla sede della Penitenzieria Apostolica, il 25 aprile, festa di S. Marco Evangelista, anno dell’Incarnazione del Signore 2009.

James Francis Card. Stafford

Penitenziere Maggiore

† Gianfranco Girotti, O. F. M. Conv.

Vesc. Tit. di Meta, Reggente
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PRESS RELEASE OF THE PONTIFICAL COUNCIL FOR INTERRELIGIOUS DIALOGUE

The Royal Institute for Inter-Faith Studies (R.I.I.F.S.) and the Pontifical Council for Interreligious Dialogue (Vatican Office responsible for Interreligious Dialogue) (P.C.I.D.) held their first Colloquium.

The Colloquium took place in Amman from 18 to 20 May 2009, at the Royal Scientific Society (al-Jam'iyya al-'Ilmiyya al-Malakiyya).

The topic devoted to "Religion and Civil Society" has been examined focusing on three areas: 1) Religion and Civil Society in History and the Philosophico-juridical thought; 2) Religion and Civil Society in Modern Societies; 3) Religion and Civil Society in the Religious Tradition.

The Delegation of the Royal Institute for Inter-Faith Studies was headed by H.E. Ambassador Hasan Abu Nimah, Director, R.I.I.F.S. and included the following dignitaries and scholars: Seyed Mohammed Ali Abtahi, President, Institute for Inter-Religious Dialogue, Iran; Prof. Mohamed al-Sharkawi, Cairo University; Prof. Mahmoud al-Sartawi, Member of the R.I.I.F.S. Board of Trustees, University of Jordan; Prof. Abdul Nasser Abul-Basal, President, The World Islamic Science and Education University, Member of the R.I.I.F.S. Board of Trustees; Mr. Mohamad Mahfoodh; Dr. Edieh Metlaq; Professor Saoud el Mawla, Lebanese University, Beirut; Mr. Khaled Nusseibeh; Dr. Mohammad Rayyan, University of Jordan; Dr. Hanan lbrahim.

His Eminence Cardinal Jean-Louis Tauran, President of the Pontifical Council for Interreligious Dialogue (P.C.I.D.) led the delegation of the Holy See, which had as its members his Excellency Archbishop Pier Luigi Celata, Secretary of the P.C.I.D., and the Rev. Monsignor Khaled Akasheh, Bureau Chief for Islam at the P.C.I.D., as well as these other members: His Excellency Archbishop Francis Assisi Chullikatt, Apostolic Nuncio to Jordan and Iraq; His Excellency Msgr. Yasser Ayyach, Greek-Catholic Metropolitan of Jordan; His Excellency Msgr. Salim Sayegh, Auxiliary Bishop & Vicar General for Jordan; Rev. Prof. Andrea Pacini, Professor of Dogmatic Theology and of Theology of Religions; Rev. Prof. Joseph Ellul, O.P., Professor of Ecumenical Theology and Islamic Studies; Rev. Prof. Dr. Christian W. Troll, S.J., Honorary Professor for the Study of Islam and Christian Muslim Relations; Prof. Silvio Ferrari, Professor of Canon Law; Ms. Dima Al Baqain, Researcher; Dr. Asem Khalil, Associate Professor of Law.

A public session has been held at the Founders Theater, El-Hassan Science City at the end of the Colloquium. On that occasion HRH Prince El Hassan bin Talal and His Eminence Cardinal Jean-Louis Tauran addressed the participants and the guests, thanking them respectively for their contribution during the Colloquium, and their presence at the concluding session.

The following points have been agreed upon:

1) The notion of civil society has been discussed and the participants underlined its character as a medium for an open exchange of experiences and visions aimed at pursuing the common good. The participants agreed on the importance of civil society for a sound and integral development of individuals and communities, recognizing the particular and indispensable contribution that civil society can provide as a valuable forum for dialogue in the context of the responsible exercise of freedom.

2) The participants stressed the importance of educating youth in the values of mutual respect and in the culture of dialogue, rejecting violence, so as to promote peaceful coexistence on the basis of full citizenship.

3) They highlighted the relevance of democracy and the rule of law in a State that respects ethnic, cultural and religious diversities and implements equality among citizens, on the basis of the respect of human dignity and the ensuing fundamental human rights, particularly freedom and justice.

4) Religions have a specific role to play in civil society, offering motivations for the citizens' contributions to the common good that are based on faith in God and which transcend political expediency and search for power.

5) The participants stressed the role that religions can play in strengthening social participation and cohesion, thereby giving their specific support to the building of a stable and prosperous State, based on the principle of subsidiarity.

It has been decided that the next Colloquium will be held in Rome within two years, preceded by a preparatory meeting where the theme and the modalities will be defined.
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28/05/2009 01.22
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Lettera del Cardinale Hummes per l'Anno sacerdotale



CITTA' DEL VATICANO, mercoledì, 27 maggio 2009 (ZENIT.org).- Pubblichiamo di seguito la lettera ai sacerdoti del Cardinale Claudio Hummes, Prefetto della Congregazione per il Clero, in vista dell’Anno loro dedicato, che avrà inizio con la celebrazione dei Vespri, presieduti da Benedetto XVI, nella Basilica Vaticana, nella festa del Sacro Cuore di Gesù, il 19 giugno prossimo.

* * *

Cari Sacerdoti,

L’Anno Sacerdotale, indetto dal nostro amato Papa Benedetto XVI, per celebrare il 150º anniversario della morte di S. Giovanni Maria Vianney, il Santo Curato D’Ars, è alle porte. Lo aprirà il Santo Padre il 19 giugno p.v., festa del Sacro Cuore di Gesù e Giornata Mondiale di preghiera per la santificazione dei sacerdoti. L’annunzio di quest’anno speciale ha avuto una ripercussione mondiale positiva, specialmente tra gli stessi sacerdoti. Tutti vogliamo impegnarci, con determinazione, profondità e fervore, affinché sia un anno ampiamente celebrato in tutto il mondo, nelle diocesi, nelle parrocchie, in ogni comunità locale, con il coinvolgimento caloroso del nostro popolo cattolico, che indubbiamente ama i propri sacerdoti e li vuol vedere felici, santi e gioiosi nel lavoro apostolico quotidiano.

Dovrà essere un anno positivo e propositivo, in cui la Chiesa vuol dire innanzitutto ai sacerdoti, ma anche a tutti i cristiani, alla società mondiale, attraverso i massmedia globali, che è fiera dei suoi sacerdoti, li ama, li venera, li ammira e riconosce con gratitudine il loro lavoro pastorale e la loro testimonianza di vita. Davvero, i sacerdoti sono importanti non solo per ciò che fanno, ma anche per ciò che sono. Al contempo, è vero che alcuni sacerdoti sono talora apparsi coinvolti in problemi gravi e situazioni delittuose. Ovviamente, bisogna continuare ad investigarli, giudicarli debitamente e punirli. Questi casi, però, riguardano una percentuale molto piccola del clero. Nella stragrande maggioranza i sacerdoti sono persone molto degne, dedicate al ministero, uomini di preghiera e di carità pastorale, che investono l’intera esistenza nell’attuazione della propria vocazione e missione, spesso con grandi sacrifici personali, ma sempre con amore autentico verso Gesù Cristo, la Chiesa e il popolo, solidali con i poveri e i sofferenti. Perciò, la Chiesa è fiera dei suoi sacerdoti in tutto il mondo.

Quest’anno sia anche un’occasione per un periodo di intenso approfondimento dell’identità sacerdotale, della teologia del sacerdozio cattolico e del senso straordinario della vocazione e della missione dei sacerdoti nella Chiesa e nella società. Ciò richiederà convegni di studio, giornate di riflessione, esercizi spirituali specifici, conferenze e settimane teologiche nelle nostre facoltà ecclesiastiche, ricerche scientifiche e rispettive pubblicazioni.

Il Santo Padre, nel discorso d’indizione, durante l’Assemblea Plenaria della Congregazione per il Clero, il 16 marzo u.s., disse che con quest’anno speciale si vuole “favorire questa tensione dei sacerdoti verso la perfezione spirituale dalla quale soprattutto dipende l’efficacia del loro ministero”. Perciò deve essere, in modo molto speciale, un anno di preghiera dei sacerdoti, con i sacerdoti e per i sacerdoti, un anno di rinnovamento della spiritualità del presbiterio e dei singoli presbiteri. In questo contesto, l’Eucaristia si presenta come il centro della spiritualità sacerdotale. L’adorazione eucaristica per la santificazione dei sacerdoti e la maternità spirituale di monache, donne consacrate e laiche verso i singoli presbiteri, come già proposte, qualche tempo fa, dalla Congregazione per il Clero, potrebbero essere sviluppate con sicuri frutti di santificazione.

Sia anche un anno in cui si prendono in esame le condizioni concrete ed il sostentamento materiale in cui vivono i nostri sacerdoti, alle volte obbligati a situazioni di dura povertà.

Sia, al contempo, un anno di celebrazioni religiose e pubbliche, che portino il popolo, le comunità cattoliche locali, a pregare, a meditare, a festeggiare e a prestare il giusto omaggio ai loro sacerdoti. La festa nella comunità ecclesiale è un’espressione molto cordiale, che esprime e nutre la gioia cristiana, una gioia che sgorga dalla certezza che Dio ci ama e con noi festeggia. Sarà un’opportunità per sviluppare la comunione e l’amicizia dei sacerdoti con la comunità loro affidata.

Molti altri aspetti ed iniziative potrebbero essere nominati per arricchire l’Anno Sacerdotale. Qui dovrà intervenire la giusta creatività delle Chiese locali. Perciò, è bene che ogni Conferenza Episcopale, ogni diocesi ed ogni parrocchia e comunità locale stabilisca, al più presto possibile, un vero e proprio programma per quest’anno speciale. Ovviamente, sarà molto importante cominciare l’anno con un avvenimento significativo. Nello stesso giorno dell’apertura dell’Anno Sacerdotale a Roma con il Santo Padre, il 19 giugno, le Chiese locali sono invitate a partecipare, in qualche modo, alla inaugurazione, magari con un atto liturgico specifico e festivo. Coloro che potranno venire a Roma per l’apertura, vengano senz’altro, per manifestare la propria partecipazione a questa felice iniziativa del Papa. Dio, senza dubbio, benedirà questo impegno con grande amore. E la Vergine Maria, Regina del Clero, pregherà per tutti voi, cari sacerdoti.



Cardinale Cláudio Hummes

Arcivescovo Emerito di São Paulo

Prefetto della Congregazione per il Clero
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INTERVENTO DELLA SANTA SEDE ALLA 62a ASSEMBLEA MONDIALE DELLA SANITÀ

Nei giorni 18-27 maggio 2009, si è svolta, a Ginevra, la 62a Assemblea Mondiale della Sanità. La Santa Sede vi ha partecipato, in qualità di Osservatore, con una Delegazione guidata da S.E. Mons. Zygmunt Zimowski, Presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, ed integrata da S.E. Mons. Silvano M. Tomasi, Mons. Hubertus van Megen, Mons. Jean-Marie Musivi Mpendawatu, Mons. Robert J. Vitillo, Dott. Maurizio Evangelista, Dott. Giuliano Rizzardini, Dott. Amedeo Capetti.

Pubblichiamo di seguito la traduzione in lingua italiana dell’intervento pronunciato da S.E. Mons. Zimowski il 19 maggio scorso:


INTERVENTO DI S.E. MONS. ZYGMUNT ZIMOWSKI

Signor Presidente,

Le presento le congratulazioni della Santa Sede, unitamente al nostro augurio per la Sua designazione a questo importante ufficio.

Essendo stato recentemente nominato da Sua Santità Benedetto XVI come Presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, ritengo un grande onore condividere con i delegati presenti a questa 62° Assemblea dell’OMS alcune riflessioni e le preoccupazioni della Santa Sede. Per quanto riguarda l’impatto dell’assistenza e delle cure sulla salute umana in questo periodo di crisi economica globale, la Santa Sede condivide le preoccupazioni già espresse da altri delegati.

L’attuale crisi economica ha fatto affiorare lo spettro della cancellazione o di una drastica riduzione dei programmi di assistenza esterna, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. Ciò metterà drammaticamente a repentaglio i loro sistemi sanitari, che sono già al collasso per la forte incidenza di malattie endemiche, epidemiche e virali. Nel suo messaggio al G-20, Papa Benedetto XVI ha osservato che: "l’uscita dall’attuale crisi globale solo si può realizzare insieme, evitando soluzioni improntate all’egoismo nazionalistico e al protezionismo", e ha esortato ad un "coraggioso e generoso potenziamento di una cooperazione internazionale capace di promuovere un reale sviluppo umano ed integrale"1.

La mia delegazione desidera mettere in evidenza altresì la grande importanza e la particolare responsabilità di organizzazioni di matrice religiosa e di migliaia di istituzioni sanitarie gestite dalla Chiesa, nel fornire sostegno e cure a persone che vivono in povertà. Il fardello economico che pesa sulle casse dei Governi in modo sempre crescente a causa della crisi finanziaria attuale, è avvertito in modo ancor più profondo dalle istituzioni sostenute dalla Chiesa, che, spesso, non hanno accesso ai fondi governativi o internazionali. Ciò nonostante, esse continuano a lottare per servire quanti si trovano maggiormente nel bisogno. I valori che motivano tale servizio da parte delle organizzazioni a matrice religiosa, oltre al valore di primaria importanza della sacralità e della dignità della vita umana, includono alcuni principi articolati nella Risoluzione sulle cure sanitarie primarie, presi in esame da questa Assemblea. Mi riferisco a principi come "equità, solidarietà, giustizia sociale e accesso universale ai servizi"2.

Signor Presidente,

nel 1998 il Pontificio Consiglio - incoraggiato in questo senso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità - ha condotto una ricerca presso le Chiese locali sulle sfide che la comunità internazionale deve affrontare per raggiungere l’obiettivo della salute per tutti. I risultati di questa ricerca hanno mostrato che una delle sfide maggiori è l’applicazione del principio di equità.3 Un decennio dopo, devo purtroppo constatare che nella maggior parte dei Paesi tale sfida è ancora attuale. La mia delegazione guarda, pertanto, con particolare attenzione alla risoluzione relativa ai determinanti sociali della salute, proposta all’approvazione di questa Assemblea, ed è particolarmente interessata all’appello urgente che essa contiene per i Governi "a sviluppare e raggiungere gli obiettivi e le strategie tendenti a migliorare la salute pubblica, con uno sguardo particolare alle ingiustizie nel campo della salute"4.

Esiste, inoltre, una preoccupazione condivisa per milioni di bambini in tutto il mondo che non raggiungono il loro pieno potenziale a causa delle grandi differenze e ingiustizie esistenti in campo sanitario. Il Santo Padre ha fatto partecipi di questa preoccupazione anche i partecipanti alla XXIII Conferenza Internazionale del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, chiedendo "una decisa azione tesa a prevenire per quanto possibile le malattie e, quando esse sono in atto, a curare i piccoli ammalati mediante i più moderni ritrovati della scienza medica, come pure a promuovere migliori condizioni igienico-sanitarie soprattutto nei Paesi meno fortunati"5.

Signor Presidente,

Non possiamo permettere che questi bambini indifesi, i loro genitori e gli altri adulti delle comunità più povere del mondo diventino sempre più vulnerabili a causa della crisi economica globale, ampiamente alimentata dall’egoismo e dalla bramosia. Come ha sottolineato il Santo Padre, "occorre una forte solidarietà globale tra Paesi ricchi e Paesi poveri, nonché all’interno dei singoli Paesi, anche se ricchi. E’ necessario ‘un codice etico comune’, le cui norme non abbiano solo un carattere convenzionale, ma siano radicate nella legge naturale inscritta dal Creatore nella coscienza di ogni essere umano (cfr Rm 2,14-15)"6 perché "a giustizia non si può creare nel mondo solo con modelli economici buoni, che sono necessari. La giustizia si realizza solo se ci sono i giusti."7.

Grazie, Signor Presidente.

_____________________________________________________________

1 Benedetto XVI, Messaggio al Primo Ministro britannico Gordon Brown in occasione del Summit del G20, 30 marzo 2009.

2 www.who.int/gb/ebwha/pdf_files/EB124_R8-en.pdf.

3 Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, Ricerca su "Project de document de consultation pour l’actualisation de la stratégie mondial de la santé pour tous", Rome 1998, (testo non pubblicato).

4 www.who.int/gb/ebwha/pdf_files/EB124/B124_R8-en.pdf.

5 Benedetto XVI, Discorso ai partecipanti alla XXIII Conferenza Internazionale del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, Città del Vaticano, 15 novembre 2008.

6 Benedetto XVI, Messaggio per la Celebrazione della Giornata Mondiale della Pace, 1 gennaio 2009, n. 8.

7 Benedetto XVI, Discorso ai Parroci e al Clero della Diocesi di Roma, 26 febbraio 2009.
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VATICANO: NUOVE REGOLE PER PRETI CONCUBINI, PIU' FACILE ''SPRETARLI'

ASCA

Alla vigilia dell'anno dedicato ai preti di tutto il mondo, papa Benedetto XVI ha dato alla Congregazione vaticana per il Clero nuovi poteri che renderanno piu' semplice ridurre allo stato laicale quei preti che hanno una relazione con una donna, si sposano civilmente, hanno figli o abbandonano il loro ministero per piu' di cinque anni.
Ne da' notizia l'agenzia dei vescovi Usa Catholic News Service, che riferisce di una lettera dello scorso 18 aprile del prefetto della Congregazione, il card. Claudio Hummes, ai vescovi di tutto il mondo.
I nuovi poteri della Congregazione non riguarderanno i casi di abusi sessuali da parte dei sacerdoti, che continueranno a essere gestititi con una procedura speciale da parte della Congregazione per la dottrina della fede.
Il card. Hummes, intervistato dal Catholic News Service, ha spiegato i nuovi poteri della sua Congregazione con l'esigenza di affrontare le ''molte situazioni in cui il diritto canonico non sembrava adeguato per affrontare i nuovi problemi''.
La Chiesa cattolica non dispone di statistiche sui preti che hanno abbandonato il ministero senza richiedere una dispensa formale al proprio vescovo dall'obbligo del celibato.
Le nuove procedure permetteranno di ''laicizzare' d'ufficio il sacerdote in casi come questo.
''Il bene della Chiesa e il bene del prete che ha lasciato - spiega Hummes - e' che (il prete) riceva la dispensa cosi' da trovarsi in una situazione corretta, specialmente se hai dei bambini''.
Il 19 giugno papa Benedetto XVI inaugurera' con la celebrazione dei vespri nella Basilica di San Pietro l'Anno Sacerdotale, in occasione dei 150 anni della morte del santo Curato d'Ars, che proclamera' patrono di tutti i sacerdoti del mondo. Il tema scelto per l'Anno e' ''Fedelta' di Cristo, fedelta' del sacerdote''.

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